STANIS MULAS.
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IL PUGNALE E IL FIORDALISO.
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Parte 2.
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1991. LONGANESI & Company, MILANO.
Collezione: LA GAJA SCIENZA.
ISBN 88-304-1015-2.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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PARTE SECONDA.
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KEFTI NYR.
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Capitolo 17.
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KIELOS accolse Nyr con grande cortesia, evidentemente soddisfatto che il Navarca avesse risposto al suo appello prima dell'apertura della navigazione, e si compiacque che il viaggio fosse stato tranquillo.
Quando per ebbe letto il messaggio del Navarca non riusc a nascondere il proprio stupore.
Dunque saresti tu il rappresentante delle Isole scelto dal Navarca? Mi congratulo con te, Nyr di Thera, anche se ti avrei ritenuto troppo giovane per una simile missione. Comunque avr tutto il tempo per conoscerti meglio. Il Navarca ti avr detto che cosa mi attendo da te...
Me lo ha detto e mi ha raccomandato di esserti fedele, rispose Nyr.
Anche oltre gli interessi di Thera? sorrise Kielos, bonario.
Potranno mai, gli interessi di una delle Isole, essere diversi da quelli dell'isola del Re? gli replic Nyr.
Naturalmente no, si affrett a dire Kielos. E sono contento che il Navarca ti abbia scelto quale rappresentante di Thera presso i Faraoni.
Non scelto ma proposto, corresse Nyr. Egli spera nel tuo gradimento circa la mia persona, ma a scegliere sarai tu.
Ebbene, ne avr tutto il tempo, come ti ho detto, sorrise Kielos. Nel frattempo sarai mio ospite e avremo modo di scambiarci pareri. Intanto ti dico che ho gradito molto i doni che mi hai portato e che sono segno di amicizia e di alleanza. L'alleanza  indubitabile, Kielos; i doni sono segno di fratellanza sincera, volle precisare Nyr e Kielos lo guard tra l'ammirato e lo stupito. Era rimasta in quel giovanissimo abitante di Thera la semplicit di un anno prima? Ora parlava con diplomazia, come un politico consumato. Avrebbe avuto modo di accertarlo, pens mentre lo accompagnava a salutare i dignitari.
L'indomani, Kielos diede un grande ricevimento in onore di Nyr cui parteciparono le famiglie pi importanti della citt. Dopo Krisis, che aveva gi visto, e al quale aveva ceduto la lana
del padre per un prezzo molto favorevole, pot salutare Zina e fu per lui un momento di grande emozione.
Zina era ancor pi bella e affascinante di come la ricordava e, vedendo che lui portava ancora la benda azzurra, gli ramment
il motivo per cui gliel'aveva regalata. Anche la bella moglie di Krisis, la dolce Dinna, lo rivide con sincero piacere. Dopo aver frequentato le famiglie di Akrotiri, Nyr aveva forse perso in semplicit ma acquistato nei modi mentre la sua grazia restava quella spontanea e naturale di sempre. Uomini e donne lo accolsero con autentica simpatia, compresa Aristea che lui divert con il racconto di come aveva liberato Trippa, a Melo, dalle donne di Kllista.
A richiesta di Aristea non aveva potuto esimersi dal rifare quel gioco con le donne e, come ad Akrotiri, da nessuna si era fatto prendere anche se aveva notato il dispetto di Zina che, partecipando al gioco, si attendeva che lui la favorisse. Pi tardi lei trov il modo di dirgli, mentre erano distanti dagli altri: Hai rispettato il voto? Oppure ti sei lasciato prendere da qualche femmina?
Ho rispettato il voto, le assicur Nyr.
Bada che mi accorger immediatamente se dici il falso! lo ammon Zina con uno scintillio negli occhi neri.
Mi sono conservato per te, anche se non sono certo dei motivi che ti hanno spinta a farmi fare questa promessa, replic Nyr. Ora vuoi dirmi per quale ragione non ho penetrato una donna? Perch se la ragione  quella che spero non riuscir a dormire, questa notte...
Ci sar tempo per risponderti, sorrise lei e, vedendo qualcuno avvicinarsi, cambi discorso, lasciando Nyr in attesa della prossima occasione per riprendere l'argomento che gli stava a cuore. Tuttavia, da quel momento, Zina evit con cura di restar sola con lui e addirittura prese commiato prima degli altri invitati.
Pi tardi, quando tutti ebbero lasciato il Palazzo, Nyr ebbe modo di constatare ancora una volta la differenza tra la casa del Navarca e la residenza di Kielos. Usciti gli ospiti, restarono gli ufficiali e le guardie: ce n'erano in ogni stanza. Nei giorni a venire, Nyr avrebbe avuto modo di rendersi conto che i soldati della guardia erano acquartierati in gruppi di sei nelle stanze del Palazzo che circondavano la residenza privata di Kielos le cui porte restavano sorvegliate
giorno e notte. Nella casa del Navarca chiunque avrebbe potuto
entrare e le uniche stanze vigilate erano quelle che
custodivano i beni dei mercanti e per le quali era sufficiente
un solo servitore. Era pi che evidente che Kielos non si sentiva sicuro.
A Nyr era stato destinato un quartierino di tre stanze, gli era stata assegnata un'ancella e, per quando fosse uscito da Palazzo, due guardie di scorta.
Quella sera lui e Kielos si trattennero a discorrere in un angolo della sala, con due coppe colme di vino al miele e un servitore a discreta distanza, pronto ad accorrere per colmarle quando fossero state vuote. Kielos s'inform se Nyr si trovava a proprio agio nell'alloggio destinatogli.
Per me  fin troppo, Kielos, rispose Nyr. Non ho dimenticato le mie abitudini di marinaio. Comunque ti ringrazio.
Di qualsiasi cosa tu abbia bisogno non hai che da chiedere, disse Kielos. Se l'ancella Kreusa non ti piace, dimmelo e te la cambier stanotte stessa.
No, l'ancella Kreusa mi piace ma non ho bisogno di un'ancella per lavarmi e per vestirmi, sono abituato a far da solo.
Certe cose mica puoi farle da solo, per! rise Kielos. Io non ti ho dato Kreusa perch ti aiuti a vestirti ma perch tu ne prenda piacere. Ha quindici anni e l'ho sverginata io stesso, ma  talmente timida che con lei mi sono stizzito pi di una volta e ho persino adoperato il bastone. Pu darsi che con te, che sei giovane, si trovi meglio...
Kielos, devo dirti che, per un voto fatto alla dea che mi protegge, io non potr penetrare una femmina se non dopo che lei mi avr sciolto dal voto.
Oh, povero te! esclam Kielos, stupito e sinceramente dispiaciuto. Tu non sai che cosa perdi, o mio giovane amico! Io non son pi giovane ma le donne mi piacciono sempre e non potrei farne a meno. Ebbene, ti auguro che la dea ti sciolga presto dal voto e che ti sia riconoscente perch il tuo sacrificio non  da poco.
Quando si separarono per la notte, Nyr and alle sue stanze, accolto con un timido sorriso da Kreusa che se ne stava seduta sull'orlo del letto. Le spieg che avrebbe potuto tornare alle stanze delle ancelle in quanto non aveva bisogno di lei e lo fece in modo gentile, ma Kreusa impallid e nei begli occhi scuri apparve la paura: Vuoi forse farmi punire da Kielos? Perch mi
ha promesso di punirmi acerbamente se non sapr darti piacere! Ti supplico, mio signore Nyr, tienimi con te!
Inutilmente Nyr prov a convincerla che Kielos non l'avrebbe punita affatto. Kreusa tremava addirittura, e con le guance rigate di lacrime lo implorava di farla restare.
D'accordo, allora resta! fin per spazientirsi Nyr. Per credo che tu esageri con la tua paura di Kielos.
Mio signore, ti supplico di credermi, io non esagero! Mi pun crudelmente quando pens che non volessi compiacerlo. Io... io non ci riuscivo, non fu per mancanza di buona volont ma proprio non ci riuscivo... Kreusa piangeva affranta e Nyr la consider, dubbioso. Il corpo di lei era gi pronto per il maschio, con il seno ben sviluppato, le anche compatte e le gambe lunghe e snelle. Il volto era assai gradevole ma, in effetti, era quello di una bambina.
Insomma, quale fu questa punizione crudele? sbott.
Prima... mi prese a bastonate, poi mi afferr per i capelli e mi trascin nuda nella sala dove c'erano quattro soldati della guardia, gridando: "Prendetela a vostro piacimento, questa schifiltosa! Avanti, fatemi vedere che cosa siete capaci di farle, se siete veri maschi!" E quelli... me ne fecero di tutti i colori, sembravano bestie! Dovetti subirli in tutti i modi: per un mese portai sulle mammelle i segni dei loro morsi, e su tutto il corpo i segni delle loro percosse!
Va bene, puoi restare, concesse Nyr, suo malgrado impressionato.
Non gli dirai di questa mia confessione, vero? volle sapere la ragazza, tra le lacrime. Tu non sai quanto pu essere crudele. A un'ancella tolse la pelle a forza di frustate, a un'altra mozz i capezzoli con tenaglie roventi! Non gli dirai nulla, vero? Ti supplico, digli che ti piaccio e che vuoi tenermi con te! Io far tutto ci che vorrai, qualsiasi cosa!
La prima cosa che voglio  che tu ti prepari un giaciglio in questa stanza, sospir Nyr, accarezzandole i capelli. In quanto a Kielos, sta' pure tranquilla, gli dir che mi piaci e che ti voglio tenere.
Quella notte, mentre Kreusa dormiva rasserenata nel giaciglio ai piedi del letto, Nyr pens a lungo alla falsa bonomia di Kielos e si ripromise di stare in guardia.
La mattina seguente Nyr si dest presto come al solito e subito scese dal letto troppo morbido. Kreusa aveva gi fatto scomparire ogni traccia del giaciglio, si era lavata, profumata e aveva acconciato i capelli infilandovi dei fiori.
L'acqua per il tuo bagno  pronta, mio signore Nyr. Che unguento preferisci? gli chiese premurosa. Nyr not che aveva appena osservato il suo corpo nudo, distogliendo subito gli occhi.
Niente unguenti, sorrise soffocando uno sbadiglio.
Allora vuoi che faccia scaldare l'acqua da mettere nella vasca?
Meglio l'acqua fredda, ci sono abituato.
Vuoi che ti aiuti a lavarti?
Grazie, far da solo.
Con lei sarebbe stato pi pericoloso che con Uga o Ermione dal momento che Kreusa era pronta a darsi, anzi si attendeva che Nyr la prendesse; in pi erano soli, liberi di farlo se lui avesse voluto. Nyr per non voleva cadere in tentazione, anche se sapeva che sarebbe stato difficile resistere.
Vuoi allora mangiare qualcosa, dopo che avrai fatto il bagno? chiese lei, ansiosa di compiacerlo in qualche modo.
Questo s, rise lui. Focaccette al miele e latte fresco. Pensi che ce ne siano?
Te le porter calde e il latte sar fresco! promise lei, contenta.
Rimasto solo, Nyr entr nella bassa piscina. Si godette appieno l'acqua fresca e, mentre si asciugava, osserv interessato il sistema di scorrimento dell'acqua, eguale a quello della casa di Zina, e pens che ben presto avrebbe avuto anche lui, nella sua casa di Akrotiri, un sistema simile. Anche l c'erano un foro di entrata, che lui tur con un tappo di sughero rivestito in argento, e un foro di uscita che probabilmente mandava l'acqua a innaffiare il giardino sottostante.
Quando Kreusa torn, portando un vassoio con il latte fresco e le focacce al miele, lui aveva gi terminato di vestirsi.
Adesso siedi a tavola di fronte a me e mangiamo queste focacce prima che si freddino, le disse Nyr.
Ma... un'ancella non pu mangiare con il suo padrone! protest lei, scandalizzata.
Io non sono il tuo padrone, tu sei soltanto in prestito e, comunque, ti ordino di sedere a mensa con me. Non mi va di mangiar da solo e qui ce n' per due.
Se tu me lo ordini... Kreusa prese una focaccetta e l'addent, esitante. Poi giovinezza e sano appetito l'ebbero vinta: lei e Nyr divorarono le focaccette al miele e si spartirono il latte. Alla fine Nyr, per gioco, spalm di miele la punta del nasino di Kreusa e lei scoppi gioiosamente a ridere per quel gesto che non si sarebbe mai aspettata.
Ora baderai ai miei abiti e alle mie cose mentre io scendo al porto a parlare con il capitano Lisos, le disse Nyr. Torner in tempo per sedere a mensa con Kielos e Aristea che mi hanno invitato.
Fuori dell'appartamento, lo attendevano le due guardie che Kielos aveva messo a disposizione di Nyr, apparentemente perch lo scortassero ma, pensava Nyr, con il compito di sorvegliarlo.
Seguito a rispettosa distanza dalle guardie, Nyr scese al porto lungo la bella strada lastricata che gi conosceva e che era fiancheggiata dalle case dei notabili e dei ricchi mercanti.
Nel porto, la tonda di Lisos era all'attracco e non si vedevano uomini che la caricassero. Il timoniere Itano si affacci da poppa a salutarlo e lui, salito a bordo, trov Lisos in cabina, intento a far di conto.
Sembra che partiremo domani, Nyr, gli disse. Ho parlato con il comandante del porto. Imbarcheremo oggi i doni che Kielos manda al Faraone insieme con un messaggio e, domani, faremo rotta per Kupros, dove caricheremo rame per l'Egitto. I noli sono pagati da Kielos e, dall'Egitto, riporter un carico direttamente a Gourni, quindi spero che ci rivedremo prima che sia trascorsa una luna.
Mi chiedo perch Kielos non impieghi una delle sue navi invece di pagare il noleggio della tua, disse Nyr.
Per non farla scortare, ghign Lisos. Io rischio la vita e la nave, lui rischia il carico se qualcosa mi accadesse ma, tutto sommato, lo considera pi conveniente. Inoltre dovrebbe spiegare a tutti un viaggio in tempo di navigazione chiusa e non credo che voglia farlo. Noi di Akrotiri abbiamo fama di essere spericolati purch ci paghino bene...
Vuol dire che ti aspetter, concluse Nyr, e nel frattempo cercher di convincere Kielos della mia fedelt.
Vedi di metterti in contatto con Krisostomos, ma senza destare sospetti, consigli Lisos. Sarebbe opportuno che trattassi con lui una partita di vino di tuo padre. Krisostomos del
resto non  tenuto in considerazione a Palazzo,  un mercante qualsiasi, non abbastanza potente perch Kielos lo faccia sorvegliare come fa con tutti gli altri. Comunque sii prudente.
Lo sar, promise Nyr.


Capitolo 18.

DESINARE con Kielos e Aristea fu piacevole anche se Kielos insisteva un po' troppo nell'invitare Nyr a bere. Chiesero notizie di lui e della sua famiglia e Nyr non si fece pregare, riuscendo a essere schietto e tuttavia senza dir nulla che potesse alimentare la diffidenza istintiva di Kielos, soprattutto quando si parl degli aiuti destinati ai Faraoni.
Io so per certo, disse Nyr, che il Navarca invier dodici grandi navi da guerra e dunque accetta le tue richieste.
Ma vorr pur qualcosa in cambio, insinu Aristea.
Le mie istruzioni su questo punto sono generiche, le rispose Nyr. Devo fare gli interessi di Minosse, quelli di Gourni e quelli dell'Isola Rotonda.
Aristea rise divertita a quella risposta, ma Kielos si accigli.
E in che cosa consisterebbero gli interessi di Thera? chiese. Cerca di non essere vago, mio giovane amico!
Gli interessi di Thera sono quelli stessi di Creta, rispose Nyr e disse Creta invece che l'Isola del Re per far capire a Kielos che non era stato gentile da parte sua chiamare Thera l'isola Rotonda. E, per essere chiari, sono la sicurezza della navigazione dalle Isole all'Egitto e viceversa nonch pi stretti legami commerciali con i Faraoni. In particolare, il Navarca mi ha raccomandato di esserti utile e mi ha anche detto senza mezzi termini che, senza il tuo assenso, Minosse porr il veto a che
io rappresenti le Isole minori presso i Faraoni... Spero di non essere stato vago.
La conclusione di Nyr strapp un sorriso ad Aristea ma Kielos apparve soddisfatto. Hai parlato chiaro come piace a me e mostri di aver capito la situazione. Staremo a vedere.
Non mi piace restarmene con le mani in mano, gli disse Nyr a questo punto, e la vita a Palazzo  troppo dolce per un marinaio come me, perci avrei deciso di combinare qualche affare. Mio padre vorrebbe vendere una partita di ottimo vino. Di solito la inviava a Cnosso ma, adesso che io sono a Gourni, vuole privilegiarmi. Naturalmente il migliore sar per te, ma il resto vorrei venderlo a qualche mercante di Gourni.
Sei sveglio, tu! rise Kielos. Gli affari prima di tutto, vero? Ebbene, io conosco i maggiori mercanti di vino di Gourni e posso raccomandarti a loro.
Se sono amici tuoi, scherz Nyr, invocheranno la tua influenza perch io abbassi i prezzi e che figura ci farei con mio padre alla mia prima esperienza di mercante? No, lascia che vada in giro fra i mercanti di minor calibro. In questo caso sar io a rivolgermi a te per informarmi della loro solvibilit.
Sei proprio furbo, rise Kielos, sinceramente divertito. Fai pure a modo tuo. Ora ti lascio perch devo redigere un messaggio per i Faraoni da affidare a Lisos che partir domani. Dir che presto le Isole manderanno in Egitto un loro rappresentante ma... non scriver il nome. Per questo ci sar tempo, amico mio...
Uscito Kielos, anche Nyr avrebbe voluto congedarsi, ma fu trattenuto da Aristea che era curiosa di conoscere la storia del voto fatto da Nyr a una dea.
 proprio vero? gli chiese guardandolo con malizia. Oppure racconti questa storia per qualche tuo motivo personale? Con me puoi confidarti.
Stranamente, Nyr ebbe l'impressione che avrebbe potuto confidarsi davvero se non si fosse trattato di quella Zina che Aristea odiava cordialmente. Le disse dunque del voto fatto a una dea, aggiungendo che sperava di esserne liberato al pi presto ma che non l'avrebbe infranto.
Conoscevi gi la femmina quando facesti il voto? volle sapere Aristea e, quando Nyr rispose di no, osserv che era meglio cos. Se tu l'avessi assaggiata, ora tutto ti sarebbe pi difficile, comment sorridendo maliziosamente al giovane. Ebbene, fammi sapere quando la tua dea ti avr sciolto dal voto, sono curiosa...
Nyr promise e si conged da lei. Quello stesso pomeriggio usc dal Palazzo e, sempre scortato a rispettosa distanza dalle guardie, bighellon per la citt bassa, fermandosi ostentatamente di fronte ai fondaci dei mercanti di vino. Pi tardi entr in porto e and alla tonda di Lisos ma non sal a bordo, limitandosi a salutare Lisos dalla banchina e ad augurargli buon viaggio. In quel modo le guardie avrebbero riferito al loro comandante, e costui a Kielos, che il suo percorso e le sue fermate non avevano avuto niente di sospetto. Rientrato a Palazzo, seppe da Kreusa che un'ancella di Krisis era venuta a portargli un invito per l'indomani.
L'indomani Nyr and alla casa di Krisis. Gli piaceva molto la famiglia di lui. Dinna, la moglie, era bella, simpatica e dolce. Il figlioletto Likos, di dieci anni, adorava Nyr e le sue esibizioni acrobatiche; la figlia Arianna, che aveva dodici anni, sarebbe certamente diventata una ragazza stupenda e si faceva di bragia ogni volta che Nyr le rivolgeva la parola. Dopo il pranzo, lui e Krisis restarono soli e il mercante si congratul con Nyr per la sua nuova condizione.
Sei cos giovane che ci siamo meravigliati tutti per l'incarico importantissimo che ti ha conferito il Navarca. D'altronde lo stimiamo uomo avveduto e non ti avrebbe scelto se non fosse stato pi che convinto delle tue capacit. Io poi ne sono felice e avrai in me un amico sincero. Ora, per, dimmi in tutta franchezza che ne pensi di Kielos.
Nyr diede un paio di risposte diplomatiche che Krisis non giudic soddisfacenti e non si perit di dirlo.
Se vuoi da me risposte avventate non ne avrai, sbott a un certo punto Nyr. Non puoi pretendere che dia giudizi dopo pochi giorni di permanenza a Gourni!
Per potrei pretendere, in nome dell'amicizia, che tu non fossi cos restio, gli replic pacatamente Krisis. Comunque parler per primo. Secondo me, Kielos  un uomo meschino, facile alle vendette personali, crudele e, per questo, anche poco intelligente. Egli sfrutta i mercanti, i nobili e tutti i cittadini di Gourni. Ti sarai ben reso conto di quante guardie si circonda. Perch non te ne chiedi il motivo? Neppure Minosse Deukalion, a Cnosso, ha tante guardie dentro e intorno alla sua reggia!
Questo l'ho notato, ammise Nyr, ma forse dipende dal suo carattere sospettoso. Tutto ci che m'importa, dei discorsi che facciamo,  di rassicurarti circa la mia amicizia. Questa non la perderai mai.
Le ultime parole di Nyr furono intese da Dinna che portava loro, nella stanza in cui si erano ritirati, due coppe di vino.
Non assillare Nyr con le tue domande, disse al marito, e contentati di quanto anche io ho appena udito.
Nonostante la calma ostentata in casa di Krisis, Nyr si sentiva teso mentre si aggirava per la citt bassa, seguito dai due soldati di scorta, alla ricerca di mercanti di vino.
Non volendo insospettire Kielos, parl con due o tre piccoli commercianti prima di giungere al fondaco di Krisostomos. Era certo che quella sera stessa, ancor prima di cena, Kielos sarebbe stato informato dei suoi movimenti e non voleva che i soldati gli riferissero che aveva chiesto senz'altro di Krisostomos.
Il mercante era un ometto dal volto di faina, gli occhi piccoli e lucenti che sprizzavano furberia. Nyr gli port i saluti di Lisos e del Navarca.
So che Lisos ti ha portato a Gourni con la sua nave, gli disse Krisostomos, e avrei avuto piacere di salutarlo ma, date le circostanze,  meglio che sia partito senza che ci incontrassimo. Suppongo che tu sia venuto da me per informazioni...
In realt sono venuto da te per contrattare una partita di vino che mio padre vorrebbe vendere qui a Gourni, rispose prudentemente Nyr.
Eh, gi ammicc con furbizia l'altro. Si capisce. Per che altro potresti essere venuto? Si tratta di vino buono?
 vino di prima qualit, rispose Nyr.
Dimmi il prezzo, allora, e se sei in grado di farmene assaggiare un campione.
Ne ho un'anfora sigillata al palazzo di Kielos. Te la porter uno di questi giorni e parleremo del prezzo.
Spero che sar un buon affare. Comunque, che mi dici di Kielos? Che impressione ti ha fatto?
Buona, per ora, fu la risposta.  un uomo saggio, che vuol vedere intorno a s gente ricca e felice.
Di questo dubito, replic con una smorfia Krisostomos. Egli non gode della fiducia dei notabili e il popolo di certo non lo ama. Mi pare strano che il Navarca non ti abbia edotto sul conto di Kielos. Egli  un uomo crudele, alle volte spietato, e molti tramano contro di lui.
Il Navarca mi ha raccomandato di essere fedele a Minosse e a chi lo rappresenta, ribatt Nyr. Mi ha raccomandato di fare gli interessi dell'isola Rotonda ma di non dimenticare che abbiamo tutti convenienza a che le Isole siano unite sotto Deukalion. Questo mi ha detto il Navarca.
Uhm, gi, vedo, borbott perplesso Krisostomos. Ebbene, vuoi bere con me una coppa di vino?
Ti ringrazio ma per oggi ho gi bevuto abbastanza. Ci rivedremo nei prossimi giorni e spero di poter realizzare buoni affari, concluse Nyr, congedandosi.
Fuori, mentre si avviava a Palazzo seguito dalle due guardie, si chiese perch mai avesse agito con tanto riserbo nei confronti di Krisostomos, bench il Navarca gli avesse detto che poteva fidarsi di lui. Forse per via dell'aspetto di quell'uomo che istintivamente gli aveva destato diffidenza? Eppure quello era il suo unico appoggio a Gourni; inoltre per via della sua condizione di mercante, Krisostomos avrebbe potuto spedire messaggi per conto di Nyr senza destar sospetti. D'altra parte, avrebbe avuto tempo per riparlare con Krisostomos e, forse, la sua prima impressione sfavorevole sarebbe svanita.
Trascorsero alcuni giorni senza che nulla di importante si verificasse e Nyr impiegava il tempo bighellonando per la citt che aveva imparato a conoscere bene. A volte si esercitava in palestra con il suo arco, e, ben presto, la sua prodigiosa abilit attir gli ufficiali del Palazzo e in particolar modo gli arcieri che, misurandosi con lui, finirono per chiedergli di far loro da maestro. Cos Nyr fin per insegnare a quegli arcieri che tanto aveva ammirato l'anno prima e lo fece volentieri, ricambiato da stima e simpatia.
La sera, per, si arrovellava su Zina che non dava segni di volersi incontrare con lui e gli riusciva sempre pi difficile mantenere il voto, con Kreusa che lo guardava, innamorata. Forse Zina aveva scherzato chiedendogli quel voto e adesso, mentre giaceva con Kielos oppure con Krisis, si prendeva gioco di lui...
Un pomeriggio venne in palestra Kielos, ammir la straordinaria bravura di Nyr e si compliment con lui. Nyr ne approfitt per chiedergli il permesso di visitare la nave della dama Zina e, cos facendo, pensava che Kielos gli avrebbe detto di rivolgersi direttamente alla proprietaria; ma non fu cos.
Certo, perch no? acconsent prontamente. Anzi, verr io stesso con te e scenderemo a piedi al porto. Ho giusto bisogno di una passeggiata, dopo essere stato per ore con gli scribi dei magazzini che mi han fatto venire il mal di testa a forza di elencarmi cifre...
Naturalmente, quando uscirono insieme dal Palazzo, erano preceduti e seguiti dalle guardie e da tre ufficiali che scrutavano intorno sospettosi, come se temessero agguati da un momento all'altro.
Come vanno i tuoi affari? chiese Kielos. Hai poi concluso
con quel mercante di vini? Me ne dicesti il nome ma l'ho dimenticato...
Krisostomos  il suo nome. Avrei concluso circa la quantit e il prezzo ma... potresti informarti sulla sua solvibilit, visto che non  un commerciante noto?
Lo far senz'altro, promise Kielos. Come entrarono in porto subito accorsero il comandante e le guardie del porto che si aggiunsero a quelle del Palazzo e fu una scorta imponente che attorni Kielos e Nyr fin sottobordo alla nave di cedro. Chiamato a gran voce, il capitano si affacci e, riconosciuto Kielos, subito si mise in agitazione. In pochi momenti, un pezzo della falcata fu abbassato e, con stupore e ammirazione, Nyr vide che costituiva un ponte di imbarco per gli uomini e le merci. A bordo salirono soltanto Kielos, Nyr e il comandante del porto. Il capitano fece visitare la nave agli ospiti e Kielos, che gi la conosceva e per cui la nave non era altro che un mezzo per guadagnare denaro, sbadigliava per la fame, mentre seguiva annoiato le spiegazioni che il capitano forniva in seguito alle domande di Nyr. La nave era stata costruita con cura per due usi: quello del trasporto e quello dell'autodifesa. Uno dei suoi connotati pi interessanti era infatti costituito dall'equipaggio, presente a bordo per un terzo: tutti marinai ma addestrati nelle armi.
Devono essere bravi per forza perch prendono paga doppia rispetto ai marinai comuni, borbott Kielos, e sino a ora sono usciti in mare soltanto per le prove e in occasione delle cerimonie...
Un altro particolare che interess moltissimo Nyr era il sistema di orientamento della grande vela trapezoidale che permetteva di stringere il vento pi di quanto potessero fare le altre navi. Orgogliosamente il capitano spieg, in seguito a una domanda di Nyr, che non v'era pericolo che la nave si abbattesse con il vento al traverso e la vela spiegata.
La chiglia  zavorrata con piombo sufficiente a tener dritta la nave contro il vento e contro le pi grosse ondate. In quanto al pericolo che il carico si muova, vi sono spesse paratie che lo impediscono...
Kielos si metteva a fissare, sovente con ostentazione, il sole che stava per immergersi nel mare e sbadigliava, tantoch Nyr si decise a porre fine alla visita dopo essersi impresso bene in mente i particolari che gli interessavano di pi. Nel salutare il capitano, gli chiese quando sarebbe uscito in mare e quello rispose che non dipendeva da lui.
Non appena si riaprir la navigazione ti prometto che farai un viaggetto di prova, intervenne Kielos. E ora, che ne diresti di tornare a Palazzo? Mi spiace di non essere sceso sul carro con il mio stallone, avremmo fatto prima a sederci a tavola!
Quattro giorni dopo il nobile Eufemio venne a Palazzo e chiese di Nyr per invitarlo a pranzo in casa sua per l'indomani.
Nyr, che lo sapeva molto amico di Kielos, accett volentieri e ne avvert Kielos che aveva in simpatia Eufemio considerandolo un ottimo cacciatore che lo provvedeva di selvaggina.
Brav'uomo, quell'Eufemio, disse a Nyr.  cretese soltanto da tre generazioni: credo che gli avi venissero da Micene - una razza inferiore, come puoi ben capire -, ma nel commercio astuta quanto noi, o quasi... Rise, soddisfatto della battuta, prima di continuare. A Gourni si sono talmente arricchiti che Eufemio passa a caccia la maggior parte del suo tempo. A bassa voce aggiunse: Lascia spesso sola sua moglie Krisalides, che  una bellissima donna di puro sangue cretese e... ti confesso che me la sono goduta pi di una volta...
Tra una donna e l'altra avresti mica trovato il tempo per informarti sulle condizioni finanziarie di Krisostomos? gli chiese sorridendo Nyr.
Ora non crederai che governi questa citt standomene a letto con questa o quella femmina! protest Kielos, ma era evidentemente lusingato. S, s, ho chiesto informazioni e ho saputo che, nonostante le apparenze dimesse del suo commercio, costui  pi che solvibile, puoi star tranquillo.
Dal suo tono e dall'espressione, Nyr ebbe la certezza che Kielos non si era affatto informato e che la sua domanda lo aveva colto di sorpresa. Ma chi gli avrebbe impedito di dir la verit se si fosse realmente dimenticato? D'altro canto era improbabile che garantisse per Krisostomos pur ignorandone la situazione finanziaria. Nyr era pi che perplesso e tuttavia ringrazi Kielos e disse che avrebbe siglato l'accordo con il mercante. Quella sera, mentre cenava con Kreusa nel piccolo appartamento, le chiese se sapesse qualcosa sul conto di Eufemio ma la ragazza sapeva soltanto che era un uomo ricchissimo e
gentile e che sua moglie era molto bella. Nyr non insistette. Tuttavia Kreusa aveva altre informazioni da dargli.
Le ancelle di Aristea dicono che  in arrivo, da Cnosso, Telesios, l'esattore di Minosse Deukalion, e che Kielos paventa il suo arrivo perch questo Telesios  una specie di sanguisuga e ha occhi dappertutto, persino sulla gobba.
Perch, questo Telesios  gobbo? finse di non sapere Nyr.  un uomo possente ma da ragazzo si ruppe la spina dorsale e rest incurvato. Ha un pessimo carattere e Kielos ha paura di lui. Si dice anche che... cammini con tre gambe... Kreusa arross e Nyr chiese spiegazioni.
Insomma... dicono che la spada di carne che in un uomo normale sarebbe mostruosa se raggiungesse il ginocchio, in lui sia ancora pi... grossa e lunga e... che potrebbe servirsene come una terza gamba, dal momento che  gobbo...
Adesso Kreusa era di bragia ma, vedendo Nyr ridere di cuore, rise anche lei felice e divertita perch era donna nel corpo ma nell'animo ancora bambina.
Quant'altre cose sai, di questo Telesios? le chiese infine Nyr, non appena si furono calmati.
Ecco, nient'altro, a parte che... dicono che le ancelle si disperino quando arriva perch le riduce tanto male da aver bisogno del chirurgo, rifer Kreusa con un brivido di paura. Dicono anche che soltanto Aristea abbia un fodero sufficiente a contenerlo e che lei tragga piacere dal gobbo pi che da chiunque altro.
Fortunato lui, ghign Nyr. Ma ora dimmi altre cose di Aristea. Voi ancelle temete pi lei oppure Kielos?
Senz'altro Kielos, fu la risposta. Aristea non  crudele, non fa del male senza una ragione precisa mentre Kielos agisce a seconda del suo umore...
E il popolo? Che pensa di Kielos?
Il popolo? Lo teme, e basta.
Quindi soltanto le guardie di Palazzo, i soldati e i nobili gli sono fedeli?
Io direi soltanto le guardie di Palazzo. I soldati meno, perch sono mal pagati. Mio fratello  soldato e campa appena. In quanto ai nobili, non saprei. Kielos si immischia in tutti i loro affari, pretende compensi per ogni loro guadagno, ogni nave che giunge in porto con le merci destinate a qualche mercante deve pagare un tributo a lui prima che alla citt.
Insomma, sono in pochi a volergli bene... Io direi nessuno.
L'indomani, poco prima che il sole raggiungesse l'apice nel cielo, venne un servitore di Eufemio a chiedere di Nyr e lo accompagn alla casa del suo padrone che era appena pi in basso di quella di Zina.
Nyr fu accolto con grande cortesia da Eufemio e da sua moglie Krisalides che gli fecero visitare la casa e i giardini, prima di farlo sedere a una mensa riccamente imbandita di carni e di pesci. I loro discorsi erano piacevoli quanto le loro persone. Trascorso qualche tempo dopo l'ultima portata, Eufemio si scus con Nyr, accennando a un impegno, e lo lasci solo con Krisalides. Questa a sua volta invit il giovane a sedere con lei nel giardino pi basso e, discese alcune fasce fiorite, gli mostr un piccolo padiglione sulla sinistra.
Ti consiglierei di riposare un poco l dentro, Nyr di Thera,
gli disse. Pu darsi che vi incontri una persona di tuo gradimento... Il tono non lasciava dubbi e neppure gli occhi maliziosi di lei, mentre aggiungeva: Invidio quella persona che tu sai, ma le sono troppo amica per non aiutarvi. Ora va'!
Nyr lasci che lei si allontanasse prima di avviarsi, con il cuore in tumulto, al piccolo padiglione.


Capitolo 19.

Nyr rientr a Palazzo per cena e si sentiva svuotato di ogni energia ma, soprattutto, frustrato. Ben diversamente aveva immaginato il suo incontro con Zina, il momento in cui l'avrebbe finalmente penetrata. Aveva sempre pensato che soltanto dopo quel momento si sarebbe sentito completamente uomo. Ora l'atto era stato compiuto e lui, lontano dall'esultare, provava la sensazione desolante di essere l'ultimo uomo della terra.
No, non era andata come aveva immaginato lui. Il peggio era che se ne attribuiva totalmente la colpa; Zina era stata splendida, almeno sino a che non aveva perso la pazienza e l'aveva ingiuriato e persino percosso rabbiosamente con i piccoli pugni.
Ma che razza di uomo sei! gli aveva gridato, pallida per la rabbia. Tu non riuscirai mai a far godere una donna, mai!
Che vergogna aveva provato a quell'accusa che sentiva veritiera! Ora, nel suo appartamento, non osava neppure rivolgere uno sguardo alla giovane Kreusa che gli girava intorno, felice che fosse con lei, colmandolo di premure.
Sei stanco e hai gli occhi come ricoperti da un'ombra, mio signore. Che desideri per cena? Vi sono pesci freschissimi da cuocere sulla brace e i primi frutti di mare. Oppure preferisci la spalla del capretto e un po' di formaggio fresco? E il vino, lo vuoi semplice o col miele? Ci sono dolci allo zenzero ancora caldi, prugne secche, datteri maturi. Dimmi cosa preferisci. Kreusa lo guardava adorante in un modo che gli provocava rabbia, e Nyr dur fatica a contenersi.
Scegli tu per me, le rispose bruscamente.
Mio signore, tu hai la mente altrove, oppure... sei forse in collera con me? Ho commesso qualche errore? Ti  spiaciuto qualcosa? chiese Kreusa, passando dall'allegria a una preoccupazione che commosse Nyr. Le fece una carezza sui capelli.
Non sono in collera con te. Per non ho voglia di scegliere il mio cibo, per questa sera. Fallo tu per me. Le sorrise e fu sufficiente perch la felicit tornasse a risplendere negli occhi di Kreusa. Lei corse via e Nyr and a gettarsi sul letto e, gli occhi fissi al soffitto decorato, ripens a quel pomeriggio.
Non appena entrato nel padiglione gli si era fatta incontro Zina e aveva sulle labbra il pi seducente dei sorrisi. Era coperta da un leggerissimo mantello di lino, chiuso al collo da una fibbia
e sotto non portava altro. Le morbide braccia di lei lo avevano stretto in un abbraccio dolce e infocato insieme, mentre Zina premeva le labbra contro le sue e la lingua guizzava ad assaporare quella di Nyr. Ne aveva ricevuto una scossa in tutto il corpo e s'era messo a tremare. Quando lei gli aveva chiesto, staccandosi e affondando gli occhi in quelli di Nyr: Ti sei serbato vergine per me? non aveva saputo far altro che annuire perch la voce non gli usciva di gola. Bada che, se mi accorgessi del contrario, ti scaccerei immediatamente! l'aveva ammonito ma, subito dopo, lo aveva nuovamente abbracciato, e la sua lingua era tornata a trasmettere fiumi di delizie a quella di Nyr. Si era staccata soltanto quando aveva sentito tremare le ginocchia di Nyr in modo tale che il calcagno di lui batteva sul pavimento e, in effetti, quel secondo bacio lo aveva portato sull'orlo dell'orgasmo.
Ora vieni, gli aveva detto prendendolo per mano. Lo aveva condotto in una piccola stanza disadorna tranne che per un morbido giaciglio. L gli aveva tolto il mantello, gli aveva baciato e leccato il petto ignudo e gli aveva slacciato il perizoma azzurro, lo stesso che gli aveva regalato lei e che Nyr indossava nelle occasioni pi importanti.
 bella e ardita, la tua spada! aveva esclamato dopo aver contemplato la nudit del giovane. Ora togliti i calzari e io far lo stesso... S'era slacciata la fibbia del mantello che le era caduto ai piedi: Nyr aveva visto una statua di carne, tanto era perfetto il corpo di lei. Maldestramente, ansioso e impacciato, s'era liberato dei calzari, infine lei lo aveva con dolcezza costretto a sedere sull'orlo del giaciglio e gli s'era seduta a fianco. Ancora una volta lo aveva baciato spingendo la lingua contro la sua e, stavolta, le lunghe dita morbide avevano impugnato la carne infiammata di Nyr e... lui, con un gemito strozzato, aveva intriso del suo seme quelle dita. Ora hai espulso, assieme alla gran voglia, anche la tua ansia, gli aveva sorriso lei, comprensiva, e sono quasi certa che tu abbia mantenuto la promessa di conservarti vergine per me. Non te ne pentirai perch in cambio ti dar tanto piacere come nessun'altra donna potrebbe!
Lo aveva fatto stendere supino sul giaciglio e aveva cominciato a baciarlo e leccarlo sulla bocca, sul volto, sul petto e, man mano che quella lingua dolce e infuocata scendeva lungo il corpo, lui aveva preso a tremare sempre pi forte sinch, prima ancora che la bocca avida di lei giungesse a impossessarsi di ci
che desiderava, era esploso per la seconda volta, suscitando la meraviglia di Zina. Non si pu dire che tu sia tardo a reagire alle carezze! aveva esclamato e, un attimo dopo: Vedo che il tuo pugnale  ancora pronto a ferire! Ebbene, io sono pronta a farmi trafiggere, pronta e vogliosa, mio giovane amante! Ora, per, bada bene di avvertirmi quando arrivi al punto del piacere, e di avvertirmi in tempo perch sarebbe un disastro se io restassi incinta!
Io... non so se ne sar capace, Zina! aveva risposto Nyr, preoccupatissimo. Quando giunge il piacere,  cos rapido che
io non posso controllarmi!
Ma hai gi goduto due volte! Non puoi pi avere tanta urgenza! Lui non aveva saputo che cosa rispondere e Zina, dopo un attimo di riflessione, aveva mormorato: Ho troppa voglia di te per rinunciare e... la tua spada  sempre ritta! Oh, mio caro! Se non  indice di desiderio, questo! Ora son proprio convinta che tu abbia mantenuto la promessa fattami!
Dolcemente lo aveva impugnato in una carezza lenta, spiando la reazione di Nyr mentre lo baciava leggera sulla bocca e mormorava: E ben solido il tuo scettro, caro! Non c' bisogno affatto che io continui a manovrarlo! Oh, Nyr, il mio fodero  pronto per la tua lama! Aveva fatto tutto lei, andandogli a cavalcioni, guidando lei stessa l'oggetto del suo desiderio ad affondare nella sua carne e, finalmente, v'era stata la penetrazione tanto attesa da Nyr. Fiammate di volutt s'erano impadronite immediatamente del suo corpo e, un attimo prima che il piacere raggiungesse l'apice, gli era uscito dalla strozza un grido d'allarme e Zina, che gi andava pregustando il proprio piacere, aveva fatto appena in tempo a scendere d'arcione. Questa volta, per, non aveva gradito. E mai possibile che tu sia come una fontana che zampilla quando non deve? lo aveva rimproverato, ancora ansante e rossa in viso. Ancora tre volte avevano provato e sempre con risultato identico, sinch Nyr non era rimasto immobile e la sua carne s'era finalmente rifiutata di risorgere. Era stato allora che Zina l'aveva colpito e ingiuriato...
Adesso Nyr giaceva sul letto, immobile, gli occhi fissi al soffitto, profondamente sconsolato...
Si riscosse soltanto quando sent tornare Kreusa. Allora scese dal letto e and nella stanza dove lei stava allegramente apparecchiando la tavola per la cena di entrambi e dove gi si diffondeva il grato odore delle carni arrosto. Kreusa aveva scelto per
lui coniglio arrosto e capretto allo spiedo, due splendidi pesci cotti alla graticola, dolci e nocciole abbrustolite e vino al miele. L'allegria della fanciulla era contagiosa ed ebbe il potere di scacciare le ombre che incupivano il volto e gli occhi di Nyr. Seduto a tavola con la sensazione che non sarebbe riuscito a toccare cibo, la sua natura sana e giovane ebbe il sopravvento sulle ambasce e lui e Kreusa divorarono i cibi e bevvero tutto il vino, tanto che la ragazza ne ebbe le guance arrossate e la lingua deliziosamente inceppata. Nyr si sorprese a pensare come sarebbe stato con lei. Perch non provare, ora che poteva ritenersi sciolto dal voto, ora che la sua promessa era stata mantenuta con cos miserandi risultati?
Oh, mio dolcissimo signore! Ho nuovamente mangiato e bevuto troppo e dovresti usare il bastone contro di me! si lament Kreusa. Nyr la consider sorridendo. Non era certamente bella come Zina e tuttavia pens che Zina, nella sua altera perfezione, non aveva ci che invece aveva Kreusa: la dolcezza del carattere, la purezza dei sentimenti, l'innocenza della giovent. Si rese conto, all'improvviso, che temeva Zina mentre non avrebbe mai temuto Kreusa.
Dovr portarti in braccio al tuo giaciglio? scherz.
Oh, no! mio signore, ti supplico! esclam subito lei, facendosi tutta rossa. Lasciami stare con te ancora un poco! Io... ti ho sognato, stanotte, sai?
Ah, s? E che ti dicevo?
Nulla. Non mi dicevi nulla, ma... ero venuta accanto a te che eri seduto come adesso, mi ero inginocchiata e avevo posato la testa sul tuo grembo e tu... mi accarezzavi i capelli, dolcemente come  nella tua natura... perch non sei capace di violenze... Nyr lesse l'amore incondizionato negli occhi di lei, si morse un labbro per impedirsi di parlare e di invitarla a poggiare la testa sul suo grembo come lei certamente desiderava. Se poi ne fosse seguito... se anche con Kreusa lui si fosse comportato come una fontana che zampilla quando non deve?
Kreusa aveva le gote in fiamme e tuttavia non si sottraeva
allo sguardo di lui, gli occhi grandissimi gli dicevano quanto lo adorasse e Nyr, allora, parl contro la propria volont e contro i propri timori: Se  questo che desideri, puoi farlo...
Immediatamente Kreusa si alz, gir intorno al tavolo e, quando stava per inginocchiarsi, lui non glielo permise e l'attir a sedere sulle ginocchia costringendola a posare il capo sulla
propria spalla. In ginocchio saresti stata scomoda, non credi? Le accarezz i capelli ondulati e le disse sorridendo: Di solito a sera mi riferisci i pettegolezzi delle ancelle. Questa volta non hai niente da dirmi?
Che hai uno strano profumo addosso, di un unguento prezioso, mormor lei, intrigata. Sembra quello di una dama... Sai bene che sono stato a pranzo da Eufemio, oggi, rispose Nyr, e hanno fatto bruciare dei profumi egizi. Forse l'odore ti disturba?
Tu mi prendi in giro, mio signore, sai bene che niente che venga da te pu disturbarmi!
Allora, niente pettegolezzi?
No, niente di particolare, salvo che Aristea ha trattenuto nella sua stanza, oggi pomeriggio, i quattro Nubiani della sua scorta e pare che Kielos si sia arrabbiato... Kreusa fece udire una risatina maliziosa e aggiunse: Si sta bene sulle tue ginocchia, mio signore Nyr, e il tuo collo, fra le mie braccia,  liscio e solido...
Parlami di questa storia dei Nubiani, perch Aristea li avrebbe trattenuti nella sua stanza?
Le solite malelingue dicono che li abbia trattenuti nel suo letto... Kreusa ebbe un'altra risatina e nascose il volto tra la spalla e il collo di Nyr. Io comunque non ho fatto commenti con le altre ancelle che sono devote pi ad Aristea che a Kielos e sarebbero capaci, per invidia, di pormi in cattiva luce con lei.
Perch ti invidiano? chiese Nyr.
Perch sono stata assegnata a te. Prima mi prendevano in giro, adesso vorrebbero essere al mio posto perch... pensano che io dorma nel tuo letto.
Non hai altro da riferirmi?
No, anzi s, ma non credo che ti interessi. Tra qualche giorno si aprir la navigazione e Aristea ha invitato per domani alla sua tavola le dame pi importanti per discutere della festa. Sembra che non voglia pi usurpare il posto delle sacerdotesse del Tempio alle quali sptta di impersonare le dee. Forse vuole ingraziarsele perch sa che il popolo sta dalla loro parte e considera un'offesa il fatto che lei e Zina vadano contro le regole.
Questa pu essere una notizia importante, osserv Nyr, sbadigliando. Si sentiva stanco e svuotato di forza. Pens che quel pomeriggio aveva dato fondo alle sue risorse sessuali e non
ne aveva ricavato che delusione e grande umiliazione. Disse che era ora di andare a dormire e subito Kreusa si sciolse dall'abbraccio e corse a preparare il suo giaciglio.
Quella notte Nyr dorm di un sonno pesante e Kreusa lo svegli tardi, dopo avergli preparato la colazione e intiepidito l'acqua della piscina.
Nella tarda mattinata, Nyr stava prendendo il sole in uno dei giardini pi bassi del Palazzo e rifletteva, quando ud un rumore di passi cauti nel giardino sottostante e, subito dopo, gli pervenne un parlottare sommesso, quasi un bisbigliare. Protetto da un cespuglio fiorito, guard e... vide Krisostomos, il commerciante di vini, intento a parlottare con un ufficiale della guardia nel quale riconobbe un certo Aner. Tese allora l'orecchio.
Kielos ha inviato una scorta armata per Telesios che giunger domani per via di terra, stava dicendo l'ufficiale a Krisostomos.  molto preoccupato, a quanto pare...
Non sai altro? chiese il mercante. Ci che mi riferisci lo sanno tutti. Che sai dirmi del giovane di Thera?
Secondo me sta cercando di guadagnarsi la fiducia di Kielos, ma ci vuole altro, rispose l'ufficiale.  certo che non lo mander in Egitto, almeno per questa stagione. Il ragazzo  furbo, troppo per Kielos. Per pensa che gli potr essere utile in qualche modo. Ho sentito che lo diceva al comandante.
Quante navi ha intenzione di mandare sulle rotte egizie? chiese Krisostomos.
La met della flotta. Un terzo rester in porto, il resto pattuglier le coste appena fuori del Golfo Grande.
Sai se c' stato scambio di messaggi tra Kielos e Deukalion?
Non mi risulta che ce ne siano stati, ultimamente. Oltretutto sta per arrivare Telesios, come ti ho detto. Ora devo scappare. Se il comandante mi sorprende a parlare con te, saranno guai. Hai portato il mio compenso per le informazioni? Non sono cos sciocco. Passa al mio fondaco, domani alle undici, e avrai il tuo argento.
Il giovane ufficiale si allontan svelto e scomparve pi in basso. Con sorpresa di Nyr, il mercante rest dov'era, in atteggiamento di attesa, e infatti, poco dopo, sopraggiunse il comandante delle guardie.
Ti saluto, Spiros, che gli di siano con te, lo accolse
Krisostomos.
Il saluto dell'altro fu sbrigativo. Ti saluto. Hai notizie?
Scarse, purtroppo. Il giovane therano diffida di me, penso, come mercante. Non mi ritiene all'altezza del vino di suo padre. Kielos ti avr detto che gli ha chiesto informazioni sulla mia solvibilit...
Lo so e so anche che Kielos gli ha dato notizie rassicuranti, replic Spiros. Non hai altro da dirmi?
Il giovane non  ancora venuto a siglare il contratto. Questo non ti dice niente?
Che dovrebbe dirmi?
Che diffida di me anche come persona raccomandatagli dal Navarca.
Sei certo di godere ancora della fiducia del Navarca?
Perch Nyr sarebbe venuto da me, allora, con tutti i mercanti di vino che ci sono a Gourni? Oltretutto gli ho offerto un prezzo superiore agli altri. Perch non conclude?
Non avr fretta. La navigazione non  ancora aperta.
Io consiglierei a Kielos di non fidarsi di lui.
Tu non sei in grado di suggerire la prudenza a Kielos, ribatt l'altro, sprezzante. Hai altre notizie, per me?
S. So per certo che qualcuno si prepara a parlar male di Kielos quando sar interrogato da Telesios...
E chi sarebbe questo qualcuno?
Intendevo pi di una persona. Ho saputo che Krisis e altri si riuniscono nella casa di Eufemio segretamente. Per far che?
Io dico per cospirare contro Kielos.
Io direi per crapula! sbuff seccato Spiros. Non fanno alcun segreto di queste loro riunioni conviviali alle quali spesso ha partecipato anche Kielos. Se stesse in me, non pagherei una barretta di rame queste tue informazioni. Tu prendi denaro da Kielos, dal Navarca e forse anche da quelli cui fai la spia. Bada a te, Krisostomos! Al primo passo falso consiglier a Kielos di farti tagliar la testa!
Spiros! Sai bene che non tradirei mai Kielos! protest il mercante. Inoltre ti garantisco che la mia ultima informazione va considerata. C' un'ancella, a servizio di Eufemio, che potrei pagare per saperne di pi...
E allora fallo, ma non credere di spillare altro argento a Kielos con informazioni fasulle! concluse il comandante delle
guardie. Con gesto sprezzante gett una borsa di pelle a
Krisostomos. Il tuo argento. Dipendesse da me, quelle barrette non sarebbero neppure di rame!
Nyr vide Spiros voltare le spalle bruscamente al mercante e allontanarsi. Questa volta, anche Krisostomos se ne and con il sacchetto di barrette d'argento. Ebbene, adesso aveva la prova che il mercante faceva il doppio gioco; ma a che gli sarebbe servito dal momento che aveva gi deciso di non fidarsi di lui? Rest a riflettere sul modo pi opportuno di usare ci che aveva appena saputo e infine credette di aver trovato una soluzione. Risal sveltamente corti e giardini e, giunto alle soglie dell'appartamento privato di Kielos, gli mand a dire, per mezzo di una guardia, che desiderava udienza,
Kielos lo ricevette immediatamente e, nel vestibolo, Nyr incontr Spiros e lo preg di attendere. Ho da riferire cose importanti a Kielos che potrebbero richiedere la tua presenza.
Come fu di fronte a Kielos, scelse la via diretta. Senza nulla omettere gli raccont ci che aveva visto e ascoltato, e cio i due colloqui di Krisostomos, prima con l'ufficiale e poi con il comandante delle guardie. Apparentemente impassibile, Kielos non lo interruppe mai. Soltanto alla fine domand: Sei certo che quell'ufficiale fosse Aner?
Certissimo, rispose Nyr e allora Kielos, cupo in volto, fece chiamare Spiros e a lui Nyr ripet il suo racconto.
Debbo dire che sono stato imprudente a parlare con Krisostomos in un giardino, borbott Spiros. Che intendi fare, Kielos?
Far tagliare la testa a entrambi, decise drastico Kielos.
Posso darti un consiglio? intervenne Nyr. Al brusco cenno di assenso di Kielos, disse: Prima di tutto dovresti far sorprendere questo Aner mentre ritira il prezzo del suo tradimento. Come puoi fidarti della mia parola, tu che mi fai spiare? Comunque, una volta ottenuta la prova, intenderesti fare un processo pubblico?
Perch no, se sono traditori? si accigli Kielos.
Cos faresti sapere a tutti che c' gente che vuol tradirti e questo, a mio parere, non  bene, replic Nyr. Questo Aner avr pure degli amici, dei parenti, e cos Krisostomos. Ti attireresti degli odi: ricorda che lo stesso Krisostomos, credendo che gli avrei dato fiducia, non esit a dirmi che il popolo
vuole ribellarsi. Questo non era vero, ma suonava bene e Krisostomos non sarebbe stato certo in grado di smentirlo.
Che avrebbe da dire la gente, visto che sono traditori? ribatt Kielos. Il popolo ha bisogno di una lezione. Tutti coloro che tramano contro di me hanno bisogno di una pubblica lezione!
Io invece penso che Nyr abbia ragione, nobile signore mio, intervenne gravemente Spiros. Domani sera arriver Telesios, non dimenticarlo...
Quel gobbo ficcanaso! sbuff Kielos. Come vorrei vederlo morto! Per hai ragione. Che suggeriresti?
Davvero non saprei, borbott pensoso Spiros. L'unica cosa che so  che i due vanno eliminati e considero pi colpevole Aner che non Krisostomos. In fondo il mercante si fa dare da Aner piccole informazioni da inviare al Navarca. Deve pur farsi credere da lui, altrimenti che ce ne faremmo come spia?
Dimentichi una cosa, disse Nyr. Dimentichi che costui dice di essere in rapporti con il Navarca che invece non ne sa niente come non ne so niente io. In poche parole, Krisostomos millanta credito per spillare argento a Kielos. Lui tradisce tutti, comunque, e tradisce per quel poco che sa. C' da fidarsi? E, come spia, vi ha mai dato informazioni veramente importanti? Questo dovete valutarlo voi, non io che sono all'oscuro di tutto e che soltanto per caso ho scoperto questa sua macchinazione! Tu sostieni che si sarebbe inventato il suo rapporto con il Navarca? chiese Kielos.
Sono pronto a giurarlo! esclam Nyr. Come puoi pensare che sarei venuto da te a denunciarlo se fossi d'accordo con lui? E come puoi pensare che il Navarca mi mandi da te senza avvertirmi di un rapporto simile con costui?
Mi hai convinto, borbott cupamente Kielos. Aner  un traditore e Krisostomos un infido incapace. Ma se entrambi pensate che una pubblica esecuzione, per quanto motivata, non mi gioverebbe, che cosa suggerite?
Un colpo di pugnale si pu dare in silenzio, borbott Spiros, anche se era evidente che, come soldato, la cosa non gli piaceva.
Forse pochi si chiederebbero chi ha assassinato Krisostomos, obiett Nyr, ma sarebbe diverso per Aner.  un tuo ufficiale e saresti costretto a fare indagini, a scoprire un colpevole, insomma ti troveresti in difficolt. Perci suggerisco di
simulare un incidente. Per quanto riguarda Krisostomos, potrebbe rovinargli una botte in testa mentre lavora nel suo fondaco...
Si pu fare! approv subito Kielos. E per Aner?
Tocca a Spiros, che  il suo comandante, suggerire una soluzione, osserv Nyr.
Ebbene, fermatevi entrambi alla mia tavola e, mangiando, troveremo una soluzione! sbott Kielos. L'importante  che quei due siano morti prima dell'arrivo di Telesios!
A Nyr si strinse lo stomaco all'idea di progettare due
assassinii durante un pranzo e Spiros dovette essere della stessa idea, perch la sua smorfia fu chiaramente avvertibile. Ma Nyr intendeva con qualsiasi mezzo conquistare la fiducia di Kielos, e Spiros era un soldato fedele. Entrambi dissero che volentieri sarebbero stati ospiti di Kielos.
La sera dell'indomani, mentre apparecchiava la tavola per cena, Kreusa chiese a Nyr se avesse saputo le novit del giorno.
No, perch sono stato tutto il pomeriggio a casa di Krisis dopo aver pranzato da lui, rispose Nyr, in tono indifferente. Che cosa  accaduto?
Un ufficiale della guardia, un certo Aner,  stato travolto da un carro in corsa ed  morto. Pare che il cavallo si fosse imbizzarrito. L'ufficiale stava uscendo dal fondaco di un mercante di vino. Pare che fosse ubriaco...
Da quando i cavalli si stanno diffondendo non si pu pi circolare tranquilli per le strade, sentenzi Nyr. Se hai altre notizie spero che siano pi allegre.
Ti piace il polpo affogato in salsa piccante?
Certo che mi piace.
Allora ti ho dato una notizia allegra, rise Kreusa.


Capitolo 20.

PER essere morto  morto, disse il comandante delle guardie, rispondendo a una domanda di Nyr. Soltanto che era solo nel suo fondaco e sembra non abbia parenti, quindi nessuno si  ancora dato la pena di cercarlo. Meglio cos. Due disgrazie a distanza di tempo.
Quando avverr l'inumazione di Aner?
Questa sera. La sua famiglia ha conservato il cadavere nel miele. Kielos ha risarcito la famiglia poich si trattava di un ufficiale delle guardie. Il conducente del carro ha testimoni che non  stata colpa sua, dal momento che il cavallo si  imbizzarrito all'improvviso ma ricever comunque dieci nerbate pubbliche e se le terr ben volentieri, visto che  stato pagato profumatamente.
Che notizie ci sono di Telesios?
Una staffetta dice che arriver domattina. Tutto  pronto per accoglierlo degnamente. Kielos ti manda a dire che, da questo momento in poi, sarai libero di girare per la citt senza scorta a meno che tu non desideri il contrario.
Mi  indifferente, disse Nyr. Comunque la notizia mi fa piacere se ci significa che Kielos mi d la sua fiducia. Ora ti saluto e ti auguro una buona giornata, Spiros. Scender a bighellonare per il porto. Resto sempre un marinaio e mi piacciono le navi.
Buona giornata a te, rispose asciutto l'altro.
Discendendo la strada ben lastricata, Nyr pass di fronte alle case di Zina e di Krisis e gli venne in mente quella che sarebbe stata la sua ad Akrotiri. Forse Naxos si era gi messo d'accordo con il costruttore e le fondamenta erano gi state gettate...
Giunto alla citt bassa cominci, apparentemente senza scopo, a gironzolare tra le case e le botteghe; si guardava intorno con aria distratta per vedere se qualcuno lo seguisse. Kielos non
lo faceva pi scortare dalle guardie, ma lui non si fidava egualmente. Quando fu certo di non essere seguito, fece ancora qualche giro vizioso e infine entr nel fondaco di Krisostomos, la cui porta trov accostata come previsto.
All'interno c'era odor di vino e lui si guard timorosamente intorno, alla ricerca del cadavere. Era in un angolo del fondaco, seminascosto da una grossa botte che gli era, in apparenza, rovinata
sopra. Tra un paio di giorni avrebbe cominciato a mandare odore di putrefazione e qualcuno se ne sarebbe accorto. Del corpo si vedevano soltanto le gambe e, da sotto la botte, un rivolo di sangue era colato sino ai piedi e adesso formava una pozza nerastra che si era gi seccata. Nyr aggir la botte omicida e and a bussare a una piccola porta sconquassata che si apriva in fondo. Buss tre volte, in modo convenzionale, e subito si udirono dei passi, seguiti dal rumore di una spranga che veniva tolta. Cigolando sui cardini arrugginiti, la porta si apr e lui vide la faccia da faina di Krisostomos, illuminata da una torcia. Entra, presto! Qualcuno ti ha seguito? Sta' attento ai gradini!
Nyr segu l'uomo che teneva alta la torcia gi per una scala dai gradini sbreccati e viscidi. In fondo alla scala si apriva un sotterraneo lastricato in pietra, illuminato da lampade a olio infisse alle pareti. Krisostomos piant la torcia in un anello e si volse sogghignando a Nyr. Sei certo che nessuno ti abbia seguito? Che novit porti da Palazzo?
Mi sono accertato che nessuno mi pedinasse. Nessuna novit tranne il fatto che sei morto, rispose asciutto Nyr. A proposito, chi c' sotto la botte?
Un vecchio schiavo ittita, ghign il mercante. Quando
lo troveranno sar irriconoscibile. E adesso vorresti spiegarmi perch, subito dopo avermi denunciato a Kielos, sei corso ad avvertirmi che intendevano uccidermi?
Mi son reso conto che sbagliavo, ammise Nyr, senza un briciolo di turbamento nella voce. Innanzitutto mi pareva impossibile che il Navarca avesse commesso un errore di giudizio cos grossolano nei tuoi confronti. Poi  stato il comandante delle guardie a farmi capire, sia pure involontariamente, che ti procuravi realmente informazioni per il Navarca, ma il ragionamento che pi mi ha convinto  il fatto che tu, pur conoscendo la tresca fra Krisis e Zina, non l'abbia mai denunciata a Kielos. Allora ho capito di aver sbagliato.
Cos, ghign Krisostomos, facendo schioccar le dita, prima fai in modo che mi ammazzino e poi riconosci di aver sbagliato. Non credi di essere stato precipitoso nelle tue conclusioni?
Lo ammetto e, come vedi, ho rimediato perch tu sei vivo, rispose Nyr, asciutto.
Scommetto che, se invece fossi morto, non avresti avuto
alcun rimorso, rise Krisostomos. Tu pensi che io arricchisca fornendo informazioni alle due parti, vero?
Infatti lo credo, replic Nyr, e credo anche che le tue informazioni siano di poco conto. Tu riferisci ci che  di dominio pubblico.
Ti sbagli, mio giovane amico! Io mi procuro tutta una serie di piccole informazioni che, da sole, valgono ben poco ma, messe insieme, danno un quadro generale. Per esempio
io so che hai incontrato Zina nella casa di Eufemio e so anche che lei ha rivelato a Krisalides la tua pochezza di amante. Avresti potuto essere morto se avessi rivelato la notizia a Kielos.
Questa volta, Nyr rest sbigottito e fissava incredulo quell'ometto dal muso di faina e gli occhi scintillanti.
 semplice, sai? Pago l'ancella pi fidata di Krisalides. E come ho saputo di Krisis e Zina? Pago Kora, l'ancella giovane, che ha occhi e orecchi per me nella casa di Zina. Ma non mi conveniva vendere la notizia a Kielos, neppure a peso d'oro, perch la casa di Zina e quella di Eufemio sono una fonte costante di notizie che io passo a Lisos perch le dia al Navarca. Naturalmente do qualche notizia di una certa importanza a Kielos, ch altrimenti si metterebbe in allarme. Ma hai udito tu stesso le rivelazioni che ho fatto al comandante delle guardie e hai capito che non erano poi gran cosa.
Ma come hai fatto a sostituire quel disgraziato a te? Forse l'assassino non ti conosceva personalmente? E, comunque, ora che sei ufficialmente morto, dovrai restar nascosto tutta la vita? Sarebbe sufficiente che qualcuno dicesse al comandante delle guardie: ho incontrato un tale che mi pare proprio Krisostomos! Come te la caveresti, allora?
Quante domande tutte in una volta, mio giovane amico! Risponder soltanto a una e tu ne dedurrai la risposta alle altre, visto che il Navarca ti considera cos intelligente: s, l'assassino mi conosceva personalmente. Che ne dici?
Che lo hai corrotto, rispose Nyr.
Questo non d risposta alla domanda fondamentale. Se lo avessi corrotto resterei sempre un fuggiasco per tutta la vita e invece non  cos. Allora, che ti suggerisce la tua mente? Nyr riflett. Cominciava a capire quanto sottile fosse la mente di Krisostomos e si vergognava di non essere alla sua altezza. Poi, per quanto incredibile, intravide la verit.
Kielos non voleva farti uccidere ma voleva che io lo credessi. E cos? Non c' altra soluzione.
 cos, infatti, ammise Krisostomos, ed  una soluzione che va bene per tutti. Per Kielos che continuer a ricevere informazioni da me e ti sapr privo di appoggi qui a Gourni. Per me, che resto vivo e, ufficialmente, devo nascondermi soltanto da te che mi devi creder morto. Per te, se finalmente ti sarai convinto che sono degno di fiducia. Fra me e te ci sar uno scambio di notizie che sar utile per entrambi. Tanto per cominciare contratterai con la mia... uhm... vedova quella famosa partita di vino. Devi trovare un buon motivo per continuare a frequentare, me morto, il mio fondaco.
Ma come lo spiegher a Kielos? chiese Nyr.
Col rimorso. In fondo, se non fosse per te, io sarei ancora vivo. Gli dirai che ti rimorde la coscienza. Hai saputo che ho lasciato una moglie e che intendi rivolgerti a lei, a titolo di riparazione. Lui ne sar ben contento, credimi...
Penso che tu abbia ragione e far come dici, sospir Nyr. E ora passiamo ad altre cose, disse Krisostomos. Prima le linee generali di condotta. Devi a tutti i costi conquistarti la fiducia di Kielos perch il tuo scopo  quello di andare in Egitto e non ci arriverai mai se Kielos dubiter di te anche per un solo momento. Sta' comunque attento a Krisis e ai suoi amici:  ancora presto per tentare di scalzare Kielos. Nessuna cospirazione contro di lui  destinata al successo se non lo vorr Minosse Deukalion, a Cnosso. Cerca altres di ingraziarti Aristea che, sotto sotto, conta molto di pi del marito. Cerca inoltre di fare buona impressione su Telesios, quando arriver. E astuto come dieci serpenti, non tentare di ingannarlo. Dicono che sia il braccio di Minosse ma io sono pronto a giurare che ne  anche la mente, ossia il consigliere pi fidato. So per certo che disprezza Kielos, ma non far nulla contro di lui se non per una buona ragione e questa buona ragione potrebbe verificarsi fra qualche tempo: una rivolta del popolo oppure dei soldati che renderebbe insicuro il Golfo Grande e, di riflesso, anche la reggia di Cnosso. E ora sar meglio che ti mostri la nostra via di scampo, se le cose si mettessero male...
Il mercante stacc la torcia dalla parete e si avvi verso il fondo della stanza sotterranea, seguito da Nyr. Vedi questo
anello infisso nella pietra? Girandolo verso destra si sposta tutto un pezzo di parete...
Alla spiegazione, Krisostomos fece seguire il gesto e, in effetti, una porta si aperse nella pietra, girando su cardini bene oliati. Un tanfo di muffa invest i due uomini e, alla luce della torcia, Nyr vide uno stretto cunicolo, sufficiente appena per il passaggio di una persona che procedesse curva. Sbocca nel porto, proprio dietro il magazzino del pesce secco, gli spieg Krisostomos. Per uscire troverai un anello simile a quello che ho appena girato e anche quello lo manovrerai a destra. Se invece dovessi penetrare nel fondaco dalla parte del porto troverai anelli esterni ma dovrai girarli a sinistra. Hai capito bene oppure preferisci che ti mostri la strada?
Ho capito bene, gli assicur Nyr. Ho gi visto dov' il magazzino del pesce, al porto.
In questo caso puoi uscire dal fondaco per la stessa strada che ti ha permesso di entrare, disse Krisostomos, richiudendo la parete di pietra. Bada per che nessuno ti veda uscire. Non tornare a parlare con mia moglie per l'affare del vino se prima non avranno trovato il mio cadavere. Intesi?
Siamo d'accordo, disse Nyr. Il mercante lo riaccompagn sino alle scale e test di sotto a fargli luce sinch Nyr non ebbe chiuso la porta che vi dava accesso. Poco dopo si ritrov, con un sospiro di sollievo, nella stradina assolata.
Rientrato a Palazzo nel tardo pomeriggio, Nyr trov Kreusa in grande agitazione perch Aristea gi due volte aveva mandato a cercare di lui e gli voleva parlare d'urgenza.
Ebbene, andr, le disse Nyr. Perch ti agiti tanto?
Non lo so neppure io perch, o forse lo so e non mi piace, gli rispose la giovane ancella. Nyr le fece una carezza sulla guancia e lei si fece rossa come fuoco. Sar meglio che ti prepari in modo adeguato, o mio signore Nyr. Puzzi orribilmente di muffa e di botte e non ti ho mai sentito addosso questo odore. Non te l'avrei detto se Aristea non ti avesse chiamato alle sue stanze e ti prego di scusarmi per questa osservazione.
Nyr rise, rifiut l'aiuto che lei gli offriva e and nudo alla piscina, restandovi per il tempo sufficiente a togliersi di dosso gli odori del fondaco di Krisostomos. Poco dopo, dati da lavare i panni a Kreusa e avendone indossati altri, si present all'appartamento di Aristea che lo ricevette immediatamente.
La moglie di Kielos stava seduta su uno sgabello imbottito, il
corpo interamente ricoperto da un mantello sottilissimo di lino bianco, e intorno a lei si affaccendavano truccatrici e ancelle. Quando entr Nyr, gli fece cenno di sedere su uno sgabello accanto al suo.
Ti ho fatto chiamare perch ho voglia di ragionare un po' con te. Ci vediamo soltanto a pranzo e nelle occasioni ufficiali e non potevo chiederti che ne  stato del tuo voto... Su, avvicina il tuo sgabello al mio... no, ancora di pi. Che c', hai paura di sfiorare le mie ginocchia con le tue? Vieni pi avanti!
Esitante e imbarazzato, Nyr aveva fatto avanzare il proprio sgabello, ma lei continuava a fargli cenno di avvicinarsi e allarg le gambe costringendo il giovane a incunearvi le ginocchia sino all'altezza delle cosce di lei che subito le serr intorno alle gambe di Nyr.
Cos va meglio, gli sorrise ambigua. Ora ti dir una cosa all'orecchio... Si chin verso di lui, contemporaneamente ricoprendogli il grembo con i lembi dell'ampio mantello di lino. Sono certa che tu vuoi parlare con i Faraoni per promettergli l'appoggio della flotta di Akrotiri in cambio di pi ampie concessioni, di adeguate ricompense. Adesso la parte del leone la fa Minosse, per quanto riguarda le concessioni di commercio, e, subito dopo, viene Kielos, che mira alle ricchezze. Non  cos? Nyr era rimasto senza parole, non tanto per ci che lei aveva detto quanto per quello che stava facendo sotto il mantello: la mano di Aristea gli aveva espertamente sganciato la fibbia del perizoma e frugava alla ricerca di ci che le premeva. Trov e strinse, misur nella mano la carne che subito si era irrigidita e gli sussurr, la bocca contro l'orecchio: Sembra che il tuo pugnale sia pronto per l'uso... ed  proprio un bel pugnale! Allora, che rispondi alla mia domanda?
Ecco, mia divina... io non saprei se... in questo momento non credo di poter fornire serenamente una risposta...
La lingua di lei gli lamb il padiglione dell'orecchio prima di infilarsi e frugare in modo tale che Nyr ne ebbe una scossa. Sento che il tuo arco sta per scoccar la freccia, segno che ha gradito le mie dita...
Era cos, infatti, e Aristea raccolse nel palmo della mano il seme del giovane e fece in modo di non perderne una goccia. Poi, sotto gli occhi allibiti di lui, mostr la mano intrisa
alle truccatrici ed esclam: Non c' miglior cosmetico dello sperma! Lo dicono le dame egizie e io l'ho sperimentato personalmente.
Mentre Nyr restava a bocca aperta come uno sciocco, vi furono risatine compiacenti delle truccatrici e delle ancelle che li attorniavano. Aristea si spalm ostentatamente su una guancia il risultato del piacere di Nyr e torn a chinarsi per baciarlo sulla bocca.
Ora sei abbastanza sereno per fornirmi quella risposta? gli chiese poi, e gli occhi bistrati le scintillavano di malizia.
Temo di aver dimenticata la domanda, mia divina signora, rispose Nyr con un sospiro. Aristea rise e riport la mano sotto il mantello. La tua spada  sempre ritta e pronta a guerreggiare, sento... Mio giovane amico, sei una vera e propria fabbrica di cosmetico, tu... Lo baci sulla bocca e gli fece sentir la lingua mentre lo accarezzava sotto il mantello. La risposta di Nyr non si fece attendere. Superato l'impaccio, il giovane os rispondere con la propria alla lingua di Aristea che, poco dopo, raccolse ancora nella mano il seme di lui e lo mostr trionfante a tutte le donne presenti che commentarono con risolini ed esclamazioni di compiacimento. Segu il rito del cosmetico e, infine, Aristea conged Nyr.
Non voglio metterti ulteriormente in imbarazzo, gli disse. Avremo occasione di rivederci presto e, questa volta, sar da soli e potremo parlare e... agire liberamente. Prima di andare, per, dimmi se ti  piaciuto ci che ti ho fatto e sii sincero.
Tu preferisci i fatti alle parole, mia signora, rispose Nyr, e io ti ho risposto con i fatti...
Che valgono meglio di ogni parola ornata! rise Aristea e le fecero eco le donne che stavano nella stanza.
L'indomani, Telesios giunse a Palazzo e vi entr, con la sua scorta e con quella che gli aveva mandato incontro Kielos. Prima che il sole fosse alto nel cielo, Nyr ne fu avvertito da Kreusa e si prepar minuziosamente all'incontro, curando il proprio aspetto. Con sua grande delusione, per, Kielos non lo mand a chiamare n quel giorno n il giorno seguente e ci, per un ambasciatore, costituiva grave mancanza di rispetto. Nyr impieg quei due giorni nella palestra coperta, allenandosi con il maestro d'armi e altri ufficiali, e sbalord tutti con le proprie capacit, soprattutto insegnando loro la nuova forma di lotta con spada e scudo, e cio che lo scudo non era soltanto un'arma da difesa ma poteva egregiamente servire per offendere, sbilanciando
l'avversario e costringendolo a scoprirsi. In questi esercizi sfogava il dispetto per la mancanza di riguardo di Kielos nei suoi confronti, e gli ufficiali, che sino a quel momento avevano potuto ammirare soltanto le sue qualit di arciere, adesso si misuravano con lui volentieri. A nessuno importava che lui, pi giovane di loro, li vincesse, perch Nyr non ne menava vanto e invece badava a insegnargli ci che il Navarca aveva insegnato a lui.
Il terzo giorno, finalmente, Kielos gli mand a dire che lo attendeva alla sua mensa. Nyr seppe che si sarebbe trattato di un pranzo ufficiale e che a Palazzo sarebbero convenuti i notabili e le alte gerarchie, i sacerdoti, le dame e gli ufficiali. Kielos non lo trattava dunque come ambasciatore di Thera ma alla stregua di un notabile o di un qualsiasi ricco commerciante di Gourni. Ci significava che intendeva sminuirlo di fronte a Telesios e Nyr, lungi dall'offendersi, ne prese nota, ripromettendosi di sfruttare maggiormente la disponibilit di Aristea, se lei, come aveva promesso, gliene avesse dato l'occasione.
Prima di presentarsi alla sala dei conviti mise una particolare cura nell'abbigliarsi ma, come sempre, rifiut l'aiuto di Kreusa. La ragazza palesemente ne soffriva e Nyr le fece una carezza.
Non intendo ancora godere del tuo corpo, Kreusa. Se tu mi aiutassi a lavarmi e a vestirmi io mi ecciterei perch mi piaci e... farei qualcosa che, per il momento, mi sono ripromesso di non fare.
Oh, signore, delle tue parole ho capito solamente che ti piaccio e so che non sei capace di mentire ma... ripetimi, ti supplico, che ti piaccio! Non desidero altro!
Mi piaci davvero e spero di farti dimenticare il male che ti ha fatto Kielos, la rassicur Nyr e l'abbracci, la strinse a s e la baci sulle guance.


Capitolo 21.

TELESIOS fu per lui una rivelazione. Non era quell'orrido gobbo che si era atteso, ma una persona affascinante. Sarebbe stato anche un uomo bellissimo se la sua schiena poderosa non fosse stata incurvata dalla gibbosit. I tratti del volto erano fieri, gli occhi grandi e indagatori, il naso adunco, la bocca forte e ben disegnata. L'insieme della fisionomia era pi che piacevole e vi si aggiungeva una voce calda e ben modulata che non pronunciava mai parole inutili o banali. La persona era ben curata, ma gli ornamenti erano ridotti al minimo per un uomo della sua condizione. A tavola mangi poco e bevve ancora meno ma lod i cibi e il vino e, pi che parlare, lasci parlare gli altri.
Al termine del banchetto si esibirono le danzatrici e i giocolieri e la serata termin lietamente con i soliti brindisi. Al momento del commiato Telesios disse a Nyr che si sarebbero rivisti al pi presto. Per discorrere di interessi comuni in altra veste che in questa conviviale che, pure,  servita a conoscerci, specific garbatamente.
L'invito pervenne a Nyr l'indomani stesso e, se ufficialmente veniva da Aristea che lo invitava a cena, l'ancella che lo aveva portato specific a Kreusa che, assieme alla moglie di Kielos, ci sarebbe stato Telesios. Nyr accett prontamente ma, a complicare le cose, mentre lui e Kreusa consumavano insieme la colazione venne un pressante invito di Kielos che lui non pot rifiutare.
Levatosi da tavola, segu prontamente la guardia sino alle stanze private di Kielos che stava mangiando con il comandante delle guardie, Spiros.
Siediti, Nyr di Thera, e bevi con noi una coppa di vino!
Gli occhi di Kielos erano venati di rosso, le parole gli si inceppavano ed era fin troppo evidente che aveva bevuto pi del necessario. Nyr sedette e accett il vino che il coppiere gli porgeva.
Ho saputo che questa sera parlerai con Telesios nelle stanze di mia moglie, biascic Kielos, e voglio sapere che cosa gli dirai, a quel gobbo fottuto!
Gli dir ci che ho gi detto a te, rispose Nyr.
Cio che il Navarca mander il doppio delle navi di Gourni?
Non  questo che mi interessa. Voglio sapere se... se gli confiderai di Aner e di Krisostomos... voglio sapere se gli dirai che pretendi concessioni a scapito di Gourni, una volta in Egitto...
Kielos stentava a connettere ma gli occhi, rossi e lucidi, fissavano imperiosamente Nyr. Anche ubriaco, Kielos sapeva ci che diceva e Nyr se ne rese conto.
Non ho alcun interesse a parlargli di Aner o di Krisostomos, rispose. Non sono faccende che mi riguardino, anche se, per quanto concerne Krisostomos, sento qualche rimorso. Spero che non abbia lasciato moglie e figli, nel qual caso vorrei onorare il mio contratto con gli eredi, sempre che tu sia d'accordo.
Fai pure, borbott Kielos. Adempi alla tua piet, se ti pare. Non ho niente in contrario. Sono pietoso anch'io, sai? Sbott in una risata da ubriaco ma, subito dopo, torn ad aggredire Nyr e le sue parole non erano quelle di un ubriaco.
Guardati bene dal dare giudizi negativi su di me, quando stasera parlerai con Telesios! Ricorda che dipende da me la tua nomina a rappresentante delle Isole presso i Faraoni! E bada che conosco la tua abilit nel far capire le cose senza dirle apertamente. Sono stato chiaro, Nyr di Thera?
Perch dovrei comportarmi come tu paventi, nobile Kielos? gli rispose Nyr. Sarebbe contro il mio interesse, come hai creduto bene ricordarmi, ma anche contro la mia natura. Io ti promisi lealt e manterr fede alla promessa. Ma tu, come puoi diffidare anche delle persone che paghi? Arriver pure il momento in cui dovrai dare fiducia a qualcuno che non sia prezzolato da te, come non lo sono io! Se non lo farai, vivrai sempre con la paura che tutti ti tradiscano!
Era stata una risposta aspra quanto mai e Kielos lo fiss dapprima sbalordito, poi scoppi in una delle sue false, grasse risate, solo in parte dovute al suo stato di ebbrezza.
Hai ragione, giovane Nyr! Di qualcuno dovr pur fidarmi, un giorno o l'altro. Ma ora dimmi: ti fidi tu di me?
Quando me ne darai motivo mi fider, sorrise Nyr.
Lo vedi che la fiducia  difficile per tutti, quasi impossibile? ghign Kielos. Uno l'acquista a poco a poco, pezzo per pezzo. In quanto a te, ne avrai una parte se mi riferirai fedelmente il tuo discorso di stasera con Telesios.
Te lo prometto, rispose Nyr, per ricorda che la fedelt, la lealt sono tutt'altra cosa. Sono spontanee.
Parole! url Kielos. Parole! Si fa presto a spenderle. Lealt, amicizia, fedelt: parole! Se soltanto potessi fidarmi di qualcuno! All'improvviso si prese la testa fra le mani e rest cos, in apparenza accorato. Mentre Nyr e Spiros si guardavano imbarazzati, sollev il volto e scoppi a ridere, godendosi lo stupore degli altri due. Ma che credete? Che mi spaventi davvero? Che sia davvero preoccupato? Per gli di! Non lo sono! Io sono il padrone assoluto di Gourni, posso incenerirla, se voglio! Posso farla affondare nel mare pi profondo! Oppure posso annegare nel sangue chi osasse cospirare contro di me! Guardando gli occhi spiritati di Kielos, Nyr si rese conto che quell'uomo era pazzo e se ne spavent. Meno di lui Spiros, che evidentemente aveva assistito altre volte a scene del genere.
Kielos, questo lo sappiamo bene tutti, soprattutto coloro che vorrebbero tramare alle tue spalle, disse con calma il comandante delle guardie. Gente che non vale niente, che si limita alle chiacchiere. Fossi in te ci riderei sopra.
Forse che non lo sto facendo? replic Kielos ma il suo riso forsennato assomigliava piuttosto a un singhiozzo. Infine si calm, guard i suoi commensali con occhi sospettosi, per vedere come avevano preso la sua furia incontrollata.
Basta con queste cose! esclam ritrovando il ghigno sornione di sempre. Meglio fare onore ai piatti che verranno e, d'altronde, ho la promessa di Nyr di riferirmi per filo e per segno il suo prossimo colloquio con Telesios. Mangiamo, beviamo e, se poi lo vorrete, faremo venire qui le ancelle pi disponibili e ce le godremo sulla tavola, tra le coppe di vino al miele! Vi far vedere se Kielos  un vero uomo! Coppiere, dove ti sei nascosto? Vieni qui, per tutti gli di! Non vedi che siamo assetati?
Aristea e Telesios accolsero Nyr con gentilezza e c'era persino un accenno di complicit nei loro modi. Aristea odorava di unguenti preziosi, i capelli acconciati di fresco. La lunga gonna fatta di stoffe diversamente colorate era trapuntata di pietre preziose e il corpetto, aperto secondo l'uso sul davanti a evidenziare le grosse mammelle, si rialzava dietro il collo sino a ricoprire la nuca. I grandi occhi liquidi erano sottolineati dal bistro e dalle palpebre ombreggiate di verde. Nyr not che si era di
pinte di rosso vivo le areole del seno e dello stesso colore aveva dipinte le labbra. Sfoggiava i gioielli migliori come se, invece che a una cena informale, si trovasse a una Festa Sacra.
Telesios era invece vestito semplicemente con un doppio perizoma bianco e un leggero mantello dello stesso colore che, chiuso al collo da una fibbia, lasciava scoperto il gran petto villoso. Non portava gioielli, a parte un anello a castone e
un sigillo che gli pendeva dal collo, trattenuto da una catena d'oro.
Sedettero a tavola serviti da tre sole ancelle e subito Aristea volle sapere come fosse andato il colloquio con il marito. Nyr lo rifer, assieme alle risposte che gli aveva dato, e i due sorrisero.
Kielos ha sempre pi paura, comment Telesios, e questo lo danneggia. Peccato perch, almeno per il momento, egli gode, se non della fiducia, dell'appoggio di Minosse Deukalion. Ora, nobile Nyr, dimmi compiutamente il tuo pensiero sulla situazione e sugli intenti del Navarca. Parla schietto se vuoi essere ricambiato con altrettanta schiettezza e, per prima cosa, dimmi la tua opinione personale su Kielos.
E non temere che io ti disapprovi se dirai male di mio marito, sorrise Aristea, ironica.
 un uomo complicato, sospir Nyr. Ha bisogno di amicizie che non trova, di certezze che non ha. Ha pi paura lui di quanta ne incuta agli altri. Sa bene che il popolo non lo ama e che i nobili non lo sopportano e cospirano contro di lui, cos vive attendendo l'occasione per punire. Questo penso di lui. Per quanto mi riguarda devo fare una distinzione. Personalmente lo aborro ma, come incaricato del Navarca, non chiedo di meglio che essergli fedele perch queste sono le istruzioni che ho ricevute.
Se pensi che la tua fedelt ti porterebbe la sua amicizia non
lo conosci ancora bene, per quanto la tua descrizione sia fedele, sorrise Aristea. Mio marito  proprio come lo hai dipinto e, da quando sta perdendo la propria virilit,  ossessionato dal sesso. Guai se una donna non fa mostra di godere con lui, la odia e la fa punire crudelmente. La tua ancella Kreusa ne sa qualcosa. Comunque mio marito potr restare al suo posto sinch non diventer una minaccia per mio fratello Minosse. Deukalion non si cura che egli rubi per accrescere le sue gi enormi ricchezze ma, quando il suo comportamento minasse la sicurezza del Golfo Grande, non esiterebbe a farlo uccidere.
I tempi non sono ancora maturi, dillo pure al tuo amico
Krisis, mormor pensosamente Telesios e Nyr cap che, sulla situazione interna di Gourni, egli era meglio informato dello stesso Kielos.
Krisis gioca con le parole, rispose a Telesios, e si nutre di intenzioni, ma non credo che avrebbe l'ardire di passare dalle parole ai fatti.
Lui no, ma Zina s, intervenne Aristea. Quella donna adopera la sua guaina per interesse e crede di essere diventata importante perch beve il poco sperma di Kielos, ma ha il torto di credersi troppo furba. Sarebbe sufficiente che io provassi a quello sciocco che Zina si fa beffe di lui ricevendo tra i lombi la carne di Krisis, perch Kielos si vendicasse di entrambi. Per il momento la cosa non mi interessa, mi d per fastidio quella nave di cedro e il fatto che Zina se ne dichiari ufficialmente l'armatrice:  la pi bella nave di Gourni ed  stata costruita con il denaro di Gourni e non con il suo. Perci penso che gliela toglier, voglia o non voglia mio marito. Del resto le resteranno ricchezze a sufficienza e Zina dovrebbe ricordare che, a quindici anni, era una pezzente figlia di un pezzente. Ma forse questi discorsi spiacciono a Nyr che porta ancora la sua benda.
Porto il suo premio per la gara di tuffi, sorrise Nyr, ma in quanto a Zina penso sia pi prudente starle alla larga.
Se non conosci la sua storia sono sufficienti poche parole. Aveva quindici anni e vendeva acqua fresca nel porto quando la not un ufficiale della guardia di Palazzo. Era bella e lui la svergin e la tenne con s finch Kielos non s'accorse di lei. L'ufficiale fu ben contento di cedergliela in cambio di una promozione, ma in seguito, quando Zina divenne la favorita di mio marito, commise l'errore di vantarsi di essere stato lui a sverginarla. Kielos lo accus di tradimento e di furto, gli fece tagliare la testa e Zina non batt ciglio, guardandosi bene dall'intervenire a favore del suo primo amante. Ora si  montata la testa ed  venuto il momento di fargliela abbassare, tanto pi che, mentre riceve Kielos nel suo letto, pensa al modo migliore per toglierlo di mezzo ed  d'accordo con Krisis e gli altri notabili.
Sar meglio procedere per gradi, osserv Telesios, prudentemente. Non vorrei che Kielos avesse una reazione inconsulta e, di conseguenza, Minosse Deukalion dovesse essere costretto a provvedere prima del tempo...
Sar prudente, gli rispose Aristea, ma intendo che Zina capisca subito quale aria tira per lei. Forse ci la indurr a
scoprirsi pi di quanto abbia fatto sinora. Non sar lei a bordo della nave di cedro per la festa di apertura della navigazione...
Intendi andarci tu? si accigli Telesios.
No, non io, ma il nostro ambasciatore, replic Aristea, indicando Nyr. Lei e Telesios si scambiarono un sorriso d'intesa.
Vuoi mandare quella nave in Egitto? chiese Telesios.
Esattamente, rispose Aristea, e Nyr con quella nave.
Io sono d'accordo, afferm Telesios, ma sar meglio che il consiglio giunga direttamente da tuo fratello Minosse, non appena sar rientrato a Cnosso. E ora beviamo una coppa di vino in onore del nobile Nyr dell'Isola Rotonda. Io non brindo a lui come ambasciatore ma come amico leale.
Anch'io ne ho trovato uno, Telesios, esclam Nyr e, alzando la coppa, pensava alla nave di cedro.
Qualche giorno dopo venne finalmente scoperto il cadavere nel fondaco di Krisostomos ed era gi in condizioni tali che nessuno avrebbe potuto riconoscerlo. L'inumazione avvenne in sordina e, l'indomani, Nyr and a trovare ufficialmente la vedova e sigl con lei il contratto, apponendovi il proprio sigillo. Due giorni dopo vi torn senza farsi notare e la donna lo introdusse nel sotterraneo dove trov Krisostomos, che si era lasciato crescere la barba.
Nyr gli raccont del suo incontro con Telesios e il mercante apparve soddisfatto, ma con riserva. Il favore di Telesios e di Aristea non potr che insospettire Kielos e renderlo ancora pi diffidente nei tuoi confronti, osserv accarezzandosi la barba. In che termini gli hai riferito il tuo colloquio con Telesios?
Gli ho detto che Telesios, pur considerandomi con simpatia,  stato vago nella sostanza.
Hai fatto bene. Ora bada a ogni tua mossa finch da Cnosso non arriver la risposta di Minosse. Certamente Telesios partir per via di terra, come  arrivato, dal momento che odia il mare e le navi... Forse ci vorr tutta una luna prima che arrivi la tua nomina. Vieni da me soltanto se sar necessario e bada a non esporti troppo con Krisis. Ora va'. Bene augurando.
Pochi giorni dopo, Kielos diede un pranzo di commiato in onore di Telesios che, l'indomani, ripart con la sua scorta. Quello stesso giorno, i sacerdoti fissarono la data dell'apertura della navigazione. Conosciuto il giorno, Kielos mand a
chiamare Nyr e, con sorpresa del giovane, gli annunci che avrebbe partecipato alla grande festa sulla nave di cedro.
Zina non ha potuto rifiutare l'invito di Aristea a sedere sulla nostra nave, sogghign. Capirai, formalmente  un grande onore. Ti permetto di issare, subito dopo le insegne di Minosse e quelle di Gourni, quelle dell'isola Rotonda e le tue personali.
Nyr ringrazi, mostrandosi felice di quella decisione, e prese anche nota che Kielos era stato cortese a chiamare Thera con il nome che le davano i suoi abitanti. Tuttavia si chiese se non ci fosse sotto qualcosa e si ripromise di stare pi che mai in guardia.
Il giorno dell'inaugurazione, Nyr fu accolto sulla nave di cedro con tutti gli onori e si commosse quando il capitano Viridion fece alzare, sotto le insegne di Minosse e di Gourni, quelle dell'isola Rotonda e, subito dopo, le sue, con il pugnale e il fiordaliso che vi si avvinceva in tre volute. In quel momento ebbe la precisa sensazione che la bella nave gli appartenesse, che il destino suo e quello della nave di cedro sarebbero stati legati indissolubilmente.
Il corteo navale si mosse, lento e maestoso come lo ricordava, per raggiungere il centro del Golfo Grande, dove sarebbero state lanciate in mare le offerte a Efestos. Appena uscite dal porto, le navi che avevano la vela la issarono e per Nyr fu una tortura vedere che i prodieri della sua non erano all'altezza della situazione. Avesse avuto con lui Depas e il Barbiere, avrebbero issato albero e vela nella met del tempo. Tuttavia, una volta invelata, la nave si rivel pi veloce delle altre e il capitano ebbe il suo daffare perch non sorpassasse quelle che nella cerimonia dovevano venir prima della sua. Raggiunto il punto delle offerte, Nyr aveva preparato un lingotto d'argento e il capitano Viridion una piccola riproduzione in argilla della nave, secondo l'usanza. Al momento di gettare in acqua il lingotto, Nyr, spinto da una volont superiore alla sua, si tolse la preziosa benda egizia che gli aveva donato Zina, la leg al lingotto e rest a guardare mentre la sua offerta affondava lentamente nelle chiare acque del golfo.
Krisis mand un'ancella al Palazzo con un invito per Nyr che fu lieto di accettare e si rec a casa dell'amico portando piccoli doni per Dinna, Arianna e Likos.
Come sempre fu accolto con gioia, ma Krisis gli parve teso e preoccupato anche se cercava di avere un'aria disinvolta. In attesa che il pranzo fosse servito, invit Nyr a bere una coppa di vino in una saletta e, come furono soli, gli chiese se avesse avuto sentore di qualche mossa di Kielos. Ho l'impressione che stia tramando qualcosa di particolare ma non capisco cosa. Sembra di umore pi allegro del solito e questo  un brutto segno, disse a Nyr. Tu ne sai qualcosa?
Effettivamente ho notato anch'io un certo cambiamento di umore in lui. Con me  stato insolitamente cortese, tanto da permettermi di inalberare le insegne dell'Isola Rotonda e le mie personali sulla nave di Zina, ma se abbia in mente qualcosa di particolare non saprei dirtelo. Posso darti un consiglio, per: la tua passione per Zina potrebbe perderti.
Krisis impallid e parve barcollare per la sorpresa. Che ne sai tu? Perch asserisci una cosa del genere? chiese, pallido in volto.
In molti lo sanno, Krisis, in troppi. Quindi bada a te. Tua moglie non merita che tu la ponga a rischio, e neppure i tuoi figli. Qualcuno  addirittura convinto che Zina non ti accetti nel suo letto soltanto per amore. Mi sono spiegato? Vale la pena che tu esponga la tua famiglia, i tuoi beni e la tua testa per quella donna? Io penso di no. Ricorda che ti sono amico e ho il dovere di avvertirti.
Ora Krisis, da pallido che era, si era fatto rosso per la collera. Io non so chi ti abbia riferito queste calunnie infami, ma certo non  amico mio e non lo sei neppure tu che mi dai consigli del genere! esclam agitato.
Nyr non si lasci impressionare e reag con veemenza. Dovresti saperlo che ti sono riconoscente e amico da quando ci siamo conosciuti! E dovresti avere abbastanza senno per discernere la calunnia dalla verit! Oppure avrei fatto meglio a tacere e lasciarti correre cieco verso la rovina?
Krisis era stravolto. Mai aveva pensato che la sua relazione con Zina potesse essere conosciuta e tantomeno mai aveva avuto il sospetto di essere uno strumento nelle mani di lei.
Hai una moglie che ti ama e niente ha da invidiare a Zina in fatto di bellezza, ma anzi la sopravanza in carattere e
sensibilit! continu Nyr, in tono acceso. Hai due figli meravigliosi, Arianna che diventer persino pi bella di Dinna, e Likos che ti adora! Io rispetto la tua ribellione contro Kielos e se mi sar possibile ti appogger, ma a patto che tu non corra rischi inutili, Krisis!
Adesso Krisis pareva non aver neppure pi la forza di reggere la coppa e, con la mano libera, si appoggiava al bordo della lucida tavola di cedro. Tu devi dirmi da quale fonte provengono queste tue notizie! E quasi supplicava.
La fonte  certa e indubitabile, dichiar Nyr.
Forse... forse Kielos? domand Krisis, sbiancando in viso.
Non ti pare che saresti gi morto, se quella fosse la fonte? replic Nyr. Per ti assicuro che  vicina a lui e, forse, pi importante. Ora devi decidere: Zina oppure la tua famiglia. Te lo dico nel tuo interesse!
Nessuno dei due, presi nella foga del discorso, s'era accorto che Dinna, schiusa la porta della piccola stanza, era entrata e aveva suo malgrado ascoltato l'ultima parte della conversazione. Ora, pallida in volto, restava come impietrita sulla soglia. Con tutte le sue forze avrebbe voluto richiudere la porta e allontanarsi, e tuttavia non aveva forza neppure per muovere un dito.
Forse  stata Aristea la tua informatrice? chiese Krisis.
Il suo nome lo hai fatto tu, non io, rispose Nyr. Ma che importanza ha? Ci che conta  il pericolo che corri, amico mio!
Io ti chiedo: ne vale la pena? Pensaci, e ora, se ancora mi vuoi alla tua tavola, andiamo a pranzo e, per gli di, non fare quella faccia di fronte a tua moglie...
In quel momento, Dinna trov la forza per battere alla porta, aprirla del tutto ed entrare nella stanza atteggiando al sorriso le belle labbra. Se avete terminato di parlar di affari la mensa  pronta per voi, annunci, riuscendo quasi per miracolo a controllare la voce.
Con Krisis e Dinna, Nyr parl della casa che si stava facendo costruire ad Akrotiri, del Navarca e dei suoi compagni sulla tonda di Akros. L'argomento della situazione di Gourni non fu, per una sorta di tacito accordo, neppure sfiorato finch, inopinatamente, la taciturna Arianna non salt su a chiedere a Nyr se era vero che sarebbe partito presto per l'Egitto. Lo chiese tenendo i palmi delle mani contro le guance per nasconderne il rossore ma la sua voce era decisa.
Non te lo so dire, Arianna, rispose Nyr, stupito al pari dei genitori di lei per quella domanda. Che cosa poteva saperne, una ragazzina come lei, di affari simili?
L'Egitto  lontano, vero? chiese ancora la fanciulla, ostinata.
Giorni e notti di navigazione, se il mare  buono, le rispose Nyr e la osservava con interesse nuovo, riscontrando la somiglianza con la madre nei tratti dolcissimi del viso e la decisione del padre negli occhi e nell'atteggiamento risoluto. Arrossiva ma insisteva nel voler sapere ci che le premeva. Perch me lo chiedi, Arianna?
Oh, semplice curiosit... Io... io mi chiedevo quanto saresti stato lontano... Si fece forza per aggiungere: Certo, ti mancher l'isola Rotonda...
Mi mancherebbe, nel caso andassi davvero in Egitto, l'isola Rotonda ma anche Gourni e gli amici che vi lascerei, le rispose Nyr e aveva notato che lei, cretese, aveva chiamato la patria di Nyr con il nome prediletto dai suoi abitanti. I Cretesi chiamavano Thera l'isola Rotonda e, la loro isola, la chiamavano Isola del Re, alludendo a Minosse. I Cretesi chiamavano Melo l'isola dell'Ossidiana e delle fabbriche, Kupros l'isola del Rame, Samos l'isola dei Vasi e gli abitanti delle Isole, per converso, chiamavano Creta quella che i Cretesi chiamavano l'isola del Re. Soltanto quando si voleva compiacere il proprio interlocutore si chiamava la sua isola con il nome che a lui era pi caro...
Dinna guard con occhi amorosi la figlia, rendendosi conto che stava diventando donna, e si augur che non dovesse soffrire mai come stava soffrendo lei in quel momento.


Capitolo 22.

PRIMA che si compisse il ciclo di una luna, giunse da Cnosso una nave con messaggi reali per Kielos. Dopo averli letti, il Reggitore mand a chiamare Nyr.
Minosse Deukalion in persona ratifica la tua nomina ad ambasciatore di Thera presso il suo grande fratello Faraone e mi sollecita affinch tu possa partire al pi presto, gli annunci, e aveva l'aria di essere sinceramente soddisfatto.  ovvio che terr in conto il suo desiderio, e ho deciso di affidarti la nave di Zina. In questo modo prover l'efficienza dell'ambasciatore e insieme quella della nuova nave.
Nyr si dichiar felice e lo era veramente anche perch aveva temuto tempi pi lunghi e ostacoli da parte di Kielos.
Naturalmente dovr provar la nave prima di affrontare un viaggio cos lungo, rispose a Kielos, e vorrei chiederti il permesso di imbarcare alcuni uomini di mia fiducia: due prodieri e un timoniere.
Forse non ritieni all'altezza quelli della nave di cedro? si accigli Kielos.
Penso che siano bravissimi ma non possono essere migliori di quelli che ho in mente, rispose Nyr. Inoltre, visto che l'equipaggio della nave  composto da marinai-soldati, sar bene avere a bordo tre provetti marinai che siano soltanto tali e che badino esclusivamente alla nave se per caso dovessimo combattere. Inoltre vorrei che tu mi affidassi quattro dei tuoi arcieri migliori, ma che siano volontari.
Se  per questo potrai sceglierteli, a patto che siano soltanto quattro, borbott Kielos, perch gli arcieri mi servono. Ma ora veniamo a discorsi pratici. Spero avrai capito che, senza
il mio appoggio, la tua missione sarebbe difficile, perci mi aspetto che, oltre a quelli di Thera e di Minosse Deukalion, tu faccia anche i miei interessi.
Non hai che da parlare, disse Nyr, mettendosi
istantaneamente sul chi vive.
Dovrai convincere il Faraone a non rivedere i suoi accordi commerciali con me, a conservarmi i privilegi di cui godo rispetto alle altre citt e alle Isole. Sar chiaro con te, Nyr di Thera: se riuscirai, avrai in me un alleato e, soprattutto, un socio, dal momento che riceverai una percentuale sui miei guadagni. Se
non riuscirai non aspettarti grandi accoglienze al tuo ritorno a Gourni, e penso tu abbia imparato che cosa significa avermi ostile. Ci siamo intesi?
Sei stato chiaro e, da parte mia, ti assicuro che far del mio meglio per accontentarti, Kielos, rispose Nyr.
Io non voglio che tu faccia del tuo meglio! ribatt l'altro, gelido. Io mi aspetto che tu riesca nel compito che ti ho appena affidato. Ora spero di essere stato ancora pi chiaro. Avrai la nave di cedro e questo probabilmente mi coster una lite con Zina; avrai i prodieri e il timoniere che desideri e avrai gli arcieri che hai chiesto. Da parte mia esigo ci che ti ho detto.
La nave di cedro... Soltanto una stagione prima era stata un puro sogno per Nyr. Ora la protezione di Egea faceva s che divenisse realt. Nyr disse a Kielos che gli avrebbe fatto avere ci che chiedeva.
Nel pomeriggio lo mand a chiamare Aristea e, nel comunicarglielo, Kreusa era combattuta fra la gelosia e l'orgoglio.
La prima ancella di Aristea mi ha detto che la sua padrona ha rimandato ogni appuntamento e ha posto una cura insolita nella sua persona. La prima ancella ridacchiava quando mi ha confidato queste cose. Far del mio meglio per prepararti, se credi... Le tue cose migliori sono gi pronte. Vuoi bagnarti nella piscina, mio signore?
Aristea certo non mi attende per quello che pensi tu, la canzon Nyr, ma per altre cose. Tuttavia l'invito lo mise in agitazione. Quella donna libidinosa, dalle grosse labbra tumide e le mammelle enormi, era insieme eccitante e disgustosa, promettente e ambigua, accogliente e inquietante. Fece un rapido bagno, rifiut gli unguenti e, rivestitosi, volle discutere con l'ancella i cibi che avrebbe consumato quella sera.
Vuoi dire che mangerai con me? Se Aristea ti vuole per ci che pensa la prima ancella, dubito che tornerai per cena, gli disse Kreusa.
Aristea lo ricevette immediatamente e, se Nyr aveva qualche dubbio circa lo scopo della sua chiamata, questo si dissolse all'istante vedendo che lo accoglieva vestita di un mantello di lino tanto sottile da risultare trasparente.
E ora che ci conosciamo meglio, mio giovane Nyr, gli disse sorridendo lasciva. Ora ti spoglierai delle parole e della tua
carica di ambasciatore e giacerai con me, nudo, su un letto. Solo in questo modo conoscer realmente chi sei.
Per sette giornate, ogni pomeriggio, Nyr and negli appartamenti di Aristea. Vi restava sino a tarda notte e, qualche volta, sino all'indomani. E impar, sul sesso, tutto ci che un maschio istruito da una donna esperta pu apprendere.
Aristea gli insegn come trattare le femmine e come potessero essere diversi i modi di avvicinarsi a loro. Gli insegn quando usare la forza, e anche un pizzico di brutalit, e quando intervenire con dolcezza. Quando lui s'accendeva in modo da far presumere che avrebbe concluso prematuramente, lo fermava costringendolo a recitare strane litanie che Nyr fin per imparare a memoria. Il linguaggio di Aristea era estremamente crudo e ricordava quello di Depas quando parlava dei suoi rapporti con le donne, un linguaggio che, lei di sangue reale, sembrava avesse imparato negli angiporti delle Isole. Il tema ricorrente era, per, uno soltanto: Ricordati che un vero maschio deve saper far godere la femmina almeno una volta pi di lui. Ricordatelo, Nyr!
Ed era paziente, tollerante, permissiva, alla stessa maniera in cui sapeva essere aggressiva, infuocata, imperiosa a seconda delle circostanze. Trattava Nyr non come un allievo qualunque ma come l'allievo prediletto. Lodava o rimproverava, calmava o eccitava e, in tutto questo insegnare il sesso, era capace di trovare
il suo piacere e nello stesso tempo di risparmiare Nyr. Col suo linguaggio da trivio amava ripetere a Nyr: Tutte le donne amano il cazzo ma, se dietro c' attaccato un Uomo, allora s'innamorano. Non dimenticarlo! Poich, per una malformazione, non poteva restare incinta, Nyr poteva godere dentro di lei e questo gli serv a togliergli l'ansia del ritrarsi sino a che Aristea non volle che lo facesse per abituarsi a quelle donne che incinte sarebbero restate. Fu per lui, in materia di sesso, un'insegnante altrettanto capace del Navarca in materia di armi e di politica o di Lisos in materia di navigazione.
Ti servir, gli ripeteva, perch il sesso  componente essenziale della vita. Ripetutamente volle che Nyr la sodomizzasse: gli diceva che, in Egitto, le donne se l'aspettavano e anche gli uomini. Anche tra noi alcuni maschi hanno una certa predilezione per i fanciulli, ma presso il Faraone mi dicono che
sia cosa normalmente esercitata e che non si faccia troppa differenza tra maschio e femmina. Tu sei bello, hai gli occhi celesti e non ti cresce la barba, quindi bada a te, che non t'inculino. Se tu ci fossi costretto, sopporta e non vendicarti su chi lo ha fatto ma su sua moglie o sulla sua concubina purch siano ben disposte, il che sar facile perch laggi le donne sono pi trascurate dagli uomini che da noi. Gli uomini validi son sempre in guerra nei territori pi lontani e le donne restano sole, dimodoch si amano spesso fra di loro per necessit pi che per tendenza...
Ma gli insegnava anche altre cose. Kielos non ti  affatto amico:  stato Telesios a proporti a Minosse Deukalion. Le sue promesse di farti partecipare agli utili sono false. Non l'ha mai fatto con nessuno e non lo far con te.  talmente sciocco che, mentre Zina si sarebbe fatta fottere da lui soltanto per ricavarne lustro, lui l'ha arricchita. Adesso se la trover contro perch lei pensa che, fuori gioco Kielos, possa essere una oligarchia di mercanti a governare Gourni e, in questa oligarchia, il suo amante Krisis possa essere eletto Reggitore con il placito di mio fratello. Se hai occasione di parlare a Krisis, digli queste cose e che diffidi di Zina.  pronta ad aprire entrambi i buchi per interesse e non esiterebbe a scaricare Krisis se le convenisse.
Per Nyr fu una settimana intensa quale mai ne aveva vissute. Si alzava all'alba per salire a bordo della nave di cedro che faceva prove, sempre pi forzate, di vela e di remi nel Golfo Grande. Rientravano che il sole era all'apice nel cielo e aveva appena
il tempo di mangiare, riposare due ore e quindi recarsi agli appartamenti di Aristea. Tornava, ma non sempre, al suo appartamento, all'ora di cena, con Kreusa gelosa e intimidita. Se tornava pi tardi, per aver cenato con Aristea, trovava la giovane ancella addormentata con il volto sulla tavola, tra i cibi che non aveva toccato. Allora la svegliava, le rivolgeva qualche parola affettuosa e lei, rassegnata, sparecchiava e si preparava il giaciglio.
Con il comandante della nave di cedro, Viridion, andava sviluppando un buon rapporto e cos con l'equipaggio. Aveva imbarcato quattro arcieri scelti e pretendeva da loro il massimo: ripeteva continuamente che un arciere  davvero bravo quando accoppia la rapidit alla precisione del tiro. Ora gli arcieri, mentre lui trascorreva il pomeriggio con Aristea, si esercitavano sia a bordo sia nella palestra chiusa.
Naturalmente Kielos seguiva senza parere questi sforzi di
Nyr e sapeva anche dei suoi incontri con Aristea. Un giorno chiese a Nyr se la sua dea lo avesse sciolto dal voto: lui rispose di s e che ora poteva prendersi piacere di Kreusa ma, ricordando certi aspetti del carattere di Kielos, gli disse che la ragazza era fredda e lui non riusciva a farla godere.
Vuoi che te la cambi? gli propose Kielos, soddisfatto nel suo orgoglio virile.
Oh, no, mio signore. Non m'importa del suo piacere ma del mio e, d'altronde, in tutto il resto  premurosa e mi dispiacerebbe perderla, rispose Nyr e Kielos rise, dandogli ragione.
Se lei non prova piacere son stati gli di a farla nascere cos e a darle un bell'aspetto perch possa compiacere al suo padrone. Tientela dunque, se nel complesso sei soddisfatto di lei. Parliamo piuttosto di cose pi importanti: so che sei spesso ricevuto da mia moglie. Di che ti parla? Forse di me?
Nyr e Aristea avevano previsto questa domanda e Aristea aveva suggerito la risposta a Nyr.
Ecco, s, mio signore, mi parla anche di te. Lei sa della tua relazione con Zina e la tollera. Ci che le dispiace  che tu spenda per lei. Comunque  soddisfatta che tu mi abbia affidato pubblicamente la nave di cedro che tutti ritenevano propriet di Zina. Considerava un errore averle permesso di apparire come armatrice e, se si fosse invece conosciuta la verit, pensava che la tua immagine ne avrebbe avuto danno...
E perch mai? si accigli Kielos.
Perch i notabili di Gourni avrebbero potuto pensare che pagavi troppo per avere una donna che avresti potuto far tua con qualche semplice dono oppure addirittura senza contropartita. Avrebbero pensato che Zina  pi furba di te...
Uhm, gi, capisco... borbott Kielos, grattandosi il mento. Comunque penso di aver risolto la faccenda. Ormai la nave  destinata a viaggiare tra l'Egitto e Gourni anche se la cosa non  piaciuta a Zina che pensava a viaggi commerciali compiuti sotto il suo nome. Non sono poi cos sciocco, sai?
Aristea lo sa bene, mio signore, lo rabbon Nyr. Ma sa anche che il tuo carattere  impulsivo e che Zina  una chiacchierona. Bada, mi spiace parlar cos di una donna che mi accolse nella sua casa e mi fece dei doni la prima volta che sbarcai a Gourni, ma devo ripeterti le parole di Aristea, in modo che non ci siano equivoci tra noi.
Non capisco bene, borbott Kielos, sospettoso. Che
c'entra il mio carattere impulsivo e di che dovrebbe chiacchierare Zina?
Aristea teme che Zina abbia confidato a qualcuno che sei talmente invaghito di lei da averle regalato una nave. Se lo avesse fatto...
... i notabili di Gourni penserebbero che mi son fatto abbindolare da lei e che sono un vecchio rimbambito! sbott Kielos. E che vuoi che m'importi? Al primo che osasse fare soltanto un accenno alla questione farei tagliar la testa!
Ed ecco che vien fuori il tuo carattere impulsivo! gli fece notare Nyr. Devi ammettere che Aristea non ha torto, mio signore, e che parla nel tuo interesse. Io sono convinto che, non osando parlarne apertamente con te, si sia confidata con me affinch ti riferissi le sue parole...
Be', pu darsi che sia cos, ammise Kielos con un grugnito. Non  il momento di mettersi a tagliare teste, ma quando tornerai dall'Egitto dopo aver concluso con il Faraone i patti che mi aspetto, la mia posizione sar tale che potr far rotolare tutte le teste che voglio. A meno che... non sia costretto a tagliar la tua! Scoppi in una grassa risata ma i suoi occhi avevano avuto un lampo minaccioso e Nyr si ritenne avvertito.
Una sera, dopo che Nyr era riuscito a soddisfarla per ben tre volte, Aristea gli fece la sorpresa di licenziarlo come amante.
Hai concluso il tuo tirocinio e, per quanto mi riguarda, sei diventato abile a sufficienza, gli disse mentre cenavano insieme, ma il tuo pugnale deve imparare a infilarsi in altri foderi perch non tutte le donne sono eguali anche se tutte, in fondo, reagiscono allo stesso modo. Da domani entrer nel ciclo del sangue impuro e, quando avr terminato, mi sceglier un altro amante. Tu resterai per me amico e confidente e sar tua consigliera, quindi continueremo a vederci ma, nel tuo interesse, entra nel letto di altre donne. Ce n' qualcuna che ti piaccia?
Veramente non saprei, mi stavo abituando a te, rispose Nyr che era rimasto sconcertato da quell'improvvisa decisione di Aristea.
Male! Indirizza le tue frecce verso altri bersagli. Perch non Krisalides, per esempio? Le piaci e io sarei ben contenta di veder Zina scornata perch uno dei miei scopi, nell'insegnarti,  stato quello di farti tornare nel suo letto.
Ma... mi avevi sconsigliato di frequentarla e io sono d'accordo con te! osserv Nyr, pi che mai stupito e sconcertato.
Invece ti godrai la sua amica e troveremo il modo di farglielo sapere. Cos odier Krisalides. Infine voglio che tu faccia innamorare Zina e poi la respinga. Mi hai capito?
Non ti sembra un po' troppo? si accigli Nyr.
No, non mi sembra. La farai godere e poi le dirai che preferisci a lei altre donne. Impazzir di rabbia. Domani stesso parler con Krisalides e ti far invitare a casa sua. Ancora una cosa: impara a vendicarti, Nyr! Con Zina, per esempio. Dapprima per lei si  trattato di un semplice capriccio. Ha voluto esercitare su di te, un ragazzo inesperto, il suo fascino di donna fatale. E giunta al punto di strapparti una promessa come quella che le hai fatto e poi non ha avuto pazienza n amore per te,  giunta a deriderti. Ora si morde le mani perch stai diventando importante. Ebbene, quando sarai pronto voglio che Zina strisci ai tuoi piedi!
Tornandosene al suo appartamento, Nyr rifletteva. Non era convinto di doversi comportare con Zina nel modo che gli aveva suggerito Aristea. Inoltre lui stesso avrebbe corso pericoli non indifferenti se Kielos fosse venuto a saperlo.
Trov Kreusa che dormiva, il capo abbandonato sulle braccia conserte sulla tavola apparecchiata. Come al solito in quei casi non aveva toccato cibo e Nyr sapeva che, quando lui non tornava a cena, per l'ancella il digiuno era il modo di esprimere gelosia e amore insieme. La dest con una leggera carezza sui capelli e lei lo guard con occhi gonfi di sonno e di rimprovero.
Vedo che non hai mangiato, la rimbrott.
Non avevo fame...
E adesso che sono tornato, ne hai?
No, se devo mangiar da sola...
E invece mangerai, e peggio per te se le carni saranno
fredde. Aggiungi olio ai lumi, prima, non ci sono morti da vegliare in questa stanza!
Riluttante, lei and tuttavia a ravvivare la luce e, visto che Nyr s'era seduto a tavola e prendeva da un vassoio un dattero dolce, gli sedette di fronte.
Ora sbrigati a mangiare oppure domani stesso dir a Kielos
che voglio un'altra ancella ma, prima di cambiarti con un'altra, avrai una buona dose di bastonate, la minacci Nyr.
Un minuto dopo lei stava divorando una spalla di porcellino freddo e se n'era talmente riempita la bocca, affamata com'era, che Nyr scoppi a ridere mentre lei minacciava di strangolarsi col boccone. Le fece bere vino al miele e mangiare datteri e infine le ordin di scaldare dell'acqua su un braciere e si immerse nella piscina tepida mentre lei lo guardava.
Che aspetti li impalata? Spogliati e scendi a lavarmi! comand Nyr e lei si fece immediatamente pallida per l'emozione mentre i grandi occhi vellutati esprimevano un'incredula felicit. Corse nella stanza di lui a prendere teli di lino; in un attimo fu nuda e scendeva nella piscina. Nyr non lasci che gli sfregasse il corpo con il panno ma invece l'abbracci stretta e subito il desiderio insorse in entrambi, manifestandosi in Kreusa con chiazze di rossore che apparivano sul collo, fra i seni e intorno alle piccole orecchie. Nyr la baci sulla bocca, indugiando con la lingua e le labbra ad assaporarla e intanto la accarezzava tra le cosce cos come gli aveva insegnato Aristea. Subito Kreusa cominci a gemere e a lamentarsi: il suo giovane corpo vibrava sempre pi intensamente ai baci e alle carezze, finch, con grande soddisfazione di Nyr, non ebbe il piacere e gli si abbandon inerte fra le braccia. Trionfante, lui la port di peso sull'orlo della piscina, ve la fece sedere e la costrinse con la schiena sui panni di lino, le gambe ancora in acqua. In quella posizione la ricoperse di baci insistiti sulla bocca, sul collo, sul seno, ed ebbe una sensazione di vittoria sentendo che al contatto della lingua le si irrigidivano i capezzoli e lei ricominciava con i sospiri e i gemiti. Quando poi scese con la bocca, Kreusa grid, stralunando gli occhi mentre le sue cosce ora serravano la testa di Nyr, ora s'allargavano al massimo, impudenti. Quando ebbe il piacere, grid cos forte che avrebbero potuto udirla fin nei giardini pi bassi. Dopo, giacque come morta e priva di forze.
Oh, mio signore diletto! Sangue del mio cuore e luce divina degli occhi miei! sospir non appena le torn il fiato. Io non credevo che si potesse provare piacere cos grande! Ogni fibra del mio corpo  ancora intrisa di piacere!
E io non ho ancora avuto il meglio, le ramment Nyr, adagiandosi sopra di lei e fra le sue belle gambe che ancora spenzolavano nell'acqua. Volevi tanto che ti prendessi e ora spero che tu sia pronta e che ti piacer...
Oh, prenditi il tuo piacere come vuoi! Fammi ci che vuoi! Uccidimi e mi lascer uccidere! sospir lei e Nyr, lentamente, entr in lei e la prese con dolcezza sinch Kreusa non mormor:  ben affilato il tuo pugnale! E riempie il fodero e... oh! se mi d piacere! Ora non smettere, ti prego!
Era come risorta: le sue gambe si serrarono intorno alle reni di Nyr e il suo corpo and incontro a quello di lui che mentalmente recitava una delle litanie che gli aveva insegnato Aristea. In questo modo Kreusa venne per la terza volta e, finalmente, anche Nyr ebbe il suo sfogo fuori del corpo della fanciulla e rest per qualche momento come stordito dal piacere. Quel pomeriggio, Aristea aveva preteso molto da lui e sarebbe stato pi saggio riposare e cercar di ritrovare nel sonno le forze, ma aveva agito d'istinto e ora si ritrovava fiacco. Se ne accorse sollevando il corpo di Kreusa perch gli tremarono le ginocchia. Devi imparare a risparmiar le frecce della tua faretra, anche se ne hai molte, gli ripeteva sempre Aristea. Falle durare e sembrer che tu ne abbia di pi.
Oh, mio signore! Ho le labbra aride e non pi una goccia di saliva... si lament Kreusa mentre la deponeva, ancora bagnata, sul letto. Dopo averla asciugata, asciug se stesso e, stesosi sul letto accanto a lei che gi dormiva, ricoperse col lenzuolo di lino i loro corpi e giacquero insieme nel sonno.
L'indomani, invece di destarsi prima dell'alba e di scendere a imbarcarsi come ogni giorno sulla nave di cedro, dorm sino a che il sole non inizi a salire nel cielo, e Kreusa con lui. Quando infine aperse gli occhi lei dormiva ancora profondamente e Nyr, sorridendo, la lasci nel letto e and nella stanza della piscina, fece scorrere via l'acqua e ne immise della fresca. Dopo essere rimasto immerso per qualche minuto si vest, e siccome Kreusa continuava a dormire di un sonno profondo, usc silenziosamente e scese al porto.
La nave di cedro, naturalmente, non era partita senza di lui e il capitano Viridion se ne stava affacciato fuoribordo. Nyr gli chiese scusa. Ieri sera devo aver mangiato e bevuto troppo e stamani non mi son svegliato all'ora solita. Ormai  troppo tardi per salpare, perci ci prenderemo tutti una giornata di riposo.
L'avremmo avuta comunque, ghign Viridion da dietro
la murata, perch, se fossimo salpati, saremmo tornati indietro...
E perch mai? chiese Nyr, stupito.
Guarda laggi, Nyr dell'isola Rotonda, e capirai subito... Nyr guard nella direzione che l'altro gli indicava e il cuore gli diede un balzo: a forza di remi e guidata da una barca del porto, la tonda di Akros stava avvicinandosi all'ormeggio.


Capitolo 23.

IL sole non era ancora a met del suo percorso nel cielo quando, a bordo della piccola tonda, fu allestita una vera e propria mensa in onore di Nyr che aveva manifestato l'intenzione di mangiare sulla nave con i vecchi compagni. L'incontro con il Barbiere, Depas e Trippa era stato commovente, quasi non si vedessero da anni oppure avessero disperato di potersi ritrovare, ma anche l'equipaggio lo aveva acclamato a lungo, mettendo a disagio il nuovo capitano, un giovane parente di Akros all'inizio della carriera.
La nave, oltre al vino per Krisostomos, aveva portato lana di Korys da vendere in Egitto, ceramiche preziose da esportare, anfore di vino vecchio per la corte dei Faraoni. Naturalmente c'era un messaggio del Navarca per Kielos e uno per Nyr. Quest'ultimo era vago, conteneva auguri e richieste di notizie e Nyr sorrise, riconoscendo la ben nota prudenza del Navarca. Mand immediatamente una guardia a recapitare il messaggio diretto a Kielos e, in quanto alla merce, il capitano gli disse che l'ordine di Akros, a parte il vino che aveva una destinazione ben precisa, era quello di depositare il resto della merce in un magazzino in attesa che fosse imbarcata per l'Egitto. La tonda, tempo permettendo, sarebbe partita l'indomani per caricare a Kupros rame destinato ad Akrotiri. Era stato quindi sbarcato per primo il vino, trenta orci sigillati, e Nyr aveva procurato un carro tirato da buoi per il trasporto sino al fondaco di Krisostomos.
Mentre lui, Depas, Trippa e il Barbiere seguivano il carro, era stato tutto un incrociarsi di domande e di risposte. Nyr aveva saputo che la costruzione della sua casa procedeva rapidamente, che Korygli aveva inviato doni per Kielos e, soprattutto, che suo fratello Timos aveva sposato Uga durante la festa per l'apertura della navigazione ad Akrotiri. A sua volta Nyr raccont della sua vita a Gourni e che Minosse Deukalion aveva consentito alla sua partenza per l'Egitto.
E ora, amici miei, aveva concluso, se non farete salti e capriole alla notizia che sto per darvi, vorr dire che non siete veramente miei amici! Io andr in Egitto con la nave di cedro e voi verrete con me! Come si attendeva, c'era stata un'autentica esplosione di gioia e i tre amici avevano afferrato Nyr e, sotto gli occhi sbalorditi dei passanti, lo avevano gettato in aria pi
di una volta, acclamando a squarciagola. Una volta calmati, Nyr aveva spiegato loro che si sarebbero imbarcati ad Akrotiri, al ritorno della tonda dall'isola del Rame e che, per il momento, non dovevano parlarne con il capitano al quale di sicuro non avrebbe fatto piacere perdere, in un colpo solo, un esperto timoniere e due prodieri.
E ora, un'ultima notizia: Krisostomos, il mercante di vino,  morto in un incidente, quindi ho trattato con la vedova. Questo lo direte al Navarca, aggiungendo che gli porter personalmente notizie che non intendo affidare a un messaggio.
Che accadr se arriverai ad Akrotiri con la nave di cedro prima che noi vi giungiamo? aveva chiesto Depas, preoccupato. Partiresti forse per l'Egitto senza di noi?
Non partirei mai senza di voi, dopo che ho fatto tanto per convincere Kielos, aveva risposto Nyr. Inoltre la nave si fermer per qualche giorno ad Akrotiri perch ho intenzione di farla minuziosamente visitare dai nostri costruttori.
Nel fondaco Nyr aveva avuto la sorpresa di trovare, al posto della vedova, un vecchietto dalla lunga barba grigiastra che si era presentato come il cugino di Krisostomos.
Non appena ho saputo della morte di mio cugino son venuto qui da Moklos per rilevare la sua vedova e il suo commercio, aveva spiegato e soltanto la voce e l'ammiccare degli occhietti da faina avevano permesso a Nyr di riconoscere l'astuto Krisostomos.
Hai parlato di rilevare anche la vedova? gli aveva chiesto trattenendosi a fatica dal ridere. Che significa ci?
Significa che finir per sposarla, aveva sospirato comicamente l'altro, anche se non mi piace un granch. Per fortuna mi chiamo anch'io Krisostomos, cos lei durer meno fatica ad abituarsi...
Questa volta Nyr era scoppiato liberamente a ridere, imitato dai compagni. Il vino era stato scaricato e poi il cugino aveva stappato un'anfora di vino vecchio e il contratto era stato siglato, con l'intesa che Nyr avrebbe mandato a prendere il prezzo in rame prima della sua partenza da Gourni.
Tornando alla tonda, Nyr si era fermato dal comandante del porto per chiedergli un magazzino e avvertirlo che a bordo c'erano doni per Kielos. Il Barbiere, Depas e Trippa erano rimasti impressionati dalla deferenza che il comandante aveva mostrato nei confronti di Nyr e dalla prontezza con cui aveva accolto le
sue richieste, assegnandogli un ufficiale e quattro guardie per il trasporto al Palazzo dei doni destinati a Kielos.
Adesso il giovane capitano della tonda assisteva ai brindisi e alle acclamazioni a Nyr dell'equipaggio ed era preoccupato per tutto quel vino che scorreva dai mestoli di legno alle gole dei rematori. Sei al tuo primo viaggio e non li conosci ancora bene, ma possono vogare e issare la vela tanto da sobri che da ubriachi, lo tranquillizz Nyr a un certo punto.
Ma questi stanno dando fondo alle provviste di tre giorni! esclam scandalizzato il giovane capitano.
Non preoccuparti, entro questa sera ti far avere cibi caldi e una provvista sufficiente per raggiungere Kupros, replic Nyr, pensando che costui, con il trascorrere degli anni, sarebbe diventato un tirchio formidabile e gli equipaggi avrebbero cercato di evitarlo. Ben altra cosa era stato Akros che sapeva sempre quando allentare i freni e quando tirarli.
A met pomeriggio gli uomini, tranne Nyr, il Barbiere e lo stesso capitano, erano satolli e ubriachi, ma non tanto da non riuscire a scaricare la merce e avviarla ai magazzini. Nel frattempo si present un mercante che aveva manufatti da scaricare all'isola del Rame e raggiunse un accordo con il capitano.
Cos non viaggerai vuoto, gli disse Nyr. Ora ti chiedo il permesso di condurre con me il Barbiere, Depas e Trippa. Te li riporter domani, in modo che ti aiutino a caricare.
Siete proprio amici, eh? comment il capitano.
S, siamo amici, gli rispose asciutto Nyr.
Una volta a Palazzo condusse Trippa, il Barbiere e Depas direttamente al suo alloggio dove Kreusa li accolse con i modi di un'autentica padrona di casa. Prepar la piscina per gli amici del suo signore e vi aggiunse acqua tepida e profumi. In compenso il Barbiere le arricci i capelli e lei corse subito alla stanza delle ancelle per farseli ammirare. Da quel momento in poi fu tutto un accorrere di fanciulle e il Barbiere le acconciava alla sua maniera fantasiosa, discuteva e consigliava in materia di abiti e di monili. Venne anche la prima ancella di Aristea con un'amica e, proprio mentre Nyr era occupato con il dispensiere a far spedire in porto cibi caldi per la tonda, Aristea mand a dire che voleva conoscere questo marinaio tanto bravo nell'acconciar le donne.
La tonda part due giorni dopo, all'alba, per Kupros, con un buon carico e, lo stesso giorno, Nyr ebbe un invito direttamente da Eufemio. Dal modo con cui lo formul, tutto fatto di sottintesi e ammiccamenti, Nyr credette che sarebbe stata invitata nascostamente anche Zina e, pi tardi, ne chiese conferma ad Aristea.
Questo lo crede Eufemio, ridacchi Aristea, perch altrimenti non lascerebbe Krisalides sola con te...
E... Krisalides che ne dice? chiese Nyr, preoccupato.
Dice che la sua guaina stilla come una grotta dopo la pioggia, in attesa del tuo pugnale, rise Aristea. Ora parlami di quel tuo amico che ama i maschi. Lo sai che, come acconciatore, non c' in Gourni ancella che lo valga? Sa fondere il gusto maschile con quello femminile e mi ha dato anche consigli su abiti e gioielli. Gli ho proposto di fermarsi a Palazzo al mio servizio. Sarebbe ben pagato e potrebbe scegliere tra i giovinetti del popolo. Ha risposto che preferisce navigare con te. Sai dirmene una ragione? Che ne fai su una nave di un tipo come lui?
Il Barbiere sta meglio su una nave che in un palazzo, sorrise Nyr. Tu mandagli contro cinque soldati armati e li vedrai uccisi a pugnalate in men che non si dica. Perci lo voglio sulla mia nave.
Ebbene, se doveste cambiare idea, tu o lui, dimmelo. E ora va' da Krisalides e vedi di far fare bella figura alla tua maestra...
La grassa risata di Aristea risuonava ancora mentre Nyr era gi fuori della stanza.
Quando, al termine del ricco pranzo, Eufemio si lev dalla mensa adducendo un ipotetico impegno e sorridendo complice a Nyr, il giovane ebbe pena e rimorso per lui che era un brav'uomo e stava facendo la parte dell'allocco. Ma, uscito di casa Eufemio, Krisalides sedette sulle ginocchia di Nyr e lo baci sulla bocca, sciogliendo in lui ogni senso di colpa. Trascorse con lei, nel padiglione, tutto il pomeriggio e le diede piacere a tal punto che Krisalides volle donargli una preziosa collana di pietre dure e lo supplic di ritornare da lei prima di partire per l'Egitto.
Io non so per qual motivo Zina mi disse che, come amante, valevi meno di una barretta di rame. Forse era pazza, quando lo disse, o forse gelosa!
Le dirai che siamo stati insieme? chiese Nyr.
Perch non dovrei? Lei ti ha rifiutato ed  stata sciocca!
Fa' pure come credi perch di lei non mi importa pi nulla, replic Nyr, tanto  vero che ho offerto la sua benda alla dea Egea, che mi protegge.
Ho notato che non la porti pi, sorrise Krisalides, ma pensavo che tu non l'avessi messa, oggi, per un riguardo a me. Quando Zina lo sapr ne sar umiliata e ti odier. Non temi la sua collera? Resta sempre una donna potente...
Meno di quanto tu pensi e, comunque, non per molto ancora, le disse Nyr. E meglio per te coltivare l'amicizia di Aristea.
Oh, lo far senz'altro, sorrise maliziosa Krisalides, oltretutto le debbo gran riconoscenza per averti mandato da me.
I preparativi per la partenza furono condotti a ritmo accelerato e Nyr collaborava con Viridion allo stivaggio della nave. Furono imbarcate quantit di argento e di rame ma, soprattutto, bronzo lavorato. Poi furono stivati orci con la miglior qualit di vino, rosso e bianco, al miele e resinato. Da ultimo, stoviglie di ceramica lavorata dagli artisti delle Isole, anfore, bacili e brocche, calici d'argento massiccio e alcune casse contenenti gioielli destinati in dono ai Faraoni. Nyr ebbe cura di lasciare spazi acconci per le merci che sarebbero state caricate all'isola Rotonda e, quando ne inform Viridion, questi se ne meravigli.
Non sapevo che saremmo dovuti andare prima ad Akrotiri. Come mai Kielos ha preso questa decisione?
Non l'ha ancora presa ma la prender, sorrise Nyr. L'indomani and a parlarne con Kielos e, con calma, attese la sua reazione che immediatamente esplose sotto forma di un ruggito.
Akrotiri?!? Hai detto Akrotiri?! Ma che hai detto, tu parti per l'Egitto! Hai forse perso il senno? Non voglio far attendere i Faraoni dopo che gli ho mandato un messaggio per mezzo di Lisos! Ti rendi conto che la nave di Lisos non  ancora tornata a Gourni? Se non sai che cosa significa te lo dico io! Significa che la trattengono laggi in attesa dell'ambasciatore delle Isole che gli ho preannunciato!
Calmati, mio signore, e ascoltami, rispose Nyr. Prima di
tutto devo imbarcare ad Akrotiri tre membri dell'equipaggio che mi sono indispensabili. In secondo luogo, devo imbarcare doni preziosi per i Faraoni. Inoltre devo parlare con il Navarca per sollecitare l'invio delle navi. Non sarebbe lo stesso se mandassi un messaggio perch il Navarca vorr sentire dalla mia voce come stanno le cose e quali patti ho fatto con te. Come vedi, agisco nel tuo interesse e perch le cose siano ben chiare.
E quanti giorni resteresti ad Akrotiri? volle sapere Kielos.
Il minimo indispensabile, cio pochissimi giorni, lo rassicur Nyr, e quando sar tornato dall'Egitto portandoti i risultati che mi hai chiesto mi ringrazierai per aver fatto le cose con cura, nell'interesse reciproco.
Venne il momento del commiato e, mentre Kielos progettava di offrire un banchetto che avrebbe avuto luogo il giorno prima della partenza di Nyr, il giovane and a salutare Eufemio e Krisalides, altri amici che aveva frequentato a Gourni e, infine, si rec da Krisis.
Trov l'amico insolitamente sostenuto ma Dinna si mostr dolcissima con lui. Nyr avrebbe voluto confidarle le sue paure per il marito ma non os, pensando che Dinna avrebbe sofferto se fosse venuta a sapere della relazione tra Krisis e Zina. Il piccolo Likos non voleva saperne di staccarsi da Nyr ma Arianna non si present a salutarlo e Dinna, tratto da parte Nyr, lo preg di scusare la figlia. E nella sua stanza a piangere per la tua partenza. Non so se hai notato il suo rifiuto a farsi arricciare i capelli perch li vuole portare lunghi e lisci come i tuoi. E chiaro che  innamorata di te. Cerca di capire i suoi sentimenti e la sua et, Nyr...
L'indomani, Nyr pranz con Aristea e parlarono a lungo, da amici quali erano diventati. Ad Aristea spiaceva che Nyr non avesse pi tempo per porre in opera il piano che lei aveva ideato per vendicarsi di Zina ma era egualmente contenta che Krisalides avesse fatto le lodi di Nyr come amante e, soprattutto, che ora fosse contro Zina.
Le ha detto di te e hanno avuto una lite furibonda.
Krisalides convincer il marito a non dar pi retta a Krisis. Non c' niente di meglio che riuscire a creare la discordia in campo avverso...
Nyr, nell'accomiatarsi, le chiese di aver cura di Kreusa e Aristea promise che, come lui avesse messo piede sulla nave, Kreusa sarebbe passata al suo servizio. La far proteggere dalla mia prima ancella e nessuno, neppure Kielos, oser toccarla, te lo assicuro.
Il giorno prima della partenza, Kielos diede il gran banchetto in onore di Nyr e vennero i notabili, i mercanti pi ricchi di Gourni, gli alti ufficiali. Kielos aveva fatto le cose in grande e, durante il pranzo, non fu ridanciano come al solito e bevve pochissimo. Al termine pronunci un discorso sibillino in cui, tra le righe, si avvertivano i notabili a non giocare troppo con la politica e i mercanti a prepararsi a sostenere temporanei sacrifici in vista dei risultati che lui si attendeva dal viaggio in Egitto del rappresentante delle Isole.
Mai cos grande flotta minoica salper dai porti del nostro mare per dar manforte ai Faraoni contro i pirati e contro i nemici del loro regno, che sono nemici anche dei nostri commerci, proclam con enfasi. Ormai  tutto disposto perch, dopo la nave di Nyr, si muovano navi commerciali e da guerra in cos grande numero che i pirati nemmeno possano prevedere. Se faremo oggi un sacrificio ne saremo domani abbondantemente ricompensati. Il mare sar nostro e dei nostri commerci. L'alleanza con i Faraoni ci consentir di inoltrarci sicuri anche nelle terre che loro dominano e che sono sterminate. Lascio immaginare a voi le ricchezze che ne trarremo. E ora vi invito a brindare in onore di Nyr, ambasciatore di Thera presso Gourni con il beneplacito di Minosse e, con il mio, ambasciatore di Gourni presso i Faraoni!
L'ultima frase era stata esplicita ed era un ammonimento pubblico a Nyr che, accogliendolo graziosamente, a sua volta brind alle fortune di Gourni e del suo Reggitore ma senza far discorsi.
Al banchetto non era intervenuta Zina e, prima che Nyr prendesse congedo, Aristea lo trasse da parte, confidandogli che l'assenza della sua amante aveva grandemente indispettito Kielos che gliene avrebbe chiesto ragione in privato.
Nel tardo pomeriggio, Nyr fu libero di tornare al suo quartiere dove trov Kreusa in lacrime.
Non posso sopportare che tu parta! Perch gli di sono cos crudeli con me, strappandomi la felicit cos presto dopo che l'avevo raggiunta con travaglio? singhiozzava abbracciando Nyr che, dopo aver tentato invano di consolarla a parole dicendole che durante la sua assenza sarebbe stata protetta da Aristea, fin per rimbrottarla. Forse desideri che ricordi le tue lacrime invece del piacere che hai saputo darmi?
A queste parole Kreusa cadde in ginocchio, premendo il volto contro il grembo del giovane e chiedendogli scusa. Poi, si dettero piacere sino a notte tarda.
Finalmente in mare! La prora della bella nave di cedro, spinta da trenta vogatori, solcava le acque controvento e a Nyr pareva che la sua vita ricominciasse, ora che stavano uscendo dal Golfo Grande e remavano in mare aperto. Forse era davvero cos, oppure quella sul mare era una vita diversa, anche se gli piaceva pensare che fosse l'unica per lui e che si fosse interrotta quando era stato sbarcato a Gourni, per ricominciare adesso. Ritto a poppa, tratteneva a stento la voglia di andare a prora e di scendere sul tagliamare sino a farsi bagnare il corpo dall'onda spumeggiante. Respirava acqua e aria di mare insieme, le sentiva permeare i pori della pelle e gli si allargavano i polmoni. Questo era il momento che aveva sempre desiderato, questa era la nave che aveva sognato!
Il timoniere badava alla scia ed era bravo ma non come Trippa che guidava la nave sentendo il vento nella schiena anche quando andava a remi. Un ufficiale scandiva il ritmo della vogata non a voce ma battendo su una specie di tamburo e quel suono, secondo Nyr, non apparteneva al mare anche se doveva riconoscere che Trippa e Akros giungevano spesso foni al termine di un viaggio.
Quando la nave di cedro si fu allontanata dalla costa, le grandi aquile di mare che l'avevano seguita fin dalla partenza ritennero che fosse il momento di mutare rotta e le ali bianche virarono elegantemente per ritornare alle scogliere da dove erano partite. La nave tagliava l'azzurro cupo dell'acqua sulla quale non si rifletteva ancora il sole. Gagliardi si mostravano i vogatori e l'onda spumeggiava frusciando contro le fiancate della nave. A fianco di Nyr, il capitano Viridion doveva provare, per quanto fosse sperimentata da moltissimi viaggi, la stessa sensazione
di esultanza ma la sua voce fu misurata quando osserv: Guarda come va dritta e sicura, come fende il mare! Osserva, ti prego, il suo procedere! Mi sentivo arrugginire in porto mentre queste tavole di cedro reclamavano acqua libera e lontana dai moli fetidi, gridavano la loro voglia di muoversi! Devo dire grazie a te e anche la nave ti deve ringraziare se adesso navighiamo in mare aperto, se finalmente la nave fa quello per cui  stata costruita con tanta cura e tanta sapienza!
Capisco che tu sia orgoglioso di comandarla, gli rispose Nyr, guardandolo con simpatia, e, per mio conto, ne sei degno perch la conosci e l'ami. Andremo lontani, con questa nave, e sar il nostro orgoglio e quello di chi l'ha costruita!
Ad Akrotiri giunsero a notte e Viridion sbalord quando videro, lontani ancora miglia, il fascio di luce vivida che, sprigionandosi dal mare, saliva sino al cielo. Nyr gli disse dello specchio di Egea e il capitano mormor: Che Egea figlia di Efestos ci protegga sempre e protegga questa nave!


Capitolo 24.

AVEVANO attraccato poco dopo l'ora di cena e, dopo breve tempo, si era sparsa la notizia e il molo si era affollato. Venne un ufficiale a nome del Navarca, giunse Tiri e furono gli unici a salire a bordo. Tiri abbracci Nyr e voleva portarlo a casa sua, ma il messaggio del Navarca era esplicito e Nyr condusse con s, alla grande casa sulla collina, il capitano Viridion che si sent onorato dell'invito. La nave di cedro rest custodita dall'equipaggio e, da terra, una schiera di soldati impediva a chiunque di avvicinarsi.
Nyr cen con il Navarca e, poich era presente Viridion, si limitarono a discorsi generici ma, dopo che fu assegnata una stanza al capitano, Nyr e il Navarca restarono a parlare sino all'alba e, quando infine si ritirarono, il Navarca conosceva fatti e opinioni e aveva sorriso al racconto del primo errore di Nyr riguardo a Krisostomos.
Te la sei cavata bene e hai avuto la fortuna dalla tua parte, comment divertito, ma non vedo un futuro per Krisostomos. Prima o poi Kielos lo far uccidere. Ma anche Kielos finir ucciso,  il suo destino. Hai un'idea di chi potrebbe succedergli?
Forse Telesios? azzard Nyr.
No, Telesios  troppo importante a Cnosso, Minosse Deukalion non se ne priverebbe mai, rispose il Navarca. Gourni  importante ma la capitale, il cervello delle Isole, sta a Cnosso che  il centro del potere politico e commerciale. Vedremo e, comunque,  importante che tu sia nelle grazie di Telesios e di Aristea. Ora andiamo a riposare perch vedo che le ombre della notte gi stanno dissipandosi. Hai fatto bene a condurre con te il capitano Viridion. Da domani daremo grandi feste e saranno invitati gli arcieri e tutto l'equipaggio. Credo che i nostri costruttori siano in grado di copiare in un paio di giorni la struttura di questa tua celebrata nave di cedro...
L'indomani furono mandati messi sui monti per avvertire Korys che scendesse a salutare il figlio; poi l'equipaggio fu invitato, al completo, a un grande banchetto. Di fronte alle giuste perplessit di Viridion per l'importanza del carico fu rinforzato
il cordone dei soldati che vigilavano la nave e il Navarca in persona sollev il capitano da ogni responsabilit. Fu disposto per
il banchetto e intanto gli amici di Nyr si presentarono alla casa del Navarca. Tra questi Naxos che, per, gli apparve desolato e triste come mai lo aveva visto. Quando poi gli chiese di Ermione, Naxos si mise a piangere e rivel a Nyr che la moglie soffriva di una grave malattia. Immediatamente Nyr, tralasciando ogni altro impegno, disse che voleva vederla, ma Naxos si oppose.
Io non so di quale malattia si tratti, ma Ermione, negli ultimi giorni, ha perso quasi tutti i capelli e tu sai quanto ne andasse orgogliosa. Le sue guance sono scavate che pare le ossa buchino la pelle e cos le anche; i seni le cascano e io non so pi quale dea pregare!
Nyr ascoltava allibito e Naxos prosegu: Le ho detto del tuo arrivo ed  scoppiata in pianto, si disperava. Le ho domandato se voleva vederti e mi ha supplicato di tenerti lontano da lei, desidera che tu la ricordi bella come era quando l'hai conosciuta. Ma ora vieni con me, andiamo a vedere la tua casa, Ermione me la raccomanda sempre, sai che ti vuole bene come a un figlio...
Fu una passeggiata triste sulla collina invasa dal sole, con Naxos che una volta era pieno di vita e ora somigliava a un ulivo morente, colpito nel cuore dal gelo dell'inverno.
In poche lune la casa di Nyr aveva preso assetto e i muratori erano al lavoro. Il capomastro diede spiegazioni ma Nyr lo seguiva distrattamente come mai avrebbe creduto. Passando attraverso le stanze a cielo aperto non faceva che rivedere Ermione, dolce e voluttuosa.
Io devo vederla, Naxos! esclam a un certo punto, interrompendo il capomastro che lo guard trasecolato per l'impeto che aveva posto nel rivolgersi a Naxos. Tu devi farmela vedere! Sai quanto le volevo bene, quanto le debba!  stata la mia prima amica ad Akrotiri! Mi ha insegnato come comportarmi! Mi... mi ha voluto bene come... come a un figlio! Ti prego, dille che voglio vederla, supplicala!
Naxos lo afferr per le spalle, lo trascin in un angolo, gli parl rudemente pur col pianto nella voce: Ma non capisci che non posso chiederle una cosa del genere? Lo sai che non vuol vedere neppure i nostri figli? E sai un'altra cosa? Neppure loro la vogliono vedere! Le vogliono bene e... ne hanno ribrezzo! Soltanto io posso vederla, lei sa che l'amo come prima, mille volte pi di prima! Io... oh, scusami, Nyr! Siamo venuti qui
per vedere la tua casa. Guarda la tua casa. Dir comunque a Ermione quanto tu abbia insistito per vederla...
Scesero dai monti Korys e Akena ad abbracciare il figlio, orgogliosi ed emozionati. Con loro, Nyr fece un'altra visita alla casa la cui costruzione era cos avanzata che sarebbe presto giunta al tetto. Una visita diversa, perch diverso era l'animo dei genitori che, ignorando il dispiacere del figlio per Ermione, erano felici nel veder sorgere la casa cos come l'avevano voluta.
Nel frattempo il Navarca aveva fatto in modo che le pi ricche famiglie di Akrotiri invitassero l'equipaggio della nave di cedro e, mentre gli ospiti colmavano di premure i marinai e i quattro arcieri, mentre le fanciulle li blandivano e li intrigavano, i maestri d'ascia di Akrotiri studiavano e annotavano ogni minimo particolare della nave. Il Navarca aveva messo a disposizione di Nyr, della sua famiglia e di Viridion alcune stanze e Viridion, che era sempre stato trattato con distacco da Kielos, fu grato e riconoscente per quel riguardo. Un provetto scriba stava intanto preparando un messaggio per i Faraoni e, quando l'ebbe terminato, il Navarca fece leggere a Nyr la scrittura geroglifica. Il messaggio era indirizzato Ai pi potenti Signori dei popoli, ai Re dei Re, Divini Faraoni, Figli del Sole, Figli di Ra, Amatissimi Fratelli di Minosse. Compitando il testo, Nyr si rese conto che il Navarca aveva composto un piccolo capolavoro diplomatico. io che rappresento l'isola rotonda o thera e la sua citt akrotiri scrivo a Voi, Luce dei popoli, per assicurarvi la mia alleanza e Vi prometto dodici navi lunghe da guerra con quaranta vogatori che saranno al servizio della Vostra Divinit fin quando i Re dei Re lo vorranno, io faccio cos la volont di Vostro Fratello Minosse che Vi  alleato e mantengo le sue promesse a Voi, o Divini, ma faccio anche la volont dell'isola rotonda che vuole essere Vostra alleata fedelissima perch Siete i pi Grandi, Valorosi e Potentissimi e anche i pi Generosi Re dei Re. Perci Vi mandiamo sei navi in pi di quanto dovremmo e ci perch Kielos di Gourni Ve ne manda di meno e queste navi Vi mandiamo noi, umilissimi alleati, di nostra volont perch Vi sappiamo Riconoscenti e Munifici e sappiamo che Voi, Figli Divini di Ra, vorrete ricompensare nella giusta misura chi Vi serve fedelmente e noi chiediamo la giusta misura a Voi. Vi mandiamo il nostro
ambasciatore che Vi servir e combatter per Voi in terra e
sul mare, egli  valoroso e, se Voi lo porrete sotto la Vostra Potente Ala, Vi render ottimi servigi e bacer i Vostri Piedi Divini e far sempre la Vostra Volont. In cambio, noi di akrotiri Vi chiediamo di consentirgli le insegne dell'isola rotonda sotto le Temutissime Vostre e confidiamo che, nella Vostra Infinita Saggezza saprete beneficarci a seconda dei meriti. Vi mandiamo molto argento e bronzo lavorato. Mandiamo cinquanta orci di olive e cinquanta di olio del migliore. Mandiamo lana e stoffe ricamate. Mandiamo ossidiana e porpora. Mandiamo cento orci di vino mielato e Voi, o Divini Figli di Ra, ci manderete in cambio ci che Vi piacer e ne saremo contenti.
Il carico della nave di cedro fu completato con la merce di Akrotiri e mai tanta cura fu posta in uno stivaggio. La tonda di Akros giunse dall'isola del Rame quella sera stessa e Nyr festeggi con gli amici a casa di Tiri: tutti erano euforici. Depas perch non riusciva a sopportare la tirchieria del nuovo capitano; il Barbiere perch avrebbe conosciuto finalmente quegli Egizi di cui si diceva che, in amore, non facessero distinzione di sesso; Trippa perch, per un bel pezzo, sarebbe rimasto lontano dalla moglie accidiosa; infine Nyr, smanioso di conoscere terre e uomini nuovi e tutto teso alla riuscita del suo incarico.
L'indomani, prima del convito, Nyr consegn ai genitori i doni nuziali che aveva portato da Gourni per Timos e Uga: al fratello una ricca serie di asce e di coltelli; a Uga un cofanetto e una collana d'argento. Ma diede loro anche una collana d'oro per Ilia e alla madre regal un monile in oro, argento e ossidiana. Invece tenne celata nella propria borsa una preziosa collana d'avorio che intendeva offrire a Egea.
Naxos port a Nyr una benda azzurra, del tutto priva di ricami. Da parte di Ermione, gli disse con un sospiro accorato. Avrebbe voluto ricamarvi in oro e argento i tuoi simboli, il pugnale e il fiordaliso, ma le mancano completamente le forze. Ti supplica di accettarla...
Nyr era talmente commosso che non riusciva a parlare. Lui e Naxos si abbracciarono in silenzio.
Al pranzo di commiato, il Navarca pronunci brevi parole di augurio e si disse fiducioso che Nyr, il rappresentante delle Isole presso i Faraoni, avrebbe compiuto felicemente la sua
missione. Korys e Akena ascoltavano commossi e orgogliosi e, al termine del banchetto, Nyr prese congedo da loro e dal Navarca perch intendeva dormire a bordo.
Una volta che fu sulla nave, tolse la ricca gonna che faceva di lui un notabile, cambi il prezioso perizoma che portava e si tolse i calzari listati d'argento. Finalmente ritrovava il piacere di calpestare a piedi nudi la tolda di una nave.
Si staccarono silenziosamente dal molo che il buio era ancora fitto e la lama di luce che sorgeva dal mare all'imboccatura del porto intimidiva Viridion che non avrebbe diretto su di essa se Nyr non gli avesse ordinato di farlo. Quando la nave attravers la luce che sorgeva dal profondo, Nyr tolse dalla borsa la collana di avorio e la lasci cadere nelle acque. Mentalmente preg Egea di gradire il dono, la supplic di ricordarsi di lui e della nave. Poco dopo, in mare aperto, anche Viridion lasci cadere in mare la consueta offerta votiva, una minuscola riproduzione in ceramica della nave di cedro. Non appena furono discosti a sufficienza dalla terra in modo da poter ricevere bene il vento di poppa, diede l'ordine: Remi a bordo! Issate la vela!
Si vide allora l'abilit di Depas e del Barbiere che, aiutati da Nyr cui non pareva vero di riprendere almeno temporaneamente le sue antiche funzioni, issarono albero e vela nella met del tempo che avrebbero impiegato i marinai di Gourni. Il primo ad applaudirli fu Nottola che se ne stava appollaiato sul tagliamare a scrutare le acque avanti a s, poi tutto l'equipaggio manifest il suo consenso e anche Viridion si compliment, riconoscendo che Nyr aveva avuto ragione a imbarcare i suoi amici. Pi tardi, quando Trippa diede il cambio al suo timoniere, riconobbe anche che la scia della nave era pi dritta e che si perdeva meno il vento, ma questo lo disse sottovoce per non offendere il suo timoniere.
Quando sorse il sole, Nottola e Nyr fecero allegramente a gara a distinguere gli uccelli lontani e, quando le aquile di mare abbandonarono la rotta della nave, restarono a godersi il sole a prora, perch Nyr non pensava affatto a cercar riparo nella cabina. Per tutta la giornata la nave solc il mare azzurro, spinta dal vento teso e costante cui erano grati i rematori che potevano riposare o chiacchierare abbandonati sui banchi di voga. Il tagliamare divideva l'acqua in due bande
spumeggianti che accarezzavano in un frusciare voluttuoso i
fianchi dolcemente curvi della nave: per Nyr era come sentire un'arpa suonata dagli di.
Durante il pasto di met giornata chiacchier in cabina con Viridion che era non meno entusiasta di lui della nave.
Sono stato molte volte in Egitto, fermandomi alla Prima Citt del Fiume, gli raccont il capitano, ma sempre partivo da Zakro, la citt in cui sono nato e ho vissuto sino a che non sono stato allettato da un'offerta di Kielos per comandare questa nave. Questo da Akrotiri  il mio viaggio pi lungo e sono felice di essere nuovamente in mare aperto. Vorrei che non incontrassimo navi pirate e non devi credere che sia per timore, soltanto non vorrei guastare questo viaggio che si annuncia felice e spero resti tale sino alla fine...
Con il favore degli di, augur Nyr. Questa nave mi  piaciuta fin dal primo momento in cui la vidi, la stagione scorsa, nel porto di Gourni...
Fu quando vincesti la gara di tuffi e tutti restammo sbalorditi dalla tua abilit, ma anche da quella dei tuoi vogatori che manovravano cos destramente i remi, sorrise Viridion, e la dama Zina, ammirata, ti regal la sua preziosissima benda azzurra. A proposito, perch non la porti? Non ti ho mai visto senza, a Gourni.
Ho deciso di portarne un'altra, d'ora in poi, rispose evasivamente Nyr e pensava che Ermione valeva molto pi di Zina. La cinger prima di sbarcare in terra d'Egitto. Ma tu dicevi di esserti fermato alla Prima Citt del Fiume. Che significa?
Noi Minoici la chiamiamo sbrigativamente cos perch ha diversi nomi e tutti difficili da pronunciare. Quando arriveremo tu vedrai un grande delta che  la foce del Fiume Azzurro ma, prima ancora di vederlo, lo avvertirai perch in prossimit di esso le acque del mare, mischiandosi con quelle dolci, cambiano colore. Una volta entrati nel delta, navigheremo a remi e ci sar una grande confusione di navi commerciali, prima di arrivare a questa grande citt che ti appare di fronte all'improvviso, in una terra dove non ci sono monti e tutto  pianura. Pi avanti sul fiume ci sono altre citt, fra cui la capitale, chiamata con molti nomi a seconda delle varie genti. Io non vi sono mai stato e credo che dovremo servirci di una guida egizia. Altro non so dirti se non che c' un grande brulicare di gente di tutte le razze e c' chi  ricchissimo e chi muore letteralmente di fame. Si
dice che le terre vicino al fiume, che straripa una volta l'anno, siano verdi e fertilissime, quelle pi lontane desertiche.
Ma noi dovremo risalire questo grande fiume per un lungo tratto? chiese Nyr. Il mio maestro di navigazione  stato Lisos che si reca spesso in Egitto e sai bene che vi  stato anche di recente. Egli mi ha dato disegni impressi su pelle e mi pare che il Faraone abbia la sua reggia lontano dal mare...
Neppure Lisos vi  mai stato, osserv Viridion, e non mi risulta che nessuno, tra i capitani delle Isole, sia mai stato ricevuto dal Faraone, che viene considerato un dio vivente. Probabilmente sarai il primo ambasciatore a vederlo, dal momento che egli ha interesse a un'alleanza commerciale con noi. Io penso che le informazioni di Lisos non siano di prima mano perch il Faraone ha molti Governatori, sia nelle citt pi vicine al mare sia in quelle pi all'interno, e sono costoro a ricevere gli stranieri.
I loro discorsi furono in quel momento interrotti da esclamazioni che giungevano da prora. Affacciatisi alle murate, videro un branco di delfini che seguivano, fiancheggiavano, precedevano la nave, quasi giocando con essa in velocit. Il branco di delfini segu la nave per tutto il pomeriggio, allontanandosi soltanto con le prime ombre della sera. Quando in cielo apparvero le prime stelle, Nyr prov a calcolare la loro posizione secondo il metodo che aveva imparato da Lisos e il suo risultato fu eguale a quello di Viridion, che aveva tanta pi esperienza di lui: la nave si trovava, in quel momento, tra la punta orientale dell'isola del Re e quella occidentale dell'isola dei Fiori, equidistante da esse. Stavano dunque navigando veloci e nella direzione giusta. Pi tardi, chi dormiva fu destato da una serie di piccoli tonfi a prora, a poppa, sul tetto della cabina, sui banchi dei vogatori. Pesci volanti! grid Trippa che stava al timone.
Certamente disturbati da qualche grosso predone del mare, i pesci volanti schizzavano fuori dell'acqua e molti di essi cadevano a pioggia sulla nave. Immediatamente furono presi, sventrati alla luce della luna e gettati dentro un orcio di vino bianco cui furono aggiunte due ampolle di aceto. Per tre volte si verific quel fenomeno e per tre volte i pesci volanti furono raccolti.
Pi tardi Trippa credette di udire, dietro di lui, un soffio profondo e chiam Nyr e Viridion i quali pure udirono quel suono e ne furono turbati. Era come se un respiro immane
uscisse dalle acque del mare a opera di un mostro, pens Nyr
mentre, suo malgrado, gli si accapponava la pelle. Poi vi fu un grande ribollire d'acqua, un dorso lucido ed enorme emerse dal mare ed era pi grande della nave o almeno cos parve agli sbigottiti marinai. Il respiro profondo si fece pi forte e distinto e due grandi zampilli d'acqua si levarono altissimi. Trippa, urlando di terrore, abbandon il timone e si gett bocconi sul ponte coprendosi la testa con le mani. La paura alleg i denti di Nyr e gli fece tremare le ginocchia mentre un grido strozzato gli usciva dalla gola: Egea! Salva la tua nave!
Priva di timone, la nave orz sino a mettere la prua controvento e si ferm. Nyr e Viridion videro la coda enorme del mostro agitarsi nell'aria, vicinissima alla nave, mentre il corpo sprofondava. Una massa d'acqua invest la fiancata e i vogatori urlarono atterriti mentre la nave si inclinava; Nyr intravide Depas, il Barbiere e Nottola avvinghiati all'albero. Poi la nave di cedro si raddrizz e prese a ruotare su se stessa. Con un balzo, Viridion and al remo del timone, lott con forza e, lentamente, riusc a mettere la poppa al vento. Pi lontano, sulla loro dritta, il mostro riemerse e si vide distintamente il soffio salire alto e disperdersi nel vento.
Per qualche istante nessuno parl, poi le voci si levarono tutte insieme e ci volle del tempo perch Trippa, sconvolto, potesse riprendere il timone. Viridion disse che aveva incontrato altre volte mostri simili ma mai cos grandi e cos pericolosamente vicini. Per il resto della notte nessuno dorm e vennero raccontate storie di enormi piovre che avevano affondato navi e divorato i marinai, di mostri che avevano sfasciato navi da quaranta rematori, di tentacoli enormi che si allungavano fuori del mare, afferravano i naviganti e li divoravano. Quei mostri avevano gli occhi di fuoco e, al posto della bocca, un becco terrificante...
Per fortuna all'alba il vento rinforz notevolmente, risparmiando ancora i vogatori e, quando il sole fu alto nel cielo, il mare azzurro pareva inoffensivo e lasciava che la nave gli scivolasse sopra. Mangiarono una parte delle provviste di bordo e svuotarono l'orcio dei pesci volanti la cui carne s'era macerata nel vino acetato. Cerchiamo di dormire a turno durante il giorno, consigli Viridion, e di tenere bene gli occhi aperti durante la notte.
Cos fecero ma, la notte seguente, non si vide mostro alcuno
e l'osservazione delle stelle, assieme all'aumento di temperatura, dimostr che avevano fatto molto cammino.
Con il favore di Efestos e della tua protettrice Egea domani al tramonto dovremmo essere in vista della costa egizia, disse Viridion. E cos avvenne, perch, dopo una giornata di tranquilla navigazione, Nyr avvist per primo, all'orizzonte, una lunga striscia verde pallido: l'Egitto.


Capitolo 25.

Nyr aveva gi avuto da Lisos una descrizione del delta ma non avrebbe mai immaginato una tale grandiosit. A sera, diedero fondo tra una miriade di altre navi grandi e piccole e sulle cime degli alberi o sulle alte prore brillavano i lumi a olio. All'alba, le navi si mossero secondo i diritti di precedenza e tutte avevano un pilota a bordo. Mai, in nessun porto, Nyr aveva visto tanto affollamento di imbarcazioni di ogni tipo.
Vengono fatte entrare prima le navi con merce deperibile oppure destinata ai Faraoni o a qualche governatore, gli spieg Viridion. In quanto a noi speriamo che le insegne di Minosse attirino una barca delle autorit portuali. Qui i funzionari sono molto pi corrotti che da noi, ma guai a dargli una barretta di rame: si passerebbero la voce e ci troveremmo di fronte a dozzine di funzionari di ogni grado, tutti assetati di mance. Secondo me, bisogna intimidirli. Tu porti un messaggio da consegnare direttamente ai Faraoni, ricordalo.
La nave rest un giorno e una notte alla fonda e infine venne accostata da una barca. Un funzionario chiese la provenienza, la destinazione del carico e se fosse deperibile. Suo interprete era un barbuto schiavo ittita che parlava passabilmente il minoico. Viridion rispose che venivano dall'isola di Minosse e che avevano doni e un messaggio urgente per i Faraoni. Quando il funzionario cominci a muovere obiezioni, intervenne Nyr.
Il mio re mi manda come ambasciatore ai Divini Faraoni,
lo apostrof severamente. Ho doni per le Loro Divine Maest e, soprattutto, un messaggio che Essi attendono con impazienza. Dammi dunque un pilota affinch io possa raggiungerli.
Accigliato, il funzionario disse rapidamente qualcosa all'interprete che tradusse: Ci che chiedi  impossibile. Molte navi hanno la precedenza su di te. Certo, se tu gli dessi una mancia...
Digli che, se entro un'ora la mia nave non entrer nel fiume, gli far tagliare la testa! minacci Nyr. Dopo la traduzione il funzionario assunse un'aria perplessa, ma non parve affatto intimidito. Fece chiedere attraverso l'interprete perch mai, se erano persone cos importanti, non gli dessero una mancia. Era 1' uso, in fondo.
Non appena avr il pilota a bordo avrai un regalo, rispose Nyr e subito quello si profuse in sorrisi e inchini. Mezz'ora dopo arriv il pilota e la nave si mosse a remi seguendo le sue indicazioni. A bordo c'erano anche il funzionario e l'interprete ittita. Navigarono lentamente attraverso la foce e, a prora, Nottola suonava la salpinx ogni volta che dovevano oltrepassare un'imbarcazione pi piccola o meno veloce. Il traffico era per la verit caotico con piccole e agili imbarcazioni a vela che si inserivano sfacciatamente sulla rotta delle navi maggiori; a ognuna di queste spericolate manovre seguivano urla, imprecazioni e minacce nelle lingue pi diverse. Quando c'era serio pericolo di collisione, lunghe pertiche si sporgevano dalle navi ad allontanare le piccole imbarcazioni, minacciando di rovesciarle. Nyr si attendeva un tragitto di qualche ora e invece, soltanto per imboccare il ramo pi a ovest del grande fiume, impiegarono un intero giorno. Non appena cadde l'oscurit, il pilota ordin di accostare a riva e gettarono l'ancora. L'interprete spieg che si sarebbero fermati l per la notte e si sarebbero mossi soltanto alle prime luci. Subito da riva vennero richiami di gente che vi si accalcava per offrire le cose pi svariate: cibi, acqua, pellami, avorio grezzo e lavorato.
Berremo la nostra acqua sinch ne avremo, ammon Viridion. La loro acqua e la loro carne fanno venire il dolor di ventre a noi che non ci siamo abituati, perci sar meglio razionare acqua e viveri.
Offro la mia porzione d'acqua in cambio di vino, ghign Depas. Tutte le mie razioni per tre razioni di vino al miele!
Pilota, funzionario e interprete mangiarono con l'equipaggio, dimostrando una fame e una sete invidiabili. Il funzionario ne ebbe sciolta la lingua e l'interprete, che era astemio perch i suoi di non volevano che bevesse, si impegn a tradurre i suoi discorsi e ne aggiunse di propri. Nyr e Viridion vennero cos a sapere che sarebbero occorsi ancora due giorni per arrivare alla Prima Citt del Fiume, residenza del Vicer al quale spettava di dare il permesso alla nave di continuare il viaggio sul fiume. Giunti poi alla Fortezza Sacra spettava al Sacerdote Anziano dare il secondo nullaosta, anche se, di ci, non si poteva essere certi.
Qui giungono rappresentanti di tutti i popoli, spieg l'interprete, parlano tutte le lingue e fanno commerci di ogni genere, portano prodotti dei loro paesi per ripartire con
merci egizie. Ma, qualche volta, non ripartono, cos come 
toccato a me...
Avendogli chiesto Nyr di raccontare la sua storia, rispose in fretta: Quando gli Egizi dormiranno... Nyr allora offr ancora del vino al funzionario che non tard a ubriacarsi. In quanto al pilota, gi dormiva a prora: gli erano stati sufficienti tre mestoli di vino al miele per cader nel sonno. Finalmente l'interprete ittita raccont la sua storia.
Devi sapere, o mio Signore, che gli Egizi sono spesso in guerra col mio popolo perch i Divini Faraoni vogliono comandare a tutti e tutti sottomettere. Si chiamano Signori di Tutte le Terre e di Tutti i Mari ma non sempre vincono. Non hanno flotta o, meglio, ce l'hanno, ma le loro navi sono incapaci di navigare con le stelle, quando non si vede una spiaggia. Per hanno buoni soldati, buoni cavalli, buoni cocchi e buone armi e pagano bene i loro uomini. Per via di terra, quasi sempre, ottengono la vittoria perch hanno moltissimo oro, molto argento e tutti gli mandano rame, piombo e altre cose. Quindi il pane per i Loro soldati e per i Loro servitori  sempre assicurato. Non  cos per il mio popolo. Io mi imbarcai giovanissimo su una nave di Byblos che caricava legno di cedro e lo trasportava ove fosse richiesto. Dieci anni or sono portammo legno da sbarcare al delta e qui il mio capitano fu accusato di truffa e imprigionato. Dopo qualche tempo gli mozzarono le mani, a lui e al timoniere. Noi fummo venduti tutti come schiavi al mercato della Prima Citt del Fiume, o, come la chiamano molti, Memphys...
Continua il tuo racconto, ma prima dimmi come ti chiami, lo sollecit Nyr, interessato.
Il mio nome  Harim, disse l'Ittita. Quando un funzionario del Governatore mi vendette, ero stato destinato dal mio padrone, un agricoltore, al duro lavoro dei campi sul delta. Per fortuna mia, si accorsero in tempo che, viaggiando, avevo imparato molte lingue e il mio padrone mi vendette vantaggiosamente a un mercante e costui, a sua volta, a un altro. Sono passato tra le mani di diversi padroni e so fare un po' di tutto: l'interprete, il contabile, il messaggero...
Hai mai risalito il Grande Fiume sino alla Residenza dei Divini Faraoni? gli chiese Viridion.
Pi di una volta, rispose Harim. Anche ultimamente, con una nave kefti che adesso  ferma alla Fortezza in attesa
di tornare indietro. Viridion e Nyr si scambiarono un'occhiata e Nyr chiese: Vuoi dire una nave delle Isole?
Si, una nave kefti. Il suo capitano fu ricevuto dal Potente Senenmut, Tesoriere di Ammon, perch portava doni. Al ritorno la nave si  fermata alla Fortezza e attende.
Che cosa attende?
Questo non lo so, Kefti dalla Benda Azzurra, rispose Harim.
Perch mi chiami cos? chiese Nyr, sorpreso.
Perch sei kefti e hai una benda azzurra, rispose Harim, a sua volta sorpreso. Una bellissima benda e, se ci vedo bene alla luce della luna, con disegni che rappresentano le strane conchiglie del braccialetto che porti al polso...
Ma... che dici! La mia benda non ha disegno alcuno! esclam Nyr portando istintivamente la mano alla fascia azzurra che gli aveva regalato Ermione. L'aveva cinta quel mattino all'alba ed era ben certo che si trattasse di una semplice fascia di lino, assai fine ma che non portava alcun disegno.
Certo che li ha, intervenne Viridion, stupito per la risposta di Nyr. Li ho ammirati anch'io e devo dirti che non ho mai visto conchiglie simili. Se non fosse per quelle che costituiscono il tuo braccialetto, direi che sono una fantasia di chi le ha dipinte sulla benda.
Nyr si tolse la benda e, mentre la esaminava, lo sbigottimento si dipinse sul suo volto: impresse sulla benda, e non dipinte, c'erano le stesse conchiglie che formavano il braccialetto donatogli da Egea! Dunque, la sua protettrice non s'era dimenticata di lui e voleva farglielo sapere in quel modo. La stoffa era certamente quella di Ermione ma i disegni, fedelissimi nella forma e nel colore, non potevano che essere di origine divina! Interpretando a suo modo l'espressione di Nyr, Harim si affrett a dire: Se non vuoi che ti chiami Kefti ti chiamer col nome che vorrai.
Il mio nome  Nyr dell'isola Rotonda, gli rispose Nyr, ma puoi chiamarmi Nyr, semplicemente, o anche Kefti dalla Benda Azzurra. Ma ora, descrivimi quel capitano di cui parlavi prima.
La sua persona  piccola, distinta, rispose Harim senza esitare. Anche il volto e i capelli sono ben curati.
Ricordi se si chiama Lisos?
Non ho mai udito il suo nome ma ricordo quello del timoniere: si chiamava Itano.
Se hai accompagnato la sua nave sino alla Citt dei Divini Faraoni, dimmi ci che sai del viaggio, lo sollecit bruscamente Nyr.
Il capitano kefti rest fermo qualche giorno nel delta, raccont Harim, prima di ottenere un pilota che lo conducesse a Memphys, che sarebbe il nome che voi kefti date alla Prima Citt del Fiume. Io non ero a bordo, vi salii soltanto a Memphys con l'incarico di fungere da pilota lungo il Grande Fiume sino alla citt residenza dei Divini Faraoni, che voi chiamate Tebe dalle Cento Porte. Fummo bloccati alla Fortezza e ci restammo due giorni prima di ottenere il lasciapassare. Devi sapere che tutti i kefti che vogliono navigare il Grande Fiume devono dimostrare le ragioni per cui lo fanno, i carichi che portano e a chi sono diretti. Questo per motivi di sicurezza. Naturalmente, se sei generoso, il lasciapassare arriva prima, ma ho ben visto che tu non sei propenso a dare mance...
Infatti non lo sono, ammise seccamente Nyr. Continua il tuo racconto. Cos' questa Fortezza e dove si trova?
Si trova a due giorni di navigazione da Memphys, spieg Harim, ed  governata dai Sacerdoti del Tempio. Dovrai fare un'offerta, prima di essere ricevuto. Se otterrai il lasciapassare, potremo arrivare a Tebe. Il capitano kefti lo ottenne, come ti ho detto, dopo due giorni e, per i dieci successivi, risalimmo il fiume sino a Tebe. Dopo un giorno di sosta, il capitano fu ricevuto dal Potente Senenmut e l'indomani stesso ripartimmo ma nuovamente ci fermarono alla Fortezza. La nave rest l e, per quanto ne so, dovrebbe ancora esserci.
Ma che si dissero Lisos e Senenmut? chiese Nyr.
Questo non lo so perch non fui ammesso all'udienza e, del resto, il capitano kefti capiva la lingua egizia anche se la parlava poco. Io rientrai a Memphys con una barca carica di semi di lino e questo  tutto.
Il giorno seguente risalirono il primo ramo del fiume sino a una piccola citt dal nome impronunciabile e nuovamente, a sera, accostarono a riva. Sembrava che pilota e funzionario non avessero alcuna fretta e Harim, preso da parte Nyr, gli confid che, sinch vino e cibo fossero stati buoni e abbondanti, a nessuno dei due conveniva affrettarsi.
Io sono abituato alla mia razione giornaliera da schiavo:
due pani e due misure di birra mi bastano, ma quei due sono ingordi e il pilota non  neppure troppo bravo. Vedi di fartelo cambiare, una volta a Memphys. Gli piace troppo il vino: lui  abituato a bere tutt'al pi vino di palma...
Nyr per cap che sarebbe stato inutile sollecitare il pilota o il funzionario che, effettivamente, mangiavano a quattro palmenti e, la sera, bevevano sino a ubriacarsi.
Meglio che facciamo a modo loro, fu anche il parere di
Viridion, e che bevano vino invece della nostra acqua che  preziosa. Quella egizia fa schifo e porta malattie a chi non c' abituato. Lo so per esperienza.
Quando giunsero alla confluenza con il secondo ramo del fiume la loro marcia fu ancora rallentata perch il traffico dei due bracci si riuniva in uno. A sera, alla fonda, si udivano le grida dei cammellieri accampati in riva al fiume e si vedevano i loro fuochi. Molti venivano da terre lontane a scaricare le loro merci su chiatte dalle quali poi venivano trasbordate sulle navi. Di giorno, durante la navigazione, si vedevano ovunque soldati impegnati a scortare colonne di schiavi, fatti prigionieri in qualche guerra e ora impegnati nella manutenzione delle enormi tombe dei Faraoni. Queste cose spiegava a Nyr l'interprete, mentre procedevano lentamente sul fiume. Dopo quattro giorni giunsero alla confluenza con il terzo ramo e qui, nonostante il traffico fosse pi che triplicato, c'era maggior disciplina. Barche che portavano vessilli regolavano l'avvio delle navi. Precedenza assoluta, spieg il funzionario, alle merci deperibili avviate oltre Memphys. La nave di Nyr trascorse due giorni alla fonda prima di poter proseguire, questa volta celermente, per la grande citt.
Nyr conservava il ricordo di Gourni, la pi grande citt portuale che lui avesse mai visto nei suoi viaggi tra le Isole, ma Gourni e tutto il suo pur ampio porto avrebbero potuto essere agevolmente contenuti in un terzo del porto di Memphys. Centinaia di navi vi si affollavano, ferme o in movimento, e le acque del porto erano solcate da una miriade di piccolissime imbarcazioni di ogni foggia che, stracariche delle mercanzie pi disparate, minacciavano di rovesciarsi a ogni momento. Furono avviati a un attracco militare e un ufficiale sal a bordo. Qualche breve domanda e Nyr fu invitato a scendere a terra e a seguirlo. Il Vicer era stato avvertito del suo arrivo e lo avrebbe ricevuto subito. L'equipaggio non poteva scendere a terra, soltanto il capitano se avesse avuto bisogno di imbarcare acqua e
viveri. L'interprete, se Nyr lo desiderava, poteva venire con loro.
A terra li attendevano due cocchi, ognuno trainato da una pariglia di cavalli, e un carro. Su quest'ultimo prese posto Harim, affiancato da un soldato. L'ufficiale sal sul primo cocchio assieme all'auriga e Nyr - con qualche esitazione perch per lui era la prima volta - sal sul secondo. Per poco non fu sbalzato a terra quando l'auriga, le redini avvinte al polso, incit i cavalli con un grido aspro. I cocchi e il carro si lanciarono di corsa tra un brulicare di gente, mentre una turba di ragazzini li precedeva urlando che si facesse strada ai cocchi del Vicer. Abbrancato con ambo le mani all'orlo foderato di pelle, Nyr, pallido per lo spavento, vedeva la gente spartirsi avanti a lui: molti cadevano e un uomo addirittura rovin a terra sotto una pesante balla di cotone, ma gli aurighi e il conducente del carro non ne tenevano conto; al loro passaggio, fuggivano tutti e peggio a chi non si scansava in tempo. Il porto era davvero sterminato e ovunque erano magazzini, cumuli di merce, carri stracarichi; gli uomini parevano una legione di formiche impazzite e correvano in ogni direzione con i loro fardelli appesi alle estremit di un bastone o portando sulla testa le ceste stracolme. I carri erano trainati da cavalli o da buoi ma il principale mezzo da carico era l'asino. Ve n'erano file intere, legati l'uno all'altro, che quasi scomparivano sotto le enormi some. A tratti apparivano navi che parevano posate in terra, ma galleggiavano invece nei canali che percorrevano il porto.
Quando uscirono dalla cinta portuale, Nyr fu sbigottito dalla larghezza delle strade, per lui inverosimile, e dal traffico di carri, di veloci bighe, dalla moltitudine di gente che le percorreva; vide gente di tutte le razze, ognuno abbigliato secondo i colori propri: una folla variopinta in perenne movimento. Il Palazzo del Vicer, poi, era cos alto, che dieci uomini uno sopra l'altro sarebbero passati agevolmente sotto il frontone dell'ingresso. Discesi dai cocchi, l'ufficiale fece un secco cenno a Nyr e incominci a salire una scalinata di marmo rosa. A sua volta Harim, con affanno, seguiva Nyr mantenendosi a cinque scalini di distanza. L'ingresso della residenza era vigilato da soldati comandati da un ufficiale, e Nyr vide anche soldati all'ingresso dei grandi saloni ma, a mano a mano che si inoltravano nel Palazzo, soldati e ufficiali lasciavano il posto a uno stuolo di funzionari, dignitari, contabili e scribi che si incrociavano nelle grandi sale,
seguiti dai loro aiutanti con rotoli di papiro sotto il braccio; a loro volta, gli aiutanti erano seguiti da fanciulli che portavano piccole cassette istoriate. Pi tardi, Harim avrebbe spiegato a Nyr che le cassette contenevano l'occorrente per scrivere sui papiri. Vi erano poi vaste anticamere dove i mercanti stranieri attendevano di essere ricevuti dai funzionari del Vicer e Nyr vide giganteschi Nubiani dalle vesti bianche e oro, Libici in bianco, dai corti capelli tagliati a casco, una treccia sottile che scendeva sino agli omeri davanti a ciascun orecchio, il capo ornato da due penne. Scorse Palestinesi dai mantelli variegati, grassi Sirii che olezzavano di unguenti profumati, Ittiti dalla gran barba che gli ornava il volto e il collo e che avevano tutti la stessa fisionomia. Vide uomini d'affari di Byblos e mercanti avvolti in mantelli ricamati che calzavano babbucce dalla punta ricurva e avevano i capelli raccolti in una treccia annodata sulla nuca.
All'improvviso l'ufficiale che lo precedeva gli fece bruscamente cenno di fermarsi di fronte a una porta guardata da un soldato. Vi fu un breve scambio di parole e, dopo che il soldato ebbe bussato alla porta, questa si apr e l'ufficiale accenn a Nyr di entrare per primo, ma sbarr il passo all'interprete ittita.
Nyr si trov in una stanza abbastanza piccola ma con grandi finestre che davano sulla citt. Alcuni scribi erano intenti a pennellare sui papiri. Le pareti erano coperte di affreschi che rappresentavano tratti del Grande Fiume e, sotto ogni affresco, vi erano scritte geroglifiche incomprensibili per Nyr, accostate a simboli ancor pi ermetici. In fondo alla stanza, seduto su uno scranno dalla strana foggia e dallo schienale altissimo, un omone corpulento, nudo tranne che per un gonnellino che gli ricopriva le grosse cosce, fece cenno a Nyr di avvicinarsi e, poich il giovane si moveva cauto verso di lui, lo sollecit in minoico: Avanti! Vieni avanti, mica ti mangio, Kefti Nyr! Sei Kefti Nyr,. non  vero?
Sono Nyr dell'isola Rotonda, mio Signore, rispose Nyr, inchinandosi a un passo da lui. Vengo da...
So da dove vieni e so chi ti manda e so dove vorresti andare, lo interruppe il Vicer agitando la mano inanellata. Parla brevemente, se hai da dirmi qualcosa che io non sappia gi.
Le parole erano asciutte ma il tono, ancorch sbrigativo, era amichevole. Nel faccione del Vicer i grandi occhi vellutati sorridevano e cos gli angoli della bocca.
Sento che sai gi tutto, rispose Nyr. Porto ai Re dei Re, i Divini Figli di Ammon, di Ra e di Horo, importanti messaggi da parte del mio re Minosse, del suo amico Kielos di Gourni, dei suoi amici e alleati delle Isole che io rappresento...
Sei giunto a Memphys con una sola nave, per quanto, mi dicono, bella e ben costruita. Che dicono i tuoi messaggi? Che le vostre navi da guerra arriveranno, un giorno o l'altro? E quali condizioni pone, questa volta, il tuo amico Kielos?
Qualcosa nell'atteggiamento del Vicer sugger a Nyr di dare una risposta schietta a quell'uomo schietto.
So per certo che le navi da guerra delle Isole sono pronte a partire, rispose sorridendo. In quanto alle condizioni non  Kielos che le pu porre, mio magnifico Signore.
Di solito lo fa, da qualche anno a questa parte, replic il Vicer. Voglio essere chiaro con te, Kefti Nyr, perch ho l'impressione che parli senza velare le parole: da Minosse riceviamo messaggi promettenti e doni di un certo valore. A Minosse mandiamo richieste precise e ricambiamo doni di valore doppio. L'impressione che abbiamo di voi Egei  che siate mercanti nati, furbi sin troppo, pronti ad approfittare, amici sinch l'amicizia comprenda il vostro tornaconto.
Se posso risponderti liberamente, mio Signore, allora ti dico che affermi il vero quando ci definisci mercanti che cercano il loro tornaconto. Per  anche vero che, quando diamo una parola, la manteniamo. Potrei aggiungere che i nostri interessi sono comuni, se questo ti pu convincere. Noi vogliamo il mare libero dai pirati proprio come lo volete voi. Questo perch viviamo di commercio e non vogliamo perdere carichi, navi e uomini. La stessa cosa volete voi. Per voi siete in grado di difendere le vostre coste ma non di incrociare in mare aperto. Noi abbiamo uomini e navi in grado di annientare i pirati del mare.
Io dico che dobbiamo trovare un accordo.
Mio giovane amico kefti! sbott il Vicer. Questo lo dico anch'io! Ma bastano le parole? Negli ultimi anni Kielos ha ricevuto merci, privilegi commerciali per le navi kefti, doni ricchissimi e, in cambio, non ci ha dato che promesse vaghe circa il vostro aiuto militare.
Kielos rappresenta Minosse ma non  Minosse, rispose Nyr.
Che intendi con ci? Parla chiaro, Kefti Nyr!
Mi pareva di averlo fatto, nobile Signore.
Se vuoi comparire di fronte al nostro Re dei Re di Sesso Femminile, e di fronte al Divino Fanciullo Thutmosi, figlio di Thutmosi che era figlio di Thutmosi, ebbene io ti dico che parli chiaro soltanto in apparenza. Tu hai delle riserve mentali nei miei confronti. Lascia che cadano le barriere e parla sinceramente, fa' in modo che i propositi della tua gente mi siano chiari perch la mia fedelt ai Divini Faraoni non  come quella che l'avido Kielos ha per il suo Minosse. Il tuo Kielos agisce per il suo interesse. Io agisco nell'interesse dei Divini Re dei Re, Figli di Ammon, di Ra e di Horo.
Non chiamarlo il mio Kielos! reagi impulsivamente Nyr. Ti dissi che non rappresento Kielos ma Minosse Deukalion e le Isole che gli ubbidiscono per patto di fedelt e alleanza. Non nego, per la verit, di rappresentare anche gli interessi di Kielos che per sono eguali agli altri e secondari a quelli di Minosse. Il tuo tono ha il sapore della sincerit, sorrise il Vicer, ma io credo che tu, per quanto giovane appaia, sia abile a sufficienza per dire e non dire. Ora lascia che parli chiaro io. Ultimamente  venuto da noi un certo Lisos, capitano non si sa bene se di Gourni o di un'altra delle vostre piccole isole, ci non ha importanza. Ci che conta  che Lisos ha parlato a nome di Kielos. Ha promesso navi da guerra. Ha promesso la tua venuta. Ha portato doni in cambio dei quali ha chiesto altri doni e il mantenimento dei privilegi di cui gode da tempo Kielos. Per il momento sei arrivato soltanto tu. Non voglio sminuire la tua importanza e quella della tua missione, ma, nei miei panni, non troveresti anche tu che  un po' poco?
Il capitano Lisos, rispose Nyr, ponderando le parole,  dell'isola Rotonda come me. Egli parla a nome di Kielos ma intende fare gli interessi delle Isole e di Minosse, non soltanto quelli di Kielos. Egli  un semplice messaggero, non poteva fare a meno di chiedere ci che ha chiesto. La sua  una nave mercantile, con carichi dalle Isole per l'Egitto. La mia nave  qui per stringere un patto con i Divini Figli di Ammon.
Allora andrai a parlare al Prediletto di Ammon, sospir il Vicer. Per conto mio ti consiglio di parlarGli semplice e chiaro. Con Lui e con il Re Hatshepsut che Lo consiglia non limitarti a sciogliere la lingua ma apri il cuore, fa' che Essi leggano nel tuo cervello, non avere intenzioni riposte o sar peggio per te, Kefti Nyr. Questo  il consiglio che ti do, insieme coi necessari lasciapassare.
Posso sapere il tuo nome, o grande Vicer? chiese Nyr, inchinandosi all'omone. Se me lo dirai lo ricorder a Minosse come quello di un uomo potente ma sincero, il che non accade spesso.
Posso permettermi di essere sincero, sorrise l'altro. La mia sincerit viene dalla consapevolezza della potenza egizia e non della mia personale. Mi chiamo Ramzy. Vuoi che ti assegni un interprete per il viaggio?
Ne ho gi uno che si chiama Harim. Poich  uno schiavo ti chiedo il permesso di trattare con il suo padrone per comprarlo. Ti chiedo anche di assegnarmi un buon pilota.
Convocher il padrone di Harim e fisser io stesso il prezzo, gli assicur Ramzy. In quanto al pilota, avrai uno dei migliori. Ma tu terrai conto dei miei consigli?
Terr conto del fatto che sono i consigli di un uomo onesto, mio Signore, quindi non intendo sprecarli, rispose Nyr.
L'indomani all'alba, approvvigionata la nave, il giovane part con i compagni e nel cuore aveva la grande speranza di riuscire nell'impresa.


Capitolo 26.

IL nuovo pilota dimostr di meritare in pieno la stima di Ramzy. Era un uomo di mezza et dalla barbetta caprina e un gran naso adunco: conosceva il fiume in ogni ansa, ne sapeva a memoria le correnti, i banchi semisommersi, i gorghi. In molti tratti, il vento favorevole consentiva di alzare la vela, in altri il gioco delle correnti trasportava obliquamente la nave e allora il pilota faceva remare ora i vogatori di destra ora quelli di sinistra e cos superavano, indenni anche se di stretta misura, una secca infida. Questo pilota non si limitava a dare ordini ma ne spiegava anche le ragioni a Trippa, che stava al timone colmo d'ansia, e gli insegnava a individuare a distanza l'esistenza di un banco di sabbia o di una secca. Dopo un paio di giorni Trippa era gi in grado di prevederne gli ordini ed era orgogliosissimo di questa esperienza.
Durante la navigazione, Viridion impiegava il tempo a tracciare su una pelle appositamente trattata i contorni del fiume, la sua larghezza, gli ostacoli maggiori, i centri abitati. In quanto a Nyr, teneva conto delle navi che incontravano o che superavano, del loro tipo e, per quanto possibile, del carico che portavano. Finalmente poteva starsene gran tempo a prora a conversare con Depas e con il Barbiere e a loro si affiancava l'interprete Harim che, mentre accresceva di vocaboli il suo minoico, ne insegnava loro qualcuno egizio.
Harim sapeva molte cose e Nyr non si pentiva di averlo comperato per tre lingotti d'argento. Nonostante il buon trattamento, Harim continuava nel suo solito modo di vivere: un pane e una misura di birra a mezza giornata e altrettanto per cena, non c'era verso di fargli mangiare o bere di pi. Per contro, aveva .ammonito Nyr a non bere l'acqua imbarcata a Memphys.
Voi kefti, come gli altri stranieri, non siete abituati alla nostra acqua e, poich avete vino in abbondanza, mischiatelo all'acqua, altrimenti deporrete nel fiume anche le vostre budella...
Era tanto vero che il Barbiere, unico astemio a bordo, i primi due giorni aveva bevuto soltanto acqua ed era stato colpito da una dissenteria che lo aveva stremato. Ora beveva acqua e vino e Depas lo stava maliziosamente iniziando ai piaceri della
birra, ma accadeva che anche mezzo boccale di birra egizia ubriacasse il Barbiere che cominciava allora a cantare canzoni sconce e invocava a gran voce gli di affinch gli mandassero un giovane bello e forte.
A quelle canzonacce sghignazzavano divertiti i vogatori e gli facevano eco gli arcieri di Gourni, proponendo al Barbiere altri temi licenziosi.
A sera davano fondo in qualche ansa del fiume particolarmente protetta e tutti si coprivano con mantelli di lana perch grande era la differenza di temperatura tra il giorno e la notte. Spesso, sulle rive del fiume, si accampavano carovane di mercanti, i pi intraprendenti dei quali si facevano portare, su piccole imbarcazioni di papiro, sino alla grande nave di cedro e offrivano le loro merci. Harim e il pilota erano abilissimi a contrattare. Nyr e Viridion acquistarono con un baratto vantaggioso zanne d'avorio mentre trovavano piuttosto rozzi i manufatti, a parte certi cofanetti in legno nero, pesantissimo e duro, con decorazioni in pasta vetrosa.
Questo legno pesa come il ferro e infatti, a differenza di ogni altro legno, se lo getti in acqua affonda, spiegava Harim, ma se lo vuoi perch le tue donne vi conservino i gioielli allora sappi che ti durer in eterno in quanto nessun verme del legno pu intaccarlo.
A Nyr, pi che l'ebano di cui non conosceva i pregi, interessavano le figurine in pasta vetrosa multicolore intarsiate sui cofanetti e prese tutti quelli che gli offrivano per poche barrette di rame. Questi mercanti offrivano poi, per pochissimo, rispetto alle valutazioni delle Isole, frutta di ogni genere con prevalenza di datteri freschi e dolcissimi meloni. Avevano anche forme di pane fresco ma Harim diffid Viridion dall'acquistarlo perch l'impasto veniva effettuato all'aperto e nel pane si rischiava di trovare pi sabbia che farina.
Dopo la Fortezza, spiegava Harim a Nyr, potrai ottenere a poco prezzo pelli preziose, di serpente e di coccodrillo, quindi non spendere adesso tutto il tuo rame e lasciati consigliare da me perch non voglio che tu domani mi addebiti cattivi acquisti, tu che mi tratti meglio di tutti i padroni egizi che ho avuto...
Alla Fortezza giunsero dopo quattro giorni di navigazione senza intoppi e sin da lontano avvistarono, sulla loro sinistra, l'imponente costruzione di pietra che dominava il fiume. Nel
porto fluviale stazionavano numerose imbarcazioni di ogni stazza ed erano tutte cariche, in attesa di proseguire in una direzione o nell'altra. Videro subito la tonda di Lisos, attraccata a un molo tra due navi militari, ma sembrava che a bordo non ci fosse anima viva perch nessuno rispose ai loro richiami. Una volta all'attracco un ufficiale inform Viridion, tramite l'interprete, che l'equipaggio non poteva scendere a terra: poteva farlo soltanto il capitano con l'elenco delle merci che avevano a bordo, la loro destinazione e il lasciapassare del Vicer di Memphys. Viridion spieg che a bordo c'era l'ambasciatore di Minosse re delle Isole e mostr il lasciapassare con il sigillo di Ramzy. Nyr e Viridion furono allora condotti all'interno della Fortezza dove parlarono con un ufficiale che a sua volta esamin il lasciapassare, apparve debitamente impressionato e chiese che tipo di merci trasportasse la nave.
Nessuna, fece rispondere Nyr. Soltanto doni e messaggi da parte di Minosse per i Divini Faraoni.
In questo caso farete oggi stesso le vostre offerte al Tempio e domattina potrete proseguire, fu la confortante risposta.
Ho visto in porto la nave di un mio amico, il capitano Lisos, fece ancora chiedere Nyr. Vorrei parlargli.
Dopo le offerte, fu la risposta asciutta. Recatisi al Tempio, Nyr e Viridion offersero ai sacerdoti cinque lingotti di rame e quelli ne furono soddisfatti al punto che ne informarono il Sommo Sacerdote che volle conoscere Nyr. A lui Nyr don un anello d'argento con una pietra dura incastonata, che gli piacque molto.
A sera, finalmente, poterono incontrare Lisos. Il capitano apparve grandemente sollevato nel vedere il suo discepolo.
Credevo che tu non arrivassi mai, gli disse. Io e il mio equipaggio siamo formalmente liberi ma, in realt, non possiamo partire sino a che non arriver da non so dove un carico di semi di lino di cui, alle Isole, non abbiamo alcun bisogno. Non sono riuscito a parlare con Thutmosi e tantomeno con la sua potente Nutrice, che si proclama "Re di Sesso Femminile" e governa per conto del suo pupillo. Essa si chiama Hatshepsut e, siccome Thutmosi ha soltanto quattordici anni e pensa unicamente a divertirsi,  lei che detiene il potere, aiutata da Senenmut, che sarebbe ci che Telesios  per Minosse. Sono stato ricevuto da Senenmut ma gli portavo soltanto doni e promesse di cui si  dichiarato insoddisfatto.
Mi ha detto, chiaro e tondo, che a Tebe sono stanchi della scarsit dei doni di Kielos e della sua avidit e che non sar pi possibile alcun patto tra i Faraoni e Minosse se quest'ultimo non invier le navi che ha promesso. Ora la mia partenza da qui dipende soltanto da te.
Vedo che mi aspetta un compito difficile, sospir Nyr e raccont a Lisos delle pretese di Kielos e dei messaggi che recava ai Faraoni. Le navi arriveranno, concluse, e spero che a portare il messaggio a Minosse sarai tu perch certamente i Faraoni vorranno trattenermi a Tebe come ostaggio.
Questo  probabile, ammise Lisos. Io ti consiglierei di parlar chiaro con Senenmut, non  uomo che si possa ingannare con le parole. Stai dunque attento e speriamo negli di. Anzi faresti bene a invocare la tua Egea, perch ci troviamo coinvolti in questioni e accadimenti che ci sovrastano e che noi, esseri mortali, non possiamo dominare senza l'aiuto degli di.
L'indomani all'alba, prima che la nave di Nyr staccasse gli ormeggi, la riconoscenza del Sommo Sacerdote per il regalo dell'anello si manifest sotto forma di un carro che portava antilopi appena arrostite, datteri freschi e quaglie salate crude. Nyr ringrazi, don barrette di rame al sacerdote e finalmente la nave pot partire, salutata alla voce da Lisos e dal suo equipaggio schierato sul molo.
Per quattro giorni navigarono veloci sulle acque del fiume, ora a vela e ora a remi. Le rive erano popolate da ogni sorta di uccelli e di animali: Nyr e la sua gente videro trampolieri, ippopotami che destavano la loro meraviglia, delicati fenicotteri rosa, avvoltoi, coccodrilli, pantere e iene, intere famiglie di leoni all'abbeverata serale. Come aveva previsto Harim, quasi a ogni sosta carovane di nomadi sbucate dal deserto offrivano a gran voce pelli di zeb, di pantera, di serpente, di coccodrillo, di scimmia. Offrivano anche scimmiette piccolissime che potevano essere tenute al guinzaglio e saltavano sulla spalla, imitavano i gesti dell'uomo e apparivano umane anche nelle movenze. Ne avrebbe preso qualcuna a bordo se, a una voce, il pilota e Harim non l'avessero sconsigliato di farlo.
Sono talmente piene di pulci, ammon Harim, che i vogatori dovrebbero smettere di remare per grattarsi. Lasciale
ai nomadi, loro se le mangiano. Compera invece pelli di coccodrillo e, soprattutto, di pantera, e bada che non siano vecchie e corrose.
Nyr e Viridion barattarono contro il solito rame e qualche anfora di vino molte pelli di coccodrillo e di pantera e, poich erano conciate rozzamente, le misero sotto sale.
Il quinto giorno di navigazione oltrepassarono Asyut e il pilota fece gettare l'ancora in prossimit di un banco di sabbia quando gi incombevano le ombre della sera. Calate le tenebre, dalla riva pi vicina, che era quella sinistra, cominciarono a udirsi i rumori della notte: l'improvviso sciacquio di un coccodrillo che entrava impetuosamente in acqua, il grido disperato di una scimmia azzannata dal leone, l'urlo lamentoso dello sciacallo.
Ripartirono all'alba e, un'ora dopo, mentre navigavano al centro del fiume, furono investiti all'improvviso da una furibonda tempesta di sabbia che accec gli uomini e scosse la nave, facendola deviare. Ci volle tutta la perizia del pilota perch non si arenassero e, quando finalmente poterono ancorarsi, la sabbia era penetrata cos a fondo in ogni angolo della nave che, per giorni e giorni, ne avrebbero trovato dappertutto, nei cibi e nell'acqua. La tempesta infuri per tre ore e, quando alfine si calm il vento, la nave e il fiume erano rossi, una duna di sabbia dello stesso colore sorgeva alta proprio di fronte alla nave e gli uomini avevano sabbia nei capelli, negli occhi, nelle orecchie e nel naso nonostante si fossero riparati con i mantelli. Fu quindi giocoforza fermarsi finch equipaggio e nave non furono ripuliti alla bell'e meglio. Dopo, usarono le pertiche per scandagliare il fondo tutt'intorno alla duna e, alla fine, poterono riprendere il cammino, ma gli uomini avevano tutti gli occhi rossi e lacrimosi e, per quel giorno, non fecero molta strada. L'indomani, poco dopo l'alba, assistettero a una scena che non avrebbero pi dimenticata.
In un punto dove il fondo era scarso e che il pilota ben conosceva, la tempesta di sabbia aveva fatto affiorare le secche e videro di prora un pastore che, approfittandone, faceva guadare il fiume alle sue capre. Le bestie avanzavano incerte e timorose, tastando la sabbia sotto gli zoccoli, precedute dall'uomo che saggiava la profondit con un lungo bastone.
Quell'uomo sta correndo dei rischi pur di evitare il prezzo del traghetto, osserv accigliato Harim e difatti, a un tratto,
un enorme coccodrillo usc dall'acqua e l'uomo grid atterrito, agitandogli contro il bastone. Nyr non avrebbe mai creduto che quei mostruosi rettili potessero correre cos veloci sulla sabbia. In un batter d'occhio l'uomo fu raggiunto, addentato a una gamba e trascinato urlante sott'acqua. Dal fiume emersero altre orrende teste e diversi mostri corazzati si avventarono sulle capre. Soltanto tre raggiunsero a nuoto la riva, le altre scomparvero sott'acqua, preda dei coccodrilli.
Quando la nave raggiunse quel punto, invano Nyr e gli arcieri cercarono nell'acqua pigra tracce della strage, mentre Trippa si affannava a dare ordini ai vogatori, seguendo le indicazioni del pilota. Costeggiarono la riva, i remi di dritta quasi sulla sabbia, quelli di sinistra a sfiorare la secca, e oltrepassarono quel punto, riguadagnando il centro del fiume.
Ci sono barche di papiro sulle rive, disse Harim che appariva ben poco turbato. Per pochissimo traghettano uomini e animali da una sponda all'altra. Quell'uomo, per non aver voluto pagare, ha perso la vita e le capre. Peggio per lui.
Ma non ci si pu difendere da quelle bestiacce? chiese Nyr.
Ci sono uomini che prendono al laccio i coccodrilli o li pescano a riva con esche di carne di porco e fanno poi commercio della loro pelle, rispose Harim. Appartengono a trib della riva sinistra e molti di loro mancano di una gamba o di un braccio ma continuano nel loro pericoloso mestiere e, in tempo di carestia, mangiano la carne dei coccodrilli che hanno mangiato carne di uomo. Dicono che siano migliori degli altri. Con una smorfia di disgusto Nyr and nella cabina e ne usc con il suo arco. Harim lo guard e scosse la testa.
Non farai nulla con quello, mio nobile padrone, lo avvert. Neppure un giavellotto riuscirebbe a scalfire la corazza di un coccodrillo.
Nyr non rispose e and a prora dove stavano Depas, il Barbiere e Nottola. Harim lev gli occhi al cielo e si accosci a poppa. Se il suo nuovo padrone era tanto pazzo da tentar di uccidere un coccodrillo in quel modo, ebbene, che facesse pure, lui lo aveva avvertito. Poco dopo, Nottola avvist un coccodrillo enorme che, da lontano, appariva come un tronco alla deriva. Soltanto quando furono vicini distinsero gli sporgenti bulbi oculari del bestione e Nyr, sollecitato dagli arcieri, si prepar. Trippa fece rallentare il ritmo ai vogatori: il coccodrillo
galleggiava semisommerso, gli occhi aperti e indifferenti.
Harim scosse la testa e si affacci pigramente alla murata proprio mentre Nyr, l'arco ben teso, pregava mentalmente Egea di guidare la sua freccia. Si ud nell'aria cheta il ronzio della corda rilasciata e, per un attimo, il fischiare della freccia. Poi lo sbigottito Harim vide l'enorme rettile balzare letteralmente in aria e contorcersi in uno spasimo di morte prima di ricadere sul dorso e galleggiare immobile. Dalla nave si levarono grida di trionfo mentre Harim non riusciva a spiccicare parola. Qualcuno propose di lanciare un gancio e tirare a bordo il coccodrillo ma Viridion e il pilota obiettarono che sarebbe stato inopportuno fermare la nave per recuperare il corpo dell'animale e Harim, d'accordo con loro, disse: Lascia che se lo mangino i suoi fratelli, Kefti Nyr! Il fetore dei suoi visceri ci ammorberebbe tutti se lo squartassimo a bordo!
I quattro arcieri di Gourni avrebbero voluto a loro volta cimentarsi in un tiro cos prodigioso ma, come videro che Nyr era d'accordo con Viridion, non protestarono e i vogatori ripresero il lesto ritmo di prima. All'imbrunire, gettarono l'ancora in un punto in cui il fiume descriveva un'ansa profonda e subito furono avvistati dalla riva sinistra. Quattro imbarcazioni di papiro accostarono la nave, offrendo datteri freschi, latte di capra e pelli di leopardo. Il giorno dopo raggiunsero Malqata e si ancorarono per la notte. Il pilota consigli di rifiutare i pesci in salamoia che alla nave venivano offerti da molte imbarcazioni.
A Tebe non vedono di buon occhio i mangiatori di pesce e qui siamo a due giorni di navigazione dalla Residenza. La gente di Malqata vi considererebbe 'mangiatori di pesce' e vi disprezzerebbe cos come disprezza gli abitanti di Memphys. Chiedete invece uccelli gi arrostiti. Nyr e Viridion ebbero il sospetto che il pilota detestasse i pesci in salamoia ma gli diedero retta e gli uccelli arrostiti furono giudicati soddisfacenti da tutto l'equipaggio.
Ripartirono l'indomani alle prime luci dell'alba. Il fiume descriveva un ampio semicerchio e le sue acque si facevano sempre pi affollate man mano che procedevano. Il pilota spieg che molte delle imbarcazioni che lo navigavano non avevano scopi commerciali.
Vanno e tornano dal Grande Tempio di Ammon, a Karnak, che  il pi caro ai Divini Figli di Ammon, di Ra e di Horo. Vi
portano offerte e chiedono amuleti, benedizioni e scongiuri. Se vi andrete, non dimenticate di essere generosi con le offerte.
Finalmente, due giorni dopo, giunsero in vista della Residenza, come la chiamava Harim, che era la loro meta: Tebe, la Citt dalle Cento Porte.


Capitolo 27.

IL porto di Tebe, pur essendo affollatissimo, non era vasto come quello di Memphys e Viridion fece notare a Nyr che tutte le navi erano fluviali, quasi a fondo piatto. Sembrava che la loro fosse l'unica nave marina a essere giunta fin lass e infatti fu oggetto di curiosit. Le autorit portuali, non appena viste le insegne di Minosse, concessero subito un buon attracco. Un ufficiale sal a bordo e, dopo aver esaminato attentamente le credenziali di Ramzy, chiese se avessero a bordo merci deperibili. Nyr fece rispondere che recava soltanto doni per le Loro Divine Maest e messaggi da parte di Minosse e delle Isole tutte.
Allora puoi sbarcare i doni e io far venire per te una scorta che ti accompagni dal Potente Senenmut, Tesoriere di Am- mon e Custode del Tempio Sacro, rispose l'ufficiale. Scenderai a terra soltanto tu, accompagnato dal tuo interprete. L'equipaggio rester a bordo sinch non avr ricevuto ordini in proposito ma non darti pena per la tua gente che sar provveduta di acqua e di cibo fresco.
Digli che non vogliono pesce, aggiunse di suo Harim dopo che ebbe tradotto le parole dell'ufficiale e Nyr gli fece tradurre la raccomandazione che l'ufficiale accolse senza batter
ciglio.
Inizi lo sbarco dei doni, presieduto da Viridion. L'ufficiale egizio minacci gli scaricatori di infliggere quaranta frustate all'uomo che avesse rotto una sola anfora di vino e di far tagliare ambo le mani a chi avesse lasciato cadere una cassa in acqua.
Mai ho visto sbarcare merce con tanta cura, disse, due ore pi tardi, Viridion. Ceste, casse e contenitori di anfore furono ben sistemati in cinque grandi carri dell'esercito. Poi Nyr, salutati Viridion, gli amici e l'equipaggio, fu fatto salire su un cocchio d'argento e, memore della prima esperienza a Memphys, si tenne forte all'orlo rivestito di cuoio prima ancora che l'auriga incitasse i cavalli. Su un altro cocchio era salito l'ufficiale e su un terzo Harim. Davanti a tutti, due cocchi governati dal solo auriga: sul primo erano le insegne dorate dei Faraoni, sul secondo quelle di Minosse e, pi in basso, quelle personali di Nyr, con il pugnale e il fiordaliso. Le insegne minoiche erano state issate su lance a richiesta dell'ufficiale e Nyr
lo consider un atto di cortesia, n gli dispiacque troppo che, per dimenticanza o forse per malizia, Viridion avesse omesso di consegnare all'ufficiale anche le insegne di Kielos di Gourni.
Il sole era gi a met del cielo quando gli aurighi lanciarono al galoppo i cavalli, incuranti di qualsiasi ostacolo umano. Nyr, per quanto preoccupato di quella corsa dissennata, riusc a osservare una citt che pareva estendersi a perdita d'occhio nella pianura e che brulicava di folla pronta a spartirsi precipitosamente di fronte all'irruenza dei cavalli. Not che le case, fittamente addossate l'una all'altra, erano quasi tutte a un piano, costruite con blocchi di argilla, e che le strade, larghe e dritte, non erano lastricate. Se per si voltava indietro, tutto gli era nascosto dal gran polverone sollevato dai cocchi in corsa. Ai crocicchi, affollati di gente, di carri a buoi e di asini che arrancavano sotto enormi some, gli aurighi, quando lo scontro appariva imminente e gi a Nyr stavano per sfuggire grida di spavento, davano prova della loro abilit, ma pi di un carro si rovesci e pi di un asino sfugg alla fune del padrone. Infine, quando Nyr cominci a credere che quella citt fosse davvero sterminata, giunsero a una cinta di mura nelle quali si apriva un ingresso guardato da soldati. Costoro si fecero da parte per consentire l'ingresso ai cocchi che, con sollievo di Nyr, rallentarono la corsa.
Superata la cinta, agli occhi di Nyr apparve una citt diversa. L le case, ben distanziate le une dalle altre, erano alte e munite di colonnati e intorno a esse v'erano ampie recinzioni da cui spuntavano palme, sicomori e alberi sconosciuti.
Gli aurighi arrestarono i cocchi di fronte a una di queste costruzioni e tutti si inoltrarono a piedi attraverso un vasto giardino fiorito. Dietro Nyr camminava Harim, reggendo la cassetta istoriata che conteneva i messaggi per i Faraoni. Sotto un alto colonnato li attendeva un uomo anziano che indossava una gonna pieghettata di lino giallo e un corpetto della stessa stoffa.
Ti saluto, Kefti Nyr, disse rivolto al giovane. Io sono Nefru, ciambellano del Potente Senenmut, Tesoriere di Ammon, e ti invito Nel Suo Nome a entrare nella Sua Casa.
A Harim, dopo che ebbe tradotto, Nyr fece rispondere con la formula in uso nelle Isole: Ti ringrazio e mi inchino di fronte a te. Entro in questa casa da amico sincero.
Allontanatisi l'ufficiale e gli aurighi, Nyr fu condotto da Nefru in una grande stanza decorata riccamente ma priva di
finestre. Qui il ciambellano chiese a Nyr se avesse messaggi per le Loro Divine Maest.
Li ho, fece rispondere Nyr, con l'obbligo di consegnarli personalmente alle Loro Divine Maest.
Questo  impossibile! si scandalizz Nefru. Consegna a me i messaggi e li dar al Potente Senenmut che li dar alle Loro Divine Maest. Ti sapr dire in seguito quando il mio Potente Signore Senenmut vorr riceverti.
Harim tradusse con qualche esitazione e Nyr, comprendendo che sarebbe stato sciocco insistere per consegnare personalmente i messaggi ai Faraoni, indic la cassetta nelle mani di Harim. Il ciambellano and allora a una lastra di rame che pendeva dal soffitto e la percosse leggermente con le dita inanellate. Ne venne un suono profondo che fece trasalire Nyr e Harim. L'eco non s'era ancora spenta che nella sala apparvero due giovinetti vestiti di un corto gonnellino e si inchinarono a Nefru. Al suo ordine uno di loro prese la cassetta con i messaggi dalle mani di Harim.
Ora dimmi che cosa vuoi mangiare e ti sar dato, che cosa vuoi bere e ti sar portato, disse Nefru a Nyr. Forse preferisci il pesce?
Ti sar grato se mi farai mangiare della carne e mi darai da bere un po' di vino. Prima di tutto, per, desidero lavarmi della polvere per essere degno della tua casa, fece rispondere Nyr.
Le tue richieste sono accolte e avrai ci che desideri, rispose Nefru ma, subito dopo, lo sguardo gli cadde sul pugnale che Nyr portava alla cintura.
Non puoi entrare armato nella Casa del Potente Senenmut, Tesoriere di Ammon! esclam sdegnato. L'ufficiale che ti ha accompagnato sar punito per la sua negligenza!
Dagli il pugnale, mio signore! preg l'impaurito Harim, dopo aver tradotto. Nyr non s'era mai separato dal pugnale che sapeva dono di Egea e che, insieme col fiordaliso, rappresentava il suo simbolo. A malincuore si sfibbi la cintura e porse l'arma al secondo giovinetto che la prese e and a riporla in una cassapanca istoriata.
Gli schiavi ti accompagneranno al lavacro, disse allora Nefru che appariva rabbonito, e dopo sarai rifocillato e lo sar anche l'essere che ti accompagna.
Harim tradusse con una smorfia perch Nefru aveva subito
capito la sua condizione di schiavo e, per di pi, gli Ittiti non erano ben visti a Tebe.
Due schiavi giovanissimi, apparsi al suono della lastra di rame, accompagnarono Nyr a una stanza munita di piscina e qui lui si lav della polvere ma rifiut gli unguenti che gli vennero offerti. Dopo fu ricondotto alla sala priva di finestre, e i due schiavi chiusero la porta alle sue spalle. Nyr si ritrov solo e, interdetto, si chiese che ne fosse di Harim. Non ebbe che il tempo di guardarsi intorno e di notare che gli unici mobili della sala erano la cassapanca scolpita e una sedia bassa con un poggiatesta in avorio ed ecco ritornare i due schiavi accompagnati da servi che trasportavano una bassa tavola gi imbandita.
La tavola venne posata a terra accanto alla seggiola, poi schiavi e domestici si ritirarono. Nyr sedette ed esamin con curiosit i cibi che gli erano stati serviti. C'era una variet di carni ma erano quasi tutte bollite secondo l'uso egizio, uova enormi che lui non tocc pensando che fossero finte, uccelli arrostiti dal becco lunghissimo, lattughe condite col miele e, ancora, diverse specie di ortaggi sconosciuti a Nyr. Una coppa d'oro conteneva formaggio intriso d'olio di oliva, una d'argento, bacche dolci. Il pane era di forma circolare, piatto e incavato al centro. In due ciotole d'argento vi erano salsa di rafano e sale. Infine una brocca d'argento conteneva vino che si rivel essere vino di palma.
Nyr assaggi quasi tutte le carni, il formaggio, che era dolciastro, e grad le lattughe col miele ma non tocc le salse e, soprattutto, quelle grandi uova di cui non si capacitava. Le uniche uova che si conoscessero nelle Isole erano di quaglia o di pernice e lui, diffidente, lasci stare quelle che gli erano state servite in tavola. In quanto al vino ne bevve qualche sorso appena, sia perch non gli tornava gradito, sia perch voleva conservarsi lucido per l'incontro con Senenmut, che riteneva prossimo.
Levatosi quindi da tavola, si dedic all'esame della sala ma aveva appena cominciato a osservare gli affreschi di una parete che si rese conto, per la prima volta da quando vi era entrato, che essa era luminosa, pur mancando assolutamente di finestre. Grande fu il suo stupore perch non v'era traccia di torce o di lumi a olio n vi erano aperture sul soffitto. Finalmente si accorse che le aperture c'erano anche se lui non
riusciva a vederle. La luce e l'aria entravano attraverso finestrelle lunghe e strette celate da un cornicione interno che correva tutt'intorno alle pareti. Dopo quella scoperta continu l'esame degli affreschi alle pareti.
Su quella di fondo era dipinta a vivaci colori una scena di caccia. Su un cocchio trainato da due cavalli in corsa un uomo in gonnellino, con le redini avvolte spavaldamente attorno alla vita, impugnava un arco con la freccia incoccata, mirando a un gruppo di leoni. Su un'altra parete, si vedeva la stessa scena ma con particolari diversi. Uno dei leoni era stato trafitto dalla freccia mentre un altro, enorme, si avventava sul cacciatore, facendo imbizzarrire i cavalli impennacchiati. Su una terza parete si vedeva il cocchio lontano, trainato dai cavalli che fuggivano mentre il cacciatore, affrontato l'enorme leone, gli immergeva la spada nel garrese. Evidentemente i tre affreschi miravano a immortalare le gesta di un eroe, probabilmente un Faraone. La quarta parete, infine, era affrescata con una scena domestica: una lunga tavola intorno alla quale banchettavano uomini e donne. A capotavola dominava il cacciatore che aveva ucciso il leone.
Nyr aveva appena terminato il suo esame quando entrarono i due giovanissimi schiavi e i servi. Questi sollevarono la tavola e ci che conteneva e la portarono via, richiudendo la porta. A Nyr, perplesso ma non ancora preoccupato, non rimase che aggirarsi per la sala, esaminando, di volta in volta, la grande lastra di rame che pendeva dal soffitto, la bassa seggiola con il poggiatesta d'avorio e, da ultimo, la cassapanca istoriata dove era stato riposto il suo pugnale. Pi per curiosit che per trasgredire una regola prov a sollevare il coperchio ma non vi riusc. Stupito, insist, ma il coperchio della cassapanca, bench non vi fosse traccia di serratura o di qualche altro simile congegno, non si mosse. Eppure lo schiavo che vi aveva riposto il pugnale si era limitato a sollevare il coperchio e ad abbassarlo, senza fare alcun altro movimento. Nyr vi rinunci e and a sedere sulla bassa seggiola col poggiatesta di avorio.
Il suo arrivo a Tebe non era come lo aveva mille volte immaginato, mentre solcava il mare con la nave di cedro e mentre risaliva il Grande Fiume Azzurro. Non si era atteso accoglienze regali ma neppure di essere trattenuto in quella sala, da solo, senza che nemmeno il ciambellano Nefru si
degnasse di mangiare con lui. Solo e quasi prigioniero in una
sala priva di finestre. Prigioniero?
Di scatto si mise in piedi e and alla porta ma gi presentiva che, come con la cassapanca, non gli sarebbe riuscito di aprirla: cos infatti fu. Colmo di inquietudine, torn alla seggiola, bassa come uno sgabello, e vi si sedette, appoggiando la testa sull'avorio levigato ma, dopo un poco, era di nuovo in piedi e passeggiava per la stanza, nervoso e all'erta come non era mai stato. Infine si stese sul pavimento levigato e, adoperando il braccio come un cuscino, s'addorment, stanco per il viaggio e, soprattutto, provato nell'animo.
Si dest che imbruniva. Gli dolevano le membra e si sentiva infreddolito. Le stesse aperture che prima gli avevano fornito aria e luce ora facevano entrare il freddo e lui non aveva neppure una tunica o un mantello di lana per ripararsi. Allora prese a camminare su e gi per la sala ma, quando scese la sera, gli piomb addosso tutta l'angoscia di trovarsi in un paese lontano e straniero, senza alcuno con cui poter parlare e cui chiedere consiglio, chiuso in quella grande sala gelida. Pens che, ora, qualsiasi cosa sarebbe potuta accadergli. I suoi compagni erano lontani e lontanissima era l'isola Rotonda, il padre e la madre non erano l a confortarlo.
Cosa capiva, lui, di questa terra che non era la sua, di questa gente, del linguaggio sconosciuto, dei modi estranei? Sarebbe stato in grado di assolvere degnamente alla missione che gli era stata affidata oppure il Navarca e Telesios si erano sbagliati nel giudicare le sue capacit, soprattutto la sua tempra?
All'improvviso si sent giovane e fragile e rimpianse i giorni vissuti a bordo della tonda di Akros: cap quanto fossero stati lieti e spensierati. Era cresciuto nutrendosi dell'amore del padre e della madre, era vissuto sotto la burbera protezione di Akros mentre il Barbiere, Trippa e Depas erano stati i suoi padrini. Ora avrebbe dovuto far da solo e, se gi aveva sperimentato senza danno l'astuzia e la cattiveria di Kielos, tuttavia si era trattato di un uomo della sua stessa terra, la cui mentalit aveva potuto capire per difendersene. A Gourni aveva avuto dei nemici ma anche degli alleati e dei consiglieri. L, invece, si sentiva solo e sperduto, insignificante granello di un universo sconosciuto e imprevedibile.
Tutto a un tratto gli parve che il buio della sala si fosse popolato di occhi che lo seguivano: erano gli occhi dei leoni
affrescati e fu certo che si muovessero. Vincendo la prima impressione di sgomento, si ferm a poca distanza dalla parete di fondo e vide brillare nel buio gli occhi gialli dei leoni. Si spost e fu certo che gli occhi delle fiere si fossero mossi, si spost ancora e nuovamente gli occhi gialli lo seguirono. Allora, ancora incredulo e tuttavia gi pervaso dal timore, guard all'altra parete dov'era il grande leone che si avventava sul cacciatore e si rese conto che i grandi occhi gialli della belva non guardavano l'uomo sul cocchio ma lui. Di scatto volse le spalle a quella scena ma si trov di fronte all'affresco conviviale e gli occhi dei commensali erano tutti fissi su di lui e scintillavano talmente da rivelare i contorni delle figure immerse nel buio della stanza.
Del tutto smarrito, si gett bocconi sul pavimento di pietra e, tremando, prov a invocare la madre proprio come avrebbe fatto un fanciullo smarrito nell'oscurit. Ma, invece che il nome della madre Akena, dalle sue labbra usc quello di Egea.
O tu, Egea, divina protettrice cui mi sono dedicato, dammi un segno di essere accanto a me e confortami in questo momento. Te ne supplico perch sento smarrirsi nel mio cuore le forze della volont e del coraggio!
Cos invoc Nyr e la dea non rispose n gli apparve ma, nella sala, dopo qualche momento, si diffuse una fragranza che lui associ, dapprima inconsciamente, ai giardini fioriti della sua Akrotiri. Poi riconobbe, sempre pi intenso, il profumo del fiordaliso e allora balz in piedi esultante e, gi dimentico dei suoi tremori, ad alta voce ringrazi la dea.
Quando, poco dopo, nella stanza entrarono gli schiavi con le torce e i servi che reggevano la mensa con i cibi per la cena, per poco non rovesciarono il tutto per lo stupore: il pavimento di pietra della grande sala era infatti cosparso di profumati fiordalisi.
Nyr trascorse due giorni e due notti in quella sala e, se le condizioni materiali erano le stesse, cio praticamente di clausura, quelle del suo animo erano mutate ora che si sapeva sempre protetto da Egea anche in terra straniera.
Schiavi e servitori accudivano a lui due volte al giorno e, la sera, portavano nella sala stuoie e lenzuola di lino per il suo sonno. Aveva scoperto che, percuotendo la lastra di rame con il castone dell'anello, immediatamente accorrevano gli schiavi e,
senza che lui lo chiedesse, lo conducevano alla stanza dei bagni. Aveva fatto anche un'altra, interessante scoperta: per qualche ragione egli era costantemente spiato; infatti gli occhi dei leoni affrescati sulle pareti e quelli dei commensali nella scena conviviale erano fatti di pasta vetrosa e sicuramente chi stava dall'altra parte della parete poteva vedere all'interno della sala. Nyr cap che Nefru, o forse lo stesso Senenmut, lo aveva fatto spiare dagli schiavi che avrebbero dovuto riferire circa il suo modo di comportarsi e si vergogn di quell'attimo di smarrimento. Allo stesso tempo, per, si chiese come i suoi ospiti avessero interpretato l'apparizione dei fiordalisi che avevano profumato la sala per tutta la notte ed erano scomparsi soltanto al levar del sole...
La mattina del terzo giorno si present a lui Nefru e fu con sollievo che, alle spalle del ciambellano, Nyr vide il suo interprete Harim.
Il mio Potente Signore Senenmut, Tesoriere di Ammon, ti attende, Kefti Nyr.
Nyr e Harim seguirono Nefru attraverso una successione di stanze e di corridoi e Nyr not che i servi o gli schiavi che incontravano erano tutti maschi e suppose che, nella casa di Senenmut, non fosse concesso alle donne di mostrarsi. Giunsero a un'anticamera dov'erano al lavoro alcuni scribi e Nefru buss a una porta, l'aperse e rest per qualche momento sulla soglia, a capo chino. Infine, dopo aver fatto cenno a Nyr di seguirlo, entr.
Nyr si trov in una grande stanza affrescata a met, munita di due grandi finestre. Dietro un lungo tavolo ingombro di attrezzi per le misurazioni e di rotoli di papiro sedeva un uomo ancor giovane, dalla fisionomia piacevole e dagli occhi attenti.
In osservanza di un rigido rituale Nefru ne fece una pomposa presentazione, elencandone i titoli che erano pi di venti e che, oltre a quello di Tesoriere di Ammon, che Nyr gi conosceva, comprendeva anche quello di Sommo Architetto del Re di Sesso Femminile. Come la presentazione fu terminata, il ciambellano usc dalla stanza e Senenmut sorrise a Nyr.
E tu che titoli hai? gli chiese in tono fra l'ironico e il bonario.
Io sono soltanto Nyr dell'isola Rotonda e l'unico mio titolo e quello di ambasciatore di Minosse, re delle Isole tutte, fece rispondere Nyr.
Sei anche di aspetto piacevole e, a quanto mi hanno riferito, di carattere fermo, replic sorridendo Senenmut, parlando lentamente a beneficio di Harim. Tuttavia non credo che basti, quando si voglia stipulare un trattato di alleanza commerciale e militare. Le Loro Divine Maest hanno letto i messaggi e li ho letti anch'io. Messaggi che dicono e non dicono e sono chiari quando si tratta di chiedere e meno chiari quando si tratta di dare. Tu per hai la lingua: usala e io user le orecchie.
Come Harim ebbe tradotto, Nyr rispose in questo modo: Parler con Te secondo i consigli che mi diede Ramzy, Vicer di Memphys, che  un Tuo Grande Estimatore. Egli mi disse che avrei fatto bene a essere sincero e schietto in ogni parola. Soprattutto Ti parler secondo il mio animo e il mio istinto che mi suggeriscono di essere chiaro come Tu desideri.
Se lo farai sar nel tuo interesse e in quello di Minosse che ti manda, replic breve Senenmut.
Da quel momento e per circa un'ora Nyr, parlando lentamente in modo che Harim non avesse difficolt o incertezze, non fece che illustrare la situazione politica e commerciale delle Isole secondo i dettami del Navarca ma senza trascurare la posizione e le pretese di Kielos. Senenmut fece domande appropriate, dimostrando di conoscere bene la situazione, e Nyr ebbe l'impressione che fosse soddisfatto del colloquio.
Le tue parole, Kefti Nyr, sono state limpide, disse infatti Senenmut. Il mio pensiero  che, se alle parole seguiranno le azioni di Minosse, il patto che proponi sar concluso. Bada che non dipende da me ma consiglier le Loro Divine Maest in senso a te favorevole. Ora vieni con me perch i Divini ti daranno udienza.
Quando Senenmut si lev in piedi, Nyr osserv che la sua figura era alta e ben proporzionata. Indossava il gonnellino di lino pieghettato e, sulle ampie spalle, un leggero mantello di lino chiuso al collo da una spilla formata da tre scarabei verdi. I calzari erano semplici sandali e non aveva alcun ornamento se non un anello a cartiglio. Si avvi per le stanze del Palazzo e Nyr gli tenne dietro, seguito a un passo di distanza da Harim.
Sotto il colonnato stava in attesa Nefru che si inchin profondamente all'apparire di Senenmut. Nel giardino sostavano alcuni cocchi d'argento, con gli aurighi pronti a partire. Nel primo prese posto Senenmut e gli altri accolsero Nefru, poi Nyr, quindi Harim.
Contrariamente a quanto si attendeva Nyr, i cavalli, una pariglia per cocchio, non furono lanciati dagli aurighi ma procedettero al trotto e grande fu la sua meraviglia quando, percorso appena qualche centinaio di metri, i cocchi si arrestarono di fronte a una cinta muraria pi alta delle altre. Qui tutti scesero e penetrarono nella cinta attraverso un grande portale guardato da enormi lancieri nubiani. Nefru si accost a Nyr e fece cenno a Harim perch si avvicinasse a loro.
Siamo nei giardini delle Loro Divine Maest e dovremo percorrere a piedi la distanza che ci separa dalla Reggia, perch soltanto agli animali dei Divini  concesso calpestare la terra entro le cinte. Quando saremo entro le mura della Reggia ti affider al Gran Cerimoniere. Bada a seguire le Sue Istruzioni.
Nyr fece rispondere che vi si sarebbe attenuto e intanto si guardava intorno. Ovunque era una profusione di arbusti fioriti e di alberi tra i quali predominavano le palme, i fichi e i sicomori. Tutt'intorno vi erano palazzi cintati, circondati da giardini, e Nefru, con la traduzione di Harim, nominava le varie costruzioni.
Quello  il Palazzo dei Dignitari, quello  il Palazzo degli Ufficiali e quello con le mura pi alte degli altri  il Palazzo delle Reginette...
Finalmente giunsero alla Reggia, un palazzo non pi grande degli altri ma circondato da giardini che a Nyr parvero immensi. Mentre salivano i gradini di pietra sino all'alto colonnato, Nefru raccomand ancora a Nyr di osservare scrupolosamente le regole che gli avrebbe dettato il Gran Cerimoniere, che li attendeva in un ampio vestibolo dalle pareti affrescate e il soffitto altissimo. Costui, un uomo anziano dalle ricche vesti, spieg a Harim che Nyr avrebbe dovuto avvicinarsi ai Troni senza osar guardare i Divini e, a un suo cenno, prostrarsi di fronte alle Loro Divine Maest. Se gli avessero parlato, avrebbe dovuto ascoltare a capo chino e gli sarebbe stato concesso di parlare soltanto su richiesta dei Divini.
Nyr diede assicurazione attraverso Harim e si inoltrarono per varie sale pi o meno affollate sino a raggiungere quella dei Troni.
Da quel momento in poi tutto si svolse cos rapidamente che, pi tardi, Nyr avrebbe ricordato quel suo primo incontro con i Faraoni come se l'avesse visto in sogno.
Forse vi erano cento passi dalla porta attraverso la quale Nyr
era giunto ai Troni e lui, curioso come tutti i Minoici, dimentic l'avvertimento di non volgere gli occhi ai Faraoni; cos li guard, seppure da lontano. Thutmosi e Hatshepsut erano assisi su due troni eguali e vestivano bianchi panni di lino, forse due mantelli, e in testa avevano strani copricapi. Nyr non os trattenere oltre lo sguardo su di loro. Affiancato dal Gran Cerimoniere, regol i passi col suo che era lento e solenne, e mantenne chino il capo e curva la persona, ma intanto aveva visto che, su un gradino pi basso dei Troni, stava gi seduto Senenmut e al suo fianco c'era una bambina. Nei giorni seguenti avrebbe saputo che era Nefrurah, figlia di Hatshepsut e allieva di Senenmut, che ne era il precettore.
Come giunsero a tre passi dai gradini di marmo nero il Gran Cerimoniere si prostr, posando la fronte sul pavimento, e rest immobile, subito imitato da Nyr. Allora si ud la voce di Hatshepsut.
Noi, Divini Figli di Ammon, di Ra e di Horo, accogliamo te, ambasciatore del fratello Minosse re delle Isole, e ti daremo ospitalit. Abbiamo letto i messaggi e ti daremo una risposta non appena lo riterremo opportuno. Ora ti permettiamo di
baciarCi i piedi.
Cos parl Hatshepsut, Re di Sesso Femminile, e Nyr, sempre con la fronte sul pavimento, rest in attesa dei suggerimenti del Gran Cerimoniere.
A capo chino e senza guardarli, sussurr costui. Prima quelli del Divino Re di Sesso Femminile. Nyr dovette attendere la traduzione, anch'essa sussurrata, di Harim prima di muoversi. Allora si rialz e, curva la persona e a capo chino, sal i tre gradini di marmo nero e, prosternatosi nuovamente, baci dapprima i piedi di Hatshepsut e poi quelli di Thutmosi. Stava per ritirarsi quando ud la voce del giovanissimo Thutmosi.
Pronuncia il tuo nome. La traduzione gli arriv sussurrata e Nyr, cui avevano insegnato a guardare gli uomini negli occhi, dimentic di trovarsi di fronte a un dio vivente e guard Thutmosi, pur solo per pochi attimi. Era poco pi di un fanciullo ancorch assai ben formato. Sotto il mantello di lino vestiva un gonnellino pieghettato che non raggiungeva le ginocchia e in testa portava una cuffia con due lembi che gli scendevano sul petto. La fronte era cinta dal serpente d'oro che s'innalzava al di sopra della testa. Era bellissimo e quando i suoi grandi occhi neri incontrarono quelli di Nyr gli sorrise apertamente. Soltanto
allora Nyr si ricord di chinare la testa e pronunci il suo nome.
Nyr. Puoi andare, adesso, disse Thutmosi e, alla traduzione di Harim, Nyr arretr, scese a ritroso i gradini e, seguendo l'esempio del Gran Cerimoniere, raggiunse la porta della Sala dei Troni, sempre camminando a ritroso e tenendo chino il capo.
Quando furono usciti dalla sala il Gran Cerimoniere gli si rivolse con rispetto: Ti far accompagnare al Palazzo dei Dignitari dove ti sar riservato un alloggio. Vi resterai fino a che i Divini non manderanno a chiamarti.
Pensi che ci vorr molto tempo? os far chiedere Nyr.
Da questo momento il tuo tempo non  pi il tuo tempo, fu la risposta che Harim tradusse.


Capitolo 28.

A Nyr fu assegnato un quartiere di due stanze nel Palazzo dei Dignitari, due schiavi furono posti al suo servizio e, come guida, gli venne destinato un giovane ufficiale a nome Yassin. Furono altres messi a sua disposizione due cocchi d'argento e i relativi aurighi.
Ne profitt subito per farsi accompagnare al porto e qui trov Viridion e i compagni ancora a bordo della nave.
Ci hanno mandato le provviste che abbiamo chiesto ma non possiamo sbarcare, lo inform Viridion mentre il Barbiere, Depas, Trippa, Nottola, gli arcieri e tutto l'equipaggio si facevano intorno a Nyr con il desiderio di parlargli e chiedergli notizie. Poich Viridion non aveva altro da dirgli, Nyr gli raccont di quei giorni e gli descrisse il colloquio con Senenmut e l'udienza accordatagli dai Faraoni.
Non so quanto tempo ci vorr, concluse, perch qui il tempo sembra conti poco, ma Senenmut mi pare favorevolmente orientato nei nostri confronti.
Tuttavia, quale che sia l'importanza che questi Egizi danno al tempo, esso si consuma, osserv preoccupato Viridion, e noi dobbiamo ancora mandare messaggi all'isola del Re, e aspettare le nostre navi. Nel frattempo si chiuder la navigazione e allora che faremo?
Come posso darti una risposta? replic Nyr. Siamo qui per compiacere ai Faraoni ma anche per fare l'interesse delle Isole e questo  il nostro compito principale. Se ci sar da attendere, attenderemo.
Viridion cap che Nyr non avrebbe potuto dargli risposte differenti ma l'equipaggio si mostr avvilito. Fu Depas a farsi interprete di questo sentimento generale.
Nyr, amico mio! intervenne con la sua vociaccia roca, fa' in modo che almeno, nell'attesa, possiamo calpestare la terra e non il legno! La birra che ci mandano  pessima e, soprattutto,  poca! Il pane  fatto di tutti i cereali meno che di grano ed  impastato con la sabbia. Fa' che possiamo scendere a terra e procurarci buon vino!
Vino e donne! Per la Dea dei Serpenti,  una vita che non metto le mani su una femmina! si lagn Nottola.
Buona birra e donne docili! aggiunse Trippa.
E io, allora? Io che navigo per veder paesi e cose nuove, per studiare acconciature e vesti? volle dire la sua anche il Barbiere. Qui non vedo che scaricatori nerboruti e sporchi, uomini senza grazia e dalle facce stolide. Ti supplico, Nyr, luce degli occhi miei, facci scendere a terra!
Attraverso Harim, Nyr si rivolse allora a Yassin, il giovane ufficiale che gli era stato assegnato come accompagnatore e guida, e gli comunic le richieste dell'equipaggio.
Tutti gli stranieri che giungono a Tebe, fece rispondere Yassin, non possono sbarcare prima che sia trascorso il tempo necessario all'imbalsamazione di un povero. Ci a causa delle malattie che potrebbero portare.
Ma noi siamo tutti ben sani, come puoi vedere! si stizz Nyr. Comunque quanti giorni occorrono per imbalsamare un povero?
Settanta giorni per un uomo o una donna ricchi, quaranta per un uomo o una donna poveri, rispose Yassin che per subito aggiunse con un risolino furbesco: Se tu sei in grado di dare una buona mancia agli ufficiali del porto, in modo che se la spartiscano tra loro, il tuo equipaggio potrebbe scendere a terra anche domani...
Nyr e Viridion si appartarono per discutere della cosa e infine decisero di accettare il suggerimento di Yassin. Una volta stabilita l'entit della mancia, proposero che la met fosse a carico della nave e l'altra met sarebbe stata versata dall'equipaggio. Tutti accettarono di buon grado, promettendo inoltre di non andare in cerca di guai una volta che fossero sbarcati. Yassin e Nyr andarono allora alla ricerca di un ufficiale del porto e
il patto fu concluso a condizione che l'equipaggio tornasse a bordo per trascorrervi la notte, e tutti gli uomini accettarono senza discutere.
Rassicurato sul conto dei compagni, Nyr torn, con Yassin e Harim, al Palazzo dei Dignitari dove gli fu riferito che la Divina Maest Thutmosi, Figlio di Ammon, Figlio di Ra, Figlio di Horo, desiderava vederlo, quel pomeriggio, nel Giardino degli Animali.
Mentre mangiava nel suo quartiere, insieme con Yassin e l'indispensabile Harim, convers con il giovane ufficiale, venendo a sapere che era di famiglia nobile ed era un protetto di Thutmosi. Seppe anche che il vero potere, per il momento, era nelle mani del Re di Sesso Femminile. La Divina Maest accoglie
spesso, per non dire quasi sempre, i suggerimenti del Potente Senenmut, Tesoriere di Ammon. Egli Le sta facendo erigere una tomba grandiosa nella Valle dei Re, dove non sono permesse sepolture ai mortali,  il precettore della di Lei Figlia Nefrurah che certamente  destinata in Sposa al Divino
Thutmosi, figlio di Ammon, di Ra e di Horo...
Yassin parlava volentieri, ma non a vanvera. Con una punta di malizia chiese a Nyr come si era trovato in casa di Senenmut, nella Sala degli Occhi, e come, sulle prime, Nyr mostr di non aver capito e volle spiegarsi meglio: Nel Palazzo del Potente Senenmut vi sono tre Sale adibite agli Ospiti di cui il Potente Tesoriere di Ammon intende saggiare la fermezza d'animo. So che tu sei stato nella Sala degli Occhi, dove i leoni e le altre figure ti guardano. In realt sono gli schiavi del Potente che ti seguono con gli occhi e spiano ogni tuo movimento e ogni tua incertezza. Essi fanno s che tu ti accorga di quegli occhi e che tu creda alla magia...
Nyr sorrise al ricordo, ma non comment e invece fece chiedere delle altre sale.
Le altre sono quella dei Sibili e quella delle Voci da Occidente, tradusse Harim. La Sala dei Sibili  affrescata con serpenti che ruotano gli occhi ed emettono sibili e danno l'impressione di muoversi strisciando lungo le pareti. La Sala delle Voci da Occidente  invece popolata di voci misteriose. Per noi le Voci dell'Occidente sono quelle dei Morti. Con qualche impaccio, Harim tradusse anche: L'ufficiale Yassin mi avverte che, se andassi a chiacchierare in giro di queste confidenze che ti fa, lui sarebbe punito severamente ma a me caverebbe gli occhi, taglierebbe la lingua e mozzerebbe entrambe le mani!
Digli che non sei cos sciocco, sorrise Nyr, anche perch se tu lo facessi butterei ci che resta di te in pasto ai coccodrilli! Come Harim, piuttosto impaurito, ebbe tradotto, Yassin rise e disse: Ben altre confidenze ti far, Kefti Nyr, se mostrerai di gradire la mia presenza al tuo fianco.
Pi tardi uscirono dal Palazzo dei Dignitari e si recarono al Giardino degli Animali, entro la cinta reale. Trovarono il giovanissimo Faraone che se ne stava di fronte a una gabbia di ebano, in contemplazione di una pantera dal lucido mantello nero. La belva si aggirava nervosamente nello spazio ristretto, sferzandosi ritmicamente i fianchi con la lunga coda. A tratti
fissava con gli occhi gialli il Faraone e soffiava, mostrando le formidabili zanne.
Thutmosi non mostr di aver notato l'arrivo di Nyr. Pareva affascinato dalla belva e la pantera da lui.
Verr il giorno in cui non ti terr pi in gabbia, disse a bassa voce Thutmosi. Verr il giorno in cui ti far uscire e ci affronteremo. Ogni sera e ogni mattina prego Ammon, affinch quel giorno venga presto e non mi tremino le ginocchia. Allora ti uccider e la tua forza entrer in me. Ho gi ucciso cinghiali e iene, uccider un leone e un elefante e... uccider te! Ti ammiro e ti uccider!
Naturalmente Nyr non cap una sola parola di quel discorso e anche Harim ne cap il senso a malapena perch la lingua di Thutmosi era raffinatissima e le sue sottigliezze erano ben lontane dal rozzo egizio del barbuto Ittita. D'altronde, se avesse capito appieno, Harim non avrebbe osato aprir bocca per tradurre, perch non si pu parlare in presenza del Faraone se non se ne ha il consenso. In quanto a Yassin s'era fermato a trenta passi di distanza e restava a capo chino.
Mentre Thutmosi fissava la pantera, Nyr osservava Thutmosi. Era bellissimo, come gi gli era apparso il giorno dell'udienza, alto, dalle membra armoniose. Non indossava pi il gonnellino rituale delle circostanze ufficiali ma soltanto un doppio perizoma a sbuffo. Finalmente parve accorgersi di Nyr e gli rivolse la parola, sorridendo.
Vuol sapere se hai mai ucciso una pantera, tradusse Harim.
 la prima che vedo, rispose Nyr, e mi pare bellissima, tanto bella che la ucciderei soltanto se mi minacciasse.
 il vostro spirito minoico, tutto praticit, fu il commento di Thutmosi. Voi Minoici non concedete nulla all'anima. Non pensi che valga la pena di uccidere per vincere, insieme col nemico, le tue paure? Non pensi che dal nemico ucciso, sia esso un essere umano oppure una belva, passino in te le forze del vinto, accrescendo le tue?
La traduzione fu difficoltosa; Thutmosi se ne accorse ed ebbe un gesto di insofferenza, ma cerc di far capire il concetto a Harim e infine Nyr comprese.
La nostra anima ammira la bellezza dei vivi, non la morte, fece rispondere e subito dopo, parendogli la risposta monca o forse troppo aspra, fece aggiungere da Harim: Combattiamo il nemico valorosamente, per amiamo la pace.
Insomma non ti esalta uccidere il nemico? chiese Thutmosi.
Non lo so, non ho mai ucciso un uomo, rispose Nyr.
Hai mai ucciso un rinoceronte o un coccodrillo? Un leone? Un ippopotamo?
Degli animali che hai menzionato non conosco che il coccodrillo. Questo l'ho ucciso.
E come?
L'ho colpito all'occhio con una freccia, trapassandogli il cervello. Non ho corso alcun rischio nell'ucciderlo, se  questo che vuoi sapere.
S, volevo sapere questo ma anche altre cento cose, da te, sorrise Thutmosi. Credo che staremo molto insieme nei giorni a venire e mi auguro che ti fermi in Egitto a sufficienza perch tu possa imparare la mia lingua e io la tua. Ora vieni con me, ti mostrer compiutamente il Giardino degli Animali...
Per quindici giorni Nyr rest in attesa di essere convocato ufficialmente; quel periodo lo trascorse la mattina in compagnia di Yassin e il pomeriggio quasi sempre con Thutmosi.
In compagnia del Faraone aveva camminato per i giardini reali e visto piante, fiori e alberi sconosciuti. Aveva visitato il serraglio delle belve e i recinti degli animali domestici. Aveva visti leoni, iene, sciacalli e persino una fossa recintata con i coccodrilli, una con gli ippopotami e un grande acquario con tutte le specie di pesci del fiume. La gabbia di mogano della pantera nera era isolata dalle altre ed era di fronte a quella gabbia che Thutmosi e Nyr si fermavano quando il Faraone voleva fare discorsi seri. C'erano poi le gabbie delle scimmie e le uccelliere con una moltitudine di uccelli colorati che Nyr non aveva mai visti, alcuni dei quali rifacevano il verso agli uomini. Infine le stalle, con cavalli superbi che superavano in bellezza lo stallone donato da Krisis a Kielos. Grande curiosit aveva destato in Nyr un recinto dove razzolavano strani e grassi uccelli che non volavano e che il Faraone chiamava gli uccelli che partoriscono ogni giorno.
Ogni pomeriggio facevano una cosa nuova. Una volta era una corsa sfrenata per la citt sul cocchio d'oro, preceduti e seguiti da un corteo di aurighi, e seminavano il terrore fra la gente che tuttavia, riconosciuto il Faraone, si prosternava
e baciava la polvere sollevata dai cavalli. All'Isola del Re o
ad Akrotiri sarebbero stati oggetto di maledizioni, fosse pur stato Minosse Deukalion in persona, pensava Nyr. Oppure andavano a caccia, Nyr con il suo arco, che Thutmosi ammirava moltissimo, e il giovane Faraone con il ricurvo bastone da lancio che, una volta colpito l'uccello preso di mira, ritornava indietro. Un pomeriggio Thutmosi, mentre erano diretti a un canneto acquitrinoso per cacciare gli uccelli dal becco lungo, si trov ad attraversare, con i suoi ufficiali e Nyr, un campo appena seminato, dove i porcari avevano condotto un branco di maiali.
Che ci fanno i maiali in un campo dove non c' nulla da mangiare? chiese stupito Nyr.
Con il loro calpestio affondano i semi di quel tanto che  giusto, gli fece rispondere Thutmosi e imped ai suoi ufficiali di far allontanare i porci che erano considerati animali impuri. Toltisi invece i calzari, e invitato Nyr a fare altrettanto, gli disse: Vieni e calpestiamo anche noi questa terra, proseguendo a piedi attraverso il campo. Alle volte  bene calpestare la terra di cui sei re invece di segnarla con le ruote e gli zoccoli. Dalla tua terra sale in te, attraverso i piedi, la vita stessa. Questo  bene. Calpestiamo dunque la terra del Divino Faraone Thutmosi, Figlio di Ammon, Figlio di Ra, Figlio di Horo. E un onore che ti faccio, Kefti Nyr, poich questa  keme, l'ottima terra nera resa fertile, per due giorni di cammino, dalle acque del Grande Fiume che straripa. Molto pi in l, invece, la terra  dasbre, ossia la rossa sabbia del deserto ove non cresce mai nulla.
Thutmosi era uno strano fanciullo che a volte pareva non rendersi conto della sua posizione e a volte ne era fin troppo compreso. Aveva la curiosit propria di un ragazzo della sua et e, d'altra parte, il distacco di chi possiede tutto, sa tutto, ha visto tutto. Chiamava Hatshepsut la mia zia-matrigna-coreggente che si veste da uomo ma non ha i coglioni, per ne riconosceva la capacit e la fermezza. Non  vero che non abbia i coglioni, secondo me li ha e sono coglioni di origine divina, probabilmente dello stesso Horo, diceva ridendo a Nyr. Uno di questi giorni devo istruirti sui nostri di, anzi dedicheremo qualche pomeriggio alle nostre religioni e tu mi dirai i nomi e le prerogative delle tue divinit. Adesso per facciamo una bella corsa in cocchio. Voglio arrivare sino a Madamud, visto che ho energie da consumare.
Le mattinate con Yassin erano di genere diverso: Nyr conosceva
un'altra Tebe, le case dei cittadini, i loro usi, le loro abitudini quotidiane. Tutti gli Egizi pregavano il dio Ammon, padre e re degli di, e le loro credenze facevano s che le preghiere non venissero mai formulate a beneficio del singolo individuo bens in rapporto all'intero popolo. Per ogni male c'era un rimedio e spesso era contenuto in una formula scritta che gli Egizi facevano leggere da un sacerdote oppure mandavano a memoria. C'era una formula di protezione dagli scorpioni e una per il morso da serpente che si recitava prima di uscire a caccia. Una formula recitata durante la semina garantiva un buon raccolto e un'altra teneva lontani i coccodrilli e quest'ultima era utilizzata principalmente dai lavandai che si recavano al fiume.
Nelle case ricche si impastava e cuoceva il pane e, contemporaneamente, si produceva la birra per uso domestico. In quelle povere, che erano piccole e in cui non esistevano servi, il pane arrivava gratuitamente se si trattava di famiglie che avevano un membro nell'esercito, altrimenti doveva essere acquistato ai forni pubblici.
Nyr era stato ospite della casa di Yassin, che era ricca, e, in compagnia di lui, aveva visitato anche case povere. Aveva scoperto che ogni abitazione era divisa essenzialmente in due zone: quella aperta, dove si riceveva l'ospite e si effettuavano i lavori domestici, e quella chiusa dove ci si ritirava per la notte. Nei cortili di molte case c'erano gli uccelli che partoriscono ogni giorno e Nyr impar ad apprezzare le uova di gallina. In tutte le case c'erano i gatti, che gli Egizi chiamavano tni o anche em oppure mau. Si movevano, felpati ed eleganti, nelle case e per le strade, e guai al cocchio o al carro che li avessero travolti perch ne poteva derivare al conducente grave disgrazia. Se poi qualcuno avesse fatto loro del male volontariamente poteva essere punito anche con la morte.
Essi sono sacri alla dea Basteje, che infatti ha una testa di mi, gli spiegava Yassin, e il padrone di un mi che ne abbia la possibilit lo fa imbalsamare quando muore.
Perch ci tenete tanto a conservare i vostri cadaveri? chiese una mattina Nyr, e come ottenete quella che voi chiamate imbalsamazione?
Conserviamo il nostro corpo in ubbidienza a una regola del Libro dei Morti, spieg Yassin. Il nostro ka, il nostro spirito, non pu vagare sperduto nel Regno di Occidente, ma anela a tornare nel corpo che gli  appartenuto e come
potrebbe ritrovarlo se questo non esistesse pi? In quanto
all'imbalsamazione io penso che non ci sia miglior modo per capire che vederla con i propri occhi. Se sei disposto, posso farti assistere di persona al procedimento.
Ma hai detto tu stesso che occorrono almeno settanta giorni!
Qualche volta anche duecento. E ovvio che non ti farei seguire un processo di imbalsamazione dal principio alla fine ma, nelle Case degli Imbalsamatori, si svolgono, nello stesso tempo, le diverse fasi del procedimento. Nella stessa mattinata potresti assistere in una sala all'ablazione di un cervello attraverso le narici; in un'altra all'eviscerazione di un corpo; in un'altra ancora al primo lavaggio di un corpo gi svuotato dei visceri e del cervello...
Hai detto che gli tolgono il cervello attraverso le narici?
lo interruppe Nyr, impressionato e, al cenno di assenso di Yassin, disse che gli interessavano i procedimenti ma che a certe cose non intendeva assistere. Preferisco che tu me ne faccia una descrizione, concluse con un sorriso incerto. Anche Harim, che traduceva, approv quella decisione.
Posso far di meglio, disse allora Yassin. Ti condurr in una Casa degli Imbalsamatori di cui conosco il capo. Se gli darai una mancia interromper il suo lavoro per descriverti le varie fasi assai meglio di quanto non possa fare io.
A questo Nyr acconsent e si recarono alla Casa degli Imbalsamatori. Nel vestibolo regnava un odore fetido misto a quello greve dell'incenso e, appoggiati alla parete, erano in bella vista molti sarcofagi, pi o meno riccamente decorati. Essi erano aperti in modo che si potessero vedere simulacri di corpi imbalsamati, bendati e col viso dipinto in modo realistico. Alcuni simulacri erano laminati in oro, altri avevano il corpo avvolto in una sorta di reticolo formato da tubicini di pasta vetrosa colorata in azzurro che, spieg Yassin mentre attendevano il Capo Imbalsamatore, rappresentava una corazza magica contro le forze del Male che, penetrando nel corpo, lo avrebbero fatto imputridire non permettendo cos al ka di liberarsi.
Il Capo degli Imbalsamatori, un uomo corpulento dal pallore malsano, indossava una tunica di lino frangiata all'altezza del ginocchio. Si inchin a Nyr e Yassin nel modo rituale, posando una mano sul ginocchio e, accettata la mancia di Nyr, li condusse in un'altra sala dove, esposti sui banchi, erano gli attrezzi del
suo mestiere. Nyr vide lunghi uncini dalla punta ricurva, vasi di natrn e di incenso, anfore di mirra, cassia, pepe e altri aromi. Sulla parete sopra ogni banco, erano affrescate le operazioni concernenti l'uso degli attrezzi.
Tu sei kefti, disse a Nyr il Capo degli Imbalsamatori, e vuoi conoscere il nostro procedimento di imbalsamazione. A quale scopo? Vuoi forse introdurlo tra le tue genti? Perch, se  cos, non ti baster una semplice descrizione.
La mia  semplice curiosit di conoscere i vostri costumi, rispose Nyr, al che l'uomo annu e, assunta un'aria dottorale, prese a illustrare le varie fasi, indicando di volta in volta gli attrezzi sui banchi e gli affreschi alle pareti.
Quando il Defunto giunge in questa Casa, inizi, si procede prima di ogni altra cosa al rito funebre preceduto dalle lamentazioni dei parenti per le strade. Dopo il rito, la prima operazione  quella di introdurre uno di questi uncini, attraverso le narici, sino al cervello che, sempre per la stessa via, viene completamente estratto e, in seguito, buttato. Come seconda operazione, si estraggono i visceri e, per fare ci, si usa praticare un taglio con questi coltelli etiopi di ossidiana, a partire dal sedere fin sotto lo sterno. I visceri vengono estratti, lavati accuratamente e conservati per settanta giorni nel natrn...
Che cos' il natrn? chiese Nyr.
Un sale che si trova negli antichi laghi e che ha la propriet di togliere ogni acqua dal corpo, rispose il Capo degli Imbalsamatori, mostrandogli il vaso che conteneva il natrn. I visceri vanno tenuti nel natrn per settanta giorni e poi vengono conservati nei canopi, che sono dei vasi da porre accanto al sarcofago del Defunto. A questo punto il corpo, dopo essere stato lavato, va coperto di natrn e vi resta anch'esso per settanta giorni, dopodich viene lavato e unto con balsami. Il cranio e l'interno del corpo vengono riempiti con sacchetti di natrn e di mirra finemente tritata assieme ad altri aromi e al pepe; poi si fanno occhi finti, si tappano le orecchie e le narici. Ricucito il corpo, si applicano lamine d'oro sopra le cuciture. Ci fatto, si tratta il corpo con resina calda e poi si procede all'ultima operazione, cio al bendaggio con teli di lino. Volendo, si applica la 'corazza magica', come puoi vedere da quell'affresco. Naturalmente ti ho descritto l'imbalsamazione di un uomo ricco, per la quale sono necessari circa duecento giorni. Per i Defunti poveri si procede in maniera pi spiccia. Ti ho detto abbastanza?
Posso ritenermi soddisfatto, convenne Nyr.
Una volta fuori della Casa degli Imbalsamatori, respir a pieni polmoni ma, per tutta la giornata, gli rest addosso l'odore della morte.
Al mattino, Thutmosi era molto impegnato. Teneva udienze nella Sala dei Troni e visitava i molti Templi disseminati fuori di Tebe, soprattutto il Tempio di Ammon, posto in Karnak al di l del Grande Fiume. Parte del suo tempo lo impiegava approfondendo le tre scritture egizie: la geroglifica, la pi antica; la ieratica, prevalentemente impiegata dai sacerdoti; la demotica, che era quella dei documenti e dei commerci. Quasi tutti i pomeriggi, invece, li trascorreva con Nyr; entrambi si sforzavano di imparare l'uno la lingua dell'altro e in questo i progressi di Thutmosi sopravanzavano quelli di Nyr, che sempre si stupiva dell'intelligenza del giovanissimo Faraone.
Prima che parta da Tebe parleremo senza bisogno di quel tuo barbuto e puzzolente interprete ittita, diceva a Nyr e Ha- rim, umilmente, traduceva.
Un pomeriggio, mentre tornavano dall'aver cacciato gli uccelli
da palude con le reti esagonali, Thutmosi disse a Nyr che l'indomani l'avrebbe condotto con s al Tempio di Ammon. Assisterai al sacrificio di un toro in onore di mio Padre, il Divino Ammon, che  anche padre di tutti gli di, e ascolterai le parole del Dio di tutti gli Egizi.
Vuoi dire che il Tuo Dio Ammon parler in mia presenza a Te che sei il Suo Divino Figlio? chiese Nyr, impressionato.
Voglio dire proprio questo, rispose Thutmosi, e voglio anche che tu sia presente e ascolti, di modo che, quando tornerai alle tue piccole Isole, tu possa riferire quale sar la Mia Grandezza, quanta la Mia Potenza e quanto il Mio Valore.
L'indomani il sole si era levato da poco quando Nyr sal sul cocchio d'oro di Thutmosi e, preceduti e seguiti dai cocchi della sua scorta, uscirono dalle cinte della reggia, attraversando Tebe sui cavalli lanciati in una corsa sfrenata. Al fianco di Thutmosi, che cingeva le redini in vita, Nyr non aveva pi il timore di un tempo e si teneva al bordo con una mano sola; talvolta provava anche a restare in piedi senza tenersi e Thutmosi ne rideva, incitandolo.
Giunsero all'imbarcadero reale e, per la prima volta, Nyr vide
la nave dei Faraoni e la osserv con l'interesse del marinaio. Era lunga e stretta, con la poppa pi alta della prua, una grande cabina decorata al centro. Sia la poppa sia la prua erano affusolate, e conferivano all'imbarcazione, lunga circa cinquanta braccia, una linea snella; la vela, legata a due antenne, era tuttavia pi larga che alta. Sotto il baldacchino di poppa erano le statue d'oro, quasi al naturale, di due tori sacri ad Ammon; sotto quello di prora due leoni alati, anch'essi d'oro. Ricchissima era la decorazione esterna della cabina, costruita a somiglianza di una casa; tutta l'opera morta della nave era dipinta riprendendo tipici motivi delle case egizie. Davanti al baldacchino di poppa erano situati due altissimi remi-timone.
Nyr, non appena si staccarono dall'ormeggio, si avvide subito che la nave, come la maggior parte di quelle fluviali, era priva di chiglia e rollava sensibilmente, innervosendo gli stalloni imbarcati. Il legno col quale era costruita, poi, era brutto legno di acacia e le tavole erano legate insieme da spago impeciato. Nel corso del breve tragitto sino all'altra sponda del fiume, lo assal la nostalgia del mare e della sua bella nave di cedro.
A terra, Thutmosi era stato preceduto di poco da una dozzina di aurighi che avevano il compito di sgombrare le strade di Karnak e annunciare al Sommo Sacerdote del Tempio la visita imminente. Gli altri aurighi erano sbarcati, da navi diverse, contemporaneamente a Thutmosi, e tuttavia il giovanissimo Faraone fu il pi lesto di tutti a riattaccare i cavalli. A un suo cenno, Nyr salt sul cocchio: partirono come frecce scoccate da un arco, provando l'ebbrezza di una corsa tale da mozzare il fiato. Ben presto furono in vista di Karnak e Thutmosi esult quando vide che gli aurighi partiti prima di lui stavano soltanto in quel momento entrando in citt, mentre quelli che li seguivano erano lontani come puntolini all'orizzonte.
Entrarono in Karnak, affollata di mercanti e pellegrini, durante l'ora del mercato, e pi di un carro carico di merci giaceva ai lati della strada, rovesciato dall'impeto dei cocchi. Thutmosi dovette frenare gli stalloni perch la gente, incurante del pericolo, si affollava per vederlo e tutti si prosternavano. Ed ecco infine, appena fuori di citt, il grande Tempio di Ammon.
Nyr ne rimase sbalordito. Era la prima grande costruzione sacra che vedeva da quando era in Egitto e il Tempio gli parve immenso, pi simile a una fortezza che a un luogo di culto. Quando il cocchio si arrest sotto le sue mura a Nyr parve che
la sommit del Tempio toccasse direttamente il cielo e rest fermo a bocca aperta, senza neanche accorgersi che Thutmosi lo sollecitava. L'esterno era costituito da due grandi corpi in cima ai quali sventolavano bandiere a doppio nastro. Le due imponenti costruzioni erano unite da un corpo centrale pi basso, dall'ingresso a pilone, e Nyr calcol che sotto avrebbero potuto passarci comodamente venticinque uomini posti uno sull'altro. Sulla parte sinistra, quella che ebbe il tempo di osservare prima che la voce di Thutmosi lo riscuotesse, era scolpita una figura enorme, alta come dieci uomini, rappresentante un Faraone nell'atto di uccidere, con mazza e spada, un gruppo di prigionieri che gli si volgevano supplici. Non pot osservare altro perch Thutmosi gli si rivolse, irritato, ed entrarono nel Tempio.
In un vasto cortile si accalcava una turba di pellegrini con le offerte al dio Ammon. Quando entr Thutmosi, un risuonare profondo di lastre di rame echeggi tra le mura e i fedeli si prosternarono, posando la fronte a terra, senza osare guardare il Divino Figlio di Ammon, di Ra e di Horo. Gli aurighi che avevano preceduto Thutmosi si schierarono di fronte a un imponente colonnato sotto il quale attendeva il Gran Sacerdote, vestito di lino candido, la testa completamente rasata cos come gli altri sacerdoti che lo attorniavano.
Alle sue spalle, Nyr sent i passi di corsa degli altri aurighi che sopraggiungevano affannati e la voce di Harim che lo chiamava.
Mio signore Kefti Nyr, attendimi e dimmi che devo fare! Un auriga trattenne per l'Ittita, afferrandolo per i capelli, e, senza tante cerimonie, lo tir indietro. Nyr allora segu Thutmosi che gi stava salendo i gradini di marmo rosso che portavano al colonnato dove attendevano i sacerdoti. Si form un corteo che vedeva in testa Thutmosi e il Gran Sacerdote che procedevano a fianco a fianco. Tra due file appaiate di sacerdoti camminava Nyr, dieci passi pi indietro. All'interno del Tempio la grande navata centrale conduceva all'altare di Ammon mentre ai lati si aprivano gli ingressi dei tempietti a cella riservati agli di minori. Camminando compassati, Thutmosi e il Gran Sacerdote parlavano tra di loro e il Gran Sacerdote assentiva prima di rispondere alle parole del Faraone.
Prima di raggiungere l'altare, il Gran Sacerdote si volt a fare dei segni ai sacerdoti, articolando le dita in modo incomprensibile per Nyr. Quattro sacerdoti, giovani e robusti,
scomparvero tra le colonne e, intanto, Thutmosi e il Gran Sacerdote avevano salito i gradini e si prosternavano di fronte a una grande statua d'oro. Nyr cap che era la statua di Ammon: per i pochi istanti in cui la osserv, prima di prosternarsi come gli altri, vide che il dio, in forma umana, era bellissimo ed era rappresentato assiso su un trono. Poi tornarono i quattro sacerdoti, trascinando e spingendo un grande toro bianco che, pur essendo impastoiato, recalcitrava. Legato a un corno del toro era un papiro che il Gran Sacerdote, dopo aver rotti i sigilli che chiudevano il rotolo, spieg e lesse con voce da vecchio quale egli era. Al termine della lettura gli fu porto un grande coltello sacrificale e i sacerdoti fecero dapprima inginocchiare il toro impastoiato e quindi lo costrinsero a coricarsi su un fianco. Due gli tennero le corna, costringendolo a esporre la bazza, e il Gran Sacerdote, con un solo colpo, lo sgozz.
Nyr vide tremare in tutto il corpo il grande animale mentre il suo sangue sgorgava sulla pietra dell'altare e andava a bagnare quello, nerastro e rappreso, delle altre vittime sacrificali. Un ultimo brivido e il toro giacque immoto. Subito il Gran Sacerdote, agendo come il pi esperto beccaio non avrebbe saputo fare, gli squarci il ventre e le interiora caddero sulla pietra dell'altare. Allora egli prese a esplorarle con le mani e, trovato un certo punto, lo resec, ponendo un pezzo d'intestino ai piedi dell'altare. Altri sacerdoti apparvero e rovesciarono un braciere ardente che subito alimentarono con legni asciutti, sui quali versarono incenso e cinnamomo e, dopo aver fatto ci, tagliarono dai lombi del toro grandi pezzi di carne e anche questa misero al fuoco. Si lev un odore di carne arrostita misto alle essenze sacre e Nyr, osando levare gli occhi per un attimo alla statua di Ammon, fu certo che il dio aspirasse con le narici e che la carne, in quel momento stesso, si trasferisse dal fuoco al ventre di lui. Poi, nell'aria fumosa, si erse la figura del Gran Sacerdote che lev alte le braccia.
In un primo momento dalla sua bocca non usc alcun suono anche se la sua gola, visibilmente, palpitava. Poi tutto il Tempio risuon di una voce che non era la sua, bens del dio, perch veniva, possente, dal cielo e dalla terra.
Tu sei Mio Figlio, tuon la voce di Ammon, il Mio Servo e il Mio Schiavo! Sempre mi onorerai, sempre Mi servirai perch sei Mio Figlio! Non vi saranno due Re in Egitto e tu soltanto, tu da solo, regnerai nel Mio Divino Nome e tutti vincerai
e Mi adoreranno perch sono l'Unico, sono il Sole dei popoli e sono la Vita!
Talmente possente era la voce del dio, che Nyr si tur le orecchie e, ci nonostante, gliene rintronava il cervello. Alla fine si smarr del tutto perch fu conscio che aveva capito le parole del dio sebbene Ammon le avesse pronunciate in una lingua che lui non avrebbe dovuto comprendere!
Neppure lui seppe come si ritrov fuori del Tempio, a fianco di Thutmosi che lo guardava, trionfante.


Capitolo 29.

FERMO di fronte alla gabbia della pantera nera, Thutmosi guardava la belva accarezzandosi la guancia imberbe. Accanto a lui, Nyr lo osservava, incuriosito e ammirato di quel fanciullo figlio di un dio. Dietro di loro, a due passi di distanza, Harim restava silenzioso quanto pu esserlo l'ombra di un albero.
Non vi saranno due Re in Egitto e Io soltanto, Io da solo, regner nel Tuo Nome, Divino Padre Ammon, e ttti vincer, pronunci a un tratto Thutmosi con voce chiara e quindi si volse a Nyr: Fatti tradurre le Mie parole da quel pezzente che ti porti dietro!
Harim tradusse sommessamente e Nyr annu, convinto.
Io sono Faraone e Dio, perch sono figlio di Ammon, continu
Thutmosi, pensoso, ma la gloria dovr conquistarla e dovr superare quella di Mio Padre e quella del Padre di Mio Padre, e dovr conoscere la Terra e gli uomini che sono i Miei Sgabelli ma Io credo che sar pi facile vincere i nemici che non conoscere gli amici, uccidere un elefante che non penetrare il cuore di un uomo. Ne vuoi un esempio?
Queste ultime parole Harim tradusse con qualche difficolt ma Nyr cap egualmente e di nuovo annu in segno di consenso poich credeva di aver capito ci che Thutmosi intendeva. Il Faraone si guard in giro e, visto un cortigiano di un certo grado che stava costeggiando la gabbia dei leoni, gli fece un cenno e quello accorse e si inchin.
Dimmi, tu, chiese Thutmosi. E bello che un uomo si accoppi con una donna?
Oh, s, Divino Figlio di Hammon e di Ra e di Horo, rispose quello, restando a capo chino. Perch la donna  un vaso di miele, perch la sua guaina  il fodero per il pugnale dell'uomo e, penetrando nel suo grembo, l'uomo dimentica ogni pena.
Ma se non volessi accoppiarmi con una donna? chiese Thutmosi.
Oh, faresTi bene, anzi benissimo, Divino Figlio di Ammon! Perch il grembo di una donna  un pozzo di malefizi e la sua lingua  pi forcuta di quella di un serpente!
E tuttavia pare che sia necessario per un uomo accoppiarsi con la donna, replic Thutmosi mentre Nyr, seguendo la sommessa traduzione di Harim, cominciava a divertirsi.
Oh, s, certamente, Divino Figlio di Ammon! Hai tutte le ragioni per dir cos. L'accoppiamento tra uomo e donna segue le leggi divine e sarebbe davvero impensabile farne a meno!
Ma agitarsi tra i lombi di una femmina costa fatica e un uomo compie degli sforzi. Non credi che gli sforzi di un uomo degno di questo nome dovrebbero essere tutti dedicati alla sua terra?
Oh, come hai ragione, Mio Divino Signore Figlio di Ammon! Un uomo che non dedichi tutto se stesso alla sua terra non vale neppure un granello di polvere del deserto! Un uomo che disperda le sue forze tra i lombi di una femmina finir per diventare femmina egli stesso e perder i suoi caratteri di fermezza!
Eppure non pensi che, alla fine dei conti, la femmina sia necessaria al maschio cos come l'acqua alla terra? Che ne sarebbe della nostra stirpe se l'uomo non ingravidasse la femmina?
Hai detto una cosa, Mio Divino Signore, Figlio di Ammon, di Ra e di Horo, degna di essere scolpita su tavole di bronzo! Infinita  la Tua saggezza! La donna  indispensabile all'uomo cos come l'acqua alla terra!
Che consigli illuminati hai saputo darMi, o dignitario! Ora dimmi il tuo nome, affinch non lo dimentichi.
Mi prosterno di fronte a Te, Divino Figlio di Ammon! Il mio nome  Tot-she e il mio cuore colmo di umilt si rallegra e lascia spazio a una briciola di orgoglio perch mi hai permesso di nominarmi al Tuo Cospetto.
Va' pure con la Mia Approvazione, sospir Thutmosi e il dignitario Tot-she arretr con gli occhi bassi e addirittura tocc per tre volte la terra con la fronte prima che Thutmosi gli volgesse le spalle e tornasse a fissare la pantera nera. Si guardarono e la belva spalanc le fauci mettendo in mostra le zanne e soffiando minacciosa all'indirizzo dell'uomo che la sfidava.
Hai ragione tu, le disse Thutmosi. Hai ragione tu, che non Mi temi, che non ti piegheresti mai a pulirMi il culo con la lingua. Poi si rivolse a Nyr e chiese: Hai un commento da fare sul dignitario Tot-she?
Quasi non fu necessaria la traduzione di Harim e Nyr scosse la testa, sorridendo. Non aveva commenti da fare. Anche Thutmosi sorrise.
Gli ho chiesto il nome, spieg, per ricordarMi bene di non volerlo alla Mia corte quando sar il momento. Ma cambiamo
argomento. Ho parlato di donne con quel grumo di fango, ora voglio parlarne con te, ma non ti chieder di dare un giudizio su di esse. Chi mai saprebbe darlo? Io stesso ancora non saprei, eppure ho conosciuto il grembo di una donna quando avevo soltanto dodici anni. Fu Senenmut a consigliare in tal modo Hatshepsut affinch non cadessi nel vizio della masturbazione. Quasi ogni sera vado al Palazzo delle Reginette e le conosco sotto quel certo punto di vista che si annida tra le loro cosce, ma di nessuna di esse sono riuscito a penetrare il cuore. Quando avr conosciuto almeno mille femmine potr sposarmi e credo che si tratter di Nefrurah. Ma ora dimmi di te, quante donne hai conosciuto?
Oh, ben poche, mio Divino Amico, rispose Nyr, imbarazzato anche perch la traduzione di Harim era stata assai rozza, ben lontana dalle espressioni del Faraone pur dicendo la stessa cosa.
Forse hai avuto poco tempo per loro oppure nutri scarso interesse per le femmine? chiese Thutmosi, incuriosito. Nyr pens a Egea ma non avrebbe saputo come spiegare a Thutmosi che era innamorato, lui mortale, di una dea. Perci fece rispondere che aveva lasciato, nell'isola Rotonda, una fanciulla che lo avrebbe atteso.
Una sola? Come  possibile! stup Thutmosi. Anche se lei si fosse impadronita del tuo ka non le sottrarresti nulla giacendo con altre femmine. Questo  il Mio parere che, per, non ti obbliga. E adesso cambiamo ancora una volta discorso. Ho l'arco migliore che esista in Egitto, eppure non sono ancora riuscito a uccidere con esso un coccodrillo. Spiegami il perch. E un grande cruccio che Mi assale quando vedo che tu ci riesci e
Io no.
Allora Nyr, badando a che Harim traducesse esattamente, spieg a Thutmosi quanto egli stesso aveva appreso dal Navarca sulla tecnica di costruzione degli archi e sul rigoroso adattamento dell'arma alle misure dell'arciere.
Se avr le Tue misure e il Tuo peso mander a dire al Navarca che ne faccia costruire uno per Te, che sia degno di Te che sei Divino e allora potrai uccidere un coccodrillo colpendolo all'occhio e trapassandogli il cervello.
Soltanto i Medici Reali possono prendere le Mie misure e rilevare il Mio peso, disse Thutmosi, accigliato perch, sia pure indirettamente, Nyr gli aveva fatto capire che la tecnica
minoica di costruzione degli archi era superiore a quella egizia. Tuttavia, dopo aver riflettuto, aggiunse: Andr subito dai Medici Reali e ti far avere ci che chiedi.
In tal caso domani stesso con il Tuo permesso manderei un
messaggio al Navarca con la prima nave in partenza da Memphys
per le Isole, rispose Nyr.
Domani avrai ben altri messaggi da mandare, oltre quello, sorrise Thutmosi, perch sarai convocato da Senenmut e subito dopo comparirai di fronte alle Nostre Divine Maest che governiamo l'Egitto. Domani sar giornata importante perch conoscerai le Nostre Decisioni.
Che Tu conosci gi? azzard Nyr e troppo tardi si avvide di aver commesso un grave errore; i purissimi lineamenti di Thutmosi si contrassero in una smorfia di sdegno e la sua voce tuon talmente irata che Nyr ne fu atterrito perch non era la voce del suo amico Thutmosi ma quella stessa del dio Ammon: Come osi interrogarmi su questioni simili?
Ma, veloce com'era apparsa, l'ira di Thutmosi scomparve e il sorriso ritorn sulle sue labbra. Non farlo mai pi, lo ammon benevolmente. La nostra personale amicizia non ha nulla a che fare con le questioni di Stato. E ora vieni con Me, andiamo dal Capo degli Scribi Reali: voglio che tu impari l'egizio cos come Io voglio imparare la lingua delle tue Isole perch sono stanco di vedermi intorno questo tuo barbuto Ittita!
L'indomani, di buon'ora, Nyr fu convocato da Senenmut e, questa volta, senza gli uffici del Gran Cerimoniere.
Le Loro Divine Maest hanno preso una decisione e spetta a Me comunicartela, Kefti Nyr, lo accolse sbrigativamente Senenmut. Le tue proposte di accordi commerciali sono accolte per intero alle seguenti condizioni: tu resterai a Tebe sinch non arriveranno le navi promesse; quando arriveranno le navi sar loro compito, sotto la tua responsabilit, rendere sicuro il nostro commercio sul mare dalle coste libiche sino a Byblos; spetter a Minosse fare in modo che le sue navi da carico non vengano attaccate dai pirati quando viaggiano nel suo mare. Queste sono le condizioni. Che cosa rispondi?
Che sono proposte interessanti sotto il profilo commerciale,
rispose Nyr. In quanto alle condizioni, se ho ben capito, le navi delle Isole si limiterebbero alla difesa degli interessi egizi sulle coste che hai nominato...
Hai capito bene, disse Senenmut, asciutto.
Trattandosi di commercio marittimo, obiett Nyr, avevo pensato alle nostre navi da guerra come scorta per le navi commerciali dalle Isole all'Egitto e viceversa.
A questo provveder Minosse con la flotta delle Isole, replic Senenmut. Quella che mander in Egitto provveder alle coste egizie, altrimenti che affare sarebbe per le Loro Divine Maest? Non fareste altro che proteggere i vostri carichi, sia all'andata sia al ritorno, e difendereste i privilegi commerciali che vi accordiamo. L'interesse starebbe tutto da una parte. Aspetto sempre una tua risposta ma, se vuoi rifletterci sopra, sei libero di farlo.
Non ho bisogno di rifletterci, o Potente Senenmut, sospir Nyr. Dal momento che hai accettato le nostre proposte e concedi i privilegi che Ti abbiamo richiesto sono autorizzato a risponderTi che accetto le Tue condizioni e Ti chiedo scusa se ho avuto l'aria di dare un consiglio mentre intendevo soltanto esprimere un'opinione.
Quand' cos, approv Senenmut, oggi stesso prepareremo insieme un documento che sar inviato, per mezzo del capitano Lisos, a Minosse Deukalion. Il nostro accordo avr vigore dal momento in cui arriveranno le navi dalle Isole. E ora andiamo a presentarci alle Loro Divine Maest.
Nella Sala dei Troni, i Divini stavano assisi immobili e solenni secondo la rigida etichetta di corte; dietro di loro e ai piedi dei Troni d'oro, si trovavano i pi alti dignitari. Dopo che Senenmut ebbe preso posto due gradini pi sotto dei Divini, fu la stessa Hatshepsut a parlare a Nyr.
Le Nostre Divine Maest, Figlie di Ammon, di Ra e di Horo, Si degnano di rivolgersi a te, Kefti Nyr, ambasciatore del caro fratello Minosse. Noi Divini desideriamo che tu sgombri il Nostro mare dai pirati e che renda sicuro il Nostro commercio sulle coste asiatiche del Nostro Regno. Ma non limitarti a questo. Laddove i pirati abbiano insediamenti in terraferma, tu sbarca e metti tutto a fuoco, tutto distruggi e dove hai bruciato e distrutto insedia i Nostri soldati. Uccidi i nemici o falli schiavi. Cerca alleanze dove puoi e, dove non puoi o non credi, combatti e vinci, ma che siano vittorie definitive. Applica la giusta
pena secondo le Nostre Leggi quando lo ritieni opportuno, fai capire che la pace sotto Noi Divini conviene a tutti ma, chi non
lo vuol capire, schiaccialo senza misericordia e avrai la Nostra Approvazione, quella di Ammon, di Ra e di Horo, quella di Sekmet che ti protegger e render sicure le tue navi. E ora ti diamo il permesso di baciarCi i Piedi.
Per tutto il pomeriggio e fino a tarda notte si lavor ai messaggi e ai documenti ufficiali. Al levar del sole, una veloce nave a remi lasci Tebe e aveva come prima tappa la Fortezza, onde concedere a Lisos di partirne senza indugio e, come seconda, Memphis.
Due giornate occorsero, nella sala privata di Senenmut, perch il fiduciario di Hatshepsut e quello di Nyr stendessero i particolari dell'operazione. Infine Nyr fu libero di recarsi a bordo della sua nave per comunicare a Viridion e ai compagni tutti gli accordi con i Faraoni. La notizia fu accolta con acclamazioni e fu organizzato seduta stante un banchetto in onore di Nyr e per celebrare la partenza che ormai appariva prossima.
La mensa fu imbandita a bordo con carni arrostite di antilope, uccelli dal becco lungo e un lombo di bue pi dieci ceste di lattuga accompagnate da un orcio di miele per condirla. Tutti cibi preparati da cuochi egizi del porto che alla nave li fecero pagare salati ma, quando si tratt di acquistare birra o vino di palma, Viridion rifiut con fermezza. Questo suo comportamento ingener nell'equipaggio dapprima sconcerto poich non si poteva immaginare un banchetto senza vino e birra, poi tutti, con Depas e Trippa in testa, insorsero indignati e corsero anche parole grosse sino a che Viridion, fatto un cenno al Barbiere che ridacchiava accanto a lui, non riusc a calmare tutti con poche parole che per furono decisive: Vino e birra sono a bordo sin dalla nostra partenza dalle Isole. Sono stagionati e degni di questa occasione e ditemi pure, voi che vi lagnate, come mi avreste giudicato se vi avessi permesso sconsideratamente di darvi fondo e ora fossimo costretti a bere l'ignobile vino di palma o la schifosa birra egizia, dolce, che gonfia il ventre e ripugna al nostro gusto?
Mentre il Barbiere e Depas si tuffavano nella stiva di prora gli arcieri e l'equipaggio tutto acclamarono Viridion e, tra le risa e gli evviva, gli confermarono che aveva fatto bene.
Da tanto tempo Nyr non mangiava con la sua gente e ne fu commosso. Il Barbiere, Nottola e Depas, Trippa e Viridion gli stavano intorno con tale affetto che Nyr dedicava ogni brindisi alle Isole e gli venne gran nostalgia della sua terra e del suo mare, sino ad averne gli occhi inumiditi.
I provveditori di bordo avevano regalato alla nave un'anfora di kolobi che, tra i liquori egizi, era il pi forte: tutti ne bevvero ma Nyr ne assaggi appena perch non voleva farsi ottenebrare la mente n voleva aggiungere all'effetto della spontanea commozione quello del liquore.
Seduti o accovacciati sui banchi di voga, protetti dal sole per mezzo di una tenda tirata da poppa a prora, gli uomini ridevano e scherzavano, contenti della notizia e della presenza di Nyr. A sua volta, Nyr gli sorrideva ma li guardava senza vederli perch, con gli occhi della mente, andava indietro nel tempo.
Si rivide bambino, assieme al padre Korys, sui monti innevati dell'isola Rotonda. Il gregge dell'ovile pi alto era gi stato avviato alla grande casa pastorale, condotto dal fedele Leandro e dal suo figlio maggiore. Mancava per un agnellino e, poich Korys ne aveva udito il belare, issatosi sulle spalle Nyr e affondando a mezza gamba nella neve, s'era posto alla ricerca, orientandosi sui lamenti dell'agnellino sperduto. Infine l'avevano visto ma non erano i soli: i lupi gli si stavano avvicinando. Con calma Korys, posato sulla neve Nyr, aveva incoccata una freccia e aveva urlato: Lupiiii! Alla voce umana, la cui eco si era sonoramente ripercossa tra le valli, i pi pavidi del branco si erano allontanati ma di poco e Nyr ne ricordava gli occhi rosseggianti e i musi aguzzi, avvolti in nuvole di fiato. Pericolosamente vicini all'agnellino erano rimasti tre lupi. Il pi grosso dei tre fissava l'uomo con occhi feroci e allora Korys gli aveva parlato e Nyr non avrebbe mai pi dimenticato le parole che il padre aveva rivolto al lupo. Lupo! aveva minacciato Korys. Il lupo che non fugge di fronte all'uomo  un lupo morto! Ma il lupo non era fuggito e teneva il muso levato contro l'uomo, scoprendo le zanne in un ringhio silenzioso. E Korys aveva scoccato la freccia con micidiale precisione. La punta di bronzo, penetrando nelle fauci spalancate, aveva trapassato il cervello del lupo che s'era abbattuto sulla neve senza un sussulto. Un attimo prima era stata una belva pronta a uccidere, adesso era un cadavere che arrossava la neve del suo sangue, circondato dagli altri lupi che lo fiutavano. Raccolto l'agnellino tra le braccia, Korys s'era
abbassato in modo che Nyr potesse salirgli sulle spalle e avevano iniziato la discesa verso casa...
Nyr ancora ricordava quel giorno in cui, con il padre Korys, era andato per la prima volta nel porto di Akrotiri, incantato a guardare le prime navi della sua vita, preso, fin d'allora, da un amore destinato a durare tutta la vita...
La memoria gli andava allora alle Feste Sacre ad Akrotiri a cui si era recato in pi di un'occasione con il padre Korys e la spaesata madre Akena. Vi si tenevano giochi con i tori, esercizi ginnici e gare di tuffi ma tutta l'attenzione di Nyr era dedicata ai saltimbanchi, e i loro virtuosismi gli apparivano di origine divina, inimitabili. Poi, nei prati intorno alla casa sui monti, c'erano stati i primi esercizi sinch, al cospetto del padre, non aveva provocato un ariete particolarmente suscettibile e, quando l'animale lo aveva caricato a corna basse, Nyr aveva caprioleggiato sopra di lui, ricadendo sull'erba a piedi giunti, una volta, due volte, tre volte, lasciando a bocca aperta Korys e del tutto sconcertato l'ariete che aveva preferito abbandonare il campo...
Com'era grato al padre Korys di averlo affidato, per qualche settimana ogni anno e contro il parere della madre Akena, al pescatore Tiri! Con il vecchio Tiri aveva imparato a remare, a nuotare, a tuffarsi, a distinguere la sagoma di un polpo che se ne stava immobile seminascosto dalla sabbia...
Com'era grato al padre che gli aveva permesso di imbarcarsi, ancora ragazzo, sulla tonda del capitano Akros! E com'erano felici quei ricordi. L'acqua smeraldina delle Isole, i porti e i mercati, la gente furba e allegra, l'esperienza di Akros che gli entrava nei pori e gli restava nella mente; il vento fresco quando la nave andava; l'orgoglio per i suoi occhi e per la sua superiore agilit che gli avevano permesso di diventare prodiere in poco tempo; i momenti di quiete all'ancoraggio nelle dolci notti quando persino il russare da ubriaco di Depas s'accordava con
lo sciabordio dell'acqua contro le fiancate della tonda.
I suoi esercizi-sberleffo a Melo, con le donne di Kllista; l'incontro con la nera barca dei pirati con i due cadaveri a bordo e
il tesoro nascosto; la gara di tuffi a Gourni e, sott'acqua, l'incontro con gli occhi da falco di Acheo...
Rapidamente sfilarono di fronte ai suoi occhi figure femminili. Zina superba e bellissima, la dolce Ermione, ancora Zina dagli occhi furenti, la vorace Aristea, la giovanissima Kreusa in lacrime perch lui partiva per l'Egitto. Una breve,
fugace apparizione di volti femminili e lui si sforzava di vedere quello di Egea, ma non vi riusc. Vide invece la fanciulletta Arianna, figlia di Krisis e della gentile Dinna. Vivida gli apparve la fisionomia della fanciulla mentre, con le guance in fiamme, gli chiedeva quanto tempo avrebbe dovuto trascorrere in Egitto e non si capacit che Arianna, invece che alla madre, affidasse la sua manina a quella di Akena...
I clamori dell'equipaggio lo distolsero finalmente dai ricordi e Nyr rivide le facce arrossate dal vino dei compagni e si chiese che significato avesse per lui l'essere in Egitto, come aveva per tanto tempo desiderato. All'improvviso lo prese una struggente nostalgia delle Isole e della sua gente. Fu col sorriso sulle labbra che si conged dalla nave e dai compagni ma il suo cuore era incerto e gonfio di presentimenti oscuri.
Il Divino Faraone non potere mangiare con mortali. Questo dispiacere Io moltissimo che desiderare mangiare con te Mio amico, pronunci Thutmosi in minoico. Tu ora dire Io dove sbaglio.
Io tanto contento di Tuo Divino Attenzione chiedo permesso di baciare Tuoi Divini Piedi, rispose Nyr in egizio. I due giovani si guardarono dapprima orgogliosi ma, un attimo dopo, scoppiarono entrambi a ridere.
In quindici giorni hai fatto enormi progressi, disse Thutmosi in egizio, ma la tua lingua  ancora quella di uno scalpellino della Valle dei Re.
Anche Tu hai fatto grandi progressi, disse Nyr in minoico, ma il Tuo linguaggio  degno di un vogatore, non di un Divino Figlio di Ammon. Dovrai studiare ancora molto.
Lo far. E di quella Puzza Ambulante, di quel Barba-covodi-pulci, che hai intenzione di farne? borbott Thutmosi, indicando l'avvilito Harim che se ne stava in disparte.
Yassin vorrebbe imbarcarsi con me, quando partir, come ufficiale di ordinanza e di collegamento, spieg Nyr. Gli regaler Harim.
Regalare  un verbo che un mercante minoico non dovrebbe conoscere, rise Thutmosi. Dimmi che glielo venderai e ti creder.
Dal giorno in cui i messaggi ufficiali, indirizzati a Minosse, erano partiti da Tebe, era trascorsa quasi una luna e Nyr si faceva sempre pi impaziente. Era stato con Thutmosi ad ammirare le Divine Tombe nella Valle dei Re e aveva visto quella, ancora in costruzione, di Hatshepsut, Re di Sesso Femminile. Sino a quel momento Nyr, prestando fede ai racconti dei navigatori minoici che erano stati in Egitto, aveva creduto che migliaia e migliaia di schiavi e scalpellini avessero lavorato alle gigantesche tombe a piramide dei Faraoni, operando su immensi blocchi di pietra. Ora vide con i propri occhi qualche centinaio di uomini miscelare e impastare una specie di materia calcarea che si trovava sul posto e ricavarne cos dei blocchi. Quando i blocchi erano asciutti, gli operai vi salivano sopra e ne impastavano altri da sovrapporre a quelli gi formati. La fatica e il numero degli uomini, pens Nyr, erano quindi assai inferiori a ci che si raccontava.
Era stato nuovamente a Karnak ma, questa volta, con Yassin che aveva fatto sacrificare al dio Horo un ariete e portato offerte al Tempio in segno di riconoscenza per essergli stato concesso di partire con Nyr, quando fosse venuto il momento.
Un momento che, per Nyr, non veniva mai. Aveva anche accettato l'invito di Yassin a un grande banchetto nel corso del quale aveva scoperto un'altra usanza egizia. Il banchetto era stato allietato da musici e cantori e anche da ballerine. Canti e danze erano stati accompagnati dall'arpa, dal sistro, dai legnetti. Dopo venti portate c'era stata un'interruzione durante la quale due servi, accompagnati dal padrone di casa, che era il padre di Yassin, avevano portato in giro per la sala, mostrandolo ai commensali, un sarcofago aperto dentro il quale stava un finto cadavere imbalsamato, completo di bende e di corazza magica. Accompagnando quel simulacro il padrone di casa andava ripetendo allegramente ai commensali: Un giorno sarete tutti come Lui che sta nell'Occidente ma, finch siete in vita, godetevela! Bevete e mangiate! Questo era accaduto a met del banchetto e, dopo, erano state servite altre venti portate!
Finalmente, dopo due giorni da che era trascorsa una luna dalla partenza dei messaggi, giunse a Tebe una nave veloce. Proveniva da Memphys e portava la notizia che in quel porto era giunta la flotta minoica: dodici navi aveva mandato Cnosso e dodici
Akrotiri; sei ne aveva mandato Gourni mentre Melo, Paro, Nasso e Deio ne avevano Inviate complessivamente quattro. In tutto trentaquattro navi da guerra che scortavano quaranta tonde da carico.
Non vi erano messaggi per Nyr, ma soltanto un papiro indirizzato da Ramzy a Senenmut. Inoltre la nave veloce, fra tutti i doni destinati ai Faraoni, aveva portato a Tebe soltanto l'arco per Thutmosi, mentre gli altri sarebbero arrivati con le navi da carico.
Il giorno dopo l'arrivo della nave veloce, Thutmosi volle a tutti i costi provare con Nyr il suo nuovo arco, insieme col quale aveva ricevuto due turcassi con venti frecce ciascuno. Discesero il fiume sulla nave reale sino al punto in cui i coccodrilli non erano pi sacri. Furono gettate in acqua due schiene di porco mentre, da riva, i soldati percuotevano un porcellino vivo cos da farlo strillare. Ben presto il fiume si popol di rettili e, al quarto tentativo, Thutmosi centr l'occhio di un coccodrillo e url con quanto fiato aveva in gola quando lo vide balzare in aria e, colpito a morte, ricadere sul ventre. Il corpo fu tirato a bordo e Thutmosi, dopo aver recitato la preghiera di rito, ordin che fosse trattato con cura poich l'avrebbe fatto imbalsamare.
A sera condusse Nyr nella sua Tesoreria personale e scelse per lui due calici d'oro tempestati di gemme preziose. Su una fece incidere seduta stante, dall'Orafo di Corte, il nome di Nyr e lo volle in caratteri ieratici. All'altro fece aggiungere una piccola targa d'argento. Perch tu, ottimo amico Mio, possa libare con la fanciulla che ti attende, quando raggiungerai le tue piccole Isole. Che tu sia felice, quel giorno, come lo sono stato
Io nel ricevere il tuo dono!
L'indomani Nyr ebbe i saluti ufficiali di Senenmut e, poco dopo, fu ricevuto nella Sala dei Troni e baci i piedi dei Faraoni.


Capitolo 30.

SPINTA dai vogatori che ingobbivano sui banchi, la nave di cedro scendeva il fiume. A prora, assieme al pilota egizio e allo scandagliatore, stavano Nyr e Viridion. Da poppa venivano gli incitamenti rochi di Trippa che stava al timone. Gli faceva eco, buffamente, una scimmietta appollaiata sulla cima dell'albero.
Strano fiume, mormorava Nyr. La corrente porta al mare, il vento le  contrario, dimodoch, quando risali il fiume, puoi andare a vela e quando lo discendi devi forzarti ai remi. Strano paese, dove i vivi dimorano in case di fango e i morti in case di pietra.
Tutto qui  diverso, gli rispondeva Viridion. Gli di, le case, il modo di vivere e anche quello di giacere da morti.  meglio il nostro oppure il loro? Sai rispondermi?
No, rispondeva sommessamente Nyr, mentre la nave costeggiava un'isola di sabbia che era sorta nel fiume la notte prima. No, non so risponderti. Quello che posso dirti  che l'Egitto  immenso e che ogni granello di polvere, ogni goccia d'acqua non vi sono governati dagli uomini neppure in minima parte. Da noi gli di ti lasciano fare, se non gli sei contro. Ti aiutano se gli fai sacrifici, ti sono contro se non li onori o se li offendi, ma l'uomo ha una gran parte nel decidere la sua vita. In Egitto, in Keme, come chiama Thutntosi la sua terra fertile, gli di tutto decidono mentre l'uomo  nulla. Che ne pensi di questo?
Che pu essere vero oppure no, rispose Viridion. L'uomo  dovunque nulla, senza gli di. Ora ti prego: non facciamo questi discorsi sinch siamo su questo fiume, sinch siamo in terra straniera, perch io mi sento a disagio. A dirla franca temo pi gli di che non conosco di quelli conosciuti. Io so come sacrificare alla Grande Madre, so come sacrificare a Efestos. Ma come rivolgermi ad Ammon, come a Ra oppure a Horo non saprei. Per gli Egizi  facile, loro conoscono le formule e i riti. Io li confondo. Alle volte sono un dio solo, alle volte sono tre. Alle volte sono assai pi di tre e chi pu sapere quale  il pi potente, quale il pi opportuno per noi che solchiamo i mari? Dunque
io dico, amico Nyr: onoriamoli tutti sino a che non raggiungeremo il mare aperto e allora non avremo esitazioni, perch faremo offerte a Efestos sinch saremo in mare e offerte alla Grande
Madre non appena sbarcati, quale che sia la terra ove approderemo.
Forse hai ragione, Viridion, rispondeva Nyr. Forse. Per conto mio far le mie offerte a Egea, non appena saremo in mare aperto.
Non dimenticare Efestos, lo ammoniva Viridion. So bene che Egea ti protegge ma Lei non ha il potere del Padre, dunque non lasciarti trasportare dal sentimento se vuoi che navighiamo in mare amico, evitando fulmini e tempeste.
Oltrepassarono la Fortezza il quarto giorno e, il quinto, incrociarono quattro navi minoiche dirette a Tebe, cariche esclusivamente di doni per i Faraoni. Una di esse era di Akrotiri e si salutarono alla voce. Troverai messaggi per te a Memphys, presso il Vicer, gli grid il capitano. Il mio nome  Nemakos e ti auguro buona fortuna!
Bene augurando, Nemakos dell'isola Rotonda! gridarono dalla nave di cedro mentre gi le due navi si stavano allontanando una dall'altra.
Il decimo giorno giunsero a Memphys.
Ramzy mand subito un ufficiale con un invito personale per Nyr e, quando il giovane giunse al Palazzo del Vicer, fu accolto senza alcun cerimoniale, in modo del tutto amichevole. Ramzy si congratul con lui per il successo della sua missione e perch i messaggi da Tebe erano lusinghieri per la persona e il comportamento di Nyr. Ramzy fu anche piacevolmente sorpreso nel sentirsi rivolgere la parola in egizio.
Ho messaggi e cose per te dalle Isole, disse a Nyr, e questa sera cenerai con me, in modo che possiamo intenderci sul come condurre le operazioni. Domani ricever ufficialmente tutti i capitani minoici ma, questa sera, parleremo soltanto io e te. Poi Ramzy fece portare i messaggi sigillati ed erano tre. Uno del padre di Nyr, uno del Navarca e uno di Kielos. Nyr lesse per primo quello che il padre aveva dettato a uno scriba.
Noi stiamo tutti bene e siamo orgogliosi di te. La casa  finita e piace a tua madre Akena. Sui monti, Timos e Uga stanno bene e tra poco avranno un figlio. Tua madre ti abbraccia e spera di rivederti presto dal momento che ogni giorno fa offerte alla Grande Madre. Ti mando i saluti di Tiri. Ti mando ventiquattro anfore del vino pi vecchio.
Il messaggio del Navarca diceva: Mi riferiscono che hai fatto onore all'isola Rotonda e godi il pieno favore dei Divini Faraoni. Al tuo ritorno avrai onori e ricompense. Quasi ogni giorno avvistiamo navi nere. Non v' combattimento ma sono molte e non sappiamo se siano di Micene e vadano in Egitto, oppure akhkhiyawa e allora chiss dove vanno: cerca tu di scoprirlo. La tua casa  terminata ed  molto bella. Ermione  morta e la piangiamo tutti. Il commercio di vino con Gourni continua con profitto. Spero di abbracciarti presto e intanto mandami messaggi. Bene augurando.
Con un sospiro Nyr pos la tavoletta. Sentiva nostalgia dell'sola Rotonda e provava dolore per la morte di Ermione anche se era prevista da tempo. In quanto al Navarca, aveva trovato il modo di comunicargli che Krisostomos continuava a mandargli informazioni su Gourni...
Quasi a malincuore dissigill l'involucro che conteneva la tavoletta con il messaggio di Kielos. Sono soddisfatto di te, per il momento. Quando si vedranno i frutti ti sar riconoscente, quindi adoperati per il meglio nell'interesse di Gourni. Bene augurando.
Kielos non si smentiva mai, pens Nyr. Diffidente e avido come sempre. Forse, un giorno, Krisis e i suoi amici avrebbero rovesciato quel corrotto Reggitore, forse Kielos li avrebbe fatti uccidere prima. Pens con affetto e timore a Dinna e ai figli di Krisis.
E ora che hai letto i messaggi, andiamo a mensa insieme. Mangiamo e spero che mi offrirai di quel tuo vino che so per esperienza quanto sia buono. Mangiando e bevendo discorreremo da amici che si parlano con sincerit.
Seduti alla tavola imbandita, Ramzy inizi con una domanda: Tu ti rechi sulle coste con trentaquattro navi da guerra. Pi la tua fanno trentacinque. Immagino che assumerai il comando di questa flotta, ne avresti il diritto visto che i Divini Figli di Ammon te ne hanno data la responsabilit...
Sono troppo giovane e inesperto per assumere il comando, rispose Nyr che sull'argomento aveva gi riflettuto. Io penso che i capitani minoici debbano eleggersi un comandante.
Saggia decisione, sorrise Ramzy, approvando. Sono certo che i capitani delle navi l'apprezzeranno. E ora dimmi: sei pienamente soddisfatto dell'esito della tua missione?
Per la verit non lo sono, potente amico mio, sospir Nyr. Con trentacinque navi pensavo di fungere da scorta ai commerci tra le Isole e l'Egitto ma Senenmut e i Divini Faraoni non sono stati d'accordo. Io dovr soltanto tenere sgombre le coste asiatiche, dove i Divini hanno insediamenti, dai predoni di terra e dai pirati del mare. In questo modo le tonde delle Isole non avranno la protezione delle lunghe da guerra. Io credo che ci sia sbagliato perch i commerci minoici e quelli egizi, che si svolgono necessariamente per mare, non saranno protetti contro gli assalti delle navi nere degli Akhkhiyawa, che sono moltissime. Questi Akhkhiyawa faranno gran danno a noi ma ne faranno anche all'Egitto. Questo io penso e ho provato a dirlo a Senenmut affinch ne convincesse i Divini, ma invano.
Se consideri il punto di vista di Senenmut troverai coerente la sua decisione, osserv Ramzy. Hai ottenuto dai Divini Figli di Ammon concessioni e privilegi che nessun altro popolo ha, fra quelli che commerciano con noi, e tu paghi con le tue navi. Del resto, se le Isole hanno mandato trentaquattro navi da guerra significa che nei loro porti ne restano perlomeno il doppio e sono pi che sufficienti per proteggere i traffici marittimi da e per l'Egitto.
Hai detto il vero come sempre, ammise Nyr. Ma cos facendo sguarniremo i nostri porti e le coste delle nostre Isole e gli Akhkhiyawa non attendono altro, ne sono certo. Conviene ai Divini Faraoni che le forze di questi barbari avidi, di questi mangiatori di ghiande, si moltiplichino a scapito di quelle minoiche? Di noi potete essere certi, di loro per niente. Vedo un futuro con il mare che nereggia di centinaia delle loro rozze navi e penso che sia meglio combatterli ora che possiamo vincerli.
Soltanto gli di possono prevedere il futuro, soltanto Loro possono formarlo, disse Ramzy. Noi siamo mortali e non ci  dato di vedere pi in l del nostro naso. Accettiamo dunque le cose come stanno oggi e confidiamo negli di.
Abbandonato l'argomento politico vennero ai particolari della spedizione e Ramzy consigli che la flotta minoica si dividesse in due tronconi, ognuno dei quali avrebbe coperto una parte delle coste asiatiche che interessavano i Faraoni. Queste coste, spieg Ramzy, vanno da Megiddo fino a Ugarit e non sono mai tranquille. Io ti dar mille fanti scelti e mille arcieri. Essi opereranno in terra al comando del generale Men-shet
mentre tu agirai contro i pirati della costa. Sia i predoni di terra sia i pirati non sono mai stati realmente infastiditi dai distaccamenti egizi ma contiamo di spazzarli via con duemila uomini...
Il colloquio con Ramzy dur sino a tarda notte ma, alla fine, s'erano intesi su tutto e la stima reciproca era aumentata grazie, forse, anche al buon vino vecchio di Akrotiri che il Vicer aveva dimostrato di gradire molto. Nyr gliene regal dieci anfore e Ramzy si profuse in ringraziamenti, poi diede a Nyr una scorta e un carro per tornare alla nave con le anfore che gli restavano.
Quella notte, Nyr vide in sogno una grande montagna la cui cima era avvolta da un pennacchio di fumo nero. L'indomani, destandosi, non ebbe ricordo di quel sogno.
I capitani furono ricevuti da Ramzy un'ora dopo il levar del sole. Dopo un benvenuto solenne, il Vicer si compiacque di tessere le lodi di Nyr.
Il giovane Kefti Nyr, avendo dato prova di intelligenza e di saggezza anche presso i Divini Figli di Ammon, giustifica la scelta del caro fratello Minosse Deukalion e la fiducia accordatagli dai Divini Faraoni. Egli tuttavia, riconoscendo la superiore esperienza e capacit di voi capitani, propone che siate voi a eleggere colui che sar il comandante della vostra flotta...
Ramzy fece una pausa a effetto e vi furono mormorii di approvazione perch a molti capitani, vecchi ed esperti, non sarebbe piaciuto vedersi comandare da un giovane che ancora non aveva compiuto il ventesimo anno di et.
A questo proposito, continu Ramzy, mi permetto di darvi un consiglio. Suggerirei di fare, da una, due flotte e ognuna abbia il comandante che si  scelto e un porto di appoggio. In questo modo potrete interamente coprire le coste ove l'Egitto ha interessi.
Il Vicer espose il suo punto di vista con logica stringente. In breve il suo piano fu approvato e vennero eletti all'unanimit due comandanti. Il primo settore andava da Ugarit a Sidone, con le navi di stanza a Byblos, al comando di Viridion. Il secondo da Sidone a Megiddo, al comando del capitano Delion di Cnosso, con le navi di stanza a Tiro.
Siete padroni di decidere per il meglio, disse Ramzy a conclusione. Se lo ritenete opportuno fate dei prigionieri,
altrimenti bruciate e uccidete. Nessuno ve ne chieder conto se avrete agito nell'interesse dei Divini Figli di Ammon. Le grandi ricchezze e le merci appartengono ai Divini Faraoni ma i riscatti e le spoglie dei vinti saranno vostri. Ricordate per che la responsabilit di tutto ricade su Kefti Nyr, perci vi prego, se avesse consigli da darvi, di ascoltarli. E ora, secondo la nostra tradizione, vi invito a portare offerte ai Nostri Sacri Templi e a chiedere ai Sacerdoti un responso sul giorno della vostra partenza affinch essa avvenga con il favore degli di. Dopo, tornerete qui, tutti invitati alla mia mensa.
Accolta di buon grado la proposta, i capitani si recarono dapprima al Tempio di Osiride, poich il culto di quel dio era tenuto in gran conto a Memphys; quindi portarono offerte alla Terribile Hator e infine alla dea Sekhmet che proteggeva gli uomini in guerra. In ciascuno dei Templi fu immolato un ariete e chiesto il responso che risult eguale: avrebbero preso il mare all'alba del terzo giorno.
A bordo della nave di Nyr, l'uomo pi felice era Yassin e quello pi infelice Harim.
Il giovane ufficiale egizio non faceva che lustrare le sue armi oppure si sporgeva fuoribordo a ogni incontro con una pacifica nave mercantile, sperando che fosse pirata.
Il barbuto interprete ittita non smetteva di recitare giaculatorie nella sua lingua, raccomandandosi ai suoi di, a quelli egizi e a tutti gli altri di cui aveva sentito parlare. Prima Nyr e adesso il suo nuovo padrone Yassin avevano sempre meno bisogno dei suoi uffici e lui era preda di mille timori. Dei pirati, di essere rivenduto al primo porto, delle tempeste, del naufragio. Temeva persino le grandi aquile di mare che seguivano le navi sperando nei rifiuti e che, sicure dell'impunit, perch i marinai le consideravano sacre, giungevano a posarsi in coperta.
Nyr e Viridion avevano ritrovato nel mare il loro elemento e si mostravano sereni. Quando erano partiti, Viridion aveva dato ordine di scandagliare il fondo e, per un tratto lunghissimo,
lo scandaglio era risalito intriso di melma. Soltanto quando avevano trovato sabbia e alghe la nave aveva gettato in mare le proprie offerte a Efestos affinch rendesse propizio il viaggio. Nyr, poi, aveva lasciato cadere in acqua una preziosa collana d'oro, dedicandola a Egea.
Anche l'equipaggio si mostrava contento e, quando era necessario andare a remi, vogava di buona lena anche se, perlopi, si teneva la vela. Infatti il vento che scendeva dritto dalle coste di Micene sino a quelle cirenaiche girava poi a sinistra seguendo il contorno della costa e l'uso della vela era possibile sia di giorno sia di notte. Tuttavia la flotta procedeva lenta, perch la velocit delle grandi navi da carico egizie che portavano duemila soldati era piuttosto ridotta. Depas, pi scontroso del solito, non faceva che borbottare contro queste navi ma si lamentava anche per l'esiguit delle razioni di vino, bench potesse barattare la sua acqua contro il vino del Barbiere che era astemio. Trippa se ne stava beatamente al timone sperando che nessuno si accorgesse della provvista di birra che aveva nascosta a poppa. Il Barbiere anelava a trovare in terra asiatica l'uomo dei suoi sogni ma, quando parlava con Nyr, l'argomento era sempre Acheo che, sia pure per diversi motivi, era rimasto nel cuore e nella mente di entrambi.
Dopo tre giorni e tre notti di navigazione, giunsero a Tiro e, di fronte a quella citt, le due flotte si separarono con un saluto alla voce. Le navi comandate da Delion di Cnosso entrarono in quel porto seguite dalle navi da carico con mille soldati; quelle di Viridion proseguirono dirette a Byblos.
Fu un viaggio senza emozioni, con il mare calmo. Incrociarono
sovente navi mercantili che da Byblos o addirittura da Ugarit
erano dirette a Memphys, quasi tutte con un carico di legno di cedro proveniente dalla Terra dei Cento Prncipi. A tratti, quando navigavano pi sottocosta, Nyr e Nottola scorgevano lunghe carovane di cammelli ma niente faceva pensare che si trattasse di predoni e non avvistarono navi nere o comunque sospette. Otto giorni dopo essere partiti da Memphys raggiunsero Byblos.
S, il nostro commercio si svolge unicamente con i porti egizi, ammise Frahim, Governatore di Byblos. Praticamente soltanto legno di cedro. La Terra dei Cento Prncipi  ricca di foreste immense e i vari prncipi fanno trasportare con ogni mezzo i tronchi fino a Byblos dove li imbarchiamo. Certo, dall'interno arrivano anche altre merci, pellami, spezie, argento e molto incenso. Ma per queste merci il discorso  diverso...
Frahim era un uomo rotondo, quasi calvo, dagli occhi vigili e
dai modi gentili. Ramzy aveva informato Nyr sul conto del Governatore di Byblos. Egizio, di ottima famiglia, con solidi legami politici e di parentela con Memphys, aveva sposato una principessa della Terra dei Cento Prncipi ed era un moderato.
Perch dici che  un altro discorso? chiese Nyr. Erano a pranzo nella residenza del Governatore e Nyr era l'unico invitato. Da quindici giorni la flotta pattugliava la costa da Ugarit a Sidone e tutto appariva tranquillo. Vi erano stati ricevimenti ufficiali, ma Nyr aveva desiderato di parlare a cuore aperto con Frahim.
La situazione  complessa, spieg il Governatore. I predoni taglieggiano le carovane che provengono dall'interno. I pirati depredano le navi commerciali. Naturalmente gli enormi tronchi di cedro non corrono rischi: i predoni non saprebbero cosa farsene e i pirati non vanno tanto per il sottile nella costruzione delle loro piccole navi. Il bersaglio di entrambi sono le altre merci che ti ho detto e queste raramente sfuggono.
Ma quanti sono e dove albergano questi predoni? chiese Nyr. Come sono armati? Chi li comanda?
Quanti sono non saprei dire con precisione, forse qualche centinaio, rispose Frahim. Non hanno una residenza fissa ma piantano i loro accampamenti ovunque gli convenga. A due giornate di marcia oltre le prime colline c' un distaccamento di soldati egizi. Questi soldati e i predoni evitano di incontrarsi, non hanno mai ingaggiato battaglia fra di loro, perch conviene a entrambi. I predoni appaiono e scompaiono, non si azzardano a penetrare in citt ma depredano i dintorni, rapiscono donne e bambini e uccidono chi si oppone. Questo, in pochi anni, ha portato allo spopolamento delle campagne e ci ha dato gravi problemi per il grano. Capo riconosciuto dei predoni  Serar, astuto e feroce.
Insomma sono poche centinaia, concluse Nyr.
Sono poche centinaia, ammise Frahim e non pot trattenere un sorriso, ma tu sei stato in Egitto e vi hai dormito. Sei giovane e robusto, ma che avresti potuto fare contro la zanzara penetrata nella tua stanza? Ucciderla a colpi di pugnale?
Capisco ci che vuoi dire, sorrise a sua volta Nyr. Ma ora parlami dei pirati.
Neppure loro sono tanti, rispose Frahim, forse una trentina di imbarcazioni, agili e snelle. Appartengono a diverse trib della costa e tra loro si chiamano Fenici. Sono appena un
pugno di uomini ma sanno governare le loro piccole navi anche nella tempesta. Quando una nave commerciale esce dal porto loro sanno gi che tipo di carico porta. Se si tratta di cedro non l'assalgono, ma quelle che portano altre merci vengono abbordate e depredate e i marinai, se vogliono salva la vita, non si oppongono. E chiaro che hanno i loro informatori a Byblos e molti di essi vivono in citt e in apparenza fanno i pescatori. Difficile scovarli, Kefti Nyr.
Ma tu sei disposto a darmi ogni informazione utile? chiese Nyr. Perch il mio compito  quello di eliminare predoni e pirati. Le navi delle Isole e i soldati dei Divini Faraoni sono qui per questo.
Ti dar tutte le informazioni che chiedi, rispose Frahim, e anche quelle che non hai pensato a chiedere.
Due giorni dopo cominci a spargersi per Byblos la voce che una carovana sarebbe partita per portare a Qatna, una piccola citt dell'interno, manufatti e grano in cambio di legname. Contemporaneamente fu dato l'annuncio ufficiale che i mille fanti egizi, accampati appena fuori citt, si sarebbero spostati verso sud.
I fanti, comandati dallo stesso generale Men-shet, partirono in effetti l'indomani, scopertamente, lasciando a Byblos soltanto una piccola guarnigione e, per tutta la giornata, marciarono verso sud, in modo da non lasciar dubbi sulla loro direzione.
La carovana invece, protetta da un segreto che Frahim aveva fatto in modo che tutti conoscessero, part a notte fonda, in apparenza protetta da un esiguo drappello di arcieri minoici. Dentro i carri, invece del grano e dei manufatti, stavano nascosti Nyr, Yassin, Nottola, Depas, il Barbiere e cento arcieri scelti fra i migliori di Gourni, di Cnosso e di Akrotiri. Seguita da occhi nascosti, super le colline e continu in direzione di Qatna. Sia i fanti egizi sia la carovana dal finto carico seguivano un piano concordato tra Nyr, Frahim e il generale Men-shet. Un carico cos allettante e cos mal difeso sarebbe stato un'esca ghiotta per i predoni: Nyr contava di essere assalito a met strada tra Byblos e Qatna, mentre Men-shet, dopo una giornata di marcia, sarebbe tornato indietro per assalire e distruggere il campo dei predoni di cui, grazie alle spie di Frahim, aveva conosciuto
l'esatta ubicazione.
A met del terzo giorno di cammino, comparvero su un lato della carovana isolati cavalieri che, mantenendosi a distanza sulle colline, avevano probabilmente il compito di accertare la reale entit della scorta. Quando il sole fu allo zenit, Nyr diede l'ordine di fermarsi. I carri furono disposti su due file parallele in modo da formare un largo corridoio e, da un carro all'altro, furono stesi teli che, apparentemente, avevano il compito di riparare uomini e cavalli dal sole cocente. Soltanto i conducenti e pochi armati restarono bene in vista, mentre gli arcieri non uscirono dai carri. Nyr, vestito di un vecchio perizoma, il pugnale nascosto tra le pieghe, il Barbiere e Depas accesero un fuoco e prepararono ostentatamente gli spiedi e la carne di pecora. Tutto aveva l'apparenza di una sosta per cibarsi al riparo dal sole.
Il terreno su cui si erano fermati era pianeggiante, scabro, con radi arbusti, disseminato di pietre. Soltanto sulla loro sinistra una piccola duna accidentata formava una soprelevazione e fu sulla cima di quella duna che apparvero i predoni. Nyr ne consider freddamente l'armamento e il numero, da una distanza di circa cento braccia, ossia quasi a tiro d'arco. Non erano pi di sessanta e montavano piccoli cavalli pelosi. Non vide archi ma lance lunghissime e niente scudi.
Quelli ce li mangiamo prima ancora che se ne accorgano, ghign il Barbiere. Credevo fossero molti di pi.
Anch'io, rispose Nyr. Pu darsi che gli altri si nascondano dietro la duna, oppure siano rimasti all'accampamento, conoscendo la pochezza della nostra scorta. Poi, in egizio, chiese alla guida che Frahim gli aveva assegnato: Tu che ne pensi? Perch sono cos pochi?
Loro sono valorosi, non hanno paura della morte. Soldati egizi, loro pensano, tutti vigliacchi che hanno paura della morte, rispose la guida. Ora loro diranno di arrendersi oppure uccidono. Loro uccidono se combatti, loro uccidono se ti arrendi.
Avranno una sorpresa, allora, sorrise ferocemente Nyr. In quel momento una dozzina di predoni iniziarono a scendere la collinetta e Nyr diede l'ordine agli arcieri nascosti dentro i carri di tenersi pronti.
Poi i predoni si fermarono e colui che sembrava il capo grid qualcosa con voce stentorea.
Dice che ci arrendiamo se vogliamo salvare la vita. Se non ci arrendiamo uccide tutti noi.
Digli che vada a farsi inculare da un asino, ordin Nyr e la guida lo guard incerta, borbottando che quella risposta avrebbe inferocito oltre ogni modo Serar, il capo dei predoni.
Digli immediatamente ci che ti ho ordinato! ringhi Nyr e la guida grid qualcosa. Segu un urlo da parte del capo predone e una lunga frase.
Dice che sar lui a inculare tutti noi ma con la punta delle lance. Dice che ce le far entrare dal culo e uscire dalla bocca...
Rispondi che  un vigliacco e che gli piscio in bocca e dopo gli taglio i coglioni e glieli faccio mangiare, ordin Nyr.
Io dico a lui, brontol la guida, ma tieni pronti i tuoi arcieri perch non ho finito di parlare che lui attacca...
Grid la frase e, per tutta risposta, Serar lev alta la lancia e un urlo poderoso si lev dalle gole dei predoni. Contemporaneamente si levarono i teli che nascondevano gli arcieri e anche Nyr impugn il suo arco. I predoni, gi lanciati in discesa sui loro piccoli cavalli, ricevettero una salva di frecce scoccate dagli arcieri della prima fila di carri e venti di essi caddero rotolando lungo il pendio. Gli altri proseguirono nel loro galoppo dissennato e fu la volta della seconda fila di carri. Bene addestrati, gli arcieri della prima fila si erano chinati e le frecce dei compagni, volando sopra le loro teste, colpirono altri predoni. In poco pi di un minuto, i cavalieri si trovarono ridotti quasi alla met e, in un nugolo di polvere, di cavalli impennati, di confusione e grida allarmate, formavano un bersaglio facile per Nyr e i suoi quattro arcieri preferiti. Altri cinque predoni caddero trafitti con precisione implacabile e, al loro rovinare da cavallo, lo sconcerto e la paura si diffusero tra gli assalitori che galopparono fuori tiro.
Li inseguiamo? chiese Depas, sprezzante, e Nyr rispose che non ne aveva l'intenzione.
Dieci predoni non valgono la vita di uno dei nostri, spieg. Ora vediamo se, privi di criterio come sono, ritornano all'attacco. Torn a osservare Serar e i suoi: si stavano dividendo in due esigui gruppi. Vide distintamente Serar e un giovanissimo cavaliere con il capo avvolto in un turbante rosso arringare gli altri e spronarli. Poi i due gruppi si lanciarono al galoppo contro i carri e, stavolta, era chiara la loro intenzione di prenderli d'infilata, in modo da ridurre il fronte degli arcieri.
Sono testardi e stupidi, ghign Depas, impugnando la corta daga, affilata come un rasoio.
Mirate ai cavalli! grid Nyr agli arcieri. Voglio fare dei prigionieri da riportare a Byblos!
Io voglio quel giovane col turbante rosso! ghign il Barbiere. Mi piace, con quel volto da bambino!
Bada a te, sciocco! ebbe appena il tempo di urlargli Nyr che gi i predoni erano addosso ai carri e i cavalieri scagliavano le loro lunghissime lance. Gli arcieri risposero ma quattro di essi caddero sui carri, letteralmente squartati dalle lance; fra gli assalitori, altrettanti predoni rovinarono a terra, disarcionati. Neppure il tempo di riaversi dal primo assalto che gi gli uomini di Serar tornavano indietro, usando la stessa tecnica, e un identico risultato accolse il secondo attacco: quattro predoni appiedati e quattro arcieri trafitti dalle lunghe lance dalla punta in rame.
Arcieri a terra! Su due fronti come sui carri! url Nyr. Adesso quanti erano i predoni? Meno di venti, fu la rapida stima di Nyr, eppure tornavano all'assalto e, avendo scagliato le lance, galoppavano roteando le spade, urlando minacciosamente. Nyr ud l'urlo del cavaliere col turbante rosso e gli parve quello di un bambino spaventato. Come i predoni furono a meno di trenta braccia, gli arcieri scoccarono i dardi, chi mirando ai cavalli e chi agli uomini. La precisione del loro tiro fu la rovina dei cavalieri. Non uno rest in groppa: rotolarono tutti nella polvere insieme coi cavalli feriti o uccisi. Soltanto una dozzina di predoni si rialzarono e, tra loro, Serar e il giovane dal turbante rosso.
E adesso che aspettiamo a farli a pezzi? grugn Depas.
Ho ben detto che voglio fare dei prigionieri, Depas! gli replic Nyr. Voi, arcieri, circondateli! Che non fuggano! Immediatamente gli arcieri ubbidirono all'ordine e anche Nyr col pugnale sguainato, Nottola con una spada pi lunga di lui, Depas con la sua daga, il Barbiere con i suoi micidiali coltelli da lancio e Yassin, armato di spada e scudo, balzarono allo scoperto, ma i predoni non sembrarono intimiditi. Nyr si rese conto che, incuranti di essere circondati, avrebbero dato battaglia a costo di morire tutti. Allora cerc con gli occhi la guida affinch gli intimasse di arrendersi, concedendo di aver salva la vita, ma quello s'era nascosto sotto i carri. Prov a rivolgersi in egizio a quel Serar capo dei predoni ma il predone, che non capissero non volesse capire, rispose sputando verso di lui.
 incredibile! esclam il Barbiere, suo malgrado ammirato.
Cento uomini contro dodici e non vogliono saperne. Sar un peccato ucciderli, soprattutto quel giovane dal turbante rosso, ancora imberbe e cos bello!
Allora, Nyr, che facciamo? si spazient Yassin, levando alta la spada.
Li voglio prigionieri! si ostin Nyr.
Portiamo le loro teste a Byblos e sar lo stesso! ribatt Yassin e, in quel momento, uno dei predoni, l'unico ancora armato di lancia, scagli l'arma contro l'ufficiale egizio, facendogli volare via lo scudo. Fu il segnale dello scontro. Levando alte le spade, Serar e i superstiti si lanciarono contro Nyr e i suoi, urlando ferocemente. Evitato un colpo di spada, Nyr affond il pugnale nel petto del suo assalitore che cadde senza un gemito mentre lui balzava indietro. In un istante vide Yassin cadere trafitto a morte dalla spada di un predone e vide l'uccisore squartato da un furibondo colpo di daga di Depas. Poi tutto si trasform in un furioso a corpo a corpo ed era difficile distinguere gli amici dai nemici perch gli arcieri non erano stati a guardare e assalivano da tergo i predoni.
Serar! Lo voglio vivo! url Nyr e subito sul capo predone s'avventarono tre arcieri. Quello se li scroll di dosso come farebbe un cinghiale con i cani, ma intanto aveva perso la spada e ben presto fu sopraffatto e legato. Nel frattempo il giovanissimo predone dal turbante rosso teneva a bada il Barbiere e due arcieri, roteando la spada e Nyr grid: Lasciatelo a me, lo voglio vivo!
Sta' tranquillo, che lo voglio vivo anch'io! rise il Barbiere. Lui e gli arcieri si scostarono: Nyr e il giovane predone dal turbante rosso si trovarono a faccia a faccia, Nyr col suo pugnale, l'altro con la spada che aveva mostrato di saper maneggiare assai bene. Era alto come Nyr, sottile, bellissimo di viso e indossava una lunga veste bianca, macchiata di sangue che non era il suo. Si mosse per primo, tenendo a due mani l'impugnatura della spada, gli occhi nerissimi e grandi pi accesi che guardinghi. Osservandoli, Nyr si rese conto che il suo avversario era pronto tanto a uccidere quanto a morire. La spada rote veloce dove un attimo prima era stata la testa di Nyr, che era balzato mdietro. Un secondo assalto trov parimenti l'aria ma questa volta Nyr, con una piroetta delle sue, ricadde alle spalle dell'avversario e, giratosi fulmineamente, lo afferr per il polso armato e lo sgambett, facendolo cadere a terra. Immediatamente gli
arcieri e il Barbiere gli furono sopra e lo legarono mentre quello, furibondo, sputava loro in viso.
La battaglia era finita. Nyr si guard intorno. Sei predoni, visto il loro capo prigioniero, si erano arresi ed erano stati legati come Serar che adesso sbavava con il sangue agli occhi e pareva una belva presa in trappola. Nyr ordin che fossero tutti portati su un carro e guardati a vista; poi, insieme con i suoi amici, si aggir per il campo di battaglia, dove la polvere si mischiava al sangue. Yassin era morto e, con lui, dodici arcieri. Dei predoni era stata fatta strage, perch i Minoici non avevano dato scampo ai feriti.
Carichiamo sui carri i nostri morti, sospir Nyr, rendendosi conto, ora che il combattimento era terminato, di avere ucciso, per la prima volta in vita sua, un uomo. Li seppelliremo a Byblos. Il corpo di Yassin lo conserveremo nel miele e lo manderemo a Tebe perch sia imbalsamato secondo l'uso egizio. Mi dispiace averlo perso perch era uomo gentile e compagno fidato.
E di costoro che ne facciamo? chiese Depas, indicando i cadaveri dei predoni. Io dico di lasciarli ai corvi e agli avvoltoi, alle iene, agli sciacalli e alle formiche.
Mi sembra giusto, per, che prendiamo le loro armi e qualsiasi altro bene abbiano indosso, intervenne Nottola.
Facciamo come avete detto, rispose Nyr.
Ma prima beviamo e laviamoci col vino, propose Depas. Siamo sporchi di sangue ma, soprattutto, assetati di vino.
E dei prigionieri, che intendi farne? chiese il Barbiere. Se li facciamo schiavi, come  nostro diritto di guerra, ti supplico di concedermi il giovane dal turbante rosso!
Beviamo pure del vino, concesse Nyr. In quanto ai prigionieri c' tempo per decidere.


Capitolo 31.

IL sole aveva gi oltrepassato nel cielo la met del suo percorso, quando Nyr e i suoi furono avvertiti da un gran polverone dell'arrivo del contingente egizio. Poi si videro le bandiere sui carri e si udirono i canti, dal che Nyr dedusse che anche gli uomini di Men-shet avevano raggiunto il loro scopo che era quello di distruggere l'accampamento principale dei predoni.
Cos era, infatti, e lo stesso Men-shet, non appena sceso dal suo carro, si fece premura di fare un resoconto a Nyr.
Siamo arrivati a notte e abbiamo circondato il loro accampamento, raccont con enfasi. All'alba abbiamo attaccato, lanciando dapprima frecce incendiarie, quindi assalendoli. Secondo le istruzioni ricevute dai Divini Figli di Ammon, abbiamo incendiato, distrutto e ucciso. Non un solo predone  rimasto vivo. Vieni a vedere, Kefti Nyr. Men-shet condusse Nyr sino a un carro piccolo e gli mostr un mucchio di mani, mozzate al nemico secondo l'uso egizio, su cui ronzavano le mosche. Ho contato personalmente duecentotrentacinque mani destre, concluse, e le ho annotate. Ma vedo che anche tu hai ucciso dei predoni, anche se pochi. Perch non hai fatto loro mozzar la mano destra?
Non  il nostro costume, rispose Nyr, facendo fatica a non mostrare ribrezzo per quel macabro trofeo. Hai fatto prigionieri? Non c'erano donne, al campo? Non bambini?
Oh, c'erano, s, sorrise ferocemente Men-shet, e le donne hanno avuto il loro daffare a contentare mille soldati. Poi, donne e bambini, sono stati tutti uccisi e, ora, dei predoni non c' pi neppure il seme. Hai nulla in contrario a che io faccia mozzare la mano destra a questi cadaveri che hai lasciati sparsi e intatti? Anche se sono poche le dividerei fra i miei soldati perch essere nominati per una mano mozza pu significare per loro un premio oppure una promozione.
Capisco e te lo concedo volentieri, ripose Nyr. Considerava barbara l'usanza di mozzare le mani ai nemici uccisi e sospettava che Men-shet avrebbe potuto far prigionieri almeno donne e bambini ma non lo avesse voluto. D'altronde, non voleva inimicarselo facendoglielo notare. Dai pure gli ordini ai tuoi ufficiali e poi, sul mio carro, discuteremo come procedere per la seconda parte dell'operazione e ti offrir del vino.
Ti ringrazio, rispose Men-shet, ma ci vorr del tempo perch dovr dettare personalmente allo scriba il numero delle mani destre, dopo essermi accertato che siano davvero le destre. Se tu sapessi quante mani sinistre mi vengono portate, per raddoppiare il numero!
Si lasciarono con l'intesa di vedersi pi tardi. Nyr torn ai suoi carri e disse ai compagni che voleva riposare un poco. Steso sulla paglia all'ombra di un telone ripens alle ore precedenti. Aveva combattuto contro Serar e i suoi predoni e aveva vinto. Aveva ucciso un uomo e ancora non sapeva se esserne fiero oppure rammaricarsi. Quando combatti ricorda sempre che si tratta della tua vita oppure di quella del nemico, gli aveva insegnato il Navarca.  meglio uccidere che essere ucciso. Se non hai motivi di odio, non uccidere il nemico che si arrende. Non  conveniente perch dal prigioniero potrebbe venirtene un riscatto. Non  conveniente perch, se si sparge la voce che uccidi chi si  arreso, nessun nemico si arrender pi a te, perch non ti crederanno e la tua parola non sar tenuta in nessun conto e tutti combatteranno contro di te sino al respiro estremo. Lui aveva ucciso in un combattimento leale e dopo aver cercato invano di intimare la resa al nemico. Dunque, secondo i dettami del Navarca, non aveva nulla da rimproverarsi e questo lo rincuor. Stanco e travagliato com'era, si abbandon al sonno.
Meno di un'ora dopo lo svegli un arciere, annunciandogli che il generale Men-shet voleva parlargli. Nyr lo ricevette sul carro e gli offerse del vino, quindi si misero a parlare. Men-shet aveva una faccia da contadino, l'espressione stolida e il corpo segnato dalle cicatrici di molte battaglie. Il suo egizio era quello della truppa da dove veniva, ben lontano quindi da quello raffinato che Thutmosi aveva insegnato a Nyr. E tuttavia le sue parole, per quanto rozze, suonarono sincere. La mia opinione, disse a Nyr,  che oggi mille soldati egizi abbiano compiuto un massacro, uccidendo anche chi si arrendeva perch non aveva scampo, stuprando e uccidendo donne e bambini. Come soldato non me ne vanto di certo: ho mandato mille uomini contro pochi individui, colti di sorpresa. Ma, come tu ben sai, lo scopo era quello di eliminare il brigantaggio e, quando si sapr la notizia, quando il carro con le mani mozze sar fatto circolare per Byblos, quando i predoni rimasti sulle montagne sapranno che per loro non v' scampo e non ve n' per le loro donne e per i
loro figli, allora, forse, desisteranno. Come ti ho detto, non la considero una grande battaglia e lo ammetto schiettamente.
Non sempre si possono combattere grandi battaglie e tu non devi giustificarti con me, gli rispose Nyr. Nel mio rapporto ai Divini Figli di Hammon scriver che ti sei comportato bene, secondo i dettami delle Loro Divine Maest.
Te ne sono grato, Kefti Nyr, e sapr dimostrarti la mia
riconoscenza.
Ora pensiamo alla seconda parte della nostra azione, propose Nyr. Sappiamo, grazie alle spie di Frahim, che i pirati si annidano in una piccola costa, molto frastagliata e irta di scogli, poco distante da Byblos. Se dal mare non abbiamo mai visto le loro imbarcazioni  perch le tirano in secco quando la nostra flotta esce dal porto. Per sappiamo che sono l. Sceglierai cinquecento tra i tuoi migliori soldati che scendano ad accerchiare quella zona dalla parte di terra mentre le navi faranno la stessa cosa sul mare. Sei d'accordo?
Sono d'accordo, Kefti Nyr.
Con l'altra met tornerai a Byblos e, come hai proposto, farai circolare per la citt il carro con le mani mozze.
Anche in questo sono d'accordo ma ti chiedo un favore: poich sicuramente giunger a Byblos un giorno o due dopo di te, porterai tu i miei morti, in modo che siano messi nel miele prima di decomporsi. Ho perduto un ufficiale e cinque lancieri e mander i loro corpi a Memphys perch siano imbalsamati a spese dello Stato come si conviene ai soldati morti in battaglia.
Far volentieri questo per i tuoi morti, disse Nyr, poi, dopo aver offerto dell'altro vino a Men-shet, lo conged. Un'ora pi tardi Nyr e i suoi partirono per Byblos.
Per tutto il resto del pomeriggio andarono spediti, ma quando il sole fu al tramonto, Nyr ordin di fermarsi in un punto alberato dove il fiume formava un'ansa quieta. Qui si accamparono, per bere, rifocillarsi e prepararsi per la notte. Nyr fece scendere anche i prigionieri e ordin che gli stretti legacci ai piedi fossero trasformati in pastoie e dispose che i polsi fossero legati sul davanti invece che dietro la schiena.
In modo che possano prenderselo in mano, se vogliono pisciare, ghign Depas. Ai prigionieri fu permesso di bere e
venne data loro una razione di cibo. Il giovane dal turbante rosso rifiut sdegnosamente, ma Serar guard incredulo e perplesso Nyr. Smaltita la gran rabbia per essere stato battuto e per il fatto di trovarsi prigioniero, stava riflettendo. Non riusciva a odiare quel giovane seminudo che lo aveva vinto in combattimento. Nyr non aveva infierito sui prigionieri, anche se Serar era convinto che volesse portarli a Byblos per fargli tagliare la testa di fronte al popolo; il predone sapeva quindi bene che sarebbe morto e, in un certo senso, trovava giusta la cosa, anche perch, se avesse vinto lui, sarebbe toccato a quel giovane egizio di morire. Serar era dunque rassegnato per se stesso ma aveva lui il diritto di disporre anche della vita dei suoi compagni senza fare almeno un tentativo per salvarli? Sapeva che gli Egizi sono avidi di preda e, tra i prigionieri, c'era una persona la cui vita gli stava a cuore mille volte pi della sua. Improvvisamente si decise e chiam a gran voce la guida che era nei pressi e stava parlando con Nyr.
Si avvicinarono entrambi e la guida tradusse le parole di Serar e quelle di Nyr.
Tu, capitano egizio, mi hai vinto in battaglia e mi hai fatto prigioniero. Per non scoprirai mai dov' il tesoro dei predoni. Vuoi trovarlo?
Non sono egizio, fece rispondere Nyr, e non credere di imbrogliarmi con un tesoro che non esiste.
Se non sei egizio perch combatti con loro?
Ci non ti riguarda.
Ma l'enorme tesoro dei predoni s?
Non ho combattuto la tua gente per impadronirmi del tuo tesoro.
Per lo vuoi, tutti vogliono un tesoro. Io ti riveler dov' nascosto se lascerai libera mia figlia.
Tua figlia? Ma che vai dicendo! Non ci sono donne tra i prigionieri.
Toglile il turbante rosso e la vedrai.
La guida e Nyr guardarono increduli il giovanissimo predone dal turbante rosso e Nyr, prima ancora di strapparglielo di dosso, ebbe la certezza che quegli enormi occhi vellutati fossero quelli di una ragazza. Quando il turbante venne tolto, una cascata di riccioli color dell'ebano scese fin sulle spalle della figlia di Serar. Allo stesso tempo, lei s'avvent su Nyr e, pur con i polsi impastoiati, protese le dita verso gli occhi del giovane.
Nyr la evit e lei cadde bocconi in acqua, vi si dibatt furibonda, impedita dalle pastoie. Come finalmente riusc a mettersi in piedi, grondante, la larga veste da uomo le si era incollata al corpo, rivelando due seni perfetti; poi la ragazza riguadagn a fatica la riva e si sedette sull'erba, assieme agli altri prigionieri, voltando le spalle a Nyr.
Allora, ti interessa il mio tesoro? chiese Serar.
Non mi interessa, fece rispondere Nyr.
Ma non  possibile! E un grande tesoro! Un enorme tesoro! esclam Serar e pareva sinceramente scandalizzato. Lo perderai se ci uccidi, soprattutto se uccidi mia figlia!
Non sarete uccisi e tua figlia sar liberata all'istante se prometti che non creer fastidi.
Serar scoteva la testa, incredulo. Gli era impossibile pensare che qualcuno si disinteressasse a un tesoro. Forse costui intendeva torturarlo sinch non gli avesse rivelato il nascondiglio? Perch, se non era cos, doveva trattarsi di un pazzo!
Io quest'uomo non lo capisco, disse sconcertato alla guida. Non  egizio e si comporta stranamente. Da dove viene? Credi che dica il vero?
Il suo nome  Kefti Nyr e viene dalle Isole, rispose la guida. Il Faraone lo manda qui con pieni poteri per combattere il brigantaggio e la pirateria. Ti conviene credergli.
La faccia di Serar mostr chiaramente che non sapeva nulla di queste Isole, che, per lui, potevano essere in capo al mondo. Piuttosto, perch il Faraone si serviva di uno straniero, per giunta cos giovane e totalmente privo di segni e simboli d'autorit come sarebbe convenuto a chi comandava tanti uomini? Costui vestiva un semplice perizoma, non aveva collane ma soltanto un braccialetto di conchiglie e altre conchiglie aveva stampate sulla benda azzurra: non era il modo di vestire di un grande comandante. Ma la guida era un brav'uomo, un compatriota... perch avrebbe dovuto mentirgli sapendolo in punto di morte?
Insomma, si decide a garantire per la figlia oppure devo lasciarla legata come fosse un uomo? si spazient Nyr. A questo punto la ragazza si rivolse al padre in tono aspro. Serar lev la voce e la zitt, prima di dare la sua risposta.
Mia figlia Janira non vuole essere liberata, ma tu liberala lo stesso. Vuoi forse farne la tua schiava o la tua concubina? Se  cos, sar sempre meglio della morte.
Nyr non gli fece neppure rispondere. Agguantata la ragazza, la costrinse ad alzarsi e, col pugnale, recise le corde che le impastoiavano mani e piedi. Lei gli sput addosso, urlando nella sua lingua incomprensibile. Dice che ti uccider, sbuff Serar. Io non posso farci niente, ha il carattere turbolento di sua madre che era una principessa, figlia di prncipi.
Vuoi uccidermi? Fallo pure, disse Nyr e porse a Janira il pugnale. Dopo un primo istante di sorpresa, lei agguant l'arma e fece il gesto di colpirlo, ma Nyr rest immobile. Tutti tenevano il fiato sospeso, sbigottiti dal comportamento del giovane. Soltanto Depas e il Barbiere se ne stavano tranquilli. Infine Janira sput sul pugnale e lo gett nell'acqua. L'attesa reazione di Nyr non venne ma la sorpresa si dipinse sul volto di tutti nel vedere il pugnale riapparire nella mano di Nyr che tranquillamente lo rimise nel fodero e si allontan senza pronunciar parola, seguito da Depas e dal Barbiere. Hai fatto un giochetto di prestigio oppure  stata Egea? gli chiese Depas, incerto. Nyr si strinse nelle spalle e non rispose. Era certo che quel pugnale non si sarebbe mai separato da lui e che la sua lama non avrebbe mai potuto ferirlo.
E pensare che stavo per innamorarmi di quel bellissimo predone col turbante! esclam il Barbiere. Innamorarmi di una donna!
Fossi in te, disse Depas a Nyr, le farei venire il culo pi rosso di quello di una scimmia prima di farle capire bene la differenza tra maschio e femmina!
Ho altri progetti, per lei e per suo padre Serar, rispose Nyr, pensoso.
Devo ammettere, Kefti Nyr, che la tua idea mi piace anche se la trovo azzardata, disse Frahim. Hai pensato alle responsabilit che ti assumi?
Se non ci avessi pensato e ripensato non mi sarei aperto cos chiaramente con te, a costo di passare per sciocco, replic tranquillamente Nyr.
A Men-shet la tua idea non piacer per nulla, osserv Frahim.
Invece credo che la approver, sorrise Nyr. Ho i mezzi per fargliela piacere. Il racconto che la sua guida ha fatto non appena  ritornata a Byblos  molto diverso da quello che
Men-shet ha fatto a me. Infatti a me disse che i suoi soldati
avevano combattuto per annientare i predoni ma non  andata
cos. Non mi disse che i predoni avevano offerto la resa a patto che donne e bambini fossero lasciati liberi. Non mi disse che aveva accettato ma che, non appena quelli ebbero gettate le armi, fece massacrare tutti. Non mi disse che i suoi soldati furono uccisi dagli stessi commilitoni mentre si disputavano le donne. Nel corpo di uno dei morti ho trovato una punta di freccia egizia e tu sai bene che i predoni non possedevano archi...
E tu hai quella punta di freccia, suppongo, insinu Frahim.
Ce l'ho e la conservo con gran cura, rispose Nyr. Dipende da me buttarla oppure mandarla a Memphys insieme con la relazione.
Credo che Men-shet non si opporr al tuo piano, allora, sorrise Frahim, visibilmente sollevato.
Resta il problema dei pirati, che mi pare assai pi difficile. Viridion con le navi e lo stesso Men-shet sui monti li tengono chiusi come in una morsa, ma non riescono a prenderli e, secondo me, non ci riusciranno finch quelli se ne stanno quieti e non si mostrano. Questa sorta di assedio dura da quasi una luna e, per quanto ne so, potrebbe durare ancora a lungo mentre io ho fretta di mandare la mia relazione.
Sai, la tua idea su Serar ne ha fatta nascere in me un'altra, assai simile alla tua, per non dire identica... osserv Frahim.
Ma con Serar abbiamo potuto parlare, che lui lo volesse o no, si accigli Nyr, mentre questo Dubair, che tu dici essere
il capo riconosciuto dei pirati,  un uomo invisibile.
E invisibile quando vuole lui, mormor Frahim, pensoso, ma  anche furbo e capisce subito da che parte tira il vento. Men-shet ha lanciato proclami di morte ed esibito il suo carro colmo di mani mozze, ma tutti a Byblos sanno della sorte che ha riservato a donne e bambini dopo aver promesso l'impunit per loro, e nessuno si fiderebbe pi di lui. Al contrario, tutti sanno che tu mantieni la parola data, che non hai violentato Janira ma anzi l'hai affidata alla custodia di mia moglie. Serar si  affrettato a farlo sapere in giro.
Come ha potuto, dai sotterranei dove lo tieni in catene? chiese Nyr, tra l'incredulo e il malizioso.
Anche le prigioni hanno orecchie e lingua, rispose Frahim. Forse la lingua non  quella di Serar, insinu Nyr.
Forse, ammise Frahim. Hai fiducia in me, Kefti Nyr? Sai bene che ho fiducia in te.
Allora attenderai senza inquietarti il tempo necessario, concluse Frahim.
Tre sere dopo Nyr se ne stava da solo nel suo alloggio quando un'ancella, piuttosto spaventata, venne ad avvertirlo che un uomo chiedeva di lui ma non aveva voluto dire il proprio nome. Nyr and alla porta e, fermo sulla soglia, vide un vecchio dalla veste lacera, che gli si rivolse in una lingua fatta di dialetti locali e di egizio.
Sono venuto per parlare con te, se sei Kefti Nyr.
Sono Kefti Nyr e puoi entrare, lo accolse Nyr, incuriosito. Il vecchio era canuto e bianco di barba ma il suo passo era sicuro mentre seguiva Nyr attraverso le stanze. Quando arrivarono a quella solitamente abitata da Nyr, che era bene illuminata, si guard intorno con occhi attenti.
Non vuoi dirmi il tuo nome? lo invit Nyr.
Mi chiamo Dubair, rispose il vecchio, e vengo da te solo e senza armi, in fiducia.
E per parlare, aggiunse Nyr sorridendo.
E per parlare, ammise Dubair.
Chi viene alla mia casa in fiducia e per parlare  ospite gradito, disse Nyr. Dunque siedi con me e beviamo insieme del vino. A gola bagnata ci si intende meglio.
Mi avevano detto che eri giovane ma saggio, replic Dubair. Ora ci credo.


Capitolo 32.

LE Nostre Divine Maest, Figlie di Ammon, Figlie di Ra, Figlie di Horo, Facciamo sapere a te, Kefti Nyr, di approvare i tuoi comportamenti e le tue decisioni. Acconsentiamo pertanto a che il predone Serar non sia pi considerato tale e che, pagato da Noi e sotto la tua responsabilit, costui difenda le Nostre frontiere alte dalle razzie e renda sicuro il commercio del legno di cedro e di quant'altro passi attraverso il territorio da lui guardato e garantito. Acconsentiamo altres a che Dubair, riconosciuto capo dei pirati della costa, non sia pi considerato tale e che badi, pagato da Noi e sotto la tua responsabilit, alla sicurezza delle Nostre navi commerciali in partenza o in arrivo nei porti di Byblos, di Ugarit e Sidone. In riconoscenza del tuo valore e della tua capacit Noi ti nominiamo Governatore di Byblos. Cos abbiamo deciso Noi Divini Hatshepsut, Re di Sesso
Femminile, e cos abbiamo deciso Noi Erede Designato Thutmosi,
Figli di Ammon, Figli di Ra, Figli di Horo.
Nyr, carissimo fratello Mio. Mi manca la tua presenza, Mi manca la tua conversazione stimolante e lo ripeto ogni giorno alla pantera nera, in attesa di liberarla e di combattere per la vita contro di lei. Ho fatto mandare all'isola Rotonda un carico di quegli uccelli che non volano e che partoriscono ogni giorno, scimmie, denti di elefante e pelli di coccodrillo. In minor numero ne ho fatto inviare a Cnosso e a Gourni. Faccio pressione su Senenmut perch ti richiami a Tebe il pi presto possibile. Ora ti scrivo, in minoico: a presto e bene augurando dal tuo Fratello Thutmosi.
Alle Loro Divine Maest, Figlie di Ammon, di Ra, di Horo, dal Loro fedelissimo e umile suddito Kefti Nyr. Questo mando a dire a Voi Divini Hatshepsut e Thutmosi, Signori delle Terre e dei Mari, io, Vostro incaricato in Byblos. Le frontiere di terra e di mare sono sicure e mi preoccupa soltanto la sempre pi numerosa presenza di navi nere nelle acque delle Isole. Alcune di esse giungono sino a Byblos con le insegne di Micene e non posso respingerle, anche perch pagano il legno di cedro il
doppio di quanto venga a costare a Memphys e non turbano dunque il Vostro commercio. Tuttavia essi saldano i loro debiti con vasellame di infima qualit, nemmeno lontanamente paragonabile a quello minoico ed egizio e, in questo modo, il prezzo che pagano non  poi cos caro. Sottopongo perci la questione alle Loro Divine Maest affinch, nella Loro Infinita Saggezza, decidano per il meglio. La mia umilissima opinione  che una grande espansione in Oriente da parte di Micene sia dannosa tanto al commercio minoico quanto a quello egizio. Mi risulta per che a nord di Ugarit essi pagano in oro. In quanto alla mia nomina a Governatore di Byblos io supplico le Loro Divine Maest di non rimuovere Frahim da questo incarico. Egli conosce meglio di me questa terra e queste genti. Inoltre si  sempre comportato con giustizia e onest e mi  stato d'aiuto n a tutt'oggi disdegna i miei consigli. Egli non ha mai sottratto alle Vostre Divine Maest un'oncia di argento o un granello di mirra e neppure ha mai rubato al popolo che governa e perci  ben visto. Mando a Voi, Divini Hatshepsut e Thutmosi, figli di Ammon, di Ra e di Horo, il tesoro di Serar che Frahim ha valutato in circa due talenti d'oro. Mando, in una cassa con il mio sigillo, pietre di origine divina che, poste una vicina all'altra, si attraggono e si attaccano fra loro fino a quando non le si separa con la forza. Sono venuto in possesso di queste pietre in modo singolare. Avendo io rinunciato a tenere come schiava Janira, figlia di Serar, la lasciai libera e lei spos un principe, padrone di monti e di foreste, che, un giorno, mi condusse a una vallata che la sua gente custodisce con le armi, punendo con la morte chiunque osi penetrarvi. Allora vidi un masso enorme a met sprofondato nella terra che, secondo quanto mi venne detto, fu scagliato dal cielo da un dio che
li aveva in odio per punirli di antichi misfatti. Frammenti di quel masso mi furono donati e hanno le divine propriet che ho descritto. Quella gente se ne serve per misteriosi riti e oscure magie legate alla propria religione, che io non contesto e lascio libera. Ci per consiglio di Frahim ma anche perch ben vidi a Memphys come molti Templi siano dedicati a divinit non egizie e approvai la tolleranza delle Loro Divine Maest. Ho riferito quanto vidi e feci e striscio sino ai Vostri Troni per baciare i Vostri Divini Piedi.
Man mano che trascorrevano i giorni, sempre pi intensa si faceva in Nyr la nostalgia per la sua terra. Ancor di pi tuttavia egli si struggeva perch Egea si rifiutava di apparirgli o di dargli un segno, come era accaduto a Tebe durante la sua prima notte nella Sala degli Occhi. Pensava che la dea si fosse dimenticata di lui oppure che, per paura di Efestos, avesse deciso di ubbidire al padre, rompendo la promessa fattagli. Assorto in questi tristi pensieri, Nyr conduceva un'esistenza monotona e desolante: non gli importava pi di nulla ed era sempre pi lontano il tempo in cui egli era un giovane marinaio ansioso di vedere e di apprendere. Sempre pi spesso si rifugiava in una cupa solitudine: si rifiutava di uscire in mare con Viridion, sorrideva stancamente agli scherzi del Barbiere, di Depas, di Trippa, di Nottola - che una volta lo avevano tanto divertito -, declinava gli inviti di Frahim.
Eppure, viaggiando con la flotta nel settore assegnato al comando di Viridion, avrebbe potuto scoprire ogni giorno cose nuove; sbarcando a Tiro, a Sidone, a Ugarit si sarebbe rallegrato nel vedere come rifiorivano i commerci dopo il suo patto con Serar e con Dubair. E nella stessa Byblos, dove risiedeva, avrebbe potuto annotare usi e costumi e credenze religiose che avrebbero arricchito il suo sapere.
Viridion, che intuiva quali ombre passassero nel cuore del suo amico, non cercava di distrarlo, ben sapendo di non averne i mezzi. Frahim, che per Nyr nutriva riconoscenza e stima ed era convinto che il giovane avesse bisogno di distrazioni, faceva del suo meglio in questo senso e organizzava feste in onore dei mercanti che popolavano Byblos. La citt, infatti, non solo brulicava di cittadini egizi, quasi tutti proprietari di depositi di legname, di pelli, di spezie, di essenze rare, ma anche di mercanti che venivano con le loro carovane dal regno di Babilonia (dopo che si era sparsa la voce che i viaggi erano sicuri anche attraverso i valichi, un tempo dominio dei predoni), e di Ittiti, con i loro carichi di stagno prezioso. Molta di questa gente stabiliva a Byblos depositi permanenti che l'intelligente Frahim incoraggiava con esenzioni e privilegi. A queste facilitazioni economiche, il Governatore affiancava splendide feste alle quali invitava sempre Nyr. Lontani erano per i giorni in cui il giovane era stato un convitato brillante per il suo spirito vivace, per la strabiliante destrezza che esibiva nei suoi esercizi e per la sua spontanea gaiezza. Se Frahim aveva pensato che la compagnia delle
donne avrebbe giovato all'umore del suo amico, ben presto dovette ricredersi.
Il nostro caro amico Kefti Nyr  ben diverso da come lo conobbi i primi tempi, pronto di mente e di corpo, disse un giorno a Viridion, e me ne duole il cuore. Tu che lo conosci meglio di me dimmi: come potrei fare per alleviare il suo spirito?
Se lo sapessi te lo direi, Frahim, rispose Viridion preoccupato, ma, in questo caso, vi avrei gi posto riparo io stesso. Sicuramente egli rimpiange la sua terra e la sua gente, forse una fanciulla che lo attende e che lui ama. L'unico rimedio, per lui, sarebbe tornare alle Isole che sono rimaste nel cuore a tutti noi.
Ma tu sai bene che questo non  possibile, osserv Frahim, dispiaciuto. Le Loro Divine Maest non lo lascerebbero partire e, forse giustamente, pensano che adesso le cose vanno bene perch qui c' lui, ma potrebbero cambiare se partisse. Deve esserci un altro rimedio, visto che questo, per ora, non  proponibile.
Sino a oggi ho rispettato il suo silenzio, poich certamente
il suo  un tormento interiore, disse Viridion, ma, visto che la mia preoccupazione  anche la tua, gli parler.
L'alloggio di Viridion, nel Palazzo di Frahim, era contiguo a quello di Nyr. Il capitano vi si rec la sera stessa e fu fatto entrare dall'ancella che, nella lingua mista che tutti i Minoici avevano imparato e contribuivano a formare, gli disse che Nyr era sceso nel cortile per lavarsi alla fontana.
Non fa che lavarsi, aggiunse con una smorfia. Si lava al mattino e si lava alla sera. Rifiuta gli unguenti e non vuole farsi arricciare i capelli.
Viridion aveva constatato che le donne di Byblos preferivano gli unguenti profumati all'acqua, con il risultato che il loro corpo emanava un sentore di traspirazione misto ai profumi che prediligevano. Consideravano infatti attraenti per l'uomo gli odori naturali del corpo, al contrario delle donne delle Isole che usavano gli unguenti soltanto a complemento dei lavacri. L'ancella di Nyr non faceva eccezione.
Entra e aspettalo, capitano, lo invit. Sono certa che il mio padrone non mi rimproverer se ti offro del vino mentre lo attendi.
Viridion la segu nella stanza di Nyr e lei gli serv del vino di
Akrotiri, mentre gli stava intorno premurosa, facendogli addirittura gli occhi dolci. Ben lontano dall'assecondarla, Viridion le chiese se fosse contenta di essere al servizio di Nyr.
Non mi ha mai battuta e raramente mi rimprovera, rispose quella, ma quando mi parla lo fa come se non mi vedesse neppure. Io pensavo che mi avrebbe usata come i padroni fanno con le ancelle giovani ma lui non vi accenna nemmeno. Forse  perch sono brutta...
Non lo era e voleva sentirselo dire da Viridion, che si affrett a compiacerla ma non and oltre perch non era quello il suo scopo. Ora sapeva che Nyr non giaceva con l'ancella e questo lo preoccup ancora di pi, poich non lo reputava normale per un giovane sano e vigoroso. Quando Nyr entr, bevvero insieme e, dopo aver parlato di cose generiche, Viridion affront l'argomento che gli stava a cuore.
Da qualche tempo, amico mio, ti vedo triste e credo di capire che il tuo umore  frutto della nostalgia per le nostre Isole, nostalgia che proviamo tutti ma che pure viene interrotta da momenti di svago e di gaiezza. Ci non vale per te e, come tuo amico sincero, me ne dolgo. Oppure vi sono altri e pi profondi motivi? Se  cos e vuoi aprirmi il cuore, sono qui per questo ma, se non vuoi parlare, rispetter il tuo riserbo.
A quelle parole di Viridion segu un lungo silenzio da parte di Nyr che sembrava assorto in tutt'altri pensieri.
Amico mio, disse infine il giovane, parlando lentamente come se fosse indeciso sulla risposta e vi stesse riflettendo, sono certo dell'affetto che mi porti e della tua lealt. Ho avuto il tempo necessario per constatare l'uno e l'altra. Ci di cui non sono certo  se farei bene ad aprirti il cuore, ma, bada, non si tratta di sfiducia perch ti affiderei la mia vita...
Si tratta dunque di qualcosa di cos grave per cui non puoi confidarti con nessuno? domand Viridion, incredulo.
Se ti aprissi il mio cuore, potresti trovarti in serio pericolo per causa mia e, certamente, tu non lo meriti... disse Nyr, esitante.
Quali che siano queste cose gravi che ti opprimono, dimmele! esclam Viridion. In tal modo i nostri due cuori condivideranno quel peso che, ora, opprime solo il tuo animo.
Nyr fu talmente commosso dalle parole di Viridion che, per qualche momento, non riusc a parlare, ma, quando inizi a farlo, nulla nascose del suo desiderio di riabbracciare il padre
Korys e la madre Akena, di rivedere la sua gente e la sua Isola e questo era ci che Viridion si era aspettato di sentire. Per non era tutto. Nyr gli rivel anche il suo amore per Egea, gli disse che la dea lo ricambiava e gli confid che Efestos si opponeva alla loro unione. Viridion ascoltava, attento ma incredulo: sapeva che Nyr era protetto da Egea, e ci non era un caso singolare, ma che un mortale pretendesse di unirsi carnalmente alla figlia di Efestos!
Io sto perdendo la ragione per Egea! esclam Nyr, alterato in volto. Non esiste alcun'altra donna, per me! Ascolta quello che dico, Viridion, tu che navighi con me, che con me dividi i pericoli: io ho giurato che mai pi far sacrifici a Efestos! Io lo sfido! Se non posso avere Egea, non ho paura della morte, non temo pi nessun dio! Soltanto alla Grande Madre continuo a offrire doni perch protegga i miei e le nostre Isole, perch la nostra terra resti feconda, i nostri uomini sani e le nostre donne continuino a partorire! Soltanto a Lei, cui mia madre Akena ogni giorno si prosterna, onorandola con doni e sacrifici! Ma, a Efestos, mai pi e che il mio odio ricambi il suo! Questo ora sai, Viridion!
Gli occhi di Nyr mandavano scintille di fuoco ma quelli di Viridion erano ottenebrati dalla paura. Il capitano era scosso dai tremiti e, quando riusc a parlare, la sua voce rivel il terrore che si era impadronito di lui.
Tu sei fuori di senno, Nyr, amico mio! Solo un pazzo lancerebbe queste parole di sfida a un dio! E sai benissimo che  sufficiente pensarle perch subito si abbatta su di te una punizione che pi tremenda della morte non pu essere! Come hai potuto pensare che Egea si sarebbe unita a te come femmina col maschio?
Perch me lo disse lei! url Nyr. Lei me lo promise!
Forse ti disse che ti avrebbe protetto e sino a questo momento lo ha fatto! gli replic Viridion. Ma tu sogni un'altra cosa, Nyr!
No, io non sogno, ribatt Nyr e all'improvviso il suo tono si fece calmo e ragionevole perch non voleva che Viridion lo considerasse pazzo. Ti prego di credermi, amico mio, fratello! Non ho perduto il senno e so quello che dico. Fu una promessa chiara. Ma ora basta con questi discorsi, ho approfittato fin troppo della tua amicizia.
Sacrificherai quindi a Efestos, impetrandone la grazia? chiese Viridion.
Questo non lo far, rispose Nyr con voce ferma.
E non ti rendi conto che metti a repentaglio le nostre navi e le nostre stesse vite, sfidando cos apertamente il dio? si indign Viridion.
Non intendo salire pi su una nave finch non me lo dir Egea, fu la risposta.
Frahim non era meno costernato di Viridion che gli aveva fedelmente riferito quel discorso.
Le sue parole sono quelle di un uomo che ha perduto il senno, disse a Viridion. Sappiamo tutti che un mortale non pu opporsi agli di che governano la nostra vita. In quanto a me, posso dirti che, per quanto siamo diversi l'uno dall'altro come uomini, tuttavia finiamo per avere gli stessi di. Tutti noi, che abitiamo sulle coste e solchiamo i mari, abbiamo un
Dio del Mare. Voi figli di Minosse lo chiamate Efestos e noi
con altri nomi che variano a seconda dei popoli, ch ognuno nomina in maniera diversa lo stesso dio. Voi dite che
il vostro Efestos ha sposato la Dea della Bellezza: io non so come la chiamate, noi la chiamiamo Belit ma  la stessa dea e c' il suo tempio a Byblos. Ti faccio questo lungo discorso perch potresti convincere Kefti Nyr a sacrificare a Efestos sotto altro nome. Ma potrebbe anche chiedere l'aiuto della madre di questa vostra Egea, ossia la nostra Belit...
Ho capito il senso delle tue parole, Frahim, rispose Viridion, e non lascer niente di intentato perch Nyr rinsavisca e in lui ritornino il rispetto e la venerazione per gli di, soprattutto per Efestos, che per noi  il pi importante.
Se non riuscirai penso che dovremo ricorrere ad altri metodi, osserv Frahim, pensoso.
Che cosa intendi? gli chiese Viridion.
Kefti Nyr ha bisogno che nel suo animo entrino gli Spiriti e lo sconvolgano, rispose Frahim e, come vide l'espressione di Viridion, allarmata e perplessa, crudamente spieg: L'animo del nostro amico  adesso in preda a una collera che potrebbe rivelarsi fatale per lui. Nella sua mente si rimescolano rabbia, amore e sacrilegio. Che avrebbe da perdere se questi sentimenti operassero in lui come fanno le rotonde pietre di una spiaggia sotto la mareggiata che le cambia di posto?
Credo di aver capito, rispose Viridion ma, in realt, era perplesso e sconcertato. Frahim se ne accorse.
Tu prova con le parole a far ragionare Kefti Nyr, io tenter con altri mezzi, concluse. Su quelle parole si lasciarono.
La sera dopo Viridion and in visita da Nyr e, prendendo dapprima le cose alla lontana, gli parl degli di egizi che venivano adorati a Byblos e fece un paragone con quelli egei. Nyr lo ascolt attentamente e, con gran sorpresa di Viridion, reag in maniera positiva.
Ci che dici  vero, e ho notato che il culto a Byblos  trascurato. Ho anche osservato che, mentre a Tebe e a Memphys si erigono agli di grandi Templi di pietra, nelle Isole ogni luogo  buono, purch l'adorazione sia spontanea. In Egitto non puoi adorare Ammon se non entro i suoi grandi Templi, mentre da noi ogni anfratto  buono per sistemarvi una piccola statua della Grande Madre e ogni comunit, persino ogni casa, pu farlo. Perci penso che far riattare il grande Tempio di Ammon e chieder a Frahim di obbligare i residenti egizi a frequentarlo ogni giorno. Ed  buona l'idea di erigere anche un Tempio alla Dea della Bellezza, o Dea dell'Amore come molti di noi la chiamano. Lo far con i soldi miei e Le offrir sacrifici perch Egea mi disse che la dea sua madre e le sue figlie, sorelle di Egea, l'aiutavano contro Efestos.
Ma non sarebbe meglio dedicare il Tempio a Efestos e ingraziartelo? sugger Viridion che vedeva accolti i suoi consigli alla rovescia. Io te lo consiglio, Nyr, perch otterresti l'effetto di placare il dio e, forse, di annullare il suo divieto a Egea...
Il Tempio sar dedicato a Egea, rispose Nyr, in tono che non ammetteva replica.
D'accordo, faccia come vuole, comment Frahim, ma il Tempio dedicato a Belit esiste gi e, fra qualche giorno, Nyr vi dovr entrare per offrire, come  costume, l'obolo alle donne. Non potr sottrarsi perch  Legge. Nel Tempio vi saranno donne, maritate e no, che seguono la costumanza di Babilonia. Essa consiste in questo: gli stranieri che entrano nel Tempio offrono un obolo - grande o piccolo, non ha importanza - a una donna, accompagnandolo con la frase: "In nome della dea Belit,
che io invoco". L'obolo diventer a questo punto sacro e nessuno si sognerebbe di rifiutarlo. La donna seguir allora lo straniero fuori del Tempio e si accoppier con lui.
Mi sembra un'usanza turpe, a dire il vero, osserv Viridion. In fondo la donna si concede per denaro.
Denaro sacro che va a favore del Tempio, lo corresse Frahim, e non troveresti donna, non una, che lo farebbe al di fuori della costumanza sacra, neppure se tu la coprissi d'oro e d'argento. Non so quanto sia antica questa usanza - era gi presente a Byblos quando vi giunsi come Governatore -, ma ti dico che anche mia moglie vi si sottopone.
Allora  cosa giusta, si affrett a dire Viridion. Ci significa che Nyr non eriger un Tempio a Belit, o alla Dea dell'Amore come la chiamiamo noi, ma in che modo possiamo dissuaderlo dalla sua intenzione di dedicare l'altro Tempio a Egea invece che a Efestos?
Un Tempio non si erige da un momento all'altro, replic
il saggio Frahim, e tu, nel frattempo, convinci Kefti Nyr che  suo dovere andare al Tempio di Belit. Qualsiasi cosa lo tragga fuori della sua apatia sar un dono degli di.
Viridion non ebbe difficolt a convincere Nyr e, il primo giorno consacrato a Belit, andarono insieme al Tempio. Fu per loro una sorpresa perch tutti gli stranieri che dimoravano a Byblos v'erano convenuti e, con loro, carovanieri e gente di ogni dove, attratta a Byblos da quella costumanza. Al vedere quella moltitudine, pensarono che molti sarebbero rimasti esclusi da quel rito sacro perch gli uomini in attesa erano centinaia ma, quando fu la loro volta di entrare al Tempio, restarono sbigottiti dal numero delle donne ammassate all'interno. Tra le donne erano stretti corridoi appena sufficienti perch vi passasse l'uomo che doveva scegliere e, lungo questi corridoi, camminavano lentamente gli uomini in fila. Quando uno di loro sceglieva una donna, le gettava in grembo una barretta di rame oppure una piastrina d'argento e la donna si alzava e lo seguiva fuori del Tempio. Naturalmente venivano scelte per prime le pi belle, mentre quelle meno attraenti restavano giorni e giorni al Tempio prima di trovare un uomo che si contentasse di loro.
Nyr aveva aderito alla richiesta di Viridion perch lo considerava un obbligo ma, adesso, gli occhi gli caddero su una giovane bellissima, dai capelli corvini e gli occhi di velluto, che ricambiava il suo sguardo con intensit. Per la prima volta dopo tanto
tempo, Nyr prov desiderio ma c'erano tre uomini davanti a lui e il giovane pens che, sicuramente, il primo di loro l'avrebbe scelta. Con sua sorpresa, il primo la oltrepass senza degnarla di uno sguardo e gett il suo obolo in grembo a una ragazza grassa e di pelle scura. Anche il secondo uomo pass oltre, e Nyr prese a trepidare, anche se era certo che il terzo avrebbe scelto la stupenda giovane che gli aveva acceso i sensi. Ma anche il terzo uomo pass oltre e fu con mani tremanti che lui gett il suo obolo in grembo alla ragazza. Immediatamente lei si alz e Nyr vide che la sua figura era degna del volto. Fu la ragazza a prenderlo per mano e lo condusse fuori del Tempio. Nyr la segu fremendo al contatto della morbida mano di lei, senza accorgersi degli sguardi stupiti che li seguivano...
Una volta uscito, Nyr avrebbe voluto parlarle ma aveva la gola e le labbra aride per il desiderio e cos si lasci condurre in silenzio attraverso un dedalo di stradine sino a una casa dalle imposte sbarrate. Quando furono di fronte alla porta, questa si aperse silenziosamente senza che nessuno l'avesse toccata e, quando la ragazza ebbe condotto Nyr all'interno, si richiuse, e i due si trovarono nella tenebra pi fitta. Lei tuttavia si mosse con passo sicuro, sempre tenendo Nyr per mano, sino a una piccola stanza di cui il giovane pot vedere i contorni e, vagamente, gli oggetti che conteneva, anche se, in apparenza, non vi erano fonti di luce. L'interesse di Nyr, tuttavia, era totalmente assorbito dalla ragazza: quindi, senza esitare, la strinse subito tra le braccia.
Caddero insieme su qualcosa di morbido e, avvinti, unirono le loro bocche. Affannosamente si liberarono delle vesti e, quando non vi fu pi ostacolo, furono un corpo solo.
Nyr si trov preso in un turbine di volutt e lei gli rispondeva con eguale ardore: si trovarono avvinti in una lotta amorosa che ben presto strem entrambi, lasciandoli vinti e vincitori insieme ma ben lontani dall'essere soddisfatti l'uno dell'altra. Subito ripresero: un fuoco inestinguibile continu ad avvolgerli, alimentando il loro desiderio e le loro forze e nella stanza non si udivano parole ma soltanto ansiti, gemiti e grida. Fu cos sino a che il fuoco non si trasform in cenere e Nyr si accorse che, mentre il suo corpo giaceva abbandonato e inerte, la sua mente era ben viva e i suoi occhi vedevano nitidamente ogni particolare della stanza.
Appese alle pareti vi erano pelli di scimmia e di leopardo,
mentre dal soffitto pendevano, all'uso egizio, alcune piccole cassette chiuse da veli trasparenti e colme di lucciole: era quindi dai piccoli insetti che veniva il chiarore della stanza. Altre pelli e molti cuscini erano sparsi sul pavimento ed era su questi che lui e la ragazza del Tempio erano adagiati. Non vi erano mobili, soltanto un bruciaprofumi in bronzo, dal coperchio bucherellato. La sua amante giaceva accanto a lui, con gli occhi chiusi e i capelli sciolti.
Come ti chiami? Puoi dirmi il tuo nome? le chiese Nyr e, accorgendosi di averle parlato in minoico, stava per ripetere la domanda quando lei lo fece trasecolare rispondendogli nella stessa lingua: Tutti mi chiamano Marith di Byblos.
Ma... tu conosci la mia lingua!
Io conosco tutte le lingue, rispose lei e nel parlare teneva gli occhi chiusi, come sopraffatta dalla stanchezza, ma la sua voce era armoniosa e bella come il suo volto e il suo corpo che pareva scolpito nel marmo.
Sai chi sono io? le chiese Nyr.
Sei Nyr dell'isola Rotonda, rispose Marith aprendo gli occhi per guardarlo. Nyr si sent penetrare da quello sguardo e fu come se Marith si fosse impadronita della sua mente. Il tuo cuore  oppresso dalla nostalgia, quando mi hai amata non hai amato me ma colei che desideri, colei che ti  negata.
 vero, mormor Nyr, ma tu come puoi sapere queste cose?
So queste cose e tante altre che tu non puoi nemmeno immaginare, gli rispose Marith.
E sai dirmi se la donna che amo mi sar negata in eterno? chiese ansiosamente Nyr.
So dirti soltanto che oggi hai fatto una buona cosa venendo al Tempio di Belit che  la madre della donna che ami.
Questo e nient'altro? chiese Nyr. Non sapeva se essere felice per quella risposta che era per lui fonte di speranza e insieme di delusione.
Nient'altro sulla donna che ami, ma, forse, vorresti vedere le altre persone che ti sono care, parlare con loro...
Hai detto vedere? Hai detto parlare? chiese Nyr, sbigottito. Ma come  possibile?
 possibile, afferm Marith. Dunque lo vuoi? Aspetta e resta quieto nell'animo e nel corpo. Si alz e, nuda com'era, and a ricoprire con dei panni neri le gabbiette delle
lucciole cosicch la stanza piomb nella pi completa oscurit. Un attimo dopo si svilupp una piccola fiamma rivelando i contorni del bruciaprofumi e, da questo, usc una piccola nuvola che fece da cornice a un volto dapprima indistinto ma che and via via delineandosi mentre a Nyr sfuggiva un'esclamazione soffocata: Padre!
All'immagine sorridente del padre Korys gli tremarono le ginocchia, ma la stanza risuon della forte voce che, indubbiamente, era quella del genitore. Tuttavia Korys non si rivolgeva a Nyr ma alla moglie Akena che apparve, sorridente, al suo fianco. Tra poco verr il tempo di scuotere l'ulivo sacro e Nyr non sar con noi. Desidero per che sappia che noi siamo sereni, perci domani ricever nostre notizie. Cos disse Korys e Akena gli rispose: Sar fatta la volont della Grande Madre alla quale sacrifico ogni giorno in modo che Nyr ritorni presto all'isola Rotonda e io lo possa accogliere tra le mie braccia! L'immagine dei genitori era precisa e reale: Nyr li vide in uno dei giardini della nuova casa che era proprio come l'aveva immaginata lui e gli si gonfi il cuore per l'emozione. Non ebbe tuttavia il tempo di sfogare la sua commozione in pianto che gli apparve la cara, vecchia casa di montagna dove era nato e gli apparvero il fratello Timos e la cognata Uga che reggeva in braccio un bimbetto di pochi mesi. Timos sorrise timido ma Uga, atteggiando la bocca carnosa al broncio che lui conosceva, gli chiese: Mi porterai un cofanetto, quando torni all'isola Rotonda? E, dietro di loro, gli sorrise la sorellina Ilia, ormai cresciuta: Sono in visita e scender tra qualche giorno ad Akrotiri. Ti aspetto presto, Nyr, gli disse senza chiedergli nulla in dono. Al suo fianco apparvero, invecchiati, Leandro e sua moglie Shamra che gli sorrisero affettuosi. Leandro si rivolse a Nyr: Ti preparer budella di capretto di latte intrecciate da cuocere allo spiedo, quando tornerai.
Poi quelle immagini iniziarono a sfocarsi, il chiarore nella stanza si affievol ma, prima che ripiombassero nel buio, il braccio di Marith si stese nella semioscurit e la sua mano lasci cadere nel bruciaprofumi un granello poco pi grande di un chicco di frumento.
Immediatamente divamparono le fiamme, si sparse il profumo e una piccola nuvola usc dal bacile di bronzo. Nyr si sent trasportato in alto e si ritrov sull'orlo del cratere della pi alta montagna di Akrotiri, dove era gi stato con Acheo, ma non pot
guardare il fondo verdeggiante che ricordava cos bene poich, dal cratere, saliva fumo nero e caldo da non potersi sopportare, e ne veniva un ribollire punteggiato da colpi sordi e inquietanti che rimbombavano nell'aria.
A Nyr tremarono le ginocchia e, questa volta, certo non per la commozione. Distolto lo sguardo dal cratere fumante, osserv il mare e allib. Fin dove arrivava lo sguardo nereggiavano le navi akhkhiyawa ed erano mille e forse pi, e navigavano in direzione dell'Egitto. Ne fu cos atterrito che nascose la testa fra le mani e grid: Non voglio vedere questo! Ti supplico, Marith, io voglio vedere Egea!
A queste parole ci fu un gran rombo e ne rintron tutta la casa a un punto tale che, dai muri scossi, si lev la polvere, le gabbiette con le lucciole caddero sul pavimento e dal bruciaprofumi, dopo uno scoppio, usc del fumo nero. Nella stanza si ud la voce di una donna, una voce di vecchia. Non dovevi nominare la dea! Non dovevi farlo!
Fuori rumoreggi improvviso il tuono e i lampi squarciarono l'oscurit. Un'ultima luce illumin la stanza quando le lucciole, liberate dalle gabbiette, si misero a volare tutt'intorno e, a quelle piccole luci che vagavano tremolanti per la stanza, Nyr vide una vecchia laida e sdentata, oscenamente nuda, che gli tendeva le braccia invocandolo: Non sfuggirmi, Nyr! Sono Marith! Ti ho dato piacere quanto me ne hai dato tu, ma non dovevi invocare in quel modo una dea perch il potere di Efestos  infinitamente superiore al mio! Non lasciarmi, ora!
Ma Nyr, sconvolto, gi fuggiva per le stanze buie, urtando contro i muri. Miracolosamente trov la porta e quasi la scardin nell'aprirla. Fuori era notte, diluviava e, nel cielo, crepitavano le folgori. Nudo com'era, corse via per le strade allagate finch non si imbatt in una pattuglia di arcieri, la pi fortunata tra le molte che Viridion e Frahim avevano sguinzagliate per la citt alla sua ricerca.


Capitolo 33.

QUELLA stessa notte Nyr, rincuorato da una coppa di caldo vino al miele, fece il suo racconto a Viridion e a Frahim, a partire dal momento in cui aveva scelto quella stupenda ragazza nel Tempio di Belit, ma senza nominare Egea. Viridion e Frahim, ascoltandolo, mostravano chiari i segni del loro stupore, persino della loro incredulit, eppure, conoscendo Nyr, non potevano dubitare delle sue parole n egli mostrava di essere uscito di senno, a parte quella sua pazza corsa, nudo sotto il diluvio, che tuttavia poteva essere spiegata con il terrore che avrebbe assalito chiunque si fosse trovato nelle sue condizioni.
Vediamo di ricapitolare, Nyr, amico mio, disse alla fine Viridion. Ricorderai che ero dietro di te, quando eravamo in fila con gli altri uomini nel Tempio. Ebbene, io non mi capacitai che tu avessi scelto quella vecchia laida per congiungerti con lei.
Era una delle pi belle fanciulle che avessi mai visto, dichiar Nyr con fermezza. Si trasform in un'orribile megera quando... quando fuori scoppi la tempesta. N posso dubitare dei miei occhi e delle mie orecchie. Vidi i mei cari e li sentii parlare con le loro autentiche voci. Su questo non ho dubbio alcuno.
Tu dici che quella ragazza afferm di chiamarsi Marith? chiese pensoso Frahim.
Cos disse. Marith di Byblos.
Una Marith  effettivamente esistita a Byblos, disse Frahim, parlando lentamente come se andasse frugando nella memoria. Quando la conobbi io, molti anni fa, era gi vecchissima e so per certo che  morta. Io stesso feci sbarrare la sua casa dopo che fu sepolta.
E chi era, questa Marith?
Una strega, rispose Frahim. Aveva il potere di far apparire le persone da lei evocate e... anche quello di cambiare aspetto.
Allora  certamente lei, afferm Nyr. E anche la casa dove mi ha condotto deve essere la sua perch vidi imposte e porte sbarrate, eppure la porta si aperse senza che alcuno l'avesse spinta o manovrata dall'interno.
Di questo potremo accertarci, disse Frahim, se tu sei in
grado di riconoscerla. D'altronde non ci sono molte case diroccate e con le porte sbarrate, a Byblos. Non appena sar giorno andremo con le guardie. Vuoi mangiar qualcosa, adesso, oppure bere dell'altro vino? Se non  stata un'illusione devi aver speso tutte le tue forze, con quella vecchia...
Ti dico che non era vecchia ma bellissima quando mi congiunsi con lei. Ed era nel fiore degli anni. Le sue carni erano sode come il marmo e il suo corpo era magnifico!
Uscisti con lei dal Tempio che il sole non era alto nel cielo, osserv Viridion, e da quella casa sei fuggito a notte. Hai trascorso moltissimo tempo con questa Marith.
Ci siamo presi senza smettere mai, non credevo di avere tante forze, sospir Nyr. Non mi sentii mai stanco e, d'altronde, lei era un'amante raffinata e focosa e sapeva come far risorgere la mia carne, oh se lo sapeva!
Deve essere stato orribile, per te, accorgerti, alla fine, che ti eri congiunto con quella vecchia laida, osserv Viridion. Era talmente brutta, quando la vidi nel Tempio, che distolsi subito lo sguardo e ti lascio immaginare il mio stupore e anche la mia preoccupazione per te quando ti vidi uscire dal Tempio con lei. Ma non potevo impedirtelo senza commettere sacrilegio.
Comunque, la donna con la quale mi sono congiunto faceva tutt'altro che ribrezzo, questo posso assicurartelo, gli replic Nyr con un pallido sorriso. E non rimpiango di averla seguita in quella casa perch vidi mio padre e mia madre, mio fratello e mia cognata, la mia sorellina e avrei voluto vedere anche il mio vecchio amico Tiri il pescatore e, soprattutto, il Navarca. Ma... a un tratto ci non fu pi possibile e mi ritrovai di fronte a quell'orrenda vecchia. Che avreste fatto al mio posto?
Sarei scappato a gambe levate, nudo e sotto la bufera! rise Viridion. Ma ora mangia qualcosa e bevi. Sei molto pallido e certo sar stata anche l'emozione. Su, non farti pregare.
L'ultima cosa che vidi, mormor Nyr, senza badare alle parole dell'amico, fu il mare solcato da navi nere, ed erano tante che non finivano mai. Questo mi preoccupa moltissimo perch, come erano veri i volti e le parole dei miei cari, cos devo supporre che fossero autentiche anche quelle navi...
Viridion non replic perch era preoccupato anche lui, pur sperando in cuor suo che ci che aveva raccontato Nyr non fosse stato altro che una visione.
Finalmente Nyr accett di mangiare qualcosa e, bevendo una
coppa di vino, Viridion e Frahim gli tennero compagnia sinch non spunt l'alba in un cielo nuovamente sgombro di nuvole.
Un'ora dopo, insieme con guardie e arcieri, si mossero alla ricerca della casa di Marith e non fu difficile trovarla perch Frahim aveva buona memoria. La casa era diroccata, le imposte e la porta sbarrate con assi inchiodate. Inutilmente Nyr prov a spingere la porta e, quando Frahim diede ordine di abbatterla, si vide che i chiodi di rame erano neri e si sbriciolavano al contatto. Dentro, la casa era piena di ragnatele e in nessuna stanza vi erano mobili, tantomeno bruciaprofumi di bronzo e pelli di scimmia e di leopardo appese alle pareti, cos come non vi era traccia dei cuscini menzionati da Nyr. A questo punto Frahim e Viridion guardarono dubbiosi l'amico e l'incredulit riapparve nei loro volti. Eppure Nyr continuava a dirsi certo che quella fosse la casa e, in particolare, aveva riconosciuto la stanza dove si era congiunto con Marith.
Non consideratemi pazzo o visionario, vi supplico! invoc, rivolto a Viridion e a Frahim. Vi dico che Marith di Byblos mi ha portato in questa stanza!
Non  possibile che ti abbia fatto bere una qualche pozione magica? indag Frahim, che non voleva parlare apertamente di suggestione.
Non ho bevuto n mangiato nulla, ne son certo! dichiar Nyr.
Un momento! esclam Viridion. In questa stanza c' veramente qualcosa di insolito: noterete che tutta la casa  impolverata e coperta di ragnatele ma questa stanza no. Vi sono soltanto croste cadute dal muro quando trem la casa, proprio come ha detto Nyr!
E questa... questa  una lucciola! esclam a sua volta Frahim, illuminando con la torcia un piccolo insetto che se ne stava in un angolo.
Ebbene, ho visto ci che mi premeva e ho saputo ci che volevo, disse Nyr, sollevato. Uscirono dalla casa e Viridion e Frahim ora non avevano pi dubbi che ci che era accaduto a Nyr fosse opera della strega Marith di Byblos. Non avevano fatto che pochi passi sulla strada, quando i muri della vecchia casa cominciarono a tremare rumorosamente: parvero poi disfarsi e tutto rovin al suolo in una nuvola di polvere. Subito accorse una moltitudine di cittadini e, quando la polvere si fu diradata, tutti videro che soltanto una parte
fatta di grosse pietre sovrapposte era rimasta in piedi
formando una nicchia non molto profonda e, dentro la nicchia, da un fresco tappeto di erba verde spuntavano gli azzurri fiordalisi!
Tutti si prosternarono gridando che era stata l'opera degli di: Nyr si sent il cuore colmo di felicit e di emozione e si chin a baciare quell'erba e quei fiori. Questo sar il tuo Tempio, Egea divina, e io ti onorer ogni giorno! sussurr prima di rialzarsi.
Quel giorno era destinato a essere foriero di eventi importanti. Stavano tornando al Palazzo del Governatore e Nyr aveva appena convinto Frahim a far portare via immediatamente le macerie di quella che era stata la casa di Marith per far piantare al suo posto l'ulivo sacro ai Minoici, quando videro farglisi incontro di corsa alcuni arcieri dai visi stravolti per l'affanno.
Venite subito al porto! Sta entrandovi una lunga da guerra con le insegne di Cnosso ed  assai malridotta! Gli abbiamo mandato incontro alcune barche che la prendano a rimorchio perch minaccia di affondare da un momento all'altro!
Corsero al porto e videro la lunga che, trainata dalle barche, stava accostando in quel momento a una banchina. Come furono sottobordo si resero conto di quanto era malconcia. Una fiancata distrutta rivelava i banchi dei vogatori. L'antenna era spezzata e la vela ridotta a brandelli. Doveva esserci anche una falla nell'opera viva, perch la nave sbandava pericolosamente ed era chiaro che aveva imbarcato acqua. Gli uomini a bordo, poi, erano stranamente pochi e quasi tutti avevano fasciature al capo o al volto come se avessero sostenuto una battaglia. Infatti dovettero essere aiutati a scendere a terra perch barcollavano. Tra loro Viridion riconobbe a stento il capitano, lacero, con una ferita alla gamba e la testa bendata.
Meleo di Cnosso! Cos' stato, chi vi ha ridotti in queste condizioni? gli chiese, in preda alla commozione.
Le navi akhkhiyawa! gli rispose affranto il capitano. Ma non ora, Viridion! Prima aiuta il mio equipaggio, non c' un solo uomo a bordo, tra i vivi, che non sia ferito!
Meleo e gli altri furono aiutati a salire sui carri e condotti al palazzo di Frahim. L furono medicati e rifocillati: solo allora Meleo fu in grado di raccontare la sua storia.
Partimmo da Cnosso, la mia nave di scorta a quattro tonde da carico, diretti a Memphys, cos inizi Meleo, e portavamo bronzo lavorato, pani di rame, olio e vino. Un viaggio tranquillo e, nel porto di Memphys, grazie agli accordi nuovi, fummo trattati bene. Le tonde imbarcarono pelli pregiate, ebano e datteri. Le nostre istruzioni erano di non fermarci n a Tiro n qui a Byblos e cos facemmo, col vento a favore. Infatti sapete che le navi scendono col vento fin sulle coste di Cirene, poi costeggiano sino al delta e, quando ne ripartono, il vento  sempre favorevole. In mare non incontrammo alcuna nave e viaggiavamo tranquilli sapendo che le coste sino a Ugarit sono ben guardate dalle vostre navi. Ma, quando fummo al traverso di quella piccola citt che i pi, tra i naviganti, chiamano Mashra, da un'insenatura ben protetta usc una quantit di navi nere che si avviarono a tagliare la nostra rotta. Il loro colore, e il fatto che non inalberassero insegne, mi mise in sospetto e segnalai alle tonde di allargarsi verso il mare aperto ma il loro carico era tale che, pure in favor di vento, non andavano veloci e, in seguito a quella manovra, che non gli consentiva di sfruttare a pieno il vento come prima, rallentarono ulteriormente. Nel frattempo avevo contato le navi nere ed erano una meno di trenta, cos mi preoccupai...
Meleo s'interruppe e si pass una mano sulla fronte bendata come per raccogliere i pensieri. Nessuno lo sollecit e tutti, mentalmente, considerarono quel numero.
Quelle navi akhkhiyawa, pur col vento che le investiva di fianco, forzarono talmente sui remi che la mia lunga, per quanto due volte pi veloce delle loro, venne a trovarsi nel mezzo e separata dalle tonde. Allora la met delle navi nere aggred la mia, impedendomi di portare soccorso, e l'altra met and contro le tonde. Ingaggiai battaglia, e i miei arcieri incendiarono con le frecce infuocate forse quattro navi nere ma quelle, pur bruciando come torce, ci assalivano e i predoni scagliavano i loro giavellotti come forsennati. Molti dei miei morirono, ma anche molti dei loro e di sicuro affondammo almeno quattro navi nere, oltre quelle che stavano bruciando...
Ancora una volta, Meleo s'interruppe e gli trem la voce. Prontamente Frahim gli porse una coppa colma. Bevi, capitano, e frena la tua commozione ora che sei tra amici. Ma Meleo intinse appena le labbra nella coppa, prima di continuare.
Una delle loro navi ci speron ed erano veramente pazzi perch il loro legno si aperse come una zucca quando la spacchi;
anche noi, per, avemmo una brutta falla e due morti, affogati in seguito a quell'urto. Poi dovemmo pensare a combattere per salvar la vita perch gli Akhkhiyawa saltavano come scimmie a bordo della nostra nave e, per due che ne uccidevamo, ci trovavamo ad affrontarne quattro. Io stesso, parando con la spada un colpo di pugnale, lo ricevetti tuttavia di striscio e mi aperse la pelle che ricopre il cranio, dalla fronte sino alla sommit. Vidi il mio timoniere assalito e corsi in suo aiuto ma inutilmente, dato che ricevetti un colpo di pugnale alla coscia e lui ebbe il petto squarciato da un giavellotto. Allora i miei cominciarono a gridare: "Salviamoci con la fuga, Meleo, che altro non possiamo fare se non morire inutilmente!" Io riconobbi che avevano ragione solamente quando vidi che i marinai delle tonde si erano arresi e che le tonde stesse erano ormai occupate dai maledetti Akhkhiyawa, i quali le dirigevano a remi verso terra. Allora pensai a salvare le nostre vite ma non ci sarei riuscito se le navi nere avessero insistito a circondarmi. Io... devo ammettere che fuggii perch avevo la paura nel cuore, altrimenti sarei morto come quei compagni che adesso giacciono in fondo al mare...
Qui Meleo scoppi in singhiozzi e non fu facile confortarlo dicendogli che la sua morte e quella del suo equipaggio sarebbero risultate inutili.
Lo stato della tua nave, i tuoi morti, le tue ferite e quelle dei tuoi uomini, gli disse Viridion, parlano a favore del tuo coraggio. Che utile avresti dato a Minosse, morendo e perdendo anche la tua nave?
Se tu mi fossi comparso davanti a raccontare questa storia con la nave intatta e il tuo corpo e quello dei tuoi senza neppure un graffio, gli disse Nyr, non so cosa avrei pensato di te. Adesso invece ti considero un valoroso e ti invito a considerare anche un altro fatto importante: non ci avresti potuto avvertire se fossi stato in fondo al mare. Adesso, grazie a te, sappiamo dove sono gli Akhkhiyawa e cosa hanno fatto. E io ti assicuro che vendicheremo immediatamente te e i tuoi morti e se ci sono compagni prigionieri saranno liberati. Giuro solennemente che non una di quelle navi nere scamper al fuoco, che non uno di quei pirati sopravvivr!
Meleo dovette rispondere ancora a qualche domanda, dopodich gli fu assegnata una stanza dove avrebbe potuto riposare.
Mandati a chiamare i capitani delle navi e il generale Men-shet, si tenne un consiglio e tutti furono d'accordo che le navi akhkhiyawa dovevano essere attaccate e distrutte e i loro equipaggi, ove non si fossero arresi, distrutti con le navi.
Ora bisogna considerare il modo, visto che sull'attacco siamo tutti d'accordo, disse Viridion. Secondo la mia stima loro hanno poco meno di trenta navi, pi delle nostre che sono diciassette. Il numero degli uomini dovrebbe aggirarsi sui cinquecento e anche in questo ci sono superiori. Quanti dei tuoi uomini puoi darci, Men-shet?
Quanti ne possono contenere le vostre navi, rispose il generale egizio, ma ci vorr del tempo. Sapete bene che ho disposto distaccamenti di cento uomini ciascuno, sparsi sulle montagne uno in vista dell'altro. Da nord gli Ittiti si spingono fino al regno di Mitanni e, sinora, non hanno portato scompiglio, per mi fido poco. Qui a Byblos ho centocinquanta arcieri libici e cento posso darveli.
Prenderemo i Libici perch non possiamo attendere che tu richiami parte dei tuoi soldati dalle montagne, disse Viridion.
Dimenticate Dubair e i suoi uomini, intervenne Frahim. Le loro navi son pi adatte alla rapina che alla guerra ma gli uomini sono bravi combattenti e, una volta a terra, vi possono servire.
Quando contiamo di attaccare? chiese uno dei capitani.
Se dessi retta alla mia collera, questa notte stessa! intervenne impetuosamente Nyr.
Ma dovete prima prepararvi in maniera adeguata, gli fece notare Frahim. Inoltre Meleo ha contato ventinove legni neri e possiamo credergli quando afferma di avere affondato almeno quattro navi barbare e averne incendiate altrettante. Per chi ci assicura che, ben nascoste, non ve ne fossero altre? Che non vi sia un forte insediamento a terra, nei pressi di Mashra? Io suggerisco di mandare Dubair, questa notte stessa, che, non visto, ci informi sul numero di uomini e navi in forza agli Akhkhiyawa. Tutti, e per primo lo stesso Nyr, riconobbero giusto il consiglio del governatore e immediatamente mandarono a chiamare Dubair. Nel frattempo misero a punto i particolari dell'azione. Molti capitani osservarono che, per quanto la flotta di Minosse fosse vigile su quelle coste, non aveva incontrato mai navi akhkhiyawa, ma soltanto micenee con le quali l'Egitto aveva un trattato di commercio. Furono scambiate ipotesi e, ancora una
volta, quella di Frahim apparve la pi logica. Egli spieg sulla tavola un grande rotolo di papiro incerato sul quale erano disegnate le coste che andavano da Micene fino al delta egizio e oltre, cio sino a Cirene. Nel mezzo stavano le Isole.
Voi che siete naviganti, inizi a dire Frahim, sapete bene che il vento soffia costante dalle coste di Micene e vien gi dritto sino a quelle cirenaiche. Qui, incontrando terra, il vento piega, segue le coste egizie e quelle asiatiche per ritornare al punto di partenza...
 vero, riconobbero a una voce i capitani.
Voi non avete mai incontrato navi di Micene o vostre che vadano a Memphys provenienti da Ugarit, prosegu Frahim, indicando le rotte con un dito.
Infatti anche questo  vero, ammise Nyr che seguiva con interesse estremo. Tutte le navi, quando possono, vanno in favore di vento.
E seguono la stessa rotta, sia che partano da Micene sia che partano dalle Isole, continu Frahim. Ma quando, cariche di merci imbarcate a Memphys, le portano a Cnosso o a Micene, navigano in favore di vento e sicure soltanto fino a Ugarit perch  soltanto fin l che noi proteggiamo gli interessi dei Divini Faraoni...
Frahim non termin la sua argomentazione ma tutti avevano capito e Nyr era andato ancora pi in l con il pensiero.
Tu hai perfettamente ragione, disse a Frahim, come l'avevo io quando dissi a Senenmut che sarebbe stato meglio scortare le navi lungo tutta la rotta! Perch adesso vedo meglio il disegno degli Akhkhiyawa: essi vogliono andar contro Minosse senza ledere gli interessi dei Divini Figli di Ammoni Se Minosse vorr far scortare la sua flotta mercantile indebolir i suoi porti e quella gente non aspetta altro. Me lo disse un giorno un loro principe al quale salvai la vita: che vogliono espandersi, che intendono diventare un Popolo del Mare! E Senenmut ha la vista corta perch se ora i Divini Faraoni sono troppo potenti per gli Akhkhiyawa, domani una sconfitta di Minosse li renderebbe deboli sul mare e questi mangiatori di ghiande si farebbero per contro sempre pi forti e prepotenti!
Senenmut, Tesoriere di Karnak, fa gli interessi commerciali dei Divini, osserv prudentemente Frahim.
Lo credo bene! esclam Nyr che non poteva controllare la propria ira. Lui riceve sempre le sue merci, quelle che gli
mandiamo noi, ma, quelle che lui ci manda per sdebitarsi, noi
non le riceviamo e a lui non gliene importa! Ora io dico a tutti voi che mi ascoltate: distruggeremo gli Akhkhiyawa che si sono insediati presso Mashra ma, dopo, chieder con fermezza ai Divini che almeno la met della nostra flotta possa tornare alle Isole e spero che i Divini capiscano che  nel Loro stesso interesse!
Dopo tre giorni, a sole alto, torn a Byblos Dubair che, con una piccola imbarcazione, aveva spiato l'accampamento degli Akhkhiyawa. Egli rifer di essere sbarcato e di avere spiato i barbari nel corso della notte e sino all'alba. Non aveva potuto stimare il loro numero ma, a giudicare dalle capanne, non dovevano essere pi di quattrocento. Non aveva individuato prigionieri. In quanto alle navi, ne rifer con esattezza il numero: erano ventiquattro, in parte all'ancora, in parte tirate in secco come era costume di quella gente. Inoltre rifer che v'era commercio con le carovane ittite che portavano merci, prostitute e anche molta birra. Io direi che  meglio dar fondo alle nostre navi nel corso della notte e, per l'attacco, attendere le prime luci dell'alba perch costoro usano gozzovigliare con la birra, le donne e le carni arrosto sino a tarda notte, concluse Dubair.
A tarda sera uscirono dunque le navi minoiche e Nyr sapeva di poter disporre di cento arcieri, cinquanta soldati allenati al combattimento, cento lancieri libici e, inoltre, degli uomini di Dubair che erano quaranta soltanto ma decisi e bene armati.
Giunti al largo, ogni equipaggio lasci cadere in mare le proprie offerte a Efestos ma Nyr, incurante del dio, gli dedic poco saggiamente un simulacro in terracotta della nave, mentre per Egea lanci in acqua un cofanetto di ebano intarsiato con dentro un anello d'oro e lapislazzuli. Per tutta la notte navigarono con vento talmente buono che all'alba avevano gi sorpassato Simyra. Di giorno, il vento rinfresc ancora e Nyr lo consider un segno del favore di Egea. Rifer questo a Viridion che per gli rispose quasi duramente.
Ricordati che il Dio del Mare  Efestos e cerca di ingraziartelo perch se andasse in collera non saresti il solo a soffrirne, ma tutti noi. E, per il bene che ti voglio, considera sempre Egea la tua divina protettrice, ma non desiderarla in altro modo o ne verr un gran male.
Nyr riconobbe che quelle parole erano giuste e, mentre
navigavano, promise a se stesso che, sinch non fosse stata lei a dargli un segno certo una volta ottenuta l'approvazione del padre, avrebbe pensato a Egea soltanto come a una protettrice.
A sera passarono al traverso di Ugarit e, subito dopo, i veloci navicelli degli uomini di Dubair rallentarono e uno di essi si ferm sino a che fu accostato alla nave di Nyr. Agilmente, Dubair sal a bordo: da quel momento in poi, sarebbe stato lui il pilota della flotta.
Era gi notte quando Dubair dette il segnale di accostare e, poco dopo, la flotta si ancor. Una barca veloce, dagli scalmi bene ingrassati e le pale dei remi avvolte in stracci, part silenziosa a doppiare il promontorio che nascondeva Mashra. Dopo due ore torn, silenziosa com'era partita.
Quei barbari hanno acceso grandi fuochi e stanno dando inizio a una festa, riferirono gli uomini di Dubair. Abbiamo sentito l'odore delle carni arrosto, risa e schiamazzi di donne, canti nella loro lingua. Le navi all'ancora sono in apparenza sguarnite di sentinelle.
Se  cos, consiglio di attendere ancora qualche ora, sugger Dubair, e poi di muovere il pi silenziosamente possibile oltre il promontorio. Alle prime luci dell'alba i nostri nemici saranno in preda al sonno o comunque provati dalle donne e dalle libagioni.
Il consiglio di Dubair fu accolto e gli ordini fatti circolare tra le navi. Nel silenzio della notte i soldati, che avevano dormito durante tutta la giornata, prepararono gli animi e le armi. Qualche ora dopo, un velo di foschia vel del tutto l'ultimo quarto di luna e Nyr, ancora una volta, lo interpret come un favore di Egea. Attesero ancora due ore prima di invelare le navi e salpare. Lentamente doppiarono il promontorio e, dal largo, si distinguevano appena i fuochi tanto velata era la luna. Per si udivano i clamori, gli schiamazzi degli ubriachi e le risate delle femmine. Tutto ci, lentamente, and spegnendosi col trascorrere del tempo e intanto le navi avevano dato fondo e attendevano, protette dall'oscurit. All'alba, nel campo degli Akhkhiyawa tutto era silenzio e silenziose erano le navi all'agguato.
Finalmente Viridion diede l'ordine di spingere sui remi e, quando il fitto velo di foschia si squarci, vinto dal sole, gli uomini puntarono dritti verso una piccola baia riparata, dalla quale distavano meno di dieci tiri d'arco. Le navi nere erano ben visibili all'ancora sul mare calmo e altre erano sulla spiaggia dove
sorgeva un accampamento di tende, capanne di frasche e qualche
costruzione di mattoni e paglia. Pi discosti erano i carri di una carovana. Quando furono a meno di due tiri d'arco, gli equipaggi accesero le torce e incendiarono le punte impeciate delle frecce e, poco dopo, le navi ammainarono la vela e i vogatori ingobbirono sui remi. A questo punto si videro le prime figure umane, uscite dalle capanne e dalle tende, agitarsi sulla spiaggia, lanciando grida di allarme.
Era troppo tardi. Dalle navi partirono nugoli di frecce incendiarie dirette all'accampamento. Le torce accese furono gettate a bordo delle navi akhkhiyawa che presero fuoco. Ben presto le navi nere non furono che roghi fumanti, mentre da quelle minoiche si staccavano le barche cariche di arcieri e di soldati. Viridion mand la nave di cedro ad arenarsi e, dalle falcate abbattute, scesero gli uomini: Nyr, Depas, il Barbiere, Nottola e quaranta arcieri di Gourni e di Akrotiri. Dalle altre barche scendevano lestamente i lancieri libici mentre gli Akhkhiyawa, chiamandosi a gran voce l'un l'altro, provavano a disporre una difesa ma molti ancora cercavano le armi e la maggior parte di loro si guardava intorno sconcertata e impaurita. Le donne, intanto, uscivano urlando dalle tende e dalle capanne che avevano preso fuoco e fuggivano in direzione dei carri della carovana.
Intanto gli arcieri prendevano posizione, pronti a distinguere tra amici e nemici: pi di un barbaro cadde trafitto. Poi Nyr, armato di spada e scudo, si gett con i suoi contro un gruppo di Akhkhiyawa e, ingaggiando il primo a corpo a corpo, diede il segnale d'inizio di una battaglia furibonda che subito si accese, violenta come il fuoco che stava distruggendo l'accampamento. Nyr mise a prova le forme di combattimento che gli aveva insegnato il Navarca e percuoteva con lo scudo mentre incalzava con la spada. Depas combatteva con la daga e il Barbiere addirittura scherniva gli Akhkhiyawa prima di affrontarli. Si era bistrato gli occhi e dipinto labbra e guance, e quelli trasecolavano quando li apostrofava, licenzioso e invitante, un attimo prima di scagliargli contro uno dei sei pugnali da lancio che portava alla cintura. Nottola se ne stava alle spalle di Depas, pronto a trapassare con la spada chi fosse scampato alla daga dell'amico. Tutti e tre combattevano ridendo e ci sconcertava il nemico pi che se avessero urlato con ferocia.
Conquistata una buona posizione sugli scogli, gli arcieri dominavano la spiaggia attendendo, con calma da avvoltoi, di scoccare la freccia a colpo sicuro e cos, a ogni tiro, uccidevano un nemico.
Difesi da piccoli scudi rotondi, gli uomini di Men-shet giostravano magistralmente le lunghissime lance con le quali erano addestrati a combattere i leoni, e agivano in piccoli gruppi che non si disgregavano mai, offrendo ben poche opportunit agli a corpo a corpo preferiti dagli Akhkhiyawa.
Continuando a infuriare la battaglia, Nyr si avvide a un tratto che un Akhkhiyawa, che si distingueva dagli altri per una corazza di cuoio a scaglie di bronzo, aveva raccolto un drappello dei suoi e lo guidava con arte, combattendo per primo, tanto che tre Minoici caddero sotto i suoi colpi di spada. Allora corse ad affrontarlo prima che facesse altro danno.
Subito al primo assalto Nyr si trov di fronte al barbaro con la corazza di cuoio e, per un attimo, i due avversari restarono immobili a fissarsi.
Nyr! Nyr dell'isola Rotonda! esclam l'Akhkhiyawa. Non mi riconosci? Sono Argos! Il compagno di Acheo!
Ora ti riconosco!, replic Nyr, suo malgrado turbato.
Allora non combattiamo uno contro l'altro! Perch ci assali? Ordina che i tuoi cessino di combattere!
Non posso, Argos! Arrenditi e parleremo da amici se ancora sar possibile!
Arrendermi? Mai! Questo non puoi chiedermelo, Nyr! Non costringermi a combattere contro di te! Ferma la tua gente e parliamo da amici.
Ma intorno a loro la battaglia continuava. Nottola guizzava come un furetto tra i pirati, Depas roteava la daga affilata come un rasoio, il Barbiere gridava oscenit ai suoi avversari, uno dei quali tentava di strapparsi dal petto il pesante pugnale da lancio. Sotto l'incalzare dei Minoici, gli Akhkhiyawa indietreggiavano chiamandosi a difesa l'uno con l'altro, mentre gli arcieri scoccavano implacabili i loro dardi micidiali. Vedendo ci, Argos lev alta la spada e, temendo per la sorte dei compagni, minacci Nyr: Digli che smettano oppure dovr combattere contro di te e ucciderti, Nyr!
Se  cos, combatti e vedremo chi morir! gli grid di rimando Nyr e, nel dire questo, si sent come assolto da ogni scrupolo verso l'uomo che aveva aiutato e nutrito.
Mossero l'uno contro l'altro, guardinghi, ormai determinati a uccidere, gli scudi scostati dal corpo di quel tanto necessario a
manovrar le spade che impugnavano. Sin dal primo scontro, scudo contro scudo, spada contro spada, Nyr avvert che l'avversario, per quanto esperto, gli era inferiore e allora
prese a incalzarlo colpo su colpo e dimentic tutto ci che
avveniva intorno a loro. Il suo scudo era pi pesante e la spada ben pi temprata di quella di Argos. Sotto il suo assalto, Argos andava perdendo terreno e Nyr lo sent ansimare perch, forse per la prima volta, Argos aveva paura di morire. Allora, pur continuando a colpire con lo scudo e la spada, ne ebbe pena e si ripromise di risparmiarlo non appena fosse caduto sotto i colpi. Ormai, infatti, Argos aveva perso la lena e gli si leggeva la morte negli occhi. Infine, sotto i colpi che Nyr gli assestava, cadde pesantemente all'indietro e non gli rest altro che coprirsi con lo scudo.
Fai come la testuggine di mare? lo schern Nyr. Dimmi che ti arrendi o non sar lo scudo a salvarti, Argos!
Ma il suo avversario non ebbe neppure il tempo di rispondere, ch, accanto a loro, si lev alto un grido di morte: Nyr riconobbe la voce di Depas e lo vide cadere, trafitto alle spalle, dalla spada di un barbaro. Allora, mentre il Barbiere e Nottola si avventavano sull'uccisore, si rivolse ad Argos appena in tempo per vederlo rialzarsi con la spada in pugno. Ma Argos non si era rialzato per combattere, anzi volgeva intorno gli occhi, disperatamente alla ricerca di una via di scampo. Da ogni parte tuttavia i suoi cadevano e gi qualcuno tentava di fuggire: la sconfitta era ormai inevitabile. Fu in quel momento che un arciere di Gourni lo vide e scocc la freccia, trapassandogli il collo. Argos cadde in avanti ed era gi morto prima di toccare terra.
Egea, ti ringrazio per non avermi costretto a uccidere l'uomo che nutrii una volta! esclam Nyr. Poi si gett piangendo sul corpo di Depas, incurante che la battaglia infuriasse ancora.
Erano per gli ultimi sprazzi di una resistenza impossibile e sulla spiaggia gi correva il grido: Arrendiamoci! Argos  morto! Molti Akhkhiyawa, deponendo le armi, cadevano in ginocchio, supplici. Un'ora dopo il suo inizio, la battaglia ebbe termine.


Capitolo 34.

LE Nostre Divine Maest, Figlie di Ammon, Figlie di Ra, Figlie di Horo. Facciamo sapere a te, Kefti Nyr, Nostro fedele e valoroso suddito, che non  ancora giunto per te il momento di partire. Noi riponiamo fiducia in te, che rispetti i patti, che renda sicuro il settore a te affidato come hai fatto sino a oggi. Controlla l'operato di Serar sulle montagne. Controlla l'operato di Dubair nelle acque costiere. Se necessario, spingi le tue navi oltre Ugarit e non esitare a usare la forza in mare e in terra ove tu
lo ritenga necessario perch non Ci fidiamo delle genti che, non possedendo una flotta, danno asilo a navi pirate ricevendone guadagno. Rispetta le navi di Micene ma le altre affondale e avrai la Nostra Divina Approvazione, doni e Titoli di Merito. Cos abbiamo deciso Noi Divini Hatshepsut, Re di Sesso Femminile, e cos abbiamo deciso Noi Erede Designato Thutmosi, Figli di Ammon, Figli di Ra, Figli di Horo.
Kefti Nyr, Fratello Mio carissimo. Dopo aver ricevuto le tue richieste ho provato a convincere Senenmut affinch le accogliesse, ma ha prevalso la ragion di Stato. CrediMi, ho fatto tutto il possibile ma inutilmente. Sono per certo che, al termine di un'altra stagione, sarai libero di rivedere la tua Isola Rotonda, ma Io ti supplico che sia per poco, il tempo di riabbracciare la tua famiglia e di respirare la tua aria, poi ritorna da Noi. Ma non a Byblos, bens a Tebe, dove vivrai come Mio Fratello e andremo a caccia insieme e, insieme, visiteremo i Templi e, sempre insieme, andremo in guerra quando sar il tempo. Ti mando una schiava nubiana che ha la Mia et e pare stolida ma tu vedrai il suo corpo perfetto e sodo, levigato come l'ebano e te lo godrai. Volevo farla Mia, prima, ma che dono ti farei, se l'avessi usata prima? Ti mando anche tre coppie di mi, una bianca, una nera e una rossa. Sono differenti non soltanto di colore ma anche per razza. Io prediligo quelli neri, perch sono una copia minuscola della mia pantera. Parlo con Lei quasi ogni giorno. Le porto da mangiare e lei Mi odia. Entrambi sappiamo perfettamente di essere nemici l'Uno all'altra e che verr il giorno in cui uno di noi due morir per mano dell'altro. Forse la pantera teme di soccombere perch, quando la fisso negli occhi gialli,
non regge il Mio sguardo. Da parte Mia ho la certezza che, dopo che l'avr uccisa, la pianger. E ora guarda come scrivo bene il minoico: ti abbraccio con tutto il Mio amore di fratello e bene augurando perch Nyr dell'isola Rotonda sia ben presto soltanto Kefti Nyr. Tuo fratello Thutmosi.
Il capitano della nave mercantile che aveva portato messaggi e doni da Tebe rivolse a Nyr una richiesta.
E da parte del Divino Thutmosi, Figlio di Ammon, di Ra e di Horo in persona che sono obbligato a fartela, Kefti Nyr, disse, imbarazzato, e ho l'ordine perentorio di non partire sinch non ho avuto la tua risposta. Il Divino Faraone ha inviato messaggi e doni da Tebe a Memphys con una nave e furono ben guardati perch il Divino ordin che la tua schiava non fosse neppure sfiorata, pena la morte. A Memphis tutto fu trasbordato sulla mia nave, ma io non posso tornare se prima tu non certifichi che la ragazza nubiana  vergine, assolvendo me e il mio equipaggio da ogni responsabilit. Ti giuro su Ammon che nessuno ha toccato la tua schiava ma il Divino Thutmosi lo vuol sapere da te.
Insomma, dovrei penetrarla subito e poi riferirti che l'ho trovata vergine? rise Nyr, divertito da quella situazione.
Tu puoi trovare divertente la cosa, Kefti Nyr, replic il capitano egizio, ma io rischio la testa e questo non mi permette di ironizzare. Ti chiedo una testimonianza.
D'accordo, sorrise Nyr. Aspetta in questa stanza e ti far portare dolci e buon vino.
La schiava nubiana attendeva nella stanza privata di Nyr, tenuta d'occhio con malcelata curiosit dalla sua ancella. Era davvero una ragazza stupenda, con occhi insolitamente grandi per la sua razza e un corpo che pareva scolpito nel legno d'ebano. I capelli, ricciuti come il dorso di un capretto nero, erano corti e aderenti al cranio perfettamente modellato. Indossava soltanto un perizoma bianco con davanti un piccolo grembiule ricamato.
Kefti Nyr, che devo fare di questo tizzone nero? chiese l'ancella di Nyr con una smorfia sprezzante. Non sa una parola della nostra lingua e sembra stupida, non fa che tremare, forse crede che da queste parti mangiamo arrosto le ragazze come lei...
Tu che faresti se ti portassero schiava al loro paese? le replic Nyr, adirato. Ora vattene!
L'ancella usc mogia dalla stanza e Nyr, accostatosi alla ragazza che continuava a tremare, si tolse il mantello e glielo mise sulle spalle. Poi and allo stipo dove conservava tavolette incerate, papiri e pennelli. Su un papiro scrisse: Io, Kefti Nyr, richiestone dal capitano Ukar di Memphys, certifico che la schiava di nome... S'interruppe e, puntando un dito contro il proprio petto disse, guardando la ragazza: Io, Nyr. Poi indic lei. A sua volta la fanciulla punt l'indice tra i seni superbi, con aria interrogativa. Nyr annu col capo e lei disse: Rho-rah...
Bene, ti chiamer Rora, le sorrise Nyr e torn al suo papiro. ... di nome Rora, inviatami in dono dal Divino Figlio di Ammon, di Ra e di Horo,  stata trovata da me vergine senza ombra di dubbio.
Vers un po' di cera rossa sul papiro e vi appose il proprio sigillo ma non lo chiuse e and nella stanza dove attendeva il capitano Ukar. Costui lesse il papiro e ringrazi soddisfatto, prodigandosi poi in altri ringraziamenti quando Nyr gli don un lingotto d'argento prima di congedarlo.
Tornato alla sua stanza, Nyr trasecol quando vide che Rora, seduta sul letto, tremava tenendo le ginocchia strette e le braccia intorno al petto. Come lo vide, la ragazza scese dal letto e, flettendo larghe le ginocchia, mim cos efficacemente il suono dell'acqua che esce dal corpo che Nyr non ebbe pi dubbi sulle cause dei suoi tremori. Presala per mano, corsero alla stanza dei bisogni e Nyr le indic i vasi e l'apertura dove svuotarli prima di lasciarla sola...
Una schiava nubiana e mezza dozzina di gatti! Ecco tutto ci che hai ottenuto dai Faraoni, sorrise quella sera Viridion. Ebbene speriamo che almeno la schiava ti sia utile. In quanto ai gatti, ti consiglio di stare attento perch a Byblos non sanno che gli Egizi li tengono come sacri e, alla prima ruberia in cucina, li prenderanno a bastonate. Meglio che tu avverta prima cuochi, servitori e ancelle.
Vennero le piogge e le grandi mareggiate. Le navi restavano in porto e l'acqua spazzava con violenza le strade di Byblos.
Nelle case furono accesi i focolari e la vita prese a scorrere pi lentamente.
Viridion diminu le sue ispezioni alle navi in porto e se ne restava volentieri nella sua stanza riscaldata, dedicandosi a perfezionare le carte tracciate percorrendo il Grande Fiume e le coste orientali. Trippa si crogiolava nella casa di una vedova che
lo nutriva a birra, interiora di capretto e selvaggina. Nottola razzolava imperterrito tra una moltitudine di ancelle, portatrici d'acqua e spose compiacenti. Il Barbiere aveva addirittura aperto una bottega, come ad Akrotiri, e s'era fatto un amante della cui moglie era ossessivamente geloso.
In quanto a Nyr, scriveva lunghe relazioni, ricche di dettagli, che avrebbe mandato al Navarca all'apertura della navigazione. Correggeva e ricorreggeva queste relazioni a seconda dell'umore, parendogli a volte troppo ottimistiche e a volte disastrose. Ogni mattina e ogni sera andava al piccolo, rustico Tempio di Egea e le faceva atto di devozione ma anche di amore. La dea non gli appariva e non rispondeva ma a Nyr era sufficiente constatare che i fiordalisi continuavano a fiorire anche fuori stagione e questo era oggetto di religioso stupore per i cittadini di Byblos.
Nel pomeriggio, scambiava visite con Viridion o con Frahim e alla sera lo serviva a mensa Rora che andava sempre pi affezionandosi a Nyr ma che, oltre al nubiano, non riusciva a spiccicare una parola di egizio o di nessun'altra lingua. Bench fosse bella e certamente anche ben disposta, Nyr non l'aveva mai toccata e Viridion, che se n'era accorto, era sempre pi preoccupato perch ci non poteva significare che una cosa sola: Nyr continuava a pensare a Egea non come sua divina protettrice ma col desiderio che solo per una donna mortale si pu nutrire.
Arriv poi l'inverno freddo, fatto di venti e di burrasche. Si usciva malvolentieri dalle case e persino le acque del porto erano in agitazione. Le navi scricchiolavano, si lamentavano le gomene, l'aria gelida fischiava rabbiosa tra le sartie. Una notte scoppi un temporale pi furioso degli altri.
Dapprima i tuoni echeggiavano lontani, e il cielo era oppresso da nuvole pi nere della notte; poi andarono sempre pi avvicinandosi e scoppiarono con un tal rimbombo che la gente di Byblos si dest bruscamente dal sonno. Allora un torrente d'acqua
piomb sulla citt, impaurendo le persone e danneggiando strade e abitazioni, mentre il cielo si screpolava in una ragnatela di folgori. Dalle case si levarono grida di spavento e nella stanza di Nyr, svegliatosi di soprassalto, irruppe, pazza di terrore, la giovanissima ancella nubiana che, nuda, gli si gett addosso sul giaciglio, balbettando parole smozzicate nella sua lingua. Inutilmente Nyr cerc di calmarla, anche perch voleva levarsi e affacciarsi a osservare quanto stava succedendo: Rora gli si era avvinghiata e avrebbe dovuto percuoterla duramente per costringerla a lasciar la presa. Infine riusc a calmarla, mormorandole parole che lei non capiva ma, soprattutto, accarezzandola come avrebbe fatto con uno dei gattini che gli aveva mandato
Thutmosi. A poco a poco, Rora cap questo linguaggio del corpo, ma Nyr sent ridestarsi un desiderio che aveva creduto morto dopo il suo incontro con Marith di Byblos. Le sue carezze si fecero sempre pi precise ed ebbero eguale risposta. Allora lui prese la fanciulla e lo fece con grande dolcezza. Quando la tempesta, infine, si plac, loro nemmeno se ne accorsero.
Per Nyr fu un bene perch quando, a notte, giaceva con lei, difficilmente lo aggredivano i sogni consueti, fatti di interminabili passaggi di navi nere, di cime fumiganti, di premonizioni oscure, di irragionevoli inquietudini.
Ma, alla fine, sopraggiunse la primavera e, con essa, l'apertura della navigazione. Nyr si fece nuovamente ansioso. Non desiderava pi Rora, che non se ne capacitava, e invece invitava Viridion a uscire in mare, attendeva notizie, cadeva sempre pi spesso in preda ai soliti sogni, dai quali si destava ricoperto di sudore freddo e con la mente ottenebrata dalla paura. Pi di una volta costrinse Viridion a muovere con tutta la flotta oltre Ugarit e sino a quella piccola baia prima di Mashra, laddove avevano assalito gli Akhkhiyawa. Sbarcavano e Nyr cercava dappertutto, ossessionato dagli spettri dei marinai minoici catturati dai nemici, dei quali non s'era trovata traccia, e non si sapeva se fossero stati uccisi e, nel caso, dove erano stati seppelliti. Scavavano, con l'aiuto dei cani di Frahim, ovunque gli animali avessero fiutato con insistenza, ma non trovavano mai nulla e, di notte, Nyr sognava corpi senza volto che fluttuavano a mezz'acqua e tutt'intorno a loro si levava un coro minaccioso: Vogliamo vendetta, Nyr! Vogliamo vendetta!
Ma quale vendetta posso darvi, ormai? gridava Nyr, agitandosi nel sonno. Ho sterminato tutti gli Akhkhiyawa, tutti!
Anche quelli che si arrendevano ho ucciso e fatto uccidere! Che altro potrei fare per voi?
Rora accorreva, spaventata dalle sue grida, e lui la cacciava in malo modo; poi, nudo e sudato com'era, andava nella stanza accanto e si versava da bere. Una, due, qualche volta anche tre coppe di vino. Infine, affranto e ottenebrato, tornava a gettarsi sul giaciglio.
Perch giungesse a Byblos la prima nave minoica occorsero due lune e, nell'attesa, Nyr aveva la sensazione che il tempo si fosse fermato: giorni lunghissimi si alternavano a notti travagliate e interminabili. Quando, infine, giunsero le notizie, non furono cagione di sollievo.
Una tonda che veniva da Memphys, dove aveva sbarcato il suo carico e imbarcate altre merci per Cnosso, port tre messaggi. Uno era di Telesios, uno di Kielos, uno del Navarca.
Nyr lesse prima quello di Telesios. Da Telesios a Nyr dell'isola Rotonda. Per prima cosa mi congratulo con te che hai assolto nella maniera migliore al compito affidatoti. Devo per avvertirti che molte navi, partite da Memphys con carichi destinati alle Isole, non sono giunte a destinazione. Le notizie che abbiamo sono scarse e ti prego di farmene avere altre. Sarebbe utile che tu ottenessi dai Fratelli Divini il permesso di venire all'isola del Re, in modo che possiamo incontrarci. Hai tutta la mia stima e quella di Minosse Deukalion.
Il messaggio di Kielos non parlava dei vantaggi che Nyr gli aveva fatto conseguire e invece chiedeva quanto tempo sarebbe ancora occorso perch le navi di Gourni tornassero in patria, ora che avevano assolto agli obblighi nei confronti dei Divini Faraoni. Nella sua banalit, era un messaggio inquietante quanto quello di Telesios.
La tavoletta con il sigillo del Navarca era lapidaria. Non mi sono sbagliato nel mandarti ai Divini Faraoni. Ora, per, cerca di tornare al pi presto, sar meglio. Tuo padre Kielos e tua madre Akena gioiscono dei giardini della nuova casa, gi fioriti. Bene augurando.
Cerca di tornare al pi presto, sar meglio, aveva inciso il Navarca sulla tavoletta e Nyr si sent tremare.
Non c'erano altri messaggi ma da Gourni il capitano della tonda gli aveva portato due anfore di vino e non sapeva chi fosse il donatore, ma soltanto che gli era stato pagato il nolo. Nyr tolse la cera e il tappo a un'anfora e vide che
conteneva buon vino. Fece altrettanto con la seconda e questa,
sotto il sigillo, non aveva tappo ed era come se il tornitore avesse dimenticato l'apertura. Allora la ruppe e ne cadde sabbia pari al peso del vino, ma anche due tavolette.
Da un amico a un amico. Questa era l'intestazione: Nyr cap chi fosse e lesse il contenuto. Le notizie che ti mando non sono buone. Nere navi akhkhiyawa passano in continuazione al largo di Gourni e Kielos non si sente di affrontarle, mostrando cos a tutti la sua paura. Tranne Eufemio e Krisalides, che stanno dalla sua parte per amicizia nei confronti di Aristea, sa bene che gli altri, nobili e ricchi mercanti e perfino alcuni tra i suoi consiglieri, tramano contro di lui, e questa volta seriamente. Insoddisfatto di Spiros, capo delle guardie, lo ha rimosso dall'incarico e, temendo che passasse al nemico, lo ha prima imprigionato e poi fatto segretamente giustiziare. Il tuo amico Krisis sta rischiando grosso perch la sua relazione con Zina pu essere scoperta da un momento all'altro ora che a capo delle guardie c' Spiridion, furbo e infido oltrech nemico giurato di Zina. Questo  il clima e dunque bada a te, se dovessi tornare. Potrebbero cadere molte teste e, fra queste, anche la tua, perch Zina, lei stessa in pericolo, non cessa di denigrarti agli occhi di Kielos che, come sappiamo tutti, ignora la riconoscenza. Non avrai altri messaggi da me perch considero venuto il momento di dedicarmi esclusivamente al mio commercio. Kielos mi ha dimenticato e ne ringrazio gli di. Non gli dar occasione di ricordarsene perch, pazzo com', questa volta potrei morire sul serio.
Non vi erano sigilli, ma non era necessario. Nyr and con la mente a quel giorno, che gli pareva lontanissimo, in cui aveva diffidato di Krisostomos, che ora lo avvertiva lealmente di quanto avveniva a Gourni. Gli dolse il cuore nel considerare il pericolo che correva Krisis, pazzo di Zina al punto da mettere a rischio la vita di Dinna e dei suoi figli e rivide il bel volto di Arianna che arrossiva nel rivolgergli la parola. Avrebbe pianto, per loro, ma non era tempo di lacrime, e decise di scrivere nuovamente ai Divini Faraoni. Intanto verg messaggi rassicuranti per Kielos ma al Navarca e a Telesios scrisse soltanto che aveva ricevuto i loro e ne avrebbe tenuto conto. Loro avrebbero capito.
Partita la nave per Cnosso, si ritir nella sua stanza e, presi inchiostri e pennelli, si accinse a scrivere, su un bel papiro, un messaggio ai Divini Faraoni. Dopo aver riflettuto cominci a vergare il testo: Io, Kefti Nyr, figlio dell'isola Rotonda, umilissimo servitore delle Loro Divine Maest, Figlie di Ammon, Figlie di Ra, Figlie di Horo, scrivo questo resoconto e questa supplica. Dopo che gli Akhkhiyawa furono vinti e sterminati nella loro base accanto a Mashra e non uno di loro rimase vivo e non una delle loro navi scamp al rogo e dopo che mi fui accertato, anche di recente, che quella loro spiaggia resta deserta di uomini e di navi, io mi dichiaro certo che i Divini Commerci e la Divina Loro Autorit sono preservati. Infatti i cittadini di Mashra furono da me, umile sgabello delle Loro Divine Maest, severamente diffidati a dare asilo o comunque aiuto di qualsiasi genere alle nere navi dei pirati, sotto minaccia di mettere a fuoco la citt. Essi cittadini promisero solennemente...
A questo punto Nyr si interruppe e pos i pennelli per passarsi una mano sugli occhi che, all'improvviso, s'erano velati come da una nebbia. Una volont pi forte della sua lo costrinse ad alzarsi e a uscire dal Palazzo di Frahim, dove alloggiava. I suoi passi si diressero verso la piccola nicchia diventata il Tempio di Egea e, come la raggiunse, si prostern, beandosi del profumo dei fiordalisi e invoc la dea, chiedendo aiuto e consiglio.
Subito si richiusero sopra di lui le tepide acque del mare e si abbandon felice al loro abbraccio. Dalle profondit gli venne un canto melodioso che riconobbe, anche se quelle note non gli trasmettevano gioia, ma una struggente malinconia. Nyr nuot verso il fondo e, man mano che scendeva veloce, l'acqua si faceva sempre pi trasparente. Infine la vide e scese accanto a lei sulla rena. Come la prima volta fu sopraffatto dalla sua bellezza e non gli riusciva di parlare, tanta era l'emozione. Egea portava sul capo una piccola cuffia fatta di conchiglie identiche a quelle del braccialetto che aveva donato a Nyr e, per il resto, era nuda.
Nyr, mio diletto, ho dovuto chiamarti a me trasgredendo agli ordini di mio padre Efestos, disse Egea e la sua voce era come musica divina. Io ti supplico, Nyr...
Tu supplicare me?! L'incredulit aveva fatto ritrovare la parola a Nyr. Forse ti burli di me, divina Egea? In questo caso puoi farlo perch da te accetterei tutto, anche la morte!
Non parlar di morte! E proprio questa che voglio evitarti, perch colpevolmente ti amo come a una dea non  lecito amare un mortale! Ora ascoltami senza pi interrompermi perch Efestos  adirato. Tu non tornerai alle Isole come desideri, perch
vi troveresti la morte. Se veramente mi ami come io amo te resta a Byblos finch non te lo dir io. Allora far in modo di unirmi a te come desideriamo entrambi. Le mie sorelle hanno promesso di aiutarmi e anche mia madre lo ha promesso perch  la Dea dell'Amore e mi capisce. Ma non potremo mai essere uniti come io sogno, se tu morirai!
In nome degli di, dimmi perch Efestos mi odia tanto! grid Nyr.
Perch lo sfidi a causa mia, rispose Egea. Non pu tollerare che un mortale ami una delle sue figlie. Ora prometti che resterai qui a Byblos finch non ti richiamer di nuovo a me. Presto, prometti, perch gi sento propagarsi per il mare la collera paterna!
In effetti da lontano giungeva attraverso l'acqua un furioso martellare ma, incurante di quei suoni terrificanti, Nyr fece per accostarsi a Egea e cerc di toccarla, ma lei si ritrasse impaurita.
No! Non puoi toccarmi! Moriresti e io sarei punita crudelmente! Presto, prometti che resterai a Byblos!
Te lo prometto, Egea! esclam Nyr, emozionato.
Adesso va', torna fra i mortali! Affrettati! C'era una tale ansia nella voce e negli occhi di lei che Nyr subito inizi a risalire, ma la voce di lei lo richiam: Nyr, dimmi che sono bella! Guardati nello specchio d'avorio che ti donai e vedrai la pi bella tra le dee! le rispose appassionatamente Nyr. Poi fugg su per l'acqua chiara al furioso incalzare dell'ira di Efestos.
Si ritrov bocconi sull'erba della nicchia, tra i fiordalisi profumati, e subito lo assalirono le ansie dei mortali. Perch avrebbe trovato la morte nelle Isole? Per mano di chi? Ripens al messaggio ammonitore di Krisostomos e concluse che certo Egea sapeva di una qualche congiura che Kielos preparava ai suoi danni: non poteva esserci altra spiegazione. Rialzatosi, si avvi, confuso, al Palazzo di Frahim e, mentre non poteva cancellare dalla sua mente la visione della divina bellezza di Egea, nel suo cuore si agitavano paure oscure, ombre di trame inquietanti.
Risalito alla sua stanza rilesse quanto aveva scritto ai Divini Faraoni: Essi cittadini promisero solennemente... A questo punto, completata la frase, avrebbe dovuto continuare con la supplica di lasciarlo tornare, anche solo per breve tempo, alle Isole. Invece scrisse: In quanto all'umilissimo servitore delle
Loro Maest Divine, egli veglier perch le assicurazioni dei cittadini di Mashra non risultino parole vane. Non c'era altro da dire e lui complet il messaggio con le frasi di rito e scese a portare il papiro allo scriba ufficiale.
Copialo subito. Voglio che sia pronto per il mio sigillo entro questa sera, gli ordin.


Capitolo 35.

MESSOSI, almeno in apparenza, l'animo in pace, Nyr si dedic alle opere solite. Nel porto, maestri d'ascia stavano riattando la lunga di Meleo che, perfettamente risanato insieme coi pochi uomini che gli erano rimasti, sovrintendeva a quel lavoro.
La flotta stava in mare per tre giorni e riposava per due. Viridion aveva allargato il suo raggio d'azione: ora, infatti, non mancava mai di oltrepassare Ugarit per controllare che la spiaggia prima di Mashra fosse deserta e che nessuno avesse riprovato a stabilirvisi. In questo aveva il pieno appoggio di Dubair che ubbidiva fedelmente ai suoi ordini. I barbari, adesso, vivevano come liberi cittadini a Byblos e tutti erano contenti della loro nuova condizione. In quanto a Serar, egli e i suoi, che prima attaccavano e depredavano le carovane, adesso le scortavano e Frahim chiudeva un occhio se essi pretendevano un obolo dai carovanieri.
Spesso Nyr invitava nel suo alloggio gli amici ma, scomparso Depas, i loro incontri non erano altro che forzate imitazioni degli allegri convegni di un tempo. Trippa era ormai diventato cittadino di Byblos e si era stabilmente unito a quella vedova che
lo trattava cos bene. Da lei avrebbe avuto un figlio e, ogni volta che doveva imbarcarsi sulla nave di cedro, brontolava. A Nyr, al Barbiere e a Nottola diceva: Non mi d pi gioia sentire il vento dritto nel buco del culo e sarebbe meglio che cominciaste a pensare a un altro timoniere. Quando un marinaio comincia a star bene a terra, se non desidera pi sentire il legno della nave che gli vive sotto i piedi, allora  tempo per lui di dedicarsi all'orto e al giardino...
Nottola continuava imperterrito a far razzia di ancelle ma il Barbiere, pur dedicandosi alla sua bottega, non faceva che chiedere a Nyr quando sarebbero partiti perch, come una volta, quando si apriva la navigazione lo prendeva la nostalgia del mare. Anche lui, come tutti, sentiva che lo spirito di una volta non esisteva pi, era finito con la morte di Depas, sepolto in Byblos con una serie di anfore colme di vino, nel caso che gli fosse venuta sete, della qual cosa nessuno dubitava.
Harim, l'interprete ittita, ritornato di propriet di Nyr dopo la morte di Yassin, si era visto liberare dalla condizione di schiavo ed era stato assunto da Frahim con la qualifica di interprete
ufficiale. Ora aveva una paga che gli permetteva di guardarsi attorno in cerca di una connazionale da sposare ma non aveva smesso di nutrirsi di due pani e due misure di birra al giorno.
Nel prato sorto intorno alla nicchia che era diventata il Tempio di Egea, era stato piantato un ulivo e tutti i Minoici usavano portare offerte alla dea. Nyr vi si recava, quando era a terra, al mattino e al tramonto, rivolgendo a Egea pensieri che erano di devozione e altri ben lontani da qualsiasi sentimento religioso. Avendo saputo che a Byblos identificavano Belit con la minoica Dea dell'Amore, che era madre di Egea, non trascurava neppure quel Tempio e spesso vi portava offerte. Nelle occasioni ufficiali, poi, non trascurava di comparire nel tempio di Ammon al fianco di Frahim e portava ricche offerte a quei sacerdoti dal cranio rasato. Cos facendo, riteneva di ingraziarsi Belit e Ammon dal momento che non poteva contare sulla benevolenza di Efestos. Pur avendo rinunciato alla carica di Governatore di
Byblos, egli aveva diritto al titolo e ai relativi emolumenti
e, inoltre, aveva ricevuto da Tebe oro e argento in ricompensa
dei servigi resi. Nyr poteva quindi considerarsi ricco, ma, non sapendo che fare di questa ricchezza, decise di contribuire generosamente all'ampliamento del Tempio di Ammon cui presiedevano i sacerdoti egizi.
Cos operava Nyr ma, a mano a mano che scorreva il tempo, in lui presero a risorgere tutte le inquietudini. A notte sognava una montagna immensa dalla punta avvolta nel fumo nero dal quale scaturiva il fuoco e si destava in preda all'angoscia. Altre volte sognava i genitori. Il padre Korys e la madre Akena gli sorridevano, restando silenziosi per quanto lui gli rivolgesse la parola, ma erano sorrisi tristi, e quello della sorellina Ilia, addirittura dolente. Una notte vide in sogno la cugina Uga che, mostrandogli i seni gonfi di latte, fu l'unica a parlargli: Mi hai promesso un cofanetto per i gioielli, portamelo subito oppure non l'avr mai pi! gli disse e lo guardava col solito broncio. Molte volte sogn la casa del Navarca ma non
lo vide mai, e sogn la casupola di Tiri al porto ma non riusc mai a scorgere neppure il suo vecchio amico pescatore. E, ancora, sognava navi nere, una infinita schiera di navi nere che avanzavano sul mare e avrebbe voluto opporsi e chiamare all'armi i Minoici, gridava e... si svegliava di soprassalto, sudato e urlante, tanto che Rora accorreva
spaventata e, accesi i lumi, gli passava sulla fronte pezzuole
bagnate finch lui non si calmava.
Dopo questi sogni, per, non riusciva pi a prendere sonno e usciva in piena notte, diretto al porto. Seduto su una banchina, interrogava con gli occhi l'orizzonte buio, non ricavandone altro che tremori e persino l'acqua che sciabordava quieta contro i moli gli portava messaggi di paura.
Allo scadere della seconda luna si comp la terribile volont del dio Efestos e Nyr seppe perch Egea gli aveva vietato di tornare in patria.
Accadde di notte. Nyr era appena rientrato nel suo alloggio dopo aver partecipato a una cena offerta da Frahim in onore dei notabili della citt. Avevano bevuto birra e sidro e parlato della situazione politica e di quella commerciale che era migliorata di molto da quando la flotta minoica aveva reso sicure le rotte e, grazie a Nyr, non v'era pi il timore di predoni o di pirati.
Nell'alloggio il caldo era torrido, l'afa insopportabile e Nyr, toltisi il perizoma e i calzari, se ne and nudo alla finestra in cerca di un improbabile sollievo. Nella stanza accanto, Rora dormiva nuda e il suo corpo scolpito nell'ebano brillava di goccioline di sudore.
Affacciato alla finestra, Nyr osservava la luce della luna tracciare una lucente scia sul mare liscio come l'olio e gli pareva che quella scia fosse proprio sulla rotta che lui avrebbe dovuto percorrere per Akrotiri. Lo stava assalendo un improvviso empito di nostalgia quando ud come un lontano rombare di tuono: pens di essersi sbagliato ma il fragore andava facendosi sempre pi forte e distinto, e lui guard incredulo al cielo stellato. Poi il rombo divent ancora pi forte, tanto che Nyr prov un senso di paura perch mai aveva udito un simile rumore venire dal cielo
e aumentare al punto che il giovane dovette premersi le mani sulle orecchie.
Il rumore divenne un boato e Rora balz gi dal letto: tremante di paura, venne ad avvinghiarsi a Nyr. Di fronte a loro videro all'improvviso levarsi una muraglia nera pi della notte e che si faceva sempre pi alta e vicina, finch esplose
in uno scoppio cos violento che Nyr e Rora furono sbalzati indietro e ricaddero, assordati e sbigottiti, sul pavimento della stanza. Pochi istanti dopo un tonfo tremendo scosse dalle fondamenta il
Palazzo del Governatore e l'acqua entr dalle finestre e usc dalle porte, fracassando i mobili con un risucchio terrificante. Abbracciati, Nyr e Rora furono sbattuti contro una parete e si afferrarono dove poterono per evitare di essere trascinati via, mentre un coro di grida si levava dai quartieri del Palazzo e dalla citt.
A fatica, Nyr si rimise in piedi sbalordito mentre Rora si teneva istericamente abbarbicata a lui. Poi l'acqua usc dalle case e si rivers nelle strade, ritirandosi con gran fragore verso il mare.
Poco dopo uomini e donne, nudi e atterriti, si riversarono nelle strade invase dalla sabbia, incontrando distruzione e sfacelo ovunque. Tutti si affannavano a correre verso le colline, paventando un secondo assalto del mare perch ormai era chiaro che una mostruosa ondata, travolgendo e frantumando le opere portuali, si era abbattuta sulla citt. Nyr riport al Palazzo Rora e ordin a lei, alle altre ancelle e ai servitori di ripulirlo dai rottami e dalla sabbia, in modo che, avendo qualcosa da fare, non si abbandonassero al terrore. All'alba fu possibile stabilire i danni. Quattro navi interamente distrutte, tutte le altre danneggiate. Le poche persone che si erano trovate per le strade al momento dell'enorme ondata furono trovate sfracellate o morte per annegamento. A sole alto, nel Palazzo di Frahim, fu possibile stabilire il numero approssimativo dei morti: circa ottanta. Pi tardi, Frahim mand in giro per la citt quattro banditori: i cittadini erano obbligati a pulire le strade e a sgomberarle dei rottami. Chi aveva subito danni doveva denunciarli subito al Palazzo del Governatore. In quanto a Viridion, si occup immediatamente, assieme agli altri capitani e a Nyr, di esaminare i danni alle navi.
A notte una nuvola di cenere cominci a cadere sulla citt, entr nelle case attraverso le finestre che, in quella stagione, erano prive di protezione e si insinu dappertutto, continuando a cadere per un giorno e ancora per una notte, impedendo ai forni di panificare, impastandosi nei cibi e colorando di bruno il mare. Sbigottita e timorosa, la gente si chiedeva quale punizione ancora avessero deciso gli di per Byblos e nei cuori albergava la paura.
Cinque giorni dopo, tutto era tornato alla normalit e ferveva il lavoro di riparazione delle navi. Quella di cedro aveva subito danni soltanto alla falcata reclinabile e certo, pens Nyr, era
stata salvata da Egea. Restava il fatto, inquietante, che nessuna nave si presentava all'ingresso del porto, che nessuna era avvistata mentre navigava al largo. Adesso il mare faceva paura ai pescatori di Byblos e persino ai barbari, perci Nyr fremeva in attesa che la sua nave fosse convenientemente riparata. Non si avevano notizie e quell'isolamento portava dubbi e inquietudini e, quando la nave di Nyr fu pronta, migliaia di cittadini l'accompagnarono al varo e la guardarono trepidanti mentre, a forza di remi, prendeva il largo.
Issata la vela, fecero rotta per Ugarit navigando sottocosta e, a mano a mano che procedevano, cercavano i segni del passaggio di quell'onda terribile. Giunti a Ugarit, entrarono nel porto, e scoprirono che era, in pratica, intatto. Meravigliati del racconto di Nyr, i responsabili della citt riferirono che una grossa ondata aveva superato le difese portuali, ma senza causare gravi danni, e che solo poca cenere era caduta sulla citt. Piuttosto, anch'essi si chiedevano come mai, da tanti giorni, nessuna nave fosse ancora giunta in porto. Nyr allora torn indietro, oltrepass Byblos ed entr in Sidone. Gi dal largo si era per reso conto che quel porto aveva subito danni ben maggiori di quello di Byblos e che le navi erano andate per la maggior parte distrutte. Giunto a Sidone per avere notizie, Nyr si trov subissato di domande alle quali non poteva rispondere. Cos fu a Tiro e cos a Megiddo dove un preoccupatissimo comandante del secondo settore, anche lui all'oscuro di tutto, gli comunic che la sua flotta aveva avuto danni gravissimi.
Rifornita la nave, a Nyr e Viridion non rest che tornarsene, scoraggiati, a Byblos.
Per due lune ancora restarono senza notizie e, sebbene pescatori e guardacoste avessero ripreso il mare, quell'isolamento era innaturale e nessuno ci si abituava, Nyr meno degli altri. Che era accaduto, di tanto disastroso, per provocare quell'ondata micidiale? Perch non arrivavano navi dalle Isole? Nyr aveva il cuore stretto dall'ansia e invano si recava al Tempio di Egea e le faceva offerte perch la dea gli apparisse, lo chiamasse a s sul fondo del mare e gli rivelasse la verit. La verit, terribile, venne dalla prima nave che apparve all'orizzonte e fu con comprensibile ansiet che Nyr e gli altri videro sull'albero le insegne di Minosse.
Ancora prima che la nave attraccasse, una moltitudine di persone si rivers in porto e acclamava la nave, simbolo della ritrovata possibilit di comunicazione. Il capitano di Cnosso, per aveva la faccia scura e cos il suo equipaggio. Abbracci Nyr e gli disse che portava notizie da Cnosso ma che non erano buone. Alle domande ansiose di Nyr, di Viridion e degli altri Minoici che gli si accalcavano attorno, bruscamente rispose che aveva messaggi scritti e che era bene leggessero quelli, poi avrebbe risposto alle domande. Questo fece ammutolire Nyr e i suoi compagni che, presagendo sventura, lo condussero al Palazzo di Frahim. Strada facendo, lui disse che era partito da Cnosso gi da una luna, puntando col favore di vento sulle coste di Cirene, e da l era andato a Memphys dove era rimasto quindici giorni in attesa di una risposta dei Faraoni al messaggio di Minosse.
Al palazzo gli fu offerto di rifocillarsi ma il capitano rifiut e consegn a Nyr i messaggi di Telesios e quelli dei Faraoni. Nyr, ad alta voce - perch gli altri fremevano di impazienza -, lesse le tavolette di Telesios.
Da Telesios di Cnosso a Nyr dell'isola Rotonda. Ti mando notizie tragiche. Per volere di Efestos, l'isola Rotonda non esiste quasi pi. Essa  esplosa, colpita dal terremoto; il centro dell'isola  sprofondato in mare causando onde alte pi di cento tiri d'arco. Degli abitanti nessuno si  salvato, la lava rovente ha coperto tutto e non v' pi traccia di vita. Il mio cuore sanguina per te. Le ondate mostruose hanno distrutto le flotte di Cnosso e di Gourni, cancellato le citt di Pseyra e Moklos, danneggiato gravemente Gourni. Ma l'ira degli di non si  fermata qui. Una flotta di quaranta navi akhkhiyawa  penetrata nel Golfo Grande, impadronendosi di Gourni e, se ancora non hanno osato attaccare Cnosso,  perch la sanno ben fortificata. Ora ti dico che, persa l'isola Rotonda, la tua patria  l'isola del Re. Mando messaggi ai Faraoni perch ti permettano di ritornarvi con la flotta minoica ad assediare e riconquistare Gourni in nome di Minosse. Dodici navi del Re Minosse si son salvate perch si trovavano a ridosso di Khania, e ti verranno in aiuto. Un esercito di tremila uomini  pronto a partire da Cnosso per raggiungere Gourni per via di terra, dunque non sarai solo. Se riuscirai, Minosse ti promette sin da questo momento la Reggenza della tua nuova patria. Il tuo dolore  grande ma tu dimenticalo, chiuso segretamente nel tuo cuore, vieni e combatti.
Nyr non aveva mai interrotto la lettura delle due tavolette di
Telesios e la sua voce aveva tremato soltanto nel leggere dell'isola Rotonda, ma, quando pos le tavolette, era pallido come se tutto il sangue gli fosse sfuggito dal corpo.
Tu volevi offrire a me del vino ma sar meglio che lo beva tu, Nyr dell'isola Rotonda, gli si rivolse comprensivo il capitano di Cnosso. Dopo, leggerai il messaggio dei Faraoni, che neppure io conosco, e sarai libero di rivolgermi tutte le domande che vorrai.
Ma Nyr rifiut il vino e strapp i sigilli al messaggio dei Faraoni. Sentiva come ghiaccio nel cuore e nella mente. Troppo grande sarebbe stata la sua pena se, per difendersi, non avesse sbarrato il cuore a qualsiasi sentimento.
Le Nostre Divine Maest, Figlie di Ammon, Figlie di Ra, Figlie di Horo. Facciamo sapere a te, Kefti Nyr, le Nostre Decisioni. Ti permettiamo di partire da Byblos con le navi minoiche del tuo settore e ci in grazia del tuo comportamento che le Nostre Divine Maest approvano in pieno e di cui ti sono riconoscenti. Se invece non vuoi partire, ti  concesso di ritornare a Tebe dove riceverai per sempre onori e cariche adeguate ai tuoi meriti. Cos abbiamo deciso Noi Divini Hatshepsut, Re di Sesso Femminile, e cos abbiamo deciso Noi Erede Designato Thutmosi, Figli di Ammon, Figli di Ra, Figli di Horo.
C'era anche un lungo messaggio personale di Thutmosi che per Nyr mise da parte, per leggerlo pi tardi.
Qual  la tua decisione, Nyr? gli chiese il capitano di Cnosso. L'hai gi presa oppure vuoi meditarci sopra?
La mia decisione  gi presa, rispose Nyr, e non ho bisogno di chiedere a Viridion quale sar la sua perch sono certo di conoscerla come sono certo di conoscere quella della gente di Akrotiri, di Gourni, di Melo, di Paro, di Nasso, di Deio! Torniamo in patria e, per piangere i nostri morti, ci sar tempo. Ora siedi a mensa con noi, capitano, e scusami se, nell'ansia di avere notizie, ancora non ti ho chiesto il nome! i Mi chiamo Ypsos e sono di Cnosso. Non dubitavo della tua risposta, Nyr, e col favore degli di ricacceremo in mare gli Akhkhiyawa. Voglio morire piuttosto che assoggettarmi a quei mangiatori di ghiande!
A mensa, Nyr non riusciva a inghiottire il cibo e faceva domande a Ypsos ma il capitano non sapeva molto di pi di quanto stava scritto nei messaggi. Sapeva soltanto di avere circumnavigato l'isola Rotonda e conosceva il suo stato attuale: 
come una falce la cui punta giaccia staccata e al centro stanno due grandi scogli. Tutto  ricoperto dalla lava che si  solidificata assieme alla cenere, soffocando ogni forma di vita. Non voglio darti illusioni che qualcuno sia scampato. Nyr, nessuno ha avuto il tempo di fuggire...
Dove ti trovavi, quando avvenne? chiese Viridion.
A Khania, dove ero andato per rifornire la flotta militare. La grande ondata super il promontorio dietro il quale eravamo ancorati e invase il porto, ma non vi furono gravi danni anche se tutti restammo atterriti. Poi cominciarono a giungere le prime notizie, dalle Isole per via di mare, dall'interno per via di terra. Minosse ordinava alla flotta di restare riparata perch, di fronte a Dia, erano sfilate quaranta navi nere e non si conosceva la loro destinazione, ma erano tutte lunghe da guerra e c'era da temere. Poi, sempre da terra, giunse la notizia che gli Akhkhiyawa avevano conquistato Gourni senza colpo ferire. Fui richiamato con la flotta a Cnosso e incaricato di portare messaggi ai Faraoni e a te. Non ho altro da dire.
Neppure io, oltre quello che ho detto, gli fece eco Nyr. Ora vogliate scusarmi tutti perch devo preparare la mia partenza e il tempo stringe. Viridion si occuper di allertare le navi.
Nyr trascorse il pomeriggio ad approntare le sue cose personali e gli stava intorno Rora, muta e desolata perch, senza sapere, aveva capito tutto.
Da Thutmosi a Mio fratello Kefti Nyr. Ho versato lacrime per te. Ne ho versate tante da rimanerne senza. Per tre giorni restai senza visitare il Palazzo delle Reginette, per tre giorni non andai alla gabbia della pantera nera, Mia nemica prediletta. Il quarto giorno andai a Karnak con il Mio cocchio d'oro e d'argento e feci grandi offerte ad Ammon perch ti raggiungesse, a Ra perch ti riscaldasse con i Suoi raggi, a Horo perch ti proteggesse, e mandai offerte al Tempio di Sekhmet a Memphys perch rendesse ferme le tue due Anime ma il quinto giorno Io non ressi pi. Mi recai alla gabbia della pantera, l'apersi ed entrai perch, affrontandola, volevo essere degno di te e delle tue gesta. Ma accadde che lei, la pantera Mia nemica, si allung in terra e mise tra le zampe il muso. Allora l'accarezzai e, mentre lei chiudeva gli occhi docile, pensai a te e a ci che Mi dicevi
circa la guerra e la pace e Mi assal una tale nostalgia della tua amicizia che ancora Mi lascia sbalordito. Allora io dico a te, che sei Mio fratello: non hai pi patria dove l'avevi ma ne hai una in Keme, dove ti amiamo come figlio di questa Terra e Io come fratello. Perch non vieni a Tebe? Eleggi Me come tua nuova famiglia e avrai tutto ci che al tuo cuore serve. Vieni e correremo insieme sul Mio cocchio d'oro, ameremo e uccideremo insieme, piangeremo e rideremo insieme. Per sempre, e ti accoglier nella Mia tomba. Ma se sceglierai di non venire rispetter la tua decisione e resterai per sempre Mio fratello, il fratello prediletto di Thutmosi.
Nyr mise da parte il papiro. Non avrebbe risposto sinch non fosse stato padrone di Gourni e quindi del proprio destino. Soltanto allora avrebbe deciso. Poi, all'improvviso, sent il dolore pungerlo pi acutamente che una lama di pugnale e, temendo di soccombere, chiam Rora e, con voce alterata, le ordin di portargli un'anfora di vino e una coppa. Bevve a grandi sorsi, una coppa dopo l'altra, e, quando prese a barcollare, Rora, piangendo per lui, lo trascin a fatica sul giaciglio.


Capitolo 36.

LE navi minoiche erano dodici, pi la lunga del capitano
Meleo. Quando si staccarono dagli ormeggi, insieme con la tonda commerciale del capitano Ypsos, non era ancora l'alba ma tutta Byblos era convenuta al porto e la gente agitava le torce in segno di saluto.
Ritto a prora insieme col Barbiere e con Nottola, Nyr restava senza lacrime e aveva il cervello e il cuore vuoti. A Byblos avevano lasciato Trippa. Sono vecchio e grasso, aveva detto il timoniere, e aspetto un figlio che ho la certezza sia mio. Non ho pi la tempra per sopportare altre fatiche e altre sofferenze, dunque ti prego di lasciarmi qui, dove ho trovato una nuova patria e una dolce famiglia.
Resta pure, gli aveva risposto Nyr, intimamente indifferente, ma gli aveva donato dieci lingotti d'oro e dieci d'argento. Altrettanti aveva consegnato a Frahim come dote di Rora, lasciata libera. Ora, mentre le navi issavano le vele per sfruttare il vento che li avrebbe portati sin quasi all'altezza dell'isola del Rame, non sentiva la mancanza di Rora n quella di Trippa che pure gli era stato compagno fedele per anni.
Due giorni e due notti dur il viaggio e infine, quando Viridion calcol che dovessero far rotta per l'isola del Re e gli chiese se volesse far doni e offerte a Efestos e a Egea, Nyr ebbe una reazione rabbiosa, la prima da quando aveva letto le tavolette di Telesios.
Che offerte dovrei fare a Efestos che ha distrutto la mia isola? grid. Che offerte dovrei fare a Egea? Se mi avesse avvertito, lei che sapeva, i miei cari, la mia gente avrebbero abbandonato l'isola Rotonda! Si sarebbero salvati! No, non temo Efestos! Io lo sfido!
Non farti sentire da lui, pazzo dissennato che sei! si inquiet Viridion. Vuoi forse che coli a picco la nostra flotta?  questo che vuoi?
Ancora furibondo, con il cuore in tumulto, Nyr si allontan da Viridion e and a poppa dove rimase a lungo, i pugni stretti e l'ira nel cuore. Era notte e lui guardava il mare senza vederlo, quando si sent chiamare e pens che fosse il timoniere. Era invece un vecchio, avvolto in un pesante
mantello di lana. Gli s'accost e riconobbe in lui Krisimatos, l'indovino cieco dell'isola Rotonda.
Che ci fai tu qui, corvo del malaugurio? lo apostrof Nyr. Dovresti essere morto e se non lo sei ti uccider io, cos non farai mai pi previsioni di morte e di catastrofi!
Vuoi uccidere me che sono morto? Sarebbe come uccidere a pugnalate il mare! gli rispose Krisimatos. Ascolta le mie parole, piuttosto. Sai bene che sono parole veritiere. Io ti dissi che la tua casa sarebbe durata quanto l'isola Rotonda e dissi il vero. Ora ti dico che la tua sciocca ira contro Efestos  fuori posto. Che pretendi da lui, tu che vuoi goderti sua figlia come se fosse una mortale? Efestos ti ha dato un segno della sua collera che per si placher se gli farai offerte, se scaccerai da Creta i barbari Akhkhiyawa che hanno distrutto i suoi Templi. Se farai ci non incorrerai mai pi nella sua ira.
Nyr si pass una mano sugli occhi come a scacciare la visione del vecchio cieco intabarrato ma Krisimatos era ancora l, appoggiato alla falcata. Allora mosse un passo verso di lui e allung una mano per toccarlo, ma le sue dita afferrarono l'aria.
Vuoi forse riprenderti il mantello che mi don tuo padre Korys? sorrise ironicamente il vecchio. Ascoltami, Nyr, e scaccia dal tuo cuore l'ira che nutri per Egea. Essa fu incatenata dal padre all'incudine e fu la sua punizione, da durar tre lune, per essersi innamorata di un mortale. Le tre lune scadranno tra qualche ora e forse lei ti chiamer per parlarti e ricever l'aiuto della madre e di tutte le sorelle. Per ricorda che sei un mortale e che nessun dio, nessuna dea ti aiuteranno a scacciare gli Akhkhiyawa: dovrai combattere con il cuore e il cervello oltre che con le mani. Riesci nell'impresa, ripristina il Tempio di Efestos e quello delle dee, la Dea Madre, la Dea della Colomba, la Dea dei Serpenti, e forse Efestos tollerer che sua figlia Egea ti dia piacere come una donna e che da te ne prenda.
La figura di Krisimatos scomparve e Nyr guard allibito il timoniere che era a due passi, ma quello governava tranquillo come se nulla avesse visto o udito e lui si convinse che era proprio cos. Allora and in cabina a sollecitare Viridion perch spronasse i vogatori.
Ho in mente un piano, gli disse, e, per attuarlo, dovremmo arrivare prima dell'alba al Golfo Grande...
Siamo gi in vista del promontorio orientale, gli disse
Viridion. Entreremo nel Golfo Grande a notte ma non so quanto sia conveniente senza l'aiuto delle navi di Minosse.
Infatti, non  pensabile dar battaglia con tredici navi soltanto, ammise Nyr. Perci la flotta non entrer nel Golfo Grande. Ora ti espongo il mio piano...
La nave di cedro si stacc dalle altre ed entr nel Golfo Grande. Come aveva previsto Nyr, avvistarono le barche da pesca che avevano appena finito di tirare su le reti e Viridion ne abbord silenziosamente una e si fece riconoscere. Ricordi Nyr dell'isola Rotonda? Vuole che tu lo porti a Gourni, nascosto sotto il pesce, assieme a due suoi amici, per preparare la cacciata degli Akhkhiyawa, disse Viridion al capobarca.
Per Efestos! Certo che li porto a Gourni, rispose quello. Non vedo l'ora di ammazzare quelle carogne. Si sono insediati nelle nostre case, mangiano il nostro cibo, bevono il nostro vino e si godono le nostre donne! Ma che fa Minosse? Perch non viene in nostro aiuto?
Lo far tra qualche giorno, non dubitare, gli rispose lo stesso Nyr dopo essere saltato a bordo assieme al Barbiere e a Nottola. Tremila soldati verranno da terra e una flotta  gi pronta sul mare per bloccare il Golfo Grande, ma guai a te se ti farai scappare una parola!
Mi farei tagliar la lingua, piuttosto! rispose il pescatore. La nave di Viridion riguadagn il largo e la barca da pesca, con Nyr e i suoi amici nascosti sotto il pesce, arriv in porto che era ancora notte. Dopo aver ringraziato i pescatori assicurandogli che si sarebbe ricordato di loro, lui, Nottola e il Barbiere sgattaiolarono tra le ombre delle navi nere e raggiunsero il magazzino del pesce secco. Trovato l'anello infisso nel muro di pietre, Nyr lo gir opportunamente e nel muro si aperse un vano. Nottola entr per primo perch ci vedeva al buio come alla luce del sole. Richiusa la porta, lo seguirono lungo lo stretto e tortuoso cunicolo sinch non si arrest.
Qui c' un muro, sussurr a Nyr. Non si va pi avanti. Cerca a tentoni e troverai un anello. Giralo a sinistra... gli sugger Nyr.
Fatto. Ecco, si apre un pezzo di muro...
Nyr fece appena in tempo ad afferrare per i capelli l'amico e a tirarlo indietro, mentre un ometto barbuto, al di l della porta
di pietra, menava un gran colpo di mazza che avrebbe sfracellato Nottola.
Krisostomos! Sono Nyr! Siamo amici! grid e l'ometto dagli occhi di faina lo fiss incredulo prima di abbandonare la mazza. Non fosse stato per quegli occhi inconfondibili, Nyr non avrebbe riconosciuto Krisostomos, ch i capelli e la barba erano diventati completamente bianchi.
Poco dopo, richiuso il passaggio, sedevano a una rozza tavola e il vecchio confidente si mise a raccontare.
Quando ho sentito aprirsi il passaggio segreto non potevo certo pensare a te che supponevo fossi in Egitto. Ho temuto che Acheo avesse scoperto dove finiva, dato che  pi furbo di una volpe. Pi astuto e crudele di Kielos, il che  tutto dire... Raccontami con ordine, Krisostomos, sospir Nyr.
Tu sai gi... dell'isola Rotonda? esit l'altro e, come Nyr accenn affermativamente col capo, mormor: Una tragedia immane... nessuno si  salvato... nessuno... Sono addolorato per te, Nyr...
Raccontami di Gourni, insist Nyr, asciutto.
C' poco da raccontare. Un'ondata immensa, seguita da una spessa nuvola di cenere che oscurava il cielo, danneggi il porto e affond la flotta, creando il panico in citt ma soprattutto nel cuore di Kielos che sembrava impazzito di paura. Tuttavia, dopo una decina di giorni, gi si poneva mano alle opere pi urgenti quando gli di vollero aggiungere danno al danno, e l'ultimo fu ben pi grave. Quaranta navi nere entrarono nel Golfo Grande e Gourni cadde senza quasi resistere.
Il loro capo, Acheo, non si content di non aver perso neppure un uomo e lasci liberi i suoi di saccheggiare la citt. Per
cinque giorni questi barbari seminarono morte e terrore. Uccidevano per rubare ma anche senza ragione perch erano ubriachi del nostro vino al quale non erano abituati. Razziavano, violentavano donne, bambini, uomini!
Continua il tuo racconto, lo invit Nyr, senza dar segno . di commozione.
Questo Acheo, entrando in citt, aveva promesso pace a patto che gli consegnassero, vivo, Kielos. Furono le stesse sue guardie a catturarlo e un ufficiale lo port ad Acheo, aspettandosi favori. Acheo gli disse che non poteva tollerare i traditori e lo pass da parte a parte con la lancia. Poi tortur egli stesso
I Kielos, cavandogli uno dopo l'altro gli occhi e poi le unghie.
Infine, visto che quello si ostinava a vivere, lo tagli letteralmente a pezzi servendosi di un'ascia. Dopo, diede via libera ai suoi, per cinque giorni interi. Adesso  tornata la disciplina e lui si prepara a governare la citt e vuol venire a patti con Minosse...
Che ne  di Aristea e dei miei amici? chiese Nyr.
Aristea e le sue ancelle, con una piccola scorta, sono riuscite a fuggire in tempo utile per via di terra e certamente si saranno rifugiate a Cnosso. Il tuo amico Krisis e molti altri notabili che non potevano sopportare Kielos, come ben sai, si son messi dalla parte di Acheo. Krisis  arrivato addirittura a offrirgli in moglie sua figlia Arianna.
Arianna?! Ma...  ancora una bambina! si scandalizz Nyr.
Tu hai perso la nozione del tempo, stando in Egitto. Arianna ha quindici anni ed  bellissima, replic Krisostomos. Comunque so che lei ha rifiutato, minacciando di uccidersi se il padre l'avesse costretta. Per ora Acheo non insiste. Dopo essersi trastullato a piacer suo con Krisalides, l'ha ceduta ai suoi ufficiali che se la passano l'un l'altro mentre Eufemio, amico di Aristea,  stato imprigionato e i suoi beni confiscati. Ora a Palazzo c' Zina, che dorme nel letto di Acheo e prova a ripetere l'antico gioco, con Acheo al posto di Kielos...
Che ne  di Kreusa? chiese Nyr.
 fuggita con Aristea. Queste notizie le so da Kora. Lei e Arys vivono a Palazzo e se le godono gli ufficiali di Acheo.
Quanti uomini ha, Acheo?
Non giungono a mille ma sono molto bene armati. Ma ora dimmi di te, Nyr! Perch sei venuto? Che intenzioni hai?
Sono venuto per riprendere Gourni in nome di Minosse, rispose gravemente Nyr. Ora che l'isola Rotonda  stata distrutta dall'ira di Efestos, la mia patria  questa e nessun Akhkhiyawa ne avr calpestato impunemente il suolo. Andr, solo, da Acheo e tenter di farlo ragionare. Se abbandona immediatamente Gourni non vi sar combattimento. In caso contrario non vi sar scampo per lui e per i suoi compagni!
Nyr! Tu sei uscito di senno! esclam Krisostomos. Vuoi andar da solo a farlo ragionare? Ma quello  un cane rabbioso e ti far tagliar la testa!
Acheo non  un cane rabbioso e non far tagliar la testa a Nyr! intervenne il Barbiere, con impeto.
f Ora ti spiegher bene che cosa ho in mente, Krisostomos, disse pacatamente Nyr. Ma ho anche bisogno del tuo aiuto e di quello dei pescatori di Gourni. Ascoltami con attenzione, dunque...


Capitolo 37.

ALBEGGIAVA quando Nyr, scalzo e vestito del solo perizoma, si avvi per le strade ancora deserte. Dappertutto era evidente la furia incontrollata degli invasori. Case distrutte dal fuoco, porte sfondate e riparate alla bell'e meglio, masserizie gettate dalle finestre e fatte a pezzi. Risalendo la bella strada che portava al Palazzo, vide che una casa su cinque era stata ridotta a uno scheletro annerito ma quelle di Krisis e di Zina non avevano subito danni. Pi in alto la residenza di Kielos appariva intatta e, finalmente, Nyr incontr una pattuglia di Akhkhiyawa che usciva per un giro di ronda. Si aspettava di essere fermato ma quelli non lo degnarono di uno sguardo e continuarono a scendere verso il porto. A guardia dell'ingresso del Palazzo c'erano soltanto due sentinelle con lancia, elmo conico e corazza di cuoio a scaglie. Nyr gli si rivolse nella loro lingua, chiedendo di Acheo, e quelli lo guardarono stupiti.
Di dove vieni, tu? Non possiamo disturbare Acheo a quest'ora.
Vengo dall'Egitto e il mio nome  Nyr dell'isola Rotonda. Se non potete decidere voi, chiamate un ufficiale, rispose Nyr, in tono autoritario.
L'ufficiale conosceva il suo nome e sapeva della sua amicizia con Acheo. Sebbene stupito di trovarselo di fronte vestito come un qualsiasi marinaio, non os fargli domande e lo fece entrare. Attraversando i ben conosciuti quartieri del Palazzo, Nyr not che niente era stato toccato nelle stanze e nei saloni, ordinati e sontuosi come li ricordava. Evidentemente Acheo aveva lasciato ai suoi mano libera in citt ma s'era ben guardato dal permettere il saccheggio anche l dentro. L'ufficiale lo lasci nella stanza che era stata lo studio di Kielos e disse che sarebbe andato a svegliare Acheo.
L'attesa dur soltanto qualche minuto, poi nella stanza irruppe Acheo, nudo, i capelli scarmigliati e gli occhi gonfi di sonno, ma felice e sorpreso di vedere Nyr. I due amici si abbracciarono e anche Nyr si lasci prendere per un attimo dalla commozione. Poi Acheo cominci a tempestarlo di domande con una tale urgenza da frastornare Nyr. All'improvviso, per, si fece grave e, con voce incerta, gli chiese se avesse saputo dell'isola Rotonda.
L'ho saputo ed  per questo che sono qui, gli rispose Nyr. Una nave di Cnosso mi ha portato sin qui da Byblos.
Ho pianto per te ma anche per me stesso quando l'ho saputo, gli disse Acheo. Perch un grandissimo affetto, e un'eterna riconoscenza, mi legava a Korys e ad Akena, a Timos e a Ilia, a Leandro e Shamra e ai loro figli! Ma ora dimmi, sei venuto solo? Raccontami di te!
Sono venuto solo, rispose Nyr. Per tre stagioni sono stato al servizio dei Faraoni e avrei potuto restare con loro che mi hanno dato cariche, onori e anche ricchezze. Forse sarei rimasto, dopo aver saputo che l'isola Rotonda non esiste quasi pi, e che nella poca terra rimasta non c' pi traccia di vita. Ma la mia patria adesso  l'isola del Re, sono suddito di Minosse e non di Hatshepsut o di Thutmosi, per quanto grande amicizia mi leghi al giovane Faraone. Sono venuto quindi a Gourni, da amico tuo ma per incarico di Minosse Deukalion, e ti chiedo di abbandonare la citt se non vuoi la guerra.
Acheo fiss allibito Nyr e non riusciva a parlare tanta era la sorpresa per l'ultima frase dell'amico. Poi la sua faccia barbuta si distese in un sorriso. Dimmi che ho capito male! Per tutti gli di, vuoi forse scherzare? Non ricordi ci che ti dissi, che mi sarei vendicato di Kielos e di Gourni? Ebbene, eccomi qua, ho mantenuto la promessa, no?
Non mi importa di Kielos e di ci che gli hai fatto, replic Nyr. A me interessa Gourni. I cittadini di Gourni non sono responsabili ma vittime delle scelleratezze di Kielos e mi risulta che tu non ti sei comportato meglio di lui.
Per Zeus, che dici?! Per qualche testa fracassata? Sei indignato perch i miei soldati si sono divertiti con le donne di Gourni? Andiamo, Nyr, non ci sono state stragi!
Meglio per te, non ne risponderai, replic Nyr. Per ti ripeto la mia richiesta, fatta in nome di Minosse alleato dei Faraoni: lascia la citt prima che sia troppo tardi per te e per i tuoi.
Allora non sei venuto qui da amico! esclam Acheo e pareva pi turbato che in collera.
Il Navarca mi ha insegnato che un conto  l'amicizia personale e un'altra cosa sono gli affari di Stato, gli rispose Nyr. Io non sarei qui se non ti fossi amico, non sarei venuto a portarti l'offerta di ritirarti senza danno.
Che accadr se rifiuto? chiese Acheo, cupo in volto.
Con quale flotta mi scaccerai? Con quali soldati? Ora ascoltami bene, Nyr, perch un'offerta te la faccio io: resta con me ora che  distrutta la tua isola e non hai famiglia n amici! Resta con me e sarai mio fratello e mio consigliere. Minosse verr a patti con me, divideremo i commerci e, con il mio aiuto militare, Creta diverr pi potente e sicura di prima. Anche i Faraoni mi ascolteranno perch gli offro la pace e la sicurezza dei commerci. Insieme faremo grandi cose, Nyr!
Con le parole sei sempre abilissimo a volare, Acheo, rispose Nyr, e, malgrado tutto, io ti voglio sempre bene. Ma non ti illudere: Minosse non verr a patti con te e dovrai combattere. Se questo accadr, non avrai scampo.
Questo  da vedersi, replic Acheo. Ma noi abbiamo cominciato dalla parte sbagliata, Nyr! Ora lascia che io ti accolga da amico e intanto avrai tempo di riflettere sulla mia proposta. Staremo a mensa insieme e ti dar abiti degni come tuo padre li diede a me, e sono cose che non posso dimenticare. Berremo insieme, faremo baldoria e... rivedrai quella dama che ti sta tanto a cuore, Zina. Potrai anche averla, te la ceder se lo desideri... Ci che desidero  di starle alla larga il pi possibile e altrettanto consiglierei di fare a te.
Ah, dunque hai aperto gli occhi sul suo conto? ghign Acheo. Ebbene, amico mio e fratello, io ti dico che quella donna  un serpente travestito da puttana, credi forse che non me ne sia accorto? Ma a letto ci sa fare e, sinch non mi sar passata la voglia, la user, per non credere che mi faccia abbindolare. Ora vieni, e beviamo latte addolcito con il miele!
Nyr accett il latte con il miele ma rifiut l'offerta di abiti dicendo che, per il momento, gli andava bene di restare cos vestito. Serviti da un'ancella che Nyr non conosceva, bevvero latte e miele e Nyr chiese notizia dei suoi amici di Gourni, facendone il nome. Quando Acheo, tra gli altri, menzion Krisis, gli chiese il permesso di andare a visitare lui e la sua famiglia. Acheo gli disse che era padrone di muoversi liberamente a Gourni.
Krisis  mio alleato, oltrech tuo amico, e la mia intenzione  quella di sposare sua figlia Arianna per stabilire un legame di sangue tra me e la citt. Oltretutto Arianna  bellissima...
E che ne  di tua moglie Iris, che pure mi descrivevi cos bella e della quale eri innamorato? gli chiese Nyr con malignit.
Ecco, io le voglio ancora bene, naturalmente, rispose Acheo senza il minimo imbarazzo, ma, come dicevi tu, un conto  l'amore, un conto sono gli affari di Stato. Non  forse vero? Poi, chiese a Nyr se volesse essere accompagnato da un ufficiale o anche da lui stesso e, al suo rifiuto, rispose con un largo sorriso.
Hai ragione. Questa  la tua nuova patria, che avresti da temere? Ti attender per sedere a mensa insieme.
Nyr usc liberamente da Palazzo, salutato dalle guardie, e discese la bella strada sino alla casa di Krisis. Gli aperse l'ancella anziana che lo conosceva bene e impallid per l'emozione nel vederlo.
Nyr! Nyr dell'isola Rotonda! Non posso credere ai miei
occhi!
Richiamati dalle sue esclamazioni, accorsero Dinna e Krisis, seguiti da Likos. Nyr fu soffocato dagli abbracci e dalle domande. Sorridendo, chiese tempo per rispondere e allora tutti si diressero verso la stanza da pranzo dove Nyr aveva mangiato tante volte assieme a loro. L chiese di Arianna e Dinna gli rispose che era nel giardino pi alto della casa. La mander a chiamare dall'ancella ma... forse  meglio che vada io stessa, Nyr. Da qualche tempo se ne sta da sola a scrutare il mare perch  sempre stata convinta che saresti arrivato... al momento giusto. Vieni, Likos, andiamo a chiamare Arianna. Tuo padre e Nyr avranno bisogno di parlare... Dinna guard Nyr e gli fece capire con gli occhi ci che non osava dire a voce in presenza del marito, e nel suo sguardo vi era una chiara, disperata richiesta d'aiuto.
In una saletta Krisis offerse a Nyr una coppa di vino e brindarono al loro incontro. Krisis era appesantito, invecchiato, con le borse sotto gli occhi. Profonde rughe gli solcavano la fronte. Esauriti i convenevoli, Krisis espresse il suo dolore all'amico per la sorte di Thera, ma Nyr, ignorando la sua commozione, affront subito l'argomento che gli stava a cuore, e disse a Krisis che non doveva pensare di essersi schierato con i vincitori; d'altronde non poteva credere che un Minoico si fosse alleato a un Akhkhiyawa!
Non trascorrer che una luna, forse meno, e Minosse sar padrone di Gourni, come lo  sempre stato. Rifletti alla svelta, Krisis! Odiavi Kielos ma lui  morto, non c' pi ragione perch
tu stia contro Minosse!
Acheo mi ha fatto promesse che manterr, rispose Krisis e sul suo volto si dipinse l'ostinazione. Sar Reggitore di Gourni, avr il potere che un tempo fu di Kielos e ne far un uso migliore. Acheo non vuole la guerra ma la pace, vuole trattati commerciali con le Isole, con Micene e con l'Egitto. Vincer lui, Nyr, e mi stupisce che tu sia contro di lui che, a quanto mi dice, ti considera un fratello pi che un amico! Dammi retta e ci sar del buono anche per te, soprattutto dopo che Arianna avr sposato Acheo. Adesso lo rifiuta, perch  legata a te da una sorta di fanciullesca infatuazione, ma spero che tu le farai cambiare idea per il meglio.
Non contare su di me per una cosa del genere, rispose Nyr. Sono amico di Acheo e perci gli offro di andarsene da Gourni liberamente, prima che per lui sia troppo tardi, ma, se non accetter, sar la guerra e Acheo non ne uscir vincitore.
Come fai a dirlo? Che cosa ti d tanta sicurezza? Minosse non ha flotta e, anche se mandasse soldati dalla parte di terra, troverebbe pronti a combattere i guerrieri di Acheo, che ha previsto anche questa mossa. Oppure speri nell'aiuto dei Faraoni? Se sai qualcosa utile a convincermi, dimmela in nome della nostra antica amicizia!
Io ti dico soltanto che Efestos  dalla nostra parte, rispose Nyr, che non si fidava di Krisis. Prima o poi la vittoria sar nostra. Ora decidi da che parte vuoi stare.
Ho la parola di Acheo e gli ho dato la mia, replic Krisis. Non la ritirer e sono convinto di restare dalla parte giusta. Dalla parte giusta  Eufemio che non ha temuto di affrontare la prigione, gli ribatt duramente Nyr. Ora ti saluto perch devo sedere a mensa con Acheo e spero di convincerlo con la ragione perch forse  pi avveduto di te.
Uscendo dalla piccola sala, Nyr si rese conto del profondo smarrimento in cui aveva lasciato Krisis e prov una gran pena per lui. Quell'uomo, spinto dall'ambizione e forse ancora innamorato di Zina, aveva scelto la strada sbagliata prima e ne stava percorrendo una pericolosa adesso. Dalla porta che dava nel giardino superiore entr Dinna che gli and subito incontro e lo trasse da parte, inquieta.
Arianna ti attende nel giardino, vuole incontrarti da sola... Hai parlato con Krisis? gli chiese con l'ansia negli occhi.
Gli ho parlato, ma  stato inutile. A meno che non ci ripensi, vuol stare dalla parte di Acheo che invece sar sconfitto, le
rispose Nyr, in un tono che rivelava tutta la sua compassione verso Dinna. Tu hai provato a convincerlo che il suo non  un comportamento giusto e che potrebbe essere chiamato a risponderne?
Ci ho provato, l'ho supplicato in nome dei suoi figli, visto che a me, come moglie, non d pi retta. Quella donna lo ha rovinato, Nyr!
Dunque sai di Zina?
Da tanto tempo, ma sono pronta a perdonargli tutto purch si ravveda, purch rinunci al suo assurdo progetto di dare Arianna in moglie ad Acheo! Arianna si ucciderebbe, piuttosto! Lei ama te, Nyr, da quando era una bambina e ti vide la prima volta. Ti supplico, va' da lei e confortala!
Nyr era mesto e imbarazzato. Ricordava Arianna come una bimba dal sorriso dolcissimo, timida e pronta al rossore, ma come avrebbe potuto confortarla nel senso che intendeva Dinna? Come poteva corrispondere all'amore di Arianna se per lei non provava altro che un profondo affetto fraterno? Dinna indovin le ragioni del suo turbamento e gli disse: Almeno assicurale che non permetterai ad Acheo di sposarla contro la sua volont!
Questo mi sento di garantirlo, Dinna! esclam Nyr. D'impulso prese tra le sue le mani di Dinna e le sent gelide.
Va' da lei, allora! lo preg e Nyr la lasci, dolente e tuttavia con una nuova speranza nel cuore, ed entr nel giardino assolato.
Dapprima distinse soltanto la figura femminile, in piedi accanto al basso muretto, tra i fiordalisi azzurri. Il sole gli impediva di distinguerne i lineamenti ma ud la sua voce che diceva: Io finalmente posso venire a te, Nyr! e trasecol perch era la voce inconfondibile di Egea. Ora la figura gli veniva incontro mentre lui restava immobile e come paralizzato, ed era avvolta nella luce del sole che brillava sulla cuffia di piccole conchiglie identiche a quelle del suo braccialetto e della sua benda! Infine vide il volto di una bellezza inesprimibile, i grandi occhi lucenti e la bocca dalle labbra rosse e piene e deliziosamente orlate, il collo alto e sottile, l'espressione radiosa mentre lei si avvicinava, zoppicando leggermente...
Voglio essere la tua sposa per sempre, Nyr, perch ti amo, disse la voce meravigliosa di lei ma Nyr era sconvolto: chi era la fanciulla che ora gli prendeva una mano e la costringeva contro
il seno nudo? Era Egea, e lui stava sognando, oppure era Arianna? Oppure...
Chi ti ha dato quella cuffia di conchiglie? si sent chiedere con voce che tremava.
Io non lo so, Nyr, ma fu certamente una dea. Me la ritrovai sul capo un giorno, uscendo dal Tempio dove avevo fatto offerte per il tuo ritorno. Quando uscii zoppicavo... Un'ombra era apparsa sul bellissimo volto, mentre fissava la piccola deformit sul dorso del piede sinistro, lo stesso di Egea! Forse non ti piacer sposare una donna deforme?
Era Egea e, allo stesso tempo, era Arianna. Nyr ne fu certissimo quando si ud risponderle le stesse parole che aveva detto a Egea, durante il loro primo incontro sotto il mare. Il tuo volto sarebbe forse meno bello se avesse sulla guancia un neo?
Il volto di Arianna si fece nuovamente raggiante e lui sent partire dal palmo che stringeva il seno un'onda di desiderio che dur fatica a contenere.
 per volere di una dea che noi ci amiamo, Arianna, e saremo sposi per sempre! esclam stringendo a s la fanciulla. Ora per gli di vogliono che io meriti tanta felicit, quindi devo fare la mia parte. Sciogliti per prima dall'abbraccio perch sento che non ho forze sufficienti per farlo io...
Dolcemente lei gli si sottrasse e lo prese per mano. So dove devi andare e so che riuscirai, gli disse mentre si avviavano.
Acheo aveva preparato un banchetto in onore di Nyr. Vi partecipavano alcuni dei suoi compagni che erano stati gettati dalla tempesta sulla spiaggetta dell'Isola Rotonda e che erano stati promossi tutti ufficiali. Non c'erano donne perch non era costume degli Akhkhiyawa farle sedere a mensa con gli uomini. Nyr fu accolto come amico tra gli amici e brindarono al suo nome ma, come venne il momento di parlare, i capitani akhkhiyawa manifestarono prima sorpresa, poi sconcerto e delusione e gli sguardi si volsero verso Acheo.
Nyr infatti era stato chiaro. Rinnovava l'amicizia ad Acheo e ai suoi compagni ma deplorava che fosse stata scelta la strada delle armi invece di una pacifica competizione commerciale. Era stato un grave errore e ora ad Acheo non restava che una
onorevole ritirata (che Nyr gli garantiva a patto che da
Gourni non portasse via neppure una barretta di rame), oppure
il combattimento.
Se sceglierete di combattere  bene che sappiate subito che non potrete vincere. Ora siete i padroni della citt ma che farete quando Minosse avr radunato i cinquemila soldati che vi attaccheranno da terra? Che farete quando giungeranno da Byblos e da Sidone le navi minoiche che i Faraoni mi hanno gi concesso e che si stanno preparando? Ci vorr una luna, forse di meno, aveva concluso Nyr, ma non avrete scampo. Dunque, per l'amicizia che vi porto, per i legami di fratellanza che ho con Acheo, dico principalmente a lui ma anche a tutti voi: scegliete la strada della pace finch siete in tempo!
Acheo, sorridente e sicuro di s, riprese le parole di Nyr per quanto riguardava fratellanza e amicizia, ma la conclusione fu opposta.
Non cercare di convincermi. Gourni  nostra per diritto di conquista. Mi comporter meglio di Kielos e, anche se non intendo essere suddito di Minosse Deukalion, gli sar alleato e cos sar con i Faraoni. In quanto a te personalmente, ecco come la penso e come mi comporter nei tuoi confronti: resta con me e saremo grandi insieme. Se non vuoi, sei libero di andare dove preferisci. Io non ti dichiaro guerra come tu stai facendo a me.
I miei simboli sono il pugnale e il fiordaliso: pace o guerra. In quanto alla mia decisione te la dico subito, rispose Nyr. Rester tuo ospite due giorni, sinch non verr a prendermi da Cnosso la nave che mi ha condotto da Byblos sino al Golfo Grande. Nel frattempo mi consentirai di visitare in carcere Eufemio, che mi fu amico, e ti prego anche di liberare sua moglie Krisalides perch non  onorevole che tu obblighi una dama cretese a dar piacere ai tuoi ufficiali.
Concesse entrambe le cose, decret Acheo. Posso chiederti da chi hai avuto queste informazioni?
Da un'ancella di Krisis, stamani, ment Nyr.
Hai visto Arianna?
No, non vuole vedere nessuno. Ho visto Dinna e Krisis e ti confesso che ho cercato di dissuadere lui, ma inutilmente.  convinto di stare dalla parte giusta...
Pu darsi che anche tu ti convinca, in questi due giorni, sorrise Acheo. E ora facciamo un brindisi. A chi lo proponi?
Ai nostri di, rispose Nyr senza esitare. Ai miei e tuoi, senza distinzione. Saranno loro a decidere le nostre sorti.
Fu una Krisalides in lacrime che si gett fra le braccia di Nyr non appena gliela condussero. Fuori del Palazzo gli narr, piangente e piena di vergogna, la sua sventura. Mi hanno usata in ogni modo, deridendomi e umiliandomi oltre misura! singhiozz. Sono animali in veste umana e non credo che riuscir mai pi ad aver piacere con un uomo. Ora ne ho disgusto e paura!
Nyr la confort come pot e lei lo segu sino al carcere dove le sentinelle, avvertite, li fecero entrare e li condussero alla cella di Eufemio. Nyr stent a riconoscere in quel vecchio cadente, dai capelli canuti e la parola tremolante, il gioioso e ingenuo commensale di una volta, cos attaccato alla vita e ai piaceri della tavola. Si avvinghi a lui e alla moglie e non voleva lasciarli andare. Infine, Nyr riusc a convincerlo che la sua prigionia non sarebbe durata ancora molto e, poich Krisalides non voleva tornare a casa sua, la condusse a quella di Krisis dove Dinna e Arianna l'accolsero amorevolmente.
Quando fu buio Nyr sgattaiol sino al fondaco di Krisostomos e qui seppe che i pescatori avevano aderito alla sua proposta e mordevano il freno. Ho dovuto spiegargli che sarebbe un suicidio entrare in azione prima di domani notte. Odiano gli Uomini di Bronzo, come chiamano gli Akhkhiyawa per via delle loro corazze, e, ora che sanno della tua presenza qui, fremono di impazienza. Che ti ha detto Acheo?
Combatter, rispose secco Nyr.
Questo mi addolora, mormor il Barbiere. Non ho mai smesso di amarlo e ora devo considerarlo un nemico...
Gli uomini di Minosse saranno puntuali da terra? chiese, pi pratico, Nottola.
Viridion sa il fatto suo, gli rispose Nyr, e conosce i rischi che affronteremmo se navi dal mare e soldati da terra non si presentassero puntuali all'appuntamento stabilito. Confido in Telesios: da come lo conobbi, non  uomo che parli invano. Per
il resto, affidiamoci agli di.


Capitolo 38.

ACHEO aveva messo a disposizione di Nyr lo stesso piccolo quartiere che una volta gli aveva assegnato Kielos e l Nyr mangi, servito da ancelle che non conosceva e che apparivano turbate ed esitanti. Dopo la cena rest per molto tempo affacciato alle aperture dalle quali entrava il profumo dei fiori misto a quello del mare e pensava ad Arianna. Non v'era dubbio che il suo volto e il suo corpo somigliassero straordinariamente al volto e al corpo di Egea e lui si convinse che la figlia di Efestos, pur di potersi congiungere con un mortale, si fosse impadronita delle membra di Arianna, rendendole il pi possibile somiglianti alle sue. Dunque il suo destino era segnato, e lui ne aspettava con gioia e impazienza il compimento, ma ricord anche, con lucidit, le parole di Krisimatos, il veggente cieco che gli era apparso sulla nave: Nessun dio, nessuna dea ti aiuteranno... dovrai combattere...
Era pronto nell'animo? Si interrog e seppe di esserlo, ma qualcosa, ancora, lo opprimeva. Gli apparvero i volti amati di suo padre Korys, della madre Akena che lo abbracciava con intenso affetto... E allora, misericordioso, giunse il pianto, che gli liber il cuore dalla pena che sino a quel momento vi era stata dolorosamente racchiusa.
L'indomani si lev dal suo giaciglio, si lav nella piscina che gli ricordava i giorni felici trascorsi con Kreusa e, uscendo dal suo quartiere, incontr Acheo. Abbracciandolo, l'amico gli mostr che cingeva il vecchio pugnale barbaro regalatogli da Nyr e anche il fodero era sempre lo stesso, fatto di pelle di capra, bianco e nero.
Forse ti piacer sapere che ho ricostruito l'accaduto, gli disse Acheo. Questo pugnale mi turb, quando lo vidi, perch
lo riconobbi come quello di mio fratello, partito al comando di una nave. Fecero bottino per tutta la stagione e, temendo di essere abbordati dalle navi minoiche, lo nascondevano nella barca che si portavano a rimorchio. Un giorno furono realmente attaccati da tre navi di Deio e mio fratello e il timoniere, gi feriti, scamparono su quella barca. Che cosa sia accaduto dopo non
lo so ma posso immaginarlo... Dimentichiamo questi
avvenimenti, adesso. Hai riflettuto? Non ho perso la speranza di aver ti al mio fianco.
Ho riflettuto e confermo la decisione che gi conosci
sorrise Nyr. Tu, piuttosto, hai ancora tempo per riflettere Oggi e questa notte, perch domani partir per Cnosso.
In realt ci conosciamo troppo bene per non sapere che nessuno di noi due cambier idea, mormor Acheo, allontanandosi.
Nyr usc da Palazzo e scese in citt. Sembrava che Gourni avesse ripreso a vivere, seppure le strade apparissero meno frequentate di una volta: soltanto gli scheletri diroccati delle case incendiate denunciavano l'avvenuta violenza. A tratti, Nyr incontrava drappelli di soldati akhkhiyawa, nelle loro corazze a scaglie, con lo scudo e l'elmo di cuoio, armati di corte spade e lance dalla punta di bronzo. Questi drappelli erano l'unico segno dell'occupazione militare in atto e i cittadini si affrettavano a scansarsi al loro passaggio. Nyr not che rarissime erano le donne e non v'era traccia dei bambini che solitamente rallegravano le strade con i loro giochi chiassosi.
A sole alto, risal la bella strada lastricata e stava per raggiungere la casa di Krisis quando lo vide, fermo sulla soglia, a parlare con un soldato akhkhiyawa. Pochi momenti dopo Krisis si allontan e il soldato rimase fermo di fronte alla soglia. Perplesso e preoccupato, Nyr lo raggiunse e, parlando nella sua lingua, gli chiese il motivo della sua presenza. Nessuno entra e nessuno esce, rispose il soldato.
Per ordine di chi? volle sapere Nyr.
Ordine di Acheo su richiesta di Krisis, fu la risposta.
Posso almeno parlare con Krisis?
Non c'. Non puoi parlare con nessuno che sia dentro questa casa. Questi sono gli ordini. Nyr annu, salut la sentinella e torn indietro. Non sapeva che cosa pensare di quell'iniziativa di Krisis e ne era turbato. Imboccata una stradina laterale, la discese fino a un viottolo che costeggiava i giardini pi bassi delle case e lo risal di corsa sino a raggiungere il muro di cinta del giardino di Krisis. Arrampicarsi sugli appigli del muro fu un gioco per lui. Pochi momenti dopo vide Arianna che corse ad abbracciarlo. Insieme chiamarono Dinna e Nyr spieg che, quella notte, ci sarebbe stata battaglia e non voleva che loro restassero in quella casa.
Ho un nascondiglio sicuro per voi ma devo sapere che cosa
ha in mente Krisis.
Perch c' un soldato di guardia alla porta?
Ho detto a mio padre che voglio sposarti, gli rispose Arianna, e lui  andato su tutte le furie. In pratica siamo prigioniere in casa nostra mentre lui  andato a Palazzo. Non torner tanto presto perch oggi c' una riunione di nobili favorevoli ad Acheo. Ma come faremo a uscire con quel soldato di guardia?
Non sar un problema col favore del buio, rispose Nyr ma Dinna scosse la testa e disse che non avrebbe lasciato la sua casa e suo marito.
Porta con te Arianna e Likos. Io resto qui, nella mia casa. Non posso abbandonare Krisis ora che ha bisogno di me. Inutilmente Arianna e Nyr tentarono di convincerla, Dinna fu irremovibile e Nyr, in cuor suo, l'ammir e sent crescere la stima che gi aveva per lei. Nonostante Krisis l'avesse gravemente offesa lei restava fedele a lui e alla loro casa. Dopo un breve consulto, fu deciso che Nyr sarebbe rimasto nascosto fino a sera in una stanzetta che serviva da ripostiglio all'ancella anziana perch Dinna non si fidava di quelle giovani. Cos fecero e l'ancella anziana port del cibo e dell'acqua a Nyr e, di tanto in tanto, veniva a dargli notizie. A Nyr quelle ore parvero interminabili, ma alla fine venne il buio e l'ancella anziana lo guid attraverso i cortili e le stanze, evitando quelle dove stavano le ancelle giovani. Likos, eccitatissimo all'idea dell'avventura, e Arianna lo attendevano accanto alla porta che dava sulla strada. Dinna, pallida ma risoluta a restare, abbracci i figli e li raccomand a Nyr: Sono certa che con te saranno al sicuro. Far voti a Efestos, alla Dea Madre e alla Dea della Colomba perch vi proteggano.
Dopo che lei e l'ancella anziana si furono ritirate all'interno della casa, Nyr aperse il portone e subito la sentinella gli si par di fronte: Non puoi uscire! Ordine di... Il resto della frase gli si spense in un gorgoglio di sangue e Nyr afferr l'uomo prima ancora che cadesse e lo trascin poco pi sopra, nel punto pi buio della strada. Rinfoderato il pugnale, fece uscire Arianna e Likos e, senza essere notato, il gruppetto si confuse con i passanti che scendevano e risalivano la strada. Raggiunto il fondaco di Krisostomos, costui aperse al bussare convenuto di Nyr e quando furono entrati, sbarr la porta dall'interno. Tutto  pronto, Nyr! lo avvert mentre apriva la porta del rifugio
sotterraneo. Da basso, li attendevano il Barbiere, con alla cintura i suoi pugnali da lancio, e Nottola, armato con la daga che era appartenuta a Depas.
Bada a loro, Krisostomos! raccomand Nyr, dopo aver abbracciato Arianna e Likos. Poco dopo uscivano sul porto
dalla parte del magazzino del pesce secco e si avviavano ai moli occultati da una rete che trasportavano sulle spalle. Incontrarono due drappelli di soldati akhkhiyawa che, scambiandoli per pescatori, non fecero caso a loro. Una decina di barche da pesca stavano in attesa e ognuna aveva a bordo una quantit di torce resinose e un paiolo di rame con una miscela di olio, resina e pece. Nyr, il Barbiere e Nottola presero posto su quella che li aveva condotti a terra due notti prima e riconobbero il capopesca.
Ci sono diciassette navi attraccate ai moli e ognuna di esse ha uno o due vogatori a bordo che fanno il turno di guardia, li inform il capopesca. Le altre navi stanno all'ancoraggio al centro del porto. Io direi di cominciare da quelle che sono all'attracco. Tre delle nostre barche dovrebbero essere sufficienti... Ricevuto il consenso di Nyr, l'uomo agit le braccia per segnalare agli altri e la sua barca si mosse per prima, silenziosa sui remi, diretta verso le navi nere attraccate al molo militare. Due barche la seguirono mentre le altre si mossero verso le navi all'ancoraggio.
Quattro torce per ogni nave dovrebbero bastare, disse il capopesca mentre dava fuoco alla miscela incendiaria contenuta nel paiolo di rame. Adesso voga a tutta forza. OooohH A prora il Barbiere stava pronto con uno dei suoi coltelli da lancio mentre a centro barca Nyr e Nottola attendevano. La barca rasent la prima nave nera, poi la seconda...
Le torce sulla terza! Via! ordin il capopesca e Nyr e Nottola lanciarono due torce ciascuno sulla nave nera che subito prese fuoco. Volgendosi indietro videro le due barche che li seguivano incendiare la prima e la seconda. Immerse nel paiolo, le torce resinose prendevano fuoco all'istante e, lanciate sulle navi, le trasformavano in un rogo. Figure umane si contorcevano tra le fiamme o si gettavano urlando in mare e il Barbiere non lanci neppure un coltello. Incendiate le navi all'attracco, le barche da pesca puntarono verso il centro del porto e videro che la maggior parte delle navi nere stava bruciando. ,.
Terminiamo l'opera e poi voghiamo incontro alla flotta di Viridion! grid esultante Nyr. Tu, Nottola, tieni d'occhio le
colline perch da lass arriveranno i segnali dei soldati di Minosse!
Quando uscirono dal porto non una delle navi nere era rimasta indenne e la maggior parte gi stava affondando tra le fiamme. A poppa, Nottola vide sulle colline accendersi prima una torcia, poi un'altra e infine agitarsi centinaia di torce: era il segnale che le truppe di Minosse, attestate sulle alture, mandavano alla flotta che gi stava entrando nel Golfo Grande. Urla di trionfo si levarono dalle barche da pesca all'incontro con le navi di Minosse e fu un momento emozionante quando Nyr sal sulla nave di Viridion assieme ai suoi amici. La nave di cedro fu la prima ad accostare al molo principale e, mentre tutt'intorno continuavano ad ardere e affondare le navi barbare, abbass la falcata e ne discesero Nyr, i suoi amici e gli arcieri scelti di Gourni e Akrotiri. Ora il porto formicolava di soldati di Acheo che, presi alla sprovvista dagli incendi, erano armati soltanto in parte.
Fu una strage. Dapprima tocc agli arcieri scoccare le frecce e ben pochi dardi andarono a vuoto, poi tocc a Nyr che si gett sugli Akhkhiyawa mulinando la spada e percuotendo con lo scudo; gli tenevano dietro Nottola con la daga, il Barbiere con i suoi pugnali e tutto il contingente di Akrotiri. Li fiancheggiavano i marinai di Gourni che, avendo saputo a Cnosso di come i barbari avessero trattato la citt e i suoi abitanti, assalivano e uccidevano senza misericordia anche quelli che si davano prigionieri, facendo a pezzi i feriti che invocavano piet. Ben presto ebbero ragione dei nemici e, mentre dalle navi continuavano a sbarcare uomini, dalle alture della citt venivano i suoni dei tamburi e dei tritoni dei soldati di Minosse. Allora Nyr radun tutto il contingente e, disposti gli arcieri in prima fila, risalirono verso il Palazzo mentre una disordinata marea di soldati akhkhiyawa ne discendeva, incalzata dai soldati di Cnosso. Presi tra due fuochi, gli uomini di Acheo gridarono la resa ma troppo inferociti erano i Minoici: gli Akhkhiyawa colpiti dagli arcieri venivano finiti di spada e di pugnale o massacrati dai soldati di Cnosso a colpi di bipenne. Si giunse al punto che l'ira prese a sfogarsi sui cadaveri e allora Nyr fece suonare i tritoni e rullare i tamburi, arrestando cos lo scempio.
Ora basta! intim dall'alto di un carro. Ogni offesa  stata restituita cento volte! Ogni dolore  stato lavato nel sangue dei nemici! La battaglia  finita e abbiamo vinto nel nome
di Minosse Deukalion. Sia gloria a lui!
Domani i magazzini del Palazzo saranno aperti ai cittadini e
ai soldati per tutta la giornata!
Le acclamazioni si levarono alte sino al cielo e Nyr, sceso dal carro, preg il Barbiere e Nottola di seguire gli ufficiali di Cnosso nel rastrellamento della citt. Mi preme la sorte di Acheo e prego gli di che sia ancora vivo. Tra poco vi raggiunger ma ora devo andare alla casa di Krisis perch Dinna sar certamente in pena per i figli. Si gett di corsa gi per la strada e intanto i cittadini, usciti dalle case, abbracciavano i soldati e i marinai. Quando per Nyr buss alla casa di Krisis, gli venne ad aprire l'ancella anziana, stravolta dal pianto. Singhiozzava e Nyr, con la paura nel cuore, fu costretto a scrollarla rudemente. Il mio padrone si  ucciso, Nyr! Si  squarciato il cuore col pugnale quando ha visto che la battaglia era persa per Acheo!
Zitta! Non urlarlo ai quattro venti! le intim Nyr, chiudendo la porta. Dinna era nel talamo e stringeva tra le braccia il corpo esanime del marito. Oh, Nyr! singhiozz. Voglio morire anch'io, perch lo amavo pi della mia vita!
Non dire questo, la tua vita  dei tuoi figli! la rimprover affettuosamente Nyr. Fatti animo, Dinna, perch Likos deve sapere che suo padre  morto combattendo, non in questo modo! Chiamate le ancelle e vestitelo, cingetegli il pugnale e io dir a tutti che all'ultimo momento s'era ravveduto ed  morto combattendo i nemici di Gourni!
Nyr usc col cuore stretto dalla casa di Krisis, addolorato per la morte del suo vecchio amico; era stato a cagione del suo incontro con Krisis a Melo che la sua vita aveva avuto una svolta. Risal sino a Palazzo in quelle condizioni d'animo e l trov il Barbiere e Nottola, muti accanto al corpo esanime di Acheo.
Un ufficiale mi ha detto che  morto sopraffatto da un nugolo di soldati di Minosse, sospir dolente il Barbiere. Non avrei mai voluto la morte del mio barbaro dagli occhi di falco...
Poco distante, uno sparuto drappello di Akhkhiyawa, miracolosamente scampato alla strage, osservava, guardato a vista dai soldati. Nyr gli si rivolse nella loro lingua: Voglio mandare il corpo di Acheo, conservato nel miele, alla sua patria, alla Terra dove nasce il Vento. Vi lascio liberi di accompagnarlo, affinch diciate al vostro popolo che se ne stia in pace entro i confini e non invada il nostro mare. Nel mio sigillo sono rappresentati
il pugnale e il fiordaliso. La scelta, se pace o guerra, sar vostra, e vostra la responsabilit. Poi, rivolto al Barbiere e a Nottola, disse: Curate che i miei ordini siano rispettati. Io scendo a prendere la mia sposa perch  giunta l'ora di riporre il pugnale. Questo  il momento del fiordaliso.


Capitolo 39.

Noi Divino Thutmosi, Figlio di Ammon, Figlio di Ra, Figlio di Horo, cos scriviamo a Nyr dell'Isola Rotonda, Vicer di
Byblos, Governatore di Gourni, Nostro Amico e Fratello. Per volere di Ammon Hatshepsut cess di vivere e la Sua tomba  pronta ad accoglierla. Facemmo offerte al Tempio di Karnak a salvaguardia di entrambe le di Lei Anime. A Te esprimiamo il Nostro Compiacimento perch continui a comportarti da Fratello e mandi ricchi doni a Noi che ti siamo riconoscenti. E commerci con Noi con animo onesto e ti siamo riconoscenti. E sei Nostro Alleato fedele e ti siamo riconoscenti. Ti mandiamo i cavalli richiesti. Ti mandiamo lapislazzuli e incenso. Ti mandiamo pelli di leopardo e di pantera. Ti mandiamo l'avorio che hai chiesto e anche l'ebano. Ci manderai lana e vino, olio e olive, e Ci manderai argento e bronzo lavorato. Ti mandiamo oro e Ci manderai mille archi come il tuo. Ti permettiamo di baciarCi i Piedi.
Sorridendo, Nyr arrotol il papiro e tolse i sigilli a un altro.
Questo  quanto scrive, semplicemente, Thutmosi al fratello
Kefti Nyr. Sono trascorsi quasi undici anni da quando partisti da Tebe e, lungi dal diminuire o dallo smorzarsi, aumenta la Mia nostalgia per te. Come leggi nel messaggio ufficiale, 'la donna con i coglioni'  chiusa nella sua tomba e Io ho ricoperto d'oro gli imbalsamatori. Ti confesso che versai pi lacrime quando mor la Mia pantera nera, che sentivo come il mio Ka, e l'ho fatta imbalsamare. Niente dolore invece per Hatshepsut dalla quale, soprattutto ultimamente, Mi sentivo soffocare. Pensa che ebbe l'ardire di far scrivere, sulla sua tomba che le spetta il merito di aver reso sicure Byblos e Ugarit, eliminando i predoni e i barbari che infestavano quel territorio, usurpando un merito che spetta a te. Tra breve far scalpellar via quelle iscrizioni. Senenmut  rimasto doppiamente orfano perch, tre lune or sono,  morta anche la sua allieva prediletta Nefrurah, figlia di Hatshepsut e mia cugina, che Senenmut intendeva farmi sposare. Era una fanciulla colta ma di salute cagionevole ed  bene che non sia stato costretto ad avere figli da lei come Prima Regina. Dovr comunque scegliere al pi presto tra le Reginette ma, tu Mi conosci, sono incerto perch mi piacciono quasi tutte. Non appena avr preso una decisione te la far
conoscere. Nei Miei prossimi piani ci sono gli Ittiti in primo luogo, perch cominciano a premere alle frontiere. Anche i prncipi palestinesi devono essere messi in condizione di non rialzare mai pi la testa. Ora sto pensando a rafforzare i confini oltre la Quinta Cataratta. Mi scrivi che sei felice con la tua sposa Arianna e il vostro figlio Egeo e la tua felicit Mi rallegra il cuore. Mi dici anche che, pi di una volta, sei stato a contemplare ci che resta dell'isola Rotonda e che la tua intenzione  quella di ritornarvi un giorno, di ricostruire e ripopolare. Non posso comandare ai tuoi sentimenti ma, ora, la tua nuova patria  Gourni e ne sei Governatore in nome di Minosse e un'altra patria hai in Egitto, nella fertile Keme. Perch piantar semi sulla roccia? Mi scrivi che vuoi mandar da me tuo cognato Likos perch si acculturi e veda nuove genti e nuove terre come, un tempo, facesti tu. Ebbene, mandalo e lo accoglier come un fratello e pi tardi manderai anche tuo figlio Egeo e io lo accoglier come fosse Mio figlio e lo ricoprir di doni. Non lasciare che la nave che ti ha portato i Miei messaggi riparta senza le tue risposte. Ti bacio e ti abbraccio con amore di Fratello.
Nyr sorrise e chiam lo scriba.
Una calda notte d'estate, mentre dormiva accanto alla sua sposa, Nyr ud la voce di Tiri che lo chiamava e gli parve che provenisse dal giardino. In silenzio, per non destare Arianna, si lev dal talamo e, nudo com'era, attravers la stanza dove dormiva il figlioletto Egeo, uscendo poi nel giardino profumato di fiori.
Subito, alla luce della luna vide Tiri, in piedi accanto a un albero di ulivo. Il vecchio pescatore reggeva sulla spalla un bastone alle cui estremit erano appese due piccole reti colme di pesci.
Sono stato a pescare per te, Nyr, gli disse Tiri, e la sua voce suon sommessa ma chiara nel silenzio della notte. Sono trascorsi molti anni e ora posso raccontarti cosa accadde ad Akrotiri per l'ira di Efestos che squarci il cuore dell'isola Rotonda e lo fece sprofondare nel mare. Vuoi ascoltarmi o preferisci non sapere?
Ti supplico di raccontarmi, Tiri! esclam Nyr, al colmo dell'emozione. Narrami come si svolse la tragedia perch, da quando accadde, mai nessuno pot riferirne per averla vista con
i propri occhi e io sono ansioso di sapere! Ma, prima, non vuoi toglierti dalla spalla quelle reti che ti pesano?
Non mi pesano affatto, sorrise Tiri. E ora ascoltami giacch lo vuoi. Ricordi che la cima del monte pi alto di Akrotiri era bucata e vi si apriva un cratere che restava verdeggiante anche quando tutt'intorno era bianco di neve?
Oh, la rammento bene, quella conca verde!
Un giorno prese a ribollire tutta, cominci a creparsi e infine si squarci. Dalle viscere pi profonde del monte venne un cupo rumoreggiare, poi, da quel cratere, cominci a sortire del fumo nero e si levarono, alte fino al cielo, lingue di fiamma. Questo racconto mi fece tuo fratello Timos, che vi assistette. Allora, nella memoria dei vecchi pastori che abitavano il monte, rivissero i ricordi di altre fughe per la stessa ragione e tutti scesero affannati ad Akrotiri e tremavano di paura cos come tremavano i muri delle case. Nel porto, il Navarca esortava alla calma, che nessuno si facesse prendere dal panico ma, allo stesso tempo, ordinava di allestire in gran fretta tutte le navi disponibili: si costruivano zattere, ogni barca da pesca fu requisita, la mia compresa. Il terzo giorno da che il monte aveva cominciato a tremare, eruttando fiamme e fumo nero, vi furono scosse di terremoto pi forti e le case di Akrotiri ebbero quasi tutte danni ma non irreparabili...
Dimmi della mia, Tiri! Dimmi della mia bella casa che non vidi mai! lo interruppe Nyr, implorante.
Era davvero bella, fra le pi belle di Akrotiri, e rimase intatta perch i sacerdoti avevano scelto bene quel terreno. Ma ti stavo dicendo del terzo giorno...
Scusami se ti ho interrotto, Tiri.
La sera di quel terzo giorno, dopo le scosse di terremoto, comparve al porto Krisimatos, il veggente cieco, e tutti gli si affollarono intorno, timorosi di ci che avrebbe potuto dire. Le sue parole te le riferisco esattamente: "Da qui a sette giorni", annunci Krisimatos, "la collera di Efestos ruggir in tutta la sua potenza. Preparatevi, dunque". A quelle parole vi fu un grande moto di delusione e di paura perch, in cuor loro, gli abitanti dell'isola Rotonda pensavano che la furia del dio si sarebbe esaurita come gi era accaduto in tempi passati e Krisimatos, invece, gli toglieva ogni speranza. Scoppiarono tumulti per il possesso delle navi ma il Navarca fermamente li sed, a costo di spargere sangue. Infine, quando il settimo giorno si annunci
con l'alba, tutte le navi dell'isola Rotonda lasciarono gli ormeggi, stracariche di gente. Gli animali che non s'erano dispersi erano stati sacrificati la sera prima al dio Efestos nel vano tentativo di arginarne la collera, ma nessuna carne arrostita fu imbarcata, perch sulle navi non vi sarebbe stato spazio neppure per un quarto di capretto. Il Navarca, d'altronde, contava di restare in mare soltanto un giorno e una notte, il tempo necessario per raggiungere l'isola del Re. Cos le navi presero il largo, portandosi a rimorchio barche da pesca e zattere. Anch'io avevo agganciato la mia vecchia barca, stracarica di persone, a una nave, e me ne stavo rannicchiato a poppa a guardare l'isola Rotonda, pensando che, comunque fossero andate le cose, forse non l'avrei mai pi rivista, vecchio com'ero...
Tiri s'interruppe e, per qualche istante, parve voler raccogliere i pensieri, prima di continuare.
Me ne stavo dunque a poppa della mia vecchia barca, riprese infine, quando vidi ci che un occhio umano  tanto poco abituato a vedere che stenta a credervi e, dopo, risulta difficile da raccontare perch le immagini tanto velocemente mutano, l'una inseguendo l'altra e sovrapponendosi, che dovrai contentarti della mia povera memoria. Stavo giusto guardando la montagna che continuava a eruttare fiamme e nuvole di fumo nero, quando accadde. Dapprima fu come una palla di fuoco che, irradiandosi per tutto il cielo, mostr nel suo centro un tal fulgore che ne fui accecato, tanto che mi difesi gli occhi con i palmi delle mani. Un attimo dopo percepii l'esplosione e fu cos tremenda che caddi, sordo, sul fondo della barca. Mi rialzai dopo pochi istanti e non potevo udire ma gli occhi s'erano ripresi dal bagliore intenso: vidi allora il centro dell'isola Rotonda sollevarsi alto, come sospinto dalla gigantesca mano di un dio. Furono attimi, ma a me parve un tempo lunghissimo, prima che l'enorme massa dell'isola ricadesse in mare con un tonfo immenso, sfrigolando e levando vapori. Ma la cosa pi incredibile  che la vidi affondare con tutte le case intatte! Dalle navi e dal mio stesso petto si levarono grida di orrore ma intanto, lentamente, ci allontanavamo e, quindi, ci consideravamo in salvo, tutti tranne Krisimatos che aveva voluto restare sull'isola. Stolti fummo a pensarlo. Sotto di noi cominci a sollevarsi il mare e port le navi cos in alto da toglierci il respiro. Poi, uomini e navi, sprofondammo nell'acqua e non avemmo neppure il tempo di considerarci morti che vennero a noi la madre e le sorelle di
Egea e, insieme con loro, nuotavano tutti i delfini del mare. Salimmo sui loro dorsi e ci sentivamo incredibilmente felici, Nyr! La Dea dell'Amore era cos bella che non potevamo guardarla e fu lei a guidare i delfini sino alla nostra residenza, lei e le sue figlie. Non puoi immaginare il nostro stupore e la nostra gioia quando, sott'acqua, ritrovammo la nostra citt, la nostra Akrotiri che poggiava intatta sul fondo del mare! Laggi, ignorati da tutti i mortali, viviamo da allora, sotto le acque del mare. Questo sono venuto a dirti, Nyr, ma non soltanto questo.
Il racconto di Tiri si interruppe e il vecchio pescatore sembrava attendere le parole di Nyr che per non riusciva a parlare, tanto era commosso e sbigottito dal racconto dell'amico. Soltanto dopo un poco si riebbe e allora mille domande gli si affollarono tutte insieme.
Tiri! Dimmi di mio padre Korys! Di mia madre Akena!
Tutti i tuoi cari seguirono la sorte degli altri, rispose Tiri, e adesso vivono nella tua bella casa e ti aspettano, per quando ti sar concesso di venire.
Perch non mi conduci subito a questa citt sommersa? Voglio rivedere i miei cari, tutta la mia gente! chiese Nyr, ansioso.
Ancora non ti  possibile, rispose Tiri. Ti stavo dicendo appunto che mi fu concesso di venire da te, e di raccontarti l'accaduto, per intercessione della divina madre di Egea che mi ha affidato un messaggio per te.
Dimmi il messaggio, allora, lo sollecit, impaziente, Nyr. Tu fai offerte a Efestos, ma nell'animo non ti assoggetti a lui, disse Tiri con un tono di accusa. Il tuo cuore, la tua ragione di mortale gli serbano rancore per la fine di Akrotiri e dell'isola Rotonda. Non  forse cos?
 cos, ammise Nyr, chinando il capo e, in quella breve risposta, rivel il suo animo come non aveva mai fatto in quegli anni quando pubblicamente sacrificava a Efestos.
Eppure sai bene di averne sposata la figlia, sai bene che Egea, per congiungersi a te, si impadron del corpo di Arianna. E tu credi che ci saresti riuscito se Efestos si fosse realmente opposto? Come  possibile che tu, dopo avere attraversati molti mari e conosciute molte genti, non abbia ancora capito che il destino dell'uomo sta nelle mani degli di? Ora sappi che Efestos  pago di avere sommersa Akrotiri e ridotta a una falce di roccia l'isola Rotonda. Egli  pronto quindi a dimenticare le tue
offese, anche perch cos riavrebbe i favori della sua divina moglie, ma tu devi scacciare dal tuo cuore la superbia.
Sono pronto a farlo, Tiri, rispose umilmente Nyr, colpito. Se  cos, dimostralo a Efestos, fu la replica di Tiri. Seguendo i suggerimenti della divina madre di Egea ti dir come fare. Lascia trascorrere tre giorni e poi salpa per la nostra Isola. Non fare, per, come gli altri anni allorch resti a contemplarla, dolente, dalla tua nave di cedro. Questa volta sbarca e sali sulle cime rimaste, esplora ci che resta dell'isola, ora ridotta a roccia infeconda e spazzata dai venti. Ricorda che da lontano viene
il vento e porta con s i semi che, se gli di non vogliono, si disperdono oppure muoiono. Ma, con il favore degli di, un seme, un piccolissimo seme portato dal vento, pu annidarsi nella roccia e persino spaccarla con le sue radici, pu frantumarla sino a ridurla in polvere e, quando la Grande Madre manda la feconda pioggia, da quella polvere di roccia nasce dapprima l'erba verde e, poi, l'albero e, con l'albero, torna la vita della terra. Sbarca, dunque, e guardati intorno. Se non sar quest'anno sar quello prossimo o un altro ancora, ma tu non desistere e, finalmente, vedrai chiari segni. Vedrai i falchi fare il nido come una volta e, se ci sono i falchi, ci sar cibo per loro. Ricerca un filo d'acqua dolce e lo troverai. Se scopri un filo d'erba aiutalo a crescere a costo di dargli la tua acqua da bere. E quando ci saranno alberi ed erba porta delle capre e avrai dei capretti. Porta pecore e montoni e avrai le greggi. Ma la cosa pi importante che dovrai fare  questa: nel preciso punto in cui avrai riscontrato il primo segno di vita, fosse anche soltanto un verme, tu erigerai un tempio a Efestos. Quando lo avrai fatto ti sar permesso, unico fra i mortali, di scendere sino alla Citt Sommersa e, laggi, ci rivedrai tutti. Ma ricorda fin d'ora che, una volta risalito, non dovrai farne parola con nessuno perch mai mortale dovr sapere dove si trova, sotto il mare, quella che fu Akrotiri. Ti ho detto ci che dovevo e ora ti saluto, Nyr. Bene augurando.
No, Tiri, aspetta! Non te ne andare ancora! supplic Nyr e si gett sul vecchio pescatore per abbracciarlo ma non strinse che l'aria. Tiri era scomparso ma, a dimostrare a Nyr che non s'era trattato soltanto di un sogno o di una visione, sull'erba era rimasto il bastone con le due reti colme di pesci freschi, ancora avvolti nell'alga che stillava acqua di mare.
Ferma all'ancora, la bella nave di cedro lasciava che il mare le accarezzasse i fianchi in un dolce abbraccio. Il sole al tramonto incendiava l'orizzonte e faceva rosseggiare gli alti picchi di quella falce rocciosa che era rimasta al posto dell'isola Rotonda. A bordo, equipaggio e passeggeri stavano in silenzio, rispettando la commozione di Nyr e del Barbiere che, ritti a prora, osservavano l'ammasso vulcanico che aveva sepolto la citt di Akrotiri e i suoi abitanti. Soltanto Nyr sapeva che non era cos e che la sua citt era adesso adagiata in fondo al mare. Non era la prima volta che la nave di cedro veniva all'isola e anzi, da dieci anni a quella parte, c'erano state numerose visite rituali. Questa volta, per, la visita assumeva un significato ben pi profondo perch, per la prima volta, Nyr, in seguito al messaggio portatogli da Tiri, aveva deciso che l'indomani lui e il Barbiere sarebbero sbarcati.
Il primo a rompere quel silenzio sacrale fu proprio Nyr che si volse a chiamare il figlioletto Egeo, trattenuto sino a quel momento dalla madre Arianna. Il fanciullo, che non attendeva altro, corse allora verso prua, seguito dallo sguardo amoroso di Arianna, e si gett nelle braccia del padre. Ridendo, Nyr lo fece piroettare in alto e Egeo ricadde con i piedi sulle spalle del padre e, da l, balz sulla pernecchia. Reggendosi con una mano sola, mentre con l'altra si grattava la testa, prese a fare buffe smorfie. Subito una piccola massa fulva saett tra le gambe del Barbiere e, correndo a quattro zampe, raggiunse Egeo e si mise a strillare e a far gestacci. Una risata generale accolse l'esibizione di Egeo e della scimmietta, stemperando l'atmosfera di emozione che aveva regnato sulla nave sino a pochi momenti prima.
Forse Zina vuol insegnare a Egeo che  lei che deve scimmiottare gli uomini e non viceversa, rise Nottola.
Fuori della cabina, Arianna, sua madre Dinna e Viridion ammiravano le evoluzioni di Egeo e della scimmietta chiamata Zina. Con la sua abituale dolcezza, Dinna osserv: Povera Zina, non contenti di ci che le hanno fatto, costringendola in esilio a Melo tra le donne della casa di Kllista, adesso danno il suo nome a una scimmia...
Non credi che Zina abbia meritato la sua sorte? intervenne Viridion, passandole un braccio intorno alle spalle. Del resto Nyr  stato fin troppo generoso con lei. Quando Aristea e Telesios ne hanno chiesto l'esilio e la confisca dei beni lui le ha permesso di vendere la casa e di tenersi il ricavato.
Arianna non fece commenti ma in cuor suo pensava che Nyr era stato fin troppo equo con la donna alla quale lei imputava la morte del padre. Ora non era il caso di ritornare sull'argomento perch, dopo un lutto durato quattro anni, Dinna aveva accettato la protezione di Viridion ed era felice con lui, che non solo trattava lei come una regina ma si comportava con Likos come se fosse suo figlio.
In quel momento, Egeo si lanci dall'alto della pernecchia e si infil in acqua con un tuffo perfetto. La scimmietta lanci strida di disappunto e, pur guardandosi bene dal seguirlo, rest a fissare ansiosamente l'acqua sinch Egeo non riapparve alla superficie.
Padre! Ho visto una murena rintanarsi poche braccia sotto!  grossa e lunga come un uomo!
Esagerato! rise Nyr.
Prendi il tridente e scendi a vedere, se non mi credi!
A sentir parlare di murene, Dinna si agit inquieta. Arianna! Di' a Nyr che richiami subito a bordo Egeo! esclam, volgendosi verso la figlia, ma Arianna, che sino a un attimo prima era stata al suo fianco accanto alla cabina, era scomparsa. Sconcertata, Dinna stava per rivolgere la stessa preghiera a Viridion, quando vide Arianna uscire dalla cabina e trasecol perch la figlia era interamente nuda e aveva calzato sui capelli la cuffia di conchiglie. N Dinna n Viridion riuscirono ad articolare parola per lo stupore e Arianna li guard sorridente, dicendo: Scendo a vedere anch'io, madre.
Ma... Arianna, tu sei fuori di senno! Non sai nuotare! esclam Dinna. Ti prego, torna in cabina a rivestirti! Arianna non parve neppure udirla e, con passo leggermente claudicante e tuttavia svelto, s'era gi accostata al bordo, vi saliva. Dal basso, i vogatori la videro per un attimo e parve loro di vedere una dea tanto le sue fattezze erano mirabili. Il grido angosciato di Dinna coincise con il tuffo di Arianna e, nello stesso momento, ignaro di ci che accadeva alle sue spalle, si tuff anche Nyr, stringendo in pugno il corto tridente. Mentre si immergeva nel mare si trov accanto Arianna che, sorridendo, gli tolse di mano il tridente e lo lasci cadere sul fondo. Dopo il primo momento di stupore, Nyr cap e insieme nuotarono verso un anfratto a poche braccia di profondit. Nel frattempo Egeo, sbigottito al vedere la madre nuotare come un pesce, era riemerso e gridava a quelli della nave: La madre nuota pi veloce del
padre! Certo  opera degli di perch  la prima volta che scende in mare!
Adesso anche i vogatori erano affacciati ansiosamente alla murata, mentre il Barbiere e Nottola se ne stavano tranquilli.
Non stare in pena per tua figlia, Dinna! grid il Barbiere Non pu accaderle nulla perch  assieme a Nyr e sono entrambi sotto la divina protezione di Egea!
Intanto, sott'acqua, Arianna s'era accostata alla tana della murena. Nyr lasci che vi introducesse un braccio e gli parve che stesse accarezzando qualcosa. Lentamente, come lei ritrasse
il braccio, usc la murena e Nyr non avrebbe mai potuto immaginare un animale cos imponente. Egeo non aveva affatto esagerato descrivendola grossa come un uomo e, per quanto abile e coraggioso fosse, Nyr si rese conto che non avrebbe avuto alcuna speranza di successo affrontandola con il tridente. La piccola mano di Egeo, che si era nuovamente tuffato, batt in quel momento sulla spalla del padre ed entrambi guardarono la murena che si lasciava accarezzare da Arianna. Il pesce restava immobile mentre lei introduceva ancora il braccio nella tana e lo ritraeva, impugnando lo specchio incorniciato d'avorio che Nyr, tanti anni prima, aveva donato a Egea presso l'imboccatura del porto di Akrotiri. Dalla lamina d'argento dello specchio si sprigion una luce vivissima che, attraverso il mare, sal fino al cielo che gi andava oscurandosi. A bordo della nave ne furono sbalorditi tutti, meno il Barbiere che immediatamente ne indovin l'origine. La luce dur soltanto qualche attimo, poi svan.
Sott'acqua, Arianna aveva rimesso lo specchio nella tana della murena e fece segno a Nyr e al figlio che era ora di riemergere. Quando le loro teste riaffiorarono, si lev un sospiro di sollievo da coloro che stavano affacciati alla murata.
Nessun dio, nessun mortale potranno toccare quello specchio sinch Akrotiri non sar risorta. Saremo noi a ricostruirla, mormor Arianna all'orecchio di Nyr che annu felice. Poi nuotarono insieme, tutti e tre, verso la nave di cedro.


NOTA REDAZIONALE.

Storicamente, Il pugnale e il fiordaliso si colloca intorno al 1500 a.C., il periodo del massimo splendore minoico. In quel momento, sul palcoscenico del mar Egeo, recitano tre attori principali: Creta, su cui regna incontrastato un Deukalion, discendente di Minosse, che pu contare sull'appoggio delle isole Cicladi, unite a lui dalla comunanza di lingua, cultura e interessi; Micene, sul continente greco, che sta incominciando la sua opera di espansione; l'Egitto, retto dal giovane Tuthmosi il quale, affrancatosi dalla soffocante tutela della regina Hatshepsut, sua zia e matrigna, regna su uno Stato che va sempre pi consolidando la sua potenza nei confronti delle terre confinanti e delle coste orientali dell'Asia. A completare il quadro delle forze in gioco non bisogna per dimenticare quello che in termini moderni si definirebbe un outsider: dalla Panfilia (una regione dell'odierna Turchia) giunge infatti un popolo di lontana origine achea, gli Akhkhiyawa, che, per mezzo di reiterate azioni di pirateria, cerca di conquistare il suo posto sul mare.
Al tempo della narrazione, l'Egeo  senza dubbio il punto focale dei commerci marittimi -, la flotta mercantile e da guerra di Creta e delle Cicladi  pi sperimentata e potente di ogni altra, senza contare che le ceramiche, i prodotti degli orafi, dei cesellatori, degli scultori e decoratori, degli armaioli minoici influenzeranno profondamente il mondo miceneo ed egizio per lungo tempo e ben oltre il declino della potenza commerciale e militare di Creta. Nello stesso periodo, ha inizio la formidabile espansione micenea che investir le Cicladi e la stessa Creta, raggiungendo Troia, Mileto, Rodi, Cipro e l'Egitto, stabilir insediamenti sulla costa asiatica (Ugarit e Byblos), arriver fino alla Sicilia {Siracusa), a Taranto, risalendo la penisola italica e spingendosi poi sino alla lontana Iberia. Profondamente diverso sar l'atteggiamento dei Minoici e degli Egizi nei confronti di questa espansione: gli uomini di Minosse cercano infatti di contrastare l'avanzata micenea che toglie loro il primato dei commerci, mentre i Faraoni dimostrano una maggiore lungimiranza, legandosi sempre di pi a Micene. Dal canto loro, gli Akhkhiyawa sono gli unici a trarre immediati benefici da questo stato di cose, approfittando della situazione per mettere a segno i loro colpi di mano in terra e in mare. Micene finir per prevalere ma, nel momento della narrazione, tutto ci  ancora in dubbio e le forze si
equivalgono: i Minoici sono in grado di tenere a bada gli Akhkhiyawa e la loro flotta e, in quanto al commercio, i loro prodotti sono di qualit decisamente superiore a quelli micenei che vi contrappongono vasellame e altri oggetti fabbricati in serie e quindi meno costosi. I Faraoni invece preferiscono adottare una posizione d'attesa, e stringono accordi con gli uni e con gli altri, avvantaggiandosi di quella concorrenza.
Il braccio di ferro tra Micene e Creta  a questo punto quando, quasi all'improvviso, avviene il tracollo di Creta, provocato da un imprevedibile concorso di eventi naturali e umani. Con un tremendo boato esplode la vulcanica Thera e tutta la parte centrale dell'isola sprofonda nel mare; ci che ne resta  un ammasso di lava privo di qualsiasi forma di vita. L'esplosione produce un maremoto di proporzioni colossali che investe Creta e le Cicladi, causando lutti e rovine, mentre lo tsunami raggiunge, con la forza di un ciclone, le acque e le terre circostanti, portandovi cenere vulcanica in tale quantit da impastare il mare e seppellire gli abitati pi vicini. Il cataclisma favorisce Micene, che non tarda a occupare Creta segnando la fine della potenza minoica.  naturale che, di fronte ad avvenimenti di siffatta portata, le antiche genti pensassero a una manifestazione di origine divina e si creasse una leggenda che, migliaia di anni pi tardi, Platone tenter addirittura di giustificare storicamente narrando le vicende di Atlantide. Per la verit, Platone parla di Atlantide come di un continente pi grande della Libia e dell'Asia insieme e, nel Crizia, ne descrive minuziosamente la geografia fisica e gli ordinamenti politici e militari concludendo con la sua distruzione, operata dai Greci, e il successivo affondamento per volont degli di.
Pu esservi un nesso fra la mitica Atlantide sommersa e la citt therana di Akrotiri? Platone colloca Atlantide oltre le colonne d'rcole, dunque in un punto geograficamente assai lontano da Thera, descrivendolo inoltre come un grande continente, ben diverso dalla piccola isola mediterranea. Ma se il racconto di Platone fosse una complicata allegoria per ricordare la rivalit fra Micene e Creta, terminata con la vittoria di Micene dopo l'esplosione di Thera? Fondata o no, l'ipotesi venne esaminata e discussa gi nell'antichit. Noi possiamo soltanto notare che Platone riporta (o inventa) come, dopo l'affondamento di Atlantide, quel mare diventasse fangoso a tal punto da impedire la navigazione alle navi greche. Non potrebbe essere il ricordo dell'enorme quantit di cenere vulcanica che impast l'Egeo in prossimit dell'esplosione di Thera? Ipotesi, come si e detto.
Ma che avvenne, in seguito, di Thera, l'isola Rotonda del romanzo di Mulas? Nel racconto, Nyr, finalmente in pace con gli di, dichiara la sua volont di ricostruzione: infatti Thera fu ripopolata, rinacque la citt di Akrotiri e l'isola divent una base di appoggio per la repubblica di Venezia, che la chiam Santorino. Oggi ha la forma di una falce, ma non  meno splendida di quando era l'isola Rotonda. La citt di Akrotiri, ricostruita, domina dall'alto il mare. A chi vi salga oggi, quel panorama meraviglioso ricorda antiche vite racchiuse nel cerchio magico del nascere e del tramontare del sole, eppure, conoscendo la storia dell'isola, non si pu fare a meno di provare un brivido sottile per quel mostro che giace silenzioso e inerte in fondo al mare, ma che potrebbe da un momento all'altro risvegliarsi in furibonda collera.
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FINE.